Shenese

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“I do not love shopping”

E’ una giovane bellezza americana conosciuta con il nome d’arte Ms Rain. E’ una modella di successo, vive in Florida e si sta laureando in Business Economy. Benché lavori nel mondo della moda, non ama fare shopping e odia qualsiasi aspetto materiale della vita



more No Comments maggio 7 2012 at 09:17


Gabriele Pignotta

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“Io e il mio pubblico ci adoriamo”

E’ considerato un autentico produttore di commedie brillanti innovative. Scrive, recita e raccoglie applausi e incassi record. Attualmente è in tournée con lo spettacolo “Ti sposo ma non troppo”

di Alessandro Cerreoni

E’ uno dei nuovi attori più apprezzati dal pubblico italiano. Il teatro sta diventando il suo stadio, il luogo dove raccoglie consensi e dove miete emozioni e risate. Per questo, insieme a Fabio Avaro, nel 2007 ha fondato la Comedy & Co., un gruppo artistico moderno e innovativo che in pochissimo tempo ha saputo reinventare un genere, la commedia italiana, trasformandola in una proposta teatrale nuova, coinvolgente, emozionante che attira migliaia di spettatori in tutta Italia. Le commedie scritte e dirette da Gabriele Pignotta, infatti, rappresentano oggi nel panorama teatrale un mix di qualità, originalità, talento. E anche di incassi record.

Gli esordi lo vedono trionfare al Festival di Castrocaro come volto nuovo e successivamente inizia a scrivere programmi per la Rai e per Mediaset. Ma è in teatro che Gabriele Pignotta trova il suo habitat ideale, e così inizia a scrivere e a produrre commedie. Attualmente è in giro con lo spettacolo “Ti sposo ma non troppo”. Inutile dire del grande successo. Così come per “La notte bianca”, in scena recentemente al Teatro Manzoni di Roma.

In questa intervista ci racconta come è diventato un personaggio di successo partendo addirittura dal momento della nascita…

Gabriele, parlaci di questo spettacolo teatrale che è in tournée, “Ti sposo ma non troppo”.

“E’ una bella commedia sentimentale che parla dell’amore in tutte le sue sfaccettature. Attraverso le vicende dei personaggi, l’amore cambia e prende forme sempre diverse: l’amore perduto, desiderato, sperato, sognato, pericoloso, ritrovato… Ma sempre raccontato con tanta ironia e la giusta dose di emozioni che fa battere il cuore”.

Sei stato anche al Teatro Manzoni di Roma con “Una notte bianca”; puoi fare un bilancio?

“Un  vostro collega  recentemente mi ha definito ‘l’unico artista del momento che scrive commedie che fanno impazzire il pubblico dalle risate  e che hanno anche tanto contenuto, gusto eleganza, originalità e talento’. Beh, mi basta questa definizione e ringrazio il pubblico che riempie i teatri dove andiamo ogni sera”.

Come nasce Gabriele Pignotta artista?

“Penso che l’artista è l’uomo nascano insieme. Se pensi che quando l’ostetrica mi dette lo schiaffetto appena uscito dal grembo di mia madre ho riso invece di piangere. Credo che fare commedie era già scritto nel mio dna insieme alla voglia di distinguersi da tutti gli altri”.

Come ti definisci caratterialmente?

“Mah, in continua ricerca di stabilità ma forse è questa la spinta a migliorare costantemente. In generale, quando non sono molto concentrato sul mio lavoro e quindi su me stesso, il che accade raramente, sono simpatico, profondo, curioso, ironico, ipocondriaco, ansioso,  e tanto distratto dai miei sogni e dalla mia immaginazione, che mi porta sempre fuori dalla realtà”.

Qual è stata la tua formazione?

“Tanta esperienza sul campo, piccoli medi e grandi palcoscenici per centinaia di repliche e centinaia di giorni di prove, più un milione di film e spettacoli visti e tantissimo spirito di osservazione della realtà e di tutto quello che mi circonda. La vita è la mia scuola”.

 Sei nato in tv, dove hai avuto importanti esperienze, per poi passare al teatro. E’ un abbandono momentaneo o definitivo?

“Non è un abbandono. Facevo intrattenimento in programmi che non mi appartenevano, oppure scrivevo per altri che non stimavo. Insomma era un contesto che mi dava soldi e visibilità ma che non mi faceva essere felice. Ora è giunto il momento di tornarci ma per fare la fiction e film per la tv e sto lavorando in quella direzione soprattutto come attore”.

 Che rapporto hai con il tuo pubblico?

“Ci adoriamo rispettandoci prima di ogni cosa”.

Ti senti un attore comico a tutti gli effetti?

“No, mi sento un attore! L’ironia è solo un linguaggio, il mio preferito. Ultimamente ho girato un corto che sta vincendo un sacco di premi dove la mia interpretazione è più seria e sto riscuotendo dei consensi clamorosi”.

Dove e come hai scoperto la tua vena comica?

“In classe dalle elementari, quando, a parte i compagni, vedevo tanto ridere soprattutto i professori, il che non è affatto facile giusto?”.

Giustissimo! Senti, si dice che il teatro sia in crisi. Sei dello stesso avviso?

“Il teatro sta morendo con tutti i teatranti vecchi, snob e lontani dal pubblico. Sta morendo il teatro istituzionale delle caste, arrogante ed elitario. Meglio così, era ora di cambiare. Il teatro che facciamo noi è molto vicino alla gente, vero, semplice e sincero”.

Tornando allo spettacolo “Ti sposo ma non troppo”, credi nel matrimonio?

“Certo che ci credo! Ma è il matrimonio che non crede in me”. (ride)

Se ad una donna dovessi dire: ti sposo ma non troppo. Come pensi possa reagire?

“Una donna vuole sempre avere la sensazione che per te sia la cosa più importante, la cosa più bella e preziosa, quindi diciamo che non glielo direi mai, ma farei in modo che sappia che lo penso. La libertà  di scegliersi giorno per giorno è un presupposto fondamentale per decidere di vivere una relazione. E’ quel ‘ma non troppo’ che terrebbe vivo il rapporto, ne sono certo”.

 



more No Comments maggio 7 2012 at 09:15


Barbara Saba

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“Quell’incontro con Costanzo”

Ha scoperto il teatro da adolescente. La svolta è arrivata dopo l’incontro con Maurizio Costanzo e la possibilità di lavorare al Festival di Todi. Intanto, sta per debuttare al Teatro Garbatella di Roma il suo nuovo spettacolo “Milonga Merini. Poesia, tango e follia”



more No Comments maggio 7 2012 at 09:14


Savino Zaba

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Dalla Puglia con furore

La Puglia, i cani e la Juve sono tra le sue passioni di vita. Savino Zaba è un personaggio cresciuto con la radio e che adesso ha deciso di misurarsi con la grande esperienza di “Uno Mattina” in tv. Ha scritto anche un libro intitolato “Beato a chi ti Puglia”, con la prefazione di Renzo Arbore

di Silvia Giansanti

La caparbietà tipica degli abitanti del Sud e la determinazione spinta da una forte passione per questo lavoro che ha sempre sognato, hanno aiutato Savino Zaba a costruirsi una carriera meritata e di tutto rispetto. Nato a Cerignola, in provincia di Foggia, il 25 luglio del 1971, Savino si destreggia abilmente tra radio, il suo primo amore, e la tv, che lo vede attualmente al timone quotidiano di “Uno Mattina – Storie Vere” in onda sull’ammiraglia Rai.

Savino, per quale grande occasione hai lasciato la Puglia, alla quale sei molto attaccato?

“Era esattamente maggio del 2000. Qualche settimana prima avevo inviato una classica demo al direttore artistico del noto network RDS, così sono stato chiamato per sostenere un provino. L’esito è stato positivo e quindi il mio sogno di lavorare in questo grande network si è avverato. Ho lasciato Radio Norba in Puglia e mi sono trasferito a Roma, per effettuare il grande salto di qualità”.

Cosa ti manca della tua amata terra?

“Fortunatamente alla prima occasione ci torno spesso. Mi mancano i luoghi, le immagini, la gente, i profumi, i sapori e i colori che hai dentro, è una cosa inspiegabile. Ho scritto anche un libro su questa terra. E’una parte di me, pur riconoscendone i limiti e i difetti”.

Hai lavorato per alcuni principali network radiofonici italiani e poi sei approdato in tv. Quanto ti è servito il mezzo radiofonico per arrivare alla tv?

“Sicuramente la radio è una grande palestra, è servita molto a quello che faccio attualmente. Il tempo, il ritmo, la velocità e la spontaneità sono elementi che solo la radio dà. Un altro strumento che adoro e che devo ringraziare è il teatro, però sicuramente il mezzo radiofonico conserva ancora quella freschezza, quella genuinità e quel ritmo unico”.

Perché chi fa la radio può fare più facilmente la televisione e non viceversa?

“Chi fa la radio tende ad avere una spiccata personalità e dei tempi diversi. La radio ha una grammatica tutta sua che va rispettata ed un conduttore radiofonico è più completo e più avvantaggiato per fare la tv. In quest’ultima aiuta molto l’immagine che può andare a coprire a volte un buco o un tentennamento di un conduttore tv, che ha dei tempi più lenti”.

Quale dei due mezzi ti affascina di più?

“Mi affascina la potenza della tv, ma spero di non lasciare mai la radio. Quest’anno spengo le mie 25 candeline radiofoniche e attualmente continuo a condurre il programma ‘Ottovolante’ su Radio Due”.

Svolgi un mestiere pieno di impegni dove in realtà non si termina mai nella giornata. Come riesci a far capire tutto questo alle persone dure di comprendonio che concepiscono il lavoro nella maniera tradizionale?

“Per fortuna sono circondato da persone che hanno subito afferrato il mio meccanismo diverso di lavoro rispetto agli altri. Faccio la radio, la televisione, il doppiaggio, il teatro e adesso sono impegnato con la promozione del libro. Avrei bisogno di giornate più lunghe, visto che arrivo a lavorare fino a 14 ore al giorno”.

Ti viene in mente un aneddoto radiofonico in tutti questi anni di carriera?

“Ricordo una volta quando intervistai Annalisa Minetti. E’ stata una mia gaffe che è rimasta nella storia, in quanto le chiesi se preferiva andare al cinema o dedicarsi alla lettura. Lei simpaticamente mi disse che le sarebbe piaciuto andare al cinema o leggere un libro, ma che la vedeva un po’ dura… A microfoni spenti ci chiarimmo e lei per fortuna non si offese. D’altronde quei due bellissimi occhi vivi ti ingannano e nulla ti farebbe pensare ad una non vedente”.

Fino a giugno sarai impegnato tutti i giorni con “Uno Mattina – Storie Vere”. Qual è finora il tema che ti ha colpito di più?

“Volere è potere perché questa cosa l’ho sentita molto mia. Ho sempre desiderato fare nella vita quello che sto facendo ora. Sono partito dalla provincia del Sud senza nessuno che mi aprisse le porte e con la mia caparbietà e la mia forza di volontà, sono riuscito a fare quello che sognavo”.

Come affronti questa grande responsabilità che ti è stata affidata?

“Con molta professionalità e serietà, perchè mi rendo conto che mamma Rai ha avuto il coraggio di affidare un programma storico che sveglia gli italiani a due nuove leve allevate in casa. Io provengo da Radio 2 e Giorgia Luzi viene dalla ‘Tv dei Ragazzi’. Una scommessa. All’inizio, ho sofferto nell’affrontare questa grande esperienza professionale, ma poi con il tempo sono diventato più sicuro. Il segreto del buon risultato è studiare bene il copione, informarsi continuamente, incuriosirsi e andare a letto presto”.

E se Niccolò il tuo bambino non ti facesse chiudere occhio?

“L’ha già fatto! Durante i primi mesi di vita svolgeva il suo buon lavoro da neonato e si svegliava a qualsiasi ora per fare le poppate. Il giorno dopo mi sembrava di impazzire, lavoravo tutto intronato. Adesso fortunatamente le cose si stanno regolarizzando, ha capito che anche lui deve contribuire al bilancio familiare”.

Oltre ai cani, cosa ti appassiona di più nella vita?

“Gli essere viventi, la natura, il nuoto e la Juve”.



more No Comments maggio 7 2012 at 09:13


Roberto Ciotti

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Anima ed emozioni in blues

Si sta preparando per il Jazz Blues Festival in Senegal. Sta lavorando al suo quindicesimo album. Dopo tanti anni di lavoro, la passione per la musica è sempre quella di un ragazzino. Un mito e un esempio da seguire



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Charlie Rapino

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Il papà dei Take That 

E’ l’uomo d’oro della discografia inglese. E’ dotato di grande talento e intuito. Un esempio? Prese un gruppo sconosciuto e lo fece diventare il fenomeno Take That 



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Alessandra Bosco

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Distrazione di massa

E’ diventata famosa per aver realizzato un calendario sexy destinato alle truppe militari in zone di guerra. Si definisce una modella glamour con tanto cervello e con la testa sulle spalle. D’altronde, la bellezza da sola non serve a nulla



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Dario Bandiera

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Semplicemente bravo

E’ uno dei protagonisti del nuovo film “Workers – Pronti a tutto” di Lorenzo Vignolo. Si sta affermando come un bravissimo attore e dei suoi esordi ricordiamo il suo essere poliedrico: cantante, ballerino, imitatore e comico



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Cristina Chiabotto

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“Nulla arriva per caso”

Da Miss Italia ad oggi ne è passata di acqua sotto i ponti per Cristina. Tanta tv e tanti consensi da parte del pubblico. Di lei abbiamo letto diverse interviste ma questa volta ve la presentiamo attraverso questa originale intervista “alfabetica”



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GP Magazine Aprile 2012



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