GP Magazine agosto 2014



more No Comments settembre 16 2014 at 15:07


Micol Olivieri: “Fare un figlio è un atto d’amore”

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Micol Olivieri è di nuovo Alice nella serie tv “I Cesaroni”. La nota attrice romana durante la maternità, ha disegnato un’interessante linea d’abbigliamento per mamme e neonati visto che la moda è la sua passione, nell’attesa che qualche azienda voglia produrla.

di Silvia Giansanti

Ironica, svelta e con l’argento vivo addosso, ha trasformato questo 2014 in un anno meraviglioso da ricordare a vita. L’inizio della sua favola, a dir la verità, risale allo scorso anno quando lei, appena rientrata dall’esperienza del reality “Pechino Express”, ha conosciuto un uomo bello dentro e fuori, come lo ha definito, di nome Christian Massella. Il loro amore ha generato un bel fiocco rosa di nome Arya di prossima nascita. Del resto, una mamma con un nome particolare, non poteva che sceglierne uno non comune per la figlia, considerando poi che sente vicine altre culture e popoli come gli indiani d’America. Ha trascorso la maternità disegnando una linea d’abbigliamento per mamme e neonati e rilasciando interviste come nel nostro caso. E’ anche diventata testimonial di “Chicco di felicità”, un’iniziativa benefica del marchio dell’infanzia, per tutelare le adozioni di bambini con alcune difficoltà. Adesso è di nuovo nel ricco cast de “I Cesaroni” per regalarci qualcosa di diverso, che sicuramente le varrà una brillante riconferma come attrice. Il bello di Micol è che ha fatto tutto presto, a nove anni era già davanti ad una macchina da presa e ora, poco più che ventenne, è mamma. Ci ispira simpatia perchè è allegra e a sensazione è una ragazza molto positiva.
Micol, chissà quante volte ti sarai arrabbiata quando qualcuno sostituisce la lettera M con la N del tuo nome, vero?
“Tantissimo, ma anche quando mi sbagliano l’accento, Mìcol invece di Micòl che è quello giusto”.
Quando sei nata artisticamente?
“Nel 2000/2001 come testimonial della pubblicità Coop”.
Quand’è stato invece il momento in cui hai acquisito sicurezza nel tuo lavoro?
“Nel momento in cui mi sono ritrovata ad interpretare il personaggio di Manuela nella fiction ‘Il Veterinario’ accanto a Gigi Proietti”.
Stai per ripartire nella serie tv “I Cesaroni”. Ci puoi anticipare qualche novità?
“Innanzitutto è previsto l’ingresso di nuovi personaggi e Alice, che interpreto io, sarà un po’ diversa dal solito”.
Cos’ha in comune questo personaggio con te?
“Diciamo alcune cose. Nelle varie serie c’è stata a volte una sovrapposizione, ma molto spesso delle differenze sostanziali. In breve, io sono più allegra, ma alla fine sappiamo che il lavoro di attrice consiste nel calarsi anche in ruoli completamente diversi dal proprio essere”.
Tutti gli attori da noi intervistati negli anni, e che ne hanno fatto parte, si sono trovati benissimo e hanno parlato di atmosfera magica. Confermi?
“Girare ‘I Cesaroni’ per molti anni significa far parte di una famiglia. E’ una macchina rodata”.
Con chi hai legato particolarmente?
“Difficilmente ho problemi con gli altri attori, perché sono piuttosto seria e disciplinata sul lavoro. Nutro un grande affetto per Elena Sofia Ricci e rispetto per tutti gli altri. Ho buoni rapporti con i colleghi fino alle maestranze, che svolgono un lavoro immane”.
Hai scelto di diventare mamma ad una giovane età, andando anche un po’ controcorrente rispetto alla massa e per di più con una carriera iniziata da poco. Pensi di farcela a conciliare il tutto?
“Ci proverò, dai! La cosa più importante è la salute della bimba”.
Esiste un’età giusta, secondo te, per avere un figlio?
“Mia madre dice sempre una gran cosa: chi pensa di aspettare di avere il momento perfetto per avere un figlio, non ha capito che quel momento non ci sarà mai. Ci sarà sempre un lavoro, una situazione economica ed una sentimentale da sistemare, definire e consolidare. Fare un figlio è un atto d’amore e forse anche di incoscienza. Ma soprattutto di speranza e di fiducia nel futuro”.
Quando nascerà?
“Tra poco ad ottobre e si chiamerà Arya, un nome molto antico il cui significato è ‘nobile’, ‘onorevole’ in sanscrito”.
Mi dici un dolce ricordo della tua infanzia?
“Ce ne sono tanti, impossibile elencarli tutti”.
So che la moda è la tua passione, cosa stai disegnando mentre il pancione cresce?
“Abbigliamento per bambini giusto per restare in tema. Mi sento ispirata”.
Proprio di recente hai convolato anche a nozze. Ricorderai questo 2014 come un anno molto movimentato, vero?
“E non solo, anche come uno dei più belli”.
Cosa ti ha conquistato di Christian, il tuo novello sposo?
“Innanzitutto la sua generosità, la sua bontà d’animo e diciamolo pure che è bello dentro e fuori!”.

CHI E’ MICOL OLIVIERI

Micol Olivieri è nata a Roma l’11 febbraio del 1993 sotto il segno dell’Acquario con ascendente Leone. Micol si definisce sincera e leale, adora la sua città natale e non poteva che tifare Roma. E’ di buona forchetta e tra i suoi hobby ci sono la lettura e andare al cinema. Possiede dei cani e un marito con tanto di figlia in arrivo e questo è l’anno fortunato della sua vita. Il suo esordio è avvenuto all’età di nove anni con il cortometraggio “Turno di notte” con Leo Gullotta. Ha proseguito con vari spot pubblicitari, produzioni televisive e cinematografiche. Negli anni duemila ha recitato in varie fiction televisive tra cui “Soraya”, “Questo amore”, “Distretto di Polizia 5”, “Il Veterinario” e “I Cesaroni” con cui è salita alla ribalta nel ruolo di Alice Cudicini. Ha ottenuto anche diversi ruoli nel cinema in film come “Innamorata della morte”, “Il rumore delle molliche”, “Oltre il mare”, “Il muro celato” e “Il sole sopra le nuvole”. Ha avuto anche valide esperienze teatrali.



more No Comments settembre 16 2014 at 14:45


Amaurys Perez: Il campione che non ti aspetti

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Campione di pallanuoto, ballerino e produttore di birra. E’ nato a Cuba ed è cittadino italiano. E’ molto legato a sua moglie e ai suoi figli, dimostrando che si può essere grandi personaggi rimanendo con i piedi a terra e fedeli ai propri valori e princìpi. Una bella persona che abbiamo avuto il piacere di conoscere a maggio in occasione dell’AgriCountry Festival a Bracciano, dove ha presentanto la sua eccezionale birra che produce insieme a suo cognato e al suo compagno di squadra Valentino Gallo.

di Simone Mori

Amaurys Perez è nato a Cuba 38 anni fa. Cittadino italiano da tempo, ha vinto con la nazionale italiana di pallanuoto un oro mondiale e un argento olimpico. Protagonista dell’ultima edizione di Ballando Con Le Stelle su Rai 1, si è fatto conoscere al grande pubblico per la sua prestanza fisica e per la sua simpatia infinita. In questa intervista ci mostra la sua semplicità e la sua passione per un hobby particolare: la birra. Perez ha tutte le carte in regola per colpire, come Cupido, le nostre lettrici al cuore. Vediamo cosa ci racconta…
Amaurys, sei un gigante, ma chi ti conosce sa che è solo una corazza. Allora dicci come sei veramente.
“Sono una persona semplice, sincera e trasparente. Così come mi avete visto a Ballando Con Le Stelle. Credo che oggi la cosa che meravigli di più è il rimanere sempre con i piedi per terra”.
Il successo allora non ti ha trasformato?
“Assolutamente no. Se cammino per strada e la gente mi ferma io sono felicissimo di firmare autografi e scambiare quattro chiacchiere. Se posso dare ad una persona un momento di felicità lo faccio con il cuore! Io vorrei lottare per un mondo televisivo fatto di realtà e non di artificio. Perché costruire falsi personaggi? È una cosa che non tollero”.
Che rapporto hai con la tua famiglia?
“Mia moglie e i miei figli sono tutto. Nessun successo sportivo o televisivo può essere paragonato ad un momento con loro. Poi ho un rapporto speciale con i miei suoceri che mi hanno accolto come un figlio. Per quanto riguarda mia madre, beh avete visto quanto la amo direttamente con i vostri occhi!”.
Sei molto impegnato nel volontariato, nell’aiutare i bambini bisognosi. Quant’è importante per te?
“Lo è tantissimo. Venendo da una realtà povera posso capire cosa significhi crescere con delle privazioni. Io sono del parere che chi ê fortunato deve aiutare senza pensarci due volte. A Cuba, la solidarietà è all’ordine del giorno. Dove si mangia in 5 si può, anzi si deve, mangiare in 10. Rispondo sempre presente per iniziative benefiche”.
La pallanuoto ti ha dato parecchie soddisfazioni. La piû bella?
“Ovviamente la medaglia d’ argento a Londra 2012. Chi l’avrebbe detto che a 36 anni mi sarei tolto una tale soddisfazione?”.
Ti piacerebbe continuare con la tv una volta finita la carriera agonistica?
“Sarebbe bello. Mi sento a mio agio davanti le telecamere perché non ho maschere. Anche quando sono stato chiamato da Milly Carlucci per andare agli Oscar Tv, mi sono divertito insieme ai colleghi di avventura”.
Sei appassionato di birra. Vero?
“Mi piace e da qualche anno la produco anche. Grazie a mio cognato che mi ha trasmesso questa passione e al mio collega di vasca Valentino Gallo, spesso siamo in giro per presentare le nostre birre. Una volta che si assaggia quella artigianale si apre un mondo di gusti totalmente differente dal normale”.
Grazie mille Amaurys per questa breve, ma intensa chiacchierata.
“Grazie a voi di GP Magazine e un saluto al direttore!”.



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Catena Fiorello: Nuovo successo editoriale per la scrittrice siciliana

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Una storia toccante che ha come protagonista un uomo che impara a diventare padre e una donna che scopre di essere figlia. Tutto questo nel nuovo libro di Catena Fiorello “Un padre è un padre”, la cui ispirazione le è venuta semplicemente guardando un padre e una figlia che camminavano abbracciati.

di Silvia Giansanti

Lo scorso anno ci ha deliziati con un bellissimo romanzo autobiografico che emanava tutti i ricordi e i profumi della sua colorata terra e dopo il successo quindi di “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, Catena Fiorello è tornata con una pubblicazione nuova di zecca dal titolo di “Un padre è un padre”. E’ stato ancora una volta un vero piacere aver incontrato questa donna così seria, determinata, dotata di una spiccata sensibilità, iperattiva e che staresti ore e ore a sentirla parlare, perché ha sempre qualcosa di molto interessante da dire e da raccontare. E’ un po’ nostalgica dei bei tempi andati degli anni ’80, dove c’erano meno condizionamenti e più educazione.
Perennemente in viaggio per presentare le sue opere, Catena anche questa volta ha dato l’anima, a tal punto da non volersi addirittura separare dal personaggio del libro, una volta terminato. Lei è una donna speciale che ama le cose semplici e giuste e dopo aver rivoluzionato la sua vita per scrivere il nuovo libro, già ha l’ispirazione per il prossimo. Prepariamoci a rivederla girare alle tre di notte in casa con la caffettiera in mano.
Catena, arriva la bella stagione e tu puntualmente pubblichi un libro.
“Di solito esco a marzo-aprile. Quest’anno invece mentre ero pronta con l’uscita del libro, sono stata sopraffatta da una crisi mistica mia personale, in quanto non mi sentivo pronta per lasciare la protagonista del libro. Dopo che passi tanti mesi con questa figura, diventa quasi di carne. Separarmi da lei è stato un enorme dispiacere. Non mi è mai capitato di piangere mettendo il punto ad un libro. Ancora ricordo quella sera del 17 giugno e l’indomani il libro sarebbe uscito. Quando un libro è in libreria, devi sapere che non lo considero più mio. E’ stato un lavoro sofferto perché non mi volevo staccare dal personaggio”.
Dove hai preso l’ispirazione per crearlo?
“Mi ricordo il preciso istante in cui è arrivata, vale a dire un anno e mezzo fa mentre camminavo in via Cola di Rienzo a Roma e ho visto un uomo anziano con una ragazza. Ho subito capito che erano padre e figlia, nel modo in cui si abbracciavano senza cingersi. Così ho pensato di scrivere di padri e figli, con un occhio di riguardo a quei ragazzi a cui è stato negato un abbraccio paterno senza deciderlo”.
Preferisci scrivere di te o inventare storie?
“Inventare storie perché non ho la responsabilità di rappresentare qualcosa di cui magari non riesco ad essere all’altezza e nello stesso tempo anche libera di spaziare e di creare. E’ un lavoro meraviglioso quello di inventare”.
Anche in questo caso hai rivissuto le solite notti insonni, il classico salto del pasto e chiusure forzate a casa?
“Mamma mia, questo libro è stato tosto, un inferno. Ho stravolto la mia vita, quasi a mo’ di sfida personale. Perfino il mio fidanzato mi ha fatto notare che stavo esagerando. Ho perso il ciclo del sonno, mangiavo fuori orario e male, ho fumato tanto, preso litri di caffè, ecc. Considera che curo personalmente anche il lavoro delle bozze, almeno se devo piangere non lo faccio per errori altrui”.
Cosa speri di poter lasciare ai lettori?
“Non ho messaggi per nessuno. Solo portare un po’ di conforto a chi un padre non ce l’ha mai avuto e che se l’è dovuto inventare. Ci sono ragazzi che hanno avuto la vita devastata da questa mancanza, spesso sappiamo che sono i padri che devono andare via di casa. Oppure ancora oggi in alcune circostanze, non viene svelata magari l’identità di un padre. Il libro comunque è questo, ovvero raccontare che essere padri è uno stato della mente e che il sangue c’entra poco”.
Quali sono le differenze che intercorrono con il rapporto che hai avuto tu in prima persona con tuo padre e questo della protagonista del libro?
“Per me mio padre è stato a prescindere una certezza assoluta e per Paola da Catania, un padre da conquistare”.
Come hai trascorso queste settimane d’estate?
“Presentando il libro in alcune stupende città italiane. Non amo molto fare le vacanze, forse perché sono cresciuta in un posto di mare. Dopo un po’ mi annoio, mi sento un po’ anomala ma è così. Preferisco abbinare il lavoro e quindi la presentazione del libro, ad una passeggiata in una città da favola, come è stato ad esempio per Monopoli o Polignano a Mare”.



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Una giornata speciale: Catia Ardito

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E’ con la bella Catia che continuiamo la nostra avventura: la diciassettesima. Noi di GP Magazine insieme ad Adriana Soares abbiamo ideato un fashion contest volto a tutti i ragazzi e ragazze della porta accanto. Un modo speciale di realizzare il sogno di molti giovani che desiderano intraprendendere la carriera di modelli o semplicemente passare una giornata speciale, dove i ragazzi si immergono in un contesto diverso, quello di uno shooting fotografico.

di Adriana Soares

Cresciuta con la passione per il teatro, dopo il diploma ha frequentato un corso di recitazione e successivamente ha iniziato a lavorare in sit-com come “Casa Vianello” e in teatro. Diventata mamma ha dovuto interrompere per un po’. Ma ora è il momento giusto per riprendere ciò che sempre amato: la recitazione!
Sei una donna bellissima. Sei madre… Parlami di te… delle tue aspirazioni. “Non mi sono mai sentita bella ma grazie del complimento!  Sono madre di un meraviglioso ragazzo e ne sono felice, anche se a volte è sfiancante. Soprattutto ora, in quanto adolescente ed è in un momento delicato della sua crescita. Come madre sono piuttosto severa, mio figlio dice che non ha una mamma ma un generale. Non sono soltanto una madre, sono una donna forte, coraggiosa, volitiva, determinata ma molto sensibile e passionale. Amante della vita, degli animali. Ne ho adottati quattro: tre gatti ed un cane. Adoro i bambini e le persone anziane. Spesso sono come bimbi. Le mie aspirazioni sono più che altro progetti che vorrei realizzare o almeno provarci, ma non ne parlo per scaramanzia”.
Nella vita ci sono momenti in cui bisogna fare delle scelte. Hai più rimorsi o più rimpianti? “Non ho molti rimorsi e il rimpianto più grande è la laurea ma ho intenzione di provvedere”.
Se avessi il potere di cambiare il passato, cambieresti qualcosa? “Probabilmente non mi sposerei. Il legame con una persona deve essere scritto nel mio cuore non su un certificato! Con questo non voglio dire che il matrimonio sia sbagliato, ma non fa per me.
Ti piaci come sei? Cosa cambieresti? “Mi preferisco adesso rispetto a quando ero più giovane. Mi piace la consapevolezza che si acquisisce con l’eta. La conoscenza dei propri limiti e delle proprie capacità.
Abbiamo passato una giornata davvero speciale… parlami di questa giornata. Consiglieresti questa esperienza alle altre donne? “Conoscerti  è stata una bellissima esperienza, sei un’artista molto brava, profonda e intelligente e in quanto artista, molto sensibile. Con te e il tuo staff ho trascorso una giornata piacevolmente positiva. Consiglio vivamente questa esperienza ad altre donne”.
I sogni aiutano a vivere… Cosa sogni? Cosa speri per il futuro? “Più che sogni, è avere degli obbiettivi e farne sempre di nuovi che aiuta a vivere meglio. Ti danno la forza per affrontare le difficoltà e a non invecchiare. Per il mio futuro ho molti progetti e probabilmente non riuscirò a realizzarli tutti, ma va bene così”.



more No Comments settembre 16 2014 at 14:33


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