GP Magazine dicembre 2014



more No Comments gennaio 16 2015 at 15:00


Iaia Forte: Talento e virtù di un’attrice unica

iaia forte

Dal 18 marzo al 2 aprile e dall’8 al 19 aprile Iaia Forte sarà al Teatro Argentina di Roma con “La Carmen”. L’attrice partenopea sta portando in scena anche il personaggio maschile di Tony Pagoda nella commedia “Hanno tutti ragione”. Inoltre è Azzurra, una prostituta, nel film “La vita oscena” e la signora Rosa ne “Il giovane favoloso”. L’ultima fatica cinematografica che ha girato è “Ho ucciso Napoleone”.

 

di Silvia Giansanti

 

Iaia Forte è una donna di spessore dalla risata “argentina” che non ha timori, si affaccia fiduciosa al nuovo anno e si aspetta tante cose belle dal 2015. Del resto per chi è nato sotto il segno dei Pesci si prospettano dodici mesi positivi. Viene il mal di testa, non solo a studiare il suo lungo e vittorioso percorso, ma anche a riepilogare tutti i suoi recenti sforzi. Reduce dal successo de “La Grande Bellezza”, la camaleontica attrice, che ultimamente ha anche indossato i panni da uomo nella commedia “Hanno tutti ragione”, non si è affatto cullata. Ha girato un film dietro l’altro e adesso è pronta a debuttare nella Capitale con l’opera “La Carmen”.

Iaia, da dove nasce la scelta di questo nomignolo?

“Dai miei fratelli piccoli che non sapevano pronunciare il mio nome per intero. Da allora è rimasto, visto che suona anche così bene”.

Un ricordo legato al periodo in cui hai iniziato?

“L’arrivo al Centro Sperimentale di Cinematografia e di conseguenza il mio arrivo a Roma nel 1987, che ha cambiato totalmente la mia vita. Quello è un ricordo forte”.

Hai una ricca esperienza teatrale. Come mi puoi descrivere i cambiamenti che hai vissuto in tutti questi anni sulla tua pelle?

“E’ cambiato perché la crisi ha diminuito le possibilità. Quando ho iniziato, si faceva un tipo di teatro sperimentale”.

Rifaresti il tuo lavoro?

“Certamente, mi dà molte possibilità di incontro e di scambio, anche se va a togliere molto alla vita privata”.

Quale attrice italiana ammiri molto?

“Tra le non viventi Anna Magnani e tra le viventi Sofia Loren”.

Quello che non sopporti oggi nel mondo dello spettacolo?

“L’approssimazione e il desiderio di apparire a tutti i costi, con il risultato di avere poca sostanza”.

Sei pro o contro i talent?

“A dir la verità sarei anche pro, ma in realtà credo che i talent alimentino delle illusioni che poi vengono meno”.

La più bella definizione che ti hanno dato nella tua grande carriera?

“Forse quando ho fatto il film ‘Libera’, il critico del Corriere della Sera, Maurizio Porro, ha scritto che ero una cult diva. Il temine mi ha divertito molto”.

Perché le attrici napoletane hanno una marcia in più?

“Credo che tutti gli attori napoletani abbiano qual qualcosa in più, grazie al dialetto”.

Da dov’è nata l’esigenza di svolgere anche la regia nel tuo percorso artistico?

“Avendo lavorato con tutti i più grandi registi italiani, ho imparato qualcosa e allora ho deciso di mettermi in gioco. Il riscontro di pubblico mi ha confortato su questa scelta”.

Qual è stato il personaggio che hai finora interpretato e che ti ha colpito maggiormente?

“Uno degli ultimi, Tony Pagoda. Ho avuto la possibilità di fare un personaggio maschile, sono una delle poche attrici che l’hanno fatto. E’ molto più facile che un uomo si trasformi in donna che viceversa”.

A questo punto parliamo del lavoro “Hanno tutti ragione”, tratto dal romanzo di Paolo Sorrentino. Come si presenta il carattere di quest’uomo, Tony Pagoda?

“E’ molto simpatico, è un gradasso, è un alcolizzato, è un cocainomane, non si fa mancare nulla! Ha un animo molto fragile nascosto e un romanticismo molto forte. E’ inoltre ironico e tagliente. Ha un look tipicamente anni ’70. Non è un personaggio convenzionale, è molto stravagante. Penso che ognuno di noi contenga dentro un pezzo di Tony Pagoda”.

Da dove spunta il desiderio di “impersonificare” questo personaggio?

“Dal fatto che il teatro è un luogo di gioco, dove non bisogna riprodurre la realtà così com’è. Ho interpretato davvero di tutto, dalla suora alla prostituta e penso che non ci siano proprio limiti in quest’ambito. E’ inutile che si fa il teatro come la televisione, usiamolo per tutta la sua potenza immaginativa”.

Quante ore di trucco occorrono per questa trasformazione?

“In realtà non molte perché mi vengono in aiuto occhiali e parrucca. Ho lavorato di più sul corpo e sulla voce per attuare di più questa trasformazione. Mi sono sentita molto a mio agio, nessun imbarazzo”.

Si tratta di un lavoro che è sbarcato anche all’estero, se non sbaglio.

“Sono pazza di gioia perché è sbarcato a New York, Detroit, Shangai e Pechino. Non capita tutti i giorni di poter esportare uno spettacolo italiano all’estero. Il tour comunque prosegue”.

So che stai fremendo per un grande progetto.

“Non vedo l’ora prossimamente di fare La Carmen e di debuttare al Teatro Argentina di Roma con Mario Martone e l’Orchestra di Piazza Vittorio. Ci tengo moltissimo a quest’opera. Avremo anche altre date in Italia”.

Tutto questo quando si concretizzerà?

“A breve, nel mese di marzo”.

Tra le tue ultime fatiche cinematografiche, c’è “La vita oscena” di prossima uscita. Parliamo del personaggio Azzurra.

“Avevo già lavorato con De Maria ed è stato bello ritornare a lavorare insieme. In questo caso sono una prostituta che interpreta alcune scene atipiche”.

Cosa stai girando in questo momento?

“Sto girando il film ‘Ho ucciso Napoleone’ di Giorgia Farina, una commedia femminile  che uscirà tra poco”.

Invece riguardo al “Giovane Favoloso”?

“Quella è un’altra delle mie grandi soddisfazioni. Così come ‘La Grande Bellezza’ ha vinto l’Oscar e ha avuto un ottimo incasso, l’idea che un film su Leopardi, che è un progetto difficile, abbia incassato tre milioni di euro che neanche le commedie riescono a farlo, è davvero un bel traguardo”.

Possiamo avere da parte tua un commento a “La Grande Bellezza”?

“Certo, è stata una gioia immensa. E’ un film talmente particolare con una tale ambizione che è stato stupendo poterlo fare. Nella vita di ogni attore c’è il desiderio di vincere un Oscar e averlo vinto è un sogno che si traduce in realtà”.

Da buona napoletana mi confermi allora che la grande bellezza è Roma?

“Sì e anche l’anima delle persone di questa società che Sorrentino descrive dove non esiste più la comunicazione. La grande bellezza sta nelle rovine della città eterna, ma anche nelle macerie degli esseri umani che sono nel film”.

 

CHI E’ IAIA FORTE

 

E’ registrata all’anagrafe con il nome di Maria Rosaria Forte ed è nata a Napoli il 16 marzo sotto il segno dei Pesci con ascendente Gemelli. Caratterialmente si definisce umorale. Ha l’hobby della lettura e dell’archeologia. Adora i viaggi, mangiare gli spaghetti al pomodoro e ha nostalgia del Napoli di Maradona. Le piacerebbe vivere a New York. Al momento non possiede alcun animale domestico e ha un compagno che insegna cinese. Il 2013 è stato l’anno fortunato della sua vita per ragioni lavorative. Si è diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia e ha debuttato a teatro con Toni Servillo. Una folgorante carriera che è partita sin dagli anni ’80 e che le ha riservato premi e riconoscimenti. Tra i numerosi film in cui ha recitato, ricordiamo “Grandi Magazzini”, “Separati in casa”, “Baby gang” , “Rasoi”, “Libera” , “Il cielo è sempre più blu”, “Teatro di guerra”, “Tre mogli”, “Miele” e “La Grande Bellezza”. Per il teatro citiamo tra gli altri “Amleto”, “Medea”, “Lo specchio del diavolo”, “Erodiade”, “Promessi sposi alla prova” e “Enea e Didone”. Per la tv la menzioniamo in “Amanti e Segreti”, “Il vizio dell’amore”, “Tigri di carta”, “Baciati dall’amore” e “Pupetta – il coraggio e la passione”.



more No Comments gennaio 16 2015 at 14:45


Sara Zanier: “Sogno di lavorare con Gabriele Muccino”

Sara zanier  12

“Provengo da una famiglia semplice anche se devo dire che mia madre a modo suo è un artista. Grande cuoca e decoratrice. Poi c’è mia sorella che è una cantante. Lei, più grande di me, mi ha aiutato anche a far si che i nostri genitori si abituassero ad avere in casa lo spettacolo. Devo ringraziare i miei perché mi hanno accompagnata passo per passo fino a quando poi sono stata capace di gestirmi sola”.

 

di Simone Mori

 

“Non pensavo alla carriera di attrice, anzi vedevo quel mondo come lontano da me. Invece è arrivata questa opportunità. Spesso mi trovo in mezzo a cose belle senza che io le cerchi. È qualcosa che non riesco a spiegare ma accade!”. Parole semplici di una bella e giovane attrice: Sara Zanier.

Cosa ricordi del periodo passato come Letterina a “Passaparola”?

“Non ero felice devo ammetterlo. Non mi sentivo realizzata. Ero sicuramente fortunata ma da me stessa pretendevo altro e fortunatamente altro è poi arrivato. Se ripenso al mio primo impegno cinematografico con Remo Girone e Anna Valle ho ancora il cuore in gola. Fu emozionante. In genere poi ancora oggi, sento più agitazione nelle prove che successivamente”.

Il grande pubblico ti conosce per il ruolo di Serena in “Centovetrine”. Cosa c’è di Sara nel personaggio della soap?

“C’è tantissimo. Nelle  scene quotidiane specialmente. Un personaggio positivo, la classica ragazza della porta accanto. Insomma la gente ancora oggi mi chiede di tornare a Centovetrine, ma la vita così come il mio lavoro si deve evolvere”.

La situazione attuale di ‘Centovetrine’ non è rosea. La nuova collocazione e il cambio di rete, da Canale 5 a Rete 4, non sembra essere di buon auspicio. Che effetto di fa questa turbolenza? 

“Prima di tutto voglio mandare un abbraccio a tutti coloro che lavorano lì. Ovviamente fa male sapere che un nostro prodotto rischia la chiusura. Bisogna analizzare le colpe di chi sono. Il perché di un calo vistoso di ascolto”.

A breve sarai in tv su Rai 1 con la terza serie di “Ad un passo dal Cielo”.

“Sì in questi giorni mi vedrete interpretare Silvia, una ragazza simpatica e un po’ maniacale. Mi sono divertita molto anche perché girare in quei posti paradisiaci è stata un’esperienza unica. Anche sul set sono stata bene con gli altri colleghi e i registi. Poi ci sarà un colpo di scena finale che interesserà il mio personaggio. Gli autori a  volte sono diabolici!”.

Invece cosa puoi dirci delle “Tre Rose di Eva”?

“Stiamo ultimando le riprese. Sarò Isabella, innamorata di Luca Capuano. Posso solo dire che dalla seconda alla terza serie, ci sarà uno stacco temporale di qualche anno… poi non posso dire altro”.

Sei mamma di Sole, una splendida bambina. Come gestisci il ruolo di madre a quello di attrice? 

“A volte è complicato. Ovviamente è un lavoro di squadra con il mio compagno Samuele Sbrighi , con mi madre e con la baby sitter. In ogni caso cerco di essere il più presente possibile”.

Hai un regista preferito? 

“Gabriele Muccino. Con lui mi piacerebbe lavorare perché ha dimostrato nonostante le tante critiche , di essere un ottimo regista”.

In poche parole, chi è Sara Zanier?

“Una ragazza affabile e caparbia. Una che non si mette mai in competizione ma che cerca di svolgere al meglio i compiti che la vita ci da ogni giorno”.

Grazie mille Sara. 

“Grazie a te, Simone e auguri di buon anno a tutti i lettori di GP Magazine”.



more No Comments gennaio 16 2015 at 14:41


Carmine Recano: “Amo interpretare personaggi reali”

Carmine Recano

E’ un giovane attore che abbiamo potuto ammirare in tre fiction sulla Rai. Ha avuto anche il privilegio di essere diretto da un mostro sacro come Ferzan Ozpetek. Conosciamolo attraverso questa intervista.

 

di Simone Mori

 

Ciao Carmine parliamo della fiction e del ruolo che oggi riveste nel panorama italiano.

“La fiction è una realtà importantissima per il nostro paese. Per noi attori e per tutti coloro che lavorano attorno ad una tale realtà non posso che dire ed affermare che È una fonte di lavoro per moltissime persone. Se poi vogliamo parlare dei contenuti quello allora è un altro discorso, la qualità non è sempre altissima ma ci si può lavorare”.

Negli ultimissimi tempi ti abbiamo visto in tre produzioni targate Rai: ‘Gli Anni Spezzati’, ‘Un’Altra vita’ e ‘La strada dritta’. Due di queste affrontano temi importantissimi del nostro Paese.

“Sono state fiction con ascolti ottimi . In due di esse c’erano temi di spessore sociale. Specialmente nella ‘Strada Dritta’ ho vissuto qualcosa vicino alla realtà che si vive nella mia terra, la Campania. Gaetano, il mio personaggio proveniva infatti da Napoli”.

Si capisce che ti piace interpretare personaggi realmente esistiti e con qualcosa da insegnare… 

“Non nascondo sia così. È bello fare qualcosa che racconti la nostra Italia è che possa permettere alle persone di riflettere su accadimenti più o meno recenti del nostro vissuto”.

Se ripensi ai tuoi esordi cosa provi? 

“Ho iniziato a 17 anni. Ero un bambino ma mi sentivo pieno di voglia di fare. Ho lasciato Napoli e sono venuto a Roma. Mi affezionavo un po a tutti coloro con i quali lavoravo. Forse per un senso di protezione”.

Hai lavorato con un grandissimo regista vale a dire Ferzan Ozpetek. Cosa puoi dirci di lui? 

“Ferzan è un uomo dotato di grande sensibilità e dolcezza. Complicato trovare persone come lui. Sul set ha un rapporto protettivo nei confronti del cast per lui quella è la sua famiglia”.

Baciare Scamarcio… Mica male però..

“Beh neanche a lui è andata male, dai!”.

Che rapporto hai con la tua terra? 

“Un rapporto conflittuale. L’adoro per la sua bellezza però troppe cose non funzionano perché non si vogliono affrontare davvero i problemi. Ci si nasconde troppo”.

Cosa manca al nostro cinema per essere ancora più in alto? 

“Dobbiamo globalizzate di più il prodotto . Abbiamo una grandissima tradizione ma bisogna investire ed essere meno territoriali e più mondiali”.

Con chi vorresti lavorare? 

“Garrone oppure Sorrentino. Due che sanno raccontare il filone neorealistico. Fare cinema che denuncia e parla di realtà vere. Senza filtraggio. Ricorderò sempre uno dei film che ho fatto: ‘Certi Bambini’ nel 2003. Rimarrà impresso per sempre nella mia mente, anzi vi invito a vederlo e riscoprirlo”.

Progetti per il futuro? 

“Sto valutando. Al momento sono fermo, ma prestissimo ripartirò”.

Ti piacerebbe fare teatro? E dirigere un film invece?

“Non ci ho mai veramente pensato. Forse un giorno mi cimenterò anche in questa esperienza. Per quanto riguarda la regia, abbiamo immensi professionisti bravissimi. Lascio a loro questo gravoso impegno”.

Che rapporto hai con i Social Network? 

“Pessimo! Amo il contatto diretto con le persone. I Social mi mettono ansia anche se ne capisco il grande potenziale”.

Un messaggio per i giovani che vogliono fare il tuo stesso lavoro? 

“Tanto studio. Tanta passione e perseveranza. È un in bocca al lupo!”.



more 1 Comment gennaio 16 2015 at 14:38


Federico Saliola: Una giornata speciale

una giornata speciale

E’ con Federico Saliola che continuiamo la nostra avventura: la ventunesima. Noi di GP Magazine insieme ad Adriana Soares, fotografa di moda, abbiamo ideato un fashion contest volto a tutti, ragazzi e ragazze, uomini e donne, della porta accanto. Un modo speciale di realizzare il sogno di molti che desiderano passare una giornata speciale, dove ci si immerge in un contesto diverso, quello di uno shooting fotografico, partendo dal make up per arrivare agli scatti veri e propri.

 

di Adriana Soares

 

Federico Saliola, un creativo, autore, attore e conduttore radiofonico e televisivo esordiente.

Da sempre fortemente appassionato di questo settore, studia prima la parte tecnica per poi passare a quella artistica, iniziando ad interpretare piccole parti in cinema e televisione, ideando nuovi soggetti e affiancando professionisti del settore. Inventa nuovi format, personaggi televisivi, sketch radiofonici e canzoni. Nel 2013 inizia a far prendere forma ad una sua idea tenuta da molto tempo nel cassetto: “Romanzo Demenziale – Matti da Legare”, una web serie comica a puntate, disponibile dal 19 dicembre 2014 su YouTube.

Qual è il posto in cui ti vengono più idee?

“Secondo me non c’è un posto specifico per far venire idee. L’idea buona viene all’improvviso, per caso, quando meno te l’aspetti. Un’idea buona potrebbe nascere spiando situazioni, novità, cercando di capire comportamenti o particolarità di persone o cose. Dipende da cosa vuoi creare e se veramente vuoi farlo; addirittura un’idea potrebbe arrivare mentre dormi, la sogni ma rischi di non ricordartela al risveglio per appuntarla. Ma anche io ho i miei luoghi di ispirazione, forse sono un po’ banali e scontati, ma sono il mare (che vivo moltissimo anche d’inverno poiché lo trovo vicino casa) e la mia cameretta. Quasi come un adolescente, mi ritiro qui quando ho bisogno di staccare un po’ la spina e provare a stuzzicare la mia fantasia. Qui ho sviluppato tutte le mie idee più grandi: format e personaggi televisivi e radiofonici, melodie, canzoni con testo modificato, candid camera, un duo comico che tra poco proporrò a Colorado e ‘Romanzo Demenziale – Matti da Legare’, questa web serie comica semi-professionale realizzata con amici attori esordienti.

“Una Giornata Speciale”… la rifaresti?

“Non solo la rifarei, ma l’ho anche consigliata ad amici e cugini! E’ stato molto interessante ed anche un po’ affascinante essere il protagonista di questa giornata speciale con Adriana Soares, non solo una fotografa ma una vera artista. Non lo dico per pubblicità scontate o nascoste, lo dico perché lo dimostrano i suoi quadri e le sue mostre. Per lavoro, ma anche per piacere e ricordo personale, avevo bisogno di fotografie professionali per il cinema e la televisione e, perso in una jungla di fotografi a parer loro tutti super bravissimi, ho scelto chi mi ha saputo metter a mio agio, chi mi ha saputo consigliare posizioni, vestiti e sguardi migliori. Ed ho centrato il mio obiettivo. Avendo studiato anche io fotografia (ma alle scuole superiori) ero stufo di avere foto mie non buone scattate da altri e scattare io ottime foto agli altri. Il servizio fotografico, che aiuta anche a ‘scioglierti’ e metterti a tuo agio davanti un obiettivo, ti fa capire anche quanto lavoro c’è dietro ad una fotografia, ma che, a volte, ne vale la pena (e sicuramente questa è una di quelle)”.

Progetti per il futuro 2015 è arrivato cosa ti aspetti da quest’anno?

“Mi aspetto, anzi spero, naturalmente non per piacere personale ma perché penso che ce ne sia bisogno per tutti, che migliori qualcosa a livello “umano” e sociale; spero che la mia generazione sia più rispettosa e rispettata, spero che – anche se di un piccolissimo passo – migliori il mondo del lavoro, della sanità, della giustizia e dell’istruzione del Paese. Mi sembra di vivere un periodo in cui si è persa una “retta via”, dove non c’è sicurezza, tranquillità, affetto e futuro. Mi è dispiaciuto molto vivere l’età più bella della mia vita in un momento di tale caos; io sono nato nel 1989 ma penso che tutte le persone nate dal 1980 in poi siano state abbastanza sfortunate per molti versi ma soprattutto per il lavoro. Non mi piango addosso, comunque sono felice per quello che ho, ma spero che si aggiusti qualcosa. Non per parlare con proverbi, detti o frasi fatte ma mi aspetto proprio una vita nuova in un anno nuovo”.

Se tornassi indietro rifaresti le stesse scelte lavorative?

“Assolutamente sì! Nella mia vita raramente mi sono pentito di scelte fatte. Però forse le farei un po’ prima. Al termine dei miei studi ho vissuto un periodo forse troppo lungo senza lavoro e questo ha posticipato tutta la mia vita; poi però riuscì ad iniziare una mia gavetta, frequentando corsi di recitazione, dizione, conduzione radiofonica, recitando in piccole parti in film e fiction ed affiancando autori e tecnici televisivi e radiofonici. Sembra strano ma a volte essere in ritardo di un anno sulla “tabella di marcia della vita” può portarti conseguenze devastanti. Penso come tutti gli abitanti di questo pianeta, dopo i 18 anni il tempo mi è passato velocemente e se l’avessi saputo o capito prima, ma sarebbe stato impossibile purtroppo, avrei fatto sì le mie stesse scelte lavorative, ma più in fretta”.

Cosa salvi e cosa butti degli anni zero?

“Adriana penso che per ‘anni zero’ tu intenda i primi dieci anni del 2000, dal 2000 al 2009 col 2000 compreso. Per me i primi anni del 2000 sono stati i più formativi, i più educativi, i più belli e i più brutti nello stesso momento. Questo perché sono entrato nel 2000 a 10 anni (mi ricordo benissimo del Millenium Bag) e ne sono uscito nel 2010 a 21. Personalmente quindi sono stati gli anni della crescita vera, il pieno del periodo scolastico e la sua fine, i primi lavori, la patente, le amicizie, i primi amori, i primi soldi guadagnati, le prime serate fuori casa, ma anche inevitabilmente lutti familiari, nascite e piccole esperienze di vario genere. Onestamente non penso di buttare qualcosa perché tutto quello che ho avuto nel bene o nel male mi ha fatto crescere, capire il più possibile la vita e fatto diventare quello che sono ora, con i miei pregi e con i miei difetti. Forse l’unica cosa che toglierei dagli anni zero è solo un brutto incidente che ebbi a bordo di una giostra per bambini nell’estate del 2000 che mi fece trovare ad un pelo dalla morte, altrimenti penso che –come tutti noi- dagli anni 2000 toglierei l’11 settembre, l’euro e la crisi”.”.



more No Comments gennaio 16 2015 at 14:36


Roberta Di Mario: Lo stato delle cose

roberta di mario 2

Roberta Di Mario è un’artista poliedrica che ha irrotto nel panorama musicale della canzone d’autore e del pianismo contemporaneo. Il suo ultimo lavoro, “lo stato delle cose”, di cui ci parlerà nella nostra intervista, ha già riscosso ampio successo.

 

di Marina Marini

 

Roberta, parliamo di sensazioni ed emozioni. Cosa ti dà la musica e come riesci a trasmetterlo?

“Trasmetto ciò che sono e questo è vincente a prescindere perché le mie sensazioni ed emozioni raccontano chi sono io. La mia musica è come uno specchio che riflette la mia anima”.

Hai riscosso molto successo con il tuo ultimo album “Lo stato delle cose” contenente sia un cd di brani cantati, “Songs” che un altro di musica da pianoforte: “Walk on the piano side”. 

‘ ‘Lo stato delle cose’ è composto appunto da questi due cd, distinti ma comunque parte dello stesso cuore. Le emozioni sono espresse attraverso il piano e le parole in ‘Songs’. ‘Walk on the piano side’ include invece colonne sonore. Questo lavoro è stato per me un giro di boa, mi ha fatto capire dove realmente volessi andare. Ho spaziato dalla poesia in canzone, alla canzone che sembra una poesia. Il 14 novembre il video di ‘Lo stato delle cose’ è stato trasmesso in anteprima nazionale su tg com. Il mio disco precedente ‘Tra il tempo e la distanza’, pubblicato nel 2011 da Alsa Music e contenente otto canzoni e due brani per pianoforte, aveva già aperto la strada a questa nuova considerazione: il musicista deve utilizzare la musica per raccontare il mondo”.

Il piano è lo strumento che ti rappresenta di più. Perché?

“Ho iniziato a suonare il piano quando avevo 5 anni e non andavo ancora a scuola! Penso di aver imparato prima le note e poi l’alfabeto. Mia madre notò la mia predisposizione per la musica quando da bambina mi dilettavo con una piccola pianola e da lì è iniziato tutto”.

Se dovessi definire il tuo stile, che parole useresti?

“Non ho un nome per definire il mio stile. Sono stata definita da alcuni media una ‘cantautrice raffinata’ e sono stata paragonata a Cammariere e a Conte per le sonorità ma abbraccio anche il pop più leggero pur venendo dal mondo classico. La mia versatilità mi consente di non fossilizzarmi su uno stile particolare”.

Vogliamo commentare il tuo recente lavoro per la mostra di Botero?

“Il lavoro per la mostra di Botero è stato gratificante ed entusiasmante. Arte e note si sono unie in un connubio unico e ho avuto il privilegio di accompagnare con le mie note un nome di fama internazionale. La colonna sonora è racchiusa nell’album ‘Hands’ e si sposa con il video delle mostra. Le immagini aiutano spesso a tirare fuori le note che abbiamo dentro. E’ interessante creare colonne sonore d’accompagnamento per video, film, mostre. La musica è l’altra metà del cinema, accompagna e completa”.

Quali qualità deve possedere un musicista?

“Innanzitutto bisogna studiare musica! Il percorso da autodidatta non è completo e non è sufficiente. E’ importante unire lo studio delle regole alla libertà e alla creatività. Il conservatorio, ad esempio, aiuta ad acquisire la tecnica ma la creatività è un apporto personale, è il momento in cui viene fuori la personalità dell’artista. Anche la curiosità è una componente importante: la ricerca di nuove sonorità e la sperimentazione delle contaminazioni si connettono con la sfera creativa”.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

“Sarò presto alle prese con il video di ‘Tasti bianchi, tasti neri’, tratto da ‘Songs’ ne ‘Lo stato delle cose’, il tema dominante è quello del virtuosismo unito alla canzone. Farò un tour negli store Feltrinelli a Milano, Roma e Firenze e per informazioni al riguardo si può visitare il sito  www.robertadimario.it o cercarmi su facebook”.



more No Comments gennaio 16 2015 at 14:33


Giovanna Gallorini: “Sul palco mi sento perfetta”

giovanna gallorini 2

Il palco. Un passo a due. In scena una statua che poi si anima e inizia a danzare. Poi c’è lei, Giovanna Gallorini e dietro la scenografia. Un tavolino e due sedie vuote. Giovanna lì sente la presenza di papà Ezio, che era il suo primo fan e di Gianluca, il fratello sempre presente e discreto, scomparso nel 2008. Non ci sono lacrime, ma è la danza a fare da contrappeso a quel dolore. E allora Giovanna fa ciò che sente dentro. Balla.

 

di Maddalena Carlino

 

Giovanna Gallorini è prima ballerina, insegnante e coreografa. Fare un elenco di tutte le trasmissioni tv e gli spettacoli teatrali in cui ha lavorato sarebbe davvero lungo. Basti sapere che nell’elenco spicca Il Festival di Sanremo ma anche Amici di Maria De Filippi.

Giovanna, come è sbocciato l’amore per la danza?

“Avevo 5 anni ed essendo molto selettiva nelle amicizie, mia mamma cercò di aiutarmi iscrivendomi ad un corso di ballo. Da quel giorno la danza è rimasta la colonna portante della mia vita”.

Chi sono stati i tuoi riferimenti durante la tua crescita professionale?

“Ho iniziato ad Arezzo, la mia città, nella scuola di Giovanna Papi. Poi ho proseguito il mio percorso con l’etoile russa Alla Osipenko a Firenze. Infine l’incontro con Steve La Chance mi ha portato all’ingresso nel mondo delle audizioni e dei professionisti”.

Che cosa significa per te la danza?

“La danza è pace. Sul palco sento di essere perfetta. Nel senso che, nonostante i limiti che ognuno di noi ha, ritrovo una dimensione difficile da spiegare: è come sentirsi nel posto giusto al momento giusto. E intorno è armonia”.

Però ami anche insegnare?

“Sì è vero. Credo che l’insegnamento sia l’altra mia passione. Avendo studiato lettere a volte mi capita anche qualche supplenza di Italiano. Poi ci sono le bambine e gli allievi a cui insegno danza, come nella Fenice Academy, a Tivoli”.

Parlaci di questo progetto.

“La Fenice Academy di Tivoli è l’occasione per i giovani che amano danza, musica e canto per fare un percorso di formazione completo di altissimo livello. Insieme) Marco Biaggioli (Batteria e percussioni), Gianluca Figliola (chitarra), a Barbara Bettini (chitarra classica), Gloria Trapani (canto) Lidia Dottore (pianoforte) cerchiamo di offrire il giusto contesto a tutti coloro che amano l’Arte”.

A chi vuoi dire grazie per quella che sei oggi?

“Difficile fare un elenco. Sono tante le persone e le esperienze che ti arricchiscono nel viaggio. La mia famiglia di certo, ma voglio citare anche Dino Landi che ha creduto in me e poi il mio compagno Gianluca Bessi, che fa il mio stesso mestiere e soprattutto sopporta me e il mio amore per gli animali. Sapete ho due cani, due pappagalli e quattro tartarughe”.

Giovanna sorride, prende fiato e fa una pausa. Poi aggiunge: “Certo se dovessi fare solo un nome. Direi mia madre. Ancora oggi è lei la mia forza”.

 

L’EVENTO

Il 14 Febbraio 2015 presso la Fenice Academy of Arts (Tivoli, Via Tiburtina Valeria Km 35 – Tel. 3396514111)  ci sarà l’evento #FATTI SENTIRE, una giornata, completamente gratuita, dedicata alla musica in cui i giovani cantanti e le band potranno esibirsi in un audizione con Piero & Massimo Calabrese, Elio Cipri, Gianni Marsili e Fulvio Tomaino, fondatori dell’Accademia Spettacolo Italia, produttori musicali, compositori e songwriter con dischi d’oro e di platino all’attivo per importanti produzioni come Giorgia, Alex Baroni, Marco Mengoni ed altri ancora.



more No Comments gennaio 16 2015 at 14:30


    s

    Cerca

    Categorie

    Archivio Giornali PDF


    © GP magazine • Autorizzazione del Tribunale di Roma n.421/2000 del 6 Ottobre 2000