10/20/2021
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5 domande a… Ornella Amodio

di Simone Mori –

Lei è un’apprezzata attrice di teatro e con eccellenti velleità anche di cantante. Scopriamola attraverso questa intervista.
1. Ornella, vorrei che tu mi raccontassi qualcosa di te brevemente e che mi accennassi la nascita della tua passione per lo spettacolo. A proposito. Cos’è per te lo spettacolo?
“Fin da piccola ho avuto una predilezione per l’arte e per lo sport agonistico. Entrambi mi caratterizzavano. Da una parte la creatività sotto qualsiasi forma. Nel mio percorso artistico ho fatto molte cose, era proprio un bisogno primario di esprimermi. Dalle forme d’arte prettamente manuali, come vetrate artistiche, pittura e mosaico fino ad arrivare ai massaggi e a tutta una parte olistica, a quelle più ‘da palcoscenico’ come attrice, cantante, narratrice e speaker. Questa parte artistica libera la mia anima e mi permette di parlare il mio linguaggio. Sono stata sempre una bambina molto silenziosa, e da grande non è che sia diventata una chiacchierona però l’arte mi ha sempre permesso di comunicare. Lo spettacolo è questo per me, comunicazione. Tornando al secondo aspetto del mio percorso, lo sport agonistico… faceva emergere la mia parte folle. Ero molto spericolata. Ho rischiato di farmi veramente male più volte. Nello sci soprattutto, non ho mai avuto misura, limite. Mi sono incollata alberi, persone, fortunatamente senza mai far male a nessuno. Ho fatto risse in campo. Caspita ora che ci penso, avevo un’energia! Combattevo fino allo stremo delle forze. E non ho mai amato perdere però mi congratulavo con chi era stato più bravo di me, ed ero sincera. Amo la correttezza sportiva. E quando la incontro guardando la televisione, mi esalto. Ogni tanto quella parte folle esce fuori lasciando sorpresa anche me e penso: felice di riverderti!”
2. Ornella, che situazione sta vivendo il mondo delle arti in questo periodo? Il Covid ha solo accentuato un problema già esistente?
“Veramente brutto e triste. Per rispondere a questa domanda dovremmo aprire un dibattito molto complesso e infinito. Mi limito a dire solo che, secondo me, il Covid ha portato a galla e ha messo in luce un problema già esistente. Se torni indietro negli anni e pensi a cosa hanno significato l’arte, la cultura e che impatto hanno avuto nella società già ti sei risposto. La gente si è allontanata sempre di più o è stata allontanata, dilemma su cui potremmo parlare per ore, dal desiderio di conoscere, imparare, evolversi. A volte ho la sensazione che invece di andare avanti, si stia tornando indietro ma in luoghi sconosciuti, dove non siamo mai passati prima. E come ho ribadito più volte, in questo momento storico, si è persa una grande occasione, l’unione, la comunità. Come se si guardasse sempre in basso e mai verso l’orizzonte”.
3. Cosa deve avere nel suo bagaglio un’attrice onesta?
“Un passato da cui attingere, un presente vissuto in piena libertà e possibilmente senza prescindere dalla verità e sognare un futuro che possa ancora sorprenderla”. 
4. Raccontaci il tuo background, i tuoi punti di riferimento.
“Il mio background è fatto di tanti pezzi, come fosse un puzzle che, tra l’altro, per un periodo della mia vita mi ha fatto passare notti in bianco. Poi sceglievo sempre quelli con campi di fiori dove tutti i pezzi erano uguali. Da diventare pazza. E ogni volta mi ripetevo, ma perché ho scelto questo? Però rimanevo lì seduta sul pavimento, nel silenzio assoluto, per ore, a cercare di incastrare i pezzi. Così definirei il mio background, infiniti pezzi da incastrare per poi creare un unico puzzle. un oggetto, un gesto possono diventare punti di riferimento da cui far iniziare un processo”. 
5. Qual è il mondo che vorresti ?
“Ti rispondo con una canzone di Guccini, ‘Culodritto’: ‘Ma come vorrei avere i tuoi occhi, spalancati sul mondo come carte assorbenti e le tue risate pulite e piene, quasi senza rimorsi o pentimenti, ma come vorrei avere da guardare ancora tutto come i libri da sfogliare e avere ancora tutto, o quasi tutto, da provare…’”.

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