Alberto Angela: “L’informazione ha bisogno di emozioni giuste per essere trasmessa”


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È un personaggio che non ha bisogno di tante presentazioni. Per lui parlano i successi che ottiene ogni qualvolta si presenta al pubblico con un programma. Di recente il suo “Ulisse – Il piacere della scoperta” è stato promosso da Rai 3 a Rai 1, raggiungendo uno share importante

di Giulia Bertollini

Anche se si stenta a crederci, è lui la star del sabato sera. Le donne lo adorano e gli uomini vorrebbero avere il suo fascino da intellettuale. Ci tiene a precisare però di non essere un conduttore ma un ricercatore e di voler divulgare la cultura nel miglior modo possibile. Dopo lo straordinario successo di “Meraviglie – La penisola dei tesori”, Alberto Angela è tornato al timone della nuova edizione di “Ulisse – Il piacere della scoperta” con quattro grandi appuntamenti dedicati all’arte e alla storia. Un viaggio emozionante alla scoperta delle bellezze italiane e dei personaggi che hanno segnato un’epoca. In questa intervista, rilasciata a margine della conferenza stampa tenutasi nello splendido scenario del Foro Romano, Alberto Angela si racconta a cuore aperto tra impegni professionali e vita privata.

Alberto, è la star del sabato sera. Che effetto le fa?

“Mai mi sarei aspettato di arrivare fino a questo punto. Andare in onda il sabato sera parlando di cultura è una sfida importante. Sono felice di sapere che il pubblico che ci segue è composto in alta percentuale da giovani. E’ un bel segnale a prescindere dai risultati”.

Quando era piccolo cosa vedeva in tv il sabato sera?

“Il sabato sera in Tv vedevo ‘Canzonissima’ con Walter Chiari e Mina. Trovarmi al loro posto mi colpisce molto e sento il peso della responsabilità. Quando mi hanno chiamato e mi hanno detto ‘il sabato sera lo fai tu’ non ci ho creduto. Mi sembrava impossibile. E invece eccomi qui”.

Nel passaggio da Rai3 a Rai1 com’è cambiato il suo linguaggio?

“E’ come un giocatore di calcio che cambia quadra. Lo stile è lo stesso. Ciò che è amplificato è la tecnologia utilizzata: il 4k fa la differenza. In questo passaggio, è sicuramente migliorato l’approccio tecnico. Abbiamo cercato poi insieme ai tecnici di dare qualità non solo al contenuto ma anche alla forma. Cerchiamo di portare la cultura nel modo migliore nelle case degli italiani a volte anche con piccoli trucchi. Per esempio, nella puntata dedicata alla principessa Sissi vi faremo entrare negli ambienti in cui lei ha vissuto soffermandoci anche sulle sue abitudini quotidiane”.

Come affronta il verdetto sugli ascolti televisivi?

“Riconosco di avere un vantaggio rispetto agli altri colleghi. Sono e mi ritengo un ricercatore e pertanto vivo il risultato in un modo diverso rispetto a chi fa televisione. Pertanto, affronto il verdetto il modo sereno perché so di aver fatto un buon lavoro. Cerco sempre di fare divulgazione nel modo migliore. Ho la fortuna poi di lavorare con un team straordinario di grandi professionisti che a loro volta si immedesimano nelle storie del passato chiedendomi anche delucidazioni”.

Nell’ultima nuova serie di Ulisse ha parlato di Michelangelo, della principessa Sissi e di Cleopatra. Cosa lega tra loro questi personaggi?

“Si tratta di viaggi diversi all’interno della storia. La storia ha un grande pregio: quello di essere un vaccino per il futuro nel senso che attraverso la conoscenza si può evitare che ciò che è successo possa ripetersi nuovamente. Penso per esempio alla Shoah. Mi sono chiesto tante volte come si possa essere arrivati a tale disumanità. Quando ho girato una delle puntate nel quartiere ebraico a Trastevere mi sono commosso. Sapevo di camminare in un luogo che era stato teatro di una tragedia in cui il destino era venuto a bussare alle porte delle persone strappandole dalle loro case e dai loro affetti”.

L’ha aiutata la sua esperienza di padre ad entrare di più in sintonia con il mondo dei giovani?

“Credo che conoscere i ragazzi aiuti ma è ancora più importante conservare la curiosità che uno aveva da giovane. E’ importante preservarla per farla diventare un linguaggio universale. Voglio aiutare le persone ad uscire dalla palude di nomi e termini complicati portandoli su un piano più concreto”.

Che ne pensa del suo successo sul web?

“I social e il web in generale sono una nuova dimensione che è stata per anni sconosciuta. Alla base di tutto c’è la comunicazione. Mi fa piacere che ciò che io racconto possa avere anche un altro palcoscenico. Raccomando sempre di avere un buon senso perché ci sono delle cose buone e delle cose cattive. Ciò che unisce il web alla televisione è l’emozione, il sentimento, il calore. Bisogna essere consapevoli che l’informazione ha bisogno di emozioni giuste per essere trasmessa”.

Suo padre cosa dice del suo successo?

“E’ molto contento ma in generale non parliamo molto di lavoro”.

I suoi figli la seguono?

“I miei figli seguono i programmi e a volte mi danno anche dei consigli. Ciò che mi colpisce è che ciò che ho raccontato loro lo racconto poi in televisione e il linguaggio è lo stesso”.

Che consigli le danno?

“Sono perlopiù apprezzamenti. Può capitare anche che uno dei miei figli mosso da curiosità mi ponga una domanda durante la visione della trasmissione. Mentre gli spettatori devono andare a trovarsi la risposta su Google, io posso dargliela all’istante. Sono fortunati no?”.

Una curiosità. Ha mai usato il motore di ricerca Google per rispondere ad una domanda dei suoi figli?

“Per rispondere no. Cerco sempre di fare dei ragionamenti. Se poi non lo so ci sono anche i libri. Quando si fa una ricerca sul web non bisogna mai prendere per buona una singola voce ma è necessario approfondire ed incrociarla con le altre. In questo modo capiremo se le informazioni sono fasulle o reali”.

CHI E’ ALBERTO ANGELA

Nato a Parigi nel 1962 e figlio del noto divulgatore scientifico Piero Angela e di Margherita Pastore, accompagnò spesso il padre nei suoi viaggi sin da bambino. Dopo essersi diplomato in Francia, si iscrisse al corso di Scienze Naturali all’università La Sapienza di Roma, laureandosi infine con 110 e lode e un premio per la tesi, poi pubblicata. Continuò gli studi frequentando diversi corsi di specializzazione in università degli Stati Uniti d’America (Harvard, Columbia University, UCLA), approfondendo la paleontologia e la paleoantropologia. È sposato e ha tre figli: Riccardo, Edoardo e Alessandro. Alla propria attività di studioso ha fatto seguito la professione per la quale è più noto, quella di divulgatore scientifico, in particolare attraverso la televisione. Nell’ambito dei programmi televisivi, come autore, iniziò nel 1989, partecipando alla realizzazione di due documentari per la Rai, nelle savane del Serengeti: “Una giornata di 2 milioni di anni fa e Leopardo”. Poi concepì e scrisse assieme al padre “Il pianeta dei dinosauri”, trasmesso da Rai 1 nel 1993, per il quale realizzò tutti i suoi interventi[6] sui siti paleontologici più importanti di vari continenti anche in francese e in inglese, per le vendite all’estero del programma. È anche uno degli autori dei programmi: “Superquark”, (originato da “Quark”, da una costola del quale è nato anche “Quark Atlante – Immagini dal pianeta”, nel 1997); “Quark Speciale”, e “Viaggio nel cosmo” per Rai 1: anche in questo caso, per “Viaggio nel cosmo”, tutti i suoi interventi nei principali siti di ricerca spaziale furono realizzati in inglese e francese per le vendite all’estero. Nel 1997 per “Superquark” fu il primo con la sua troupe[7] ad entrare (subito dopo la sua scoperta) e a realizzare un servizio televisivo nella più grande tomba egizia mai scavata (KV5, nella Valle dei Re). È inoltre l’autore e conduttore del programma “Passaggio a Nord Ovest”, su Rai 1. È il conduttore e assieme al padre anche l’autore del suo programma, “Ulisse – Il piacere della scoperta”, in onda dal 2000 su Rai 3, la cui prima edizione vinse il Premio Flaianoper la televisione.

Per Rai 1 ha realizzato il programma “Meraviglie”, andato in onda nel gennaio 2018.

A settembre-ottobre “Ulisse – Il piacere della scoperta”, dopo 18 anni di Rai 3, debutta su Rai 1 con quattro nuove puntate che riscuotono un grande successo (la prima e l’ultima fanno 4 milioni di telespettatori circa per il 21% e 22,5% di share).


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