11/28/2020
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Alessandro Tersigni: “La lunga serialità è come una grande scuola”

Fin dalla prima stagione il personaggio di Vittorio Conti ha fatto breccia nel cuore del pubblico televisivo. Un uomo romantico e d’altri tempi che a suo dire gli somiglia tantissimo. Stiamo parlando dell’attore Alessandro Tersigni, impegnato in queste settimane nelle riprese della quarta stagione della soap di Rai 1“Il Paradiso delle signore”.

di Giulia Bertollini

Abbiamo incontrato Alessandro durante una pausa dal set e con l’occasione oltre a farci raccontare qualcosa in più sul suo personaggio siamo riusciti a strappargli qualche curiosità sulla sua vita privata.

Alessandro, come avevi vissuto la notizia della chiusura della soap? 

“Mi è molto dispiaciuto anche perché fare il 17 per cento di share in quella fascia oraria è un bel risultato. In quel momento sono andato avanti anche perché si dice che una volta chiusa una porta si apra un portone. Quando poi è stata comunicata la notizia che il Paradiso avrebbe riaperto siamo stati tutti contenti.  Ricordo ancora quel momento. Mi ha chiamato Pecorelli dicendomi ‘Vittorio è ancora vivo’”.

Anche sui social si era scatenato un parapiglia. 

“Mi ha fatto piacere sentire l’affetto del pubblico. Mi sono arrivati tanti messaggi in quei giorni. Mi chiedevano cosa potessero fare ed è stato bello vedere quanta gente si sia affezionata alla serie e ai personaggi”.

Come si evolve in questa stagione il tuo personaggio?

“Questa stagione si è aperta con il matrimonio di Vittorio e Marta. Finora ho letto poche sceneggiature perché il lavoro degli autori è sempre in evoluzione. Una cosa meravigliosa che è stato fatto in questa stagione è che è stato ripreso il lavoro con i Caroselli. Vittorio avrà un nuovo socio e potrà riprendere a fare il pubblicitario.”

A livello professionale, cosa ti ha insegnato la lunga serialità?

“La lunga serialità è una grande scuola. Hai la possibilità di lavorare con tanti attori e di imparare tante cose. E’ come se tutti i giorni frequentassi un’accademia di recitazione”.

Sul set ti sei portato anche il tuo cane Alì.

“Lo amano tutti tranne una ragazza di produzione che ha il terrore. Quindi o c’è Alì o c’è lei. (ride) Sicuramente si diverte di più ad andare a spasso con il dog sitter a Villa Ada piuttosto che a stare in camerino”.

Qual è il tuo rapporto con i social?

“Sono social quanto basta. Preferisco non mettere su piazza la mia vita privata. Quando torno a casa voglio dedicarmi alla famiglia”.

Tuo figlio ora ha due anni. Ti vede in tv?

“Quando mio figlio sente la sigla de ‘Il Paradiso delle signore’ esclama: papà!. Ormai ha subito associato. Quest’estate per il compleanno gli ho comprato una macchinina elettrica e appena è salito è partito spedito. Chissà magari nel futuro diventa un pilota”.

Che papà sei?

“Vedere un piccolo te in giro per casa è una cosa meravigliosa che ti riempie tutti i giorni il cuore di felicità. Ho iniziato a fare questo mestiere pensando che mi garantisse in qualche modo l’immortalità fino a quando non è nato mio figlio. Da quel momento sono cambiate le mie priorità”.

C’è qualcosa di tuo padre in cui ti rivedi?

“Mi rivedo da buon romano nella sua caparbietà. Mio figlio ha ripreso da me. Buon sangue non mente”. (ride)

Nei tuoi progetti c’è l’intenzione di allargare la famiglia?

“Prima allarghiamo la casa e poi la famiglia. Comunque l’intenzione c’è. Vedremo”.

Non credi che un personaggio così identificativo come quello di Vittorio Conti possa comportarti un’etichetta difficile da superare in futuro?

“E’ uno dei grandi problemi che abbiamo in Italia. Io l’ho vissuto sulla mia pelle dopo l’esperienza del Grande Fratello. Non è stato facile togliermi quell’etichetta ma se ce l’ho fatta prima posso farcela anche adesso”.

Si dice che al cinema lavorino sempre gli stessi. 

“Da quando è iniziato “Il Paradiso delle signore” non sono più andato al cinema. Se però lavorano sempre gli stessi vuol dire che sono bravi. Bisognerebbe forse trovare un equilibrio tra attori noti e quelli sconosciuti”.

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