Alessio Boni: “Sogno di interpretare Mr. Facebook”


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Ogni sua interpretazione è un piccolo gioiello. Occhi azzurri e fascino da vendere, l’attore Alessio Boni riesce sempre a regalare emozioni fortissime raccontando con i suoi personaggi le sfumature dell’animo umano. Proprio in queste settimane lo vediamo tornare in tv nei panni di Fausto Morra nella seconda stagione della serie tv “La strada di casa”.

di Giulia Bertollini

Ancora intrighi, tradimenti, scomparse e ritrovamenti in un thriller dai ritmi incalzanti e dalle tematiche di grande attualità. Ne abbiamo parlato con Alessio che ci ha svelato qualche curiosità in più sulle sue passioni rivelandoci anche qual è stata la sua più grande paura.

Alessio, cosa dobbiamo aspettarci dal tuo personaggio in questa seconda stagione?

“La seconda stagione de ‘La strada di casa’ riparte con un assassinio. Fausto non deve cercare qualcosa dentro di sé ma al di fuori, sulle vicende che si snocciolano, su degli indizi. Diventa una sorta di detective perché non riesce a fidarsi della polizia. Insieme a Baldoni, interpretato da Sergio Rubini, cercherà di capire come mai Irene è scomparsa. Tutta la storia è intervallata da inciampi, sgambetti, ostacoli che questa famiglia deve superare continuamente. Mi piace molto il mio personaggio. La carta vincente di Fausto è quella di essere un uomo normale che ama la sua famiglia”.

La prima stagione della serie ha registrato un record di ascolti. Qual è il segreto di questo successo?

“Raccontiamo il nostro mondo in questa storia. Fausto potrebbe essere qualsiasi uomo di oggi che ha un’azienda agricola e fa questo lavoro nel modo più onesto possibile, dando lavoro anche ad altre famiglie. La gente si identifica nelle persone normali mentre i personaggi principeschi o geniali possono creare una distanza rispetto ai telespettatori. La Rai mi ha sempre proposto progetti interessanti”.

Negli ultimi anni, ti sei lasciato corteggiare dal genere thriller. 

“Il thriller mi affascina, mi porta dentro ad una materia che difficilmente una persona vive.  Entri in una dinamica ‘nera’. Il nero fa parte di ognuno di noi, se lo sfrigoli esce fuori. Se non fai l’attore, lasci quel nero lì sedato. C’è una parte di ‘serial killer’ in ognuno di noi. Quando ti toccano determinate corde avviene un corto circuito e spesso non pensavi di aver dentro tante cose. Nelle persone magari più tranquille e serene ritrovi atti che ti sconvolgono. Questo affascina nel genere thriller, ti tiene incollato alla sedia. Il thriller ti attrae, ti prende e ti porta dentro. Nel thriller c’è la formalità e poi lo sconvolgimento che ti rapisce”.

Qual è il film che ti ha messo più paura?

“Ero a Roma e avevo appena finito di vedere il primo tempo de ‘Il silenzio degli innocenti’. Avevo le chiappe in tensione”.

Mi sembra che tu sia amante della psicologia.

“L’ho studiata da autodidatta. Se non avessi fatto l’attore sarei diventato psicologo. Il destino però ha deciso diversamente”.

Hai interpretato spesso uomini che hanno fatto grande il nostro Paese. Una grande responsabilità.

“Meritano di essere raccontati, perché hanno fatto qualcosa di straordinario. Guardate Piaggio. Ci trovavamo nel dopo guerra, non ti muovevi bene e serviva un mezzo per farlo velocemente. Ha visto un monopattino e gli è venuto in mente dei motori non bombardati che aveva nel suo stabilimento di Pontedera. Non sono dei motorini, ma erano quelli degli aerei con 98 cm cubici e da lì si inventa una moto per le donne e per i preti, così che riescano ad entrare con la gonna senza alzarla. Ha inventato uno dei brand più riconosciuti nel mondo insieme alla Nutella, alla Lamborghini, alla Ferrari. Perché non ricordarlo? La tv di Stato ha la funzione di ricordare le personalità importanti del Paese”.

Quale personaggio vivente vorresti interpretare? 

“Mi interesserebbe molto raccontare Zuckerberg. Tutta la dinamica di cosa ha scoperto, della sua associazione, dei soldi. Il modo in cui affronta certi processi, il difendersi da solo con grande serenità. Lui ha fatto degli  sbagli, ma chiunque li fa. Ha sempre avuto in testa la globalizzazione dell’essere umano in modo onesto”.

Dove ti vedremo prossimamente?

“Mi rivedrete a teatro in ‘Don Chisciotte’, sto preparando ‘Calibro 9′ con Tony D’Angelo e Marco Bocci. È un sequel di quello storico. Poi tornerà ‘La Compagnia del Cigno 2′ che stiamo scrivendo. Fortunatamente sono pieno di impegni”.


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