Alex Cole: Un rocker italiano a Los Angeles


    alex cole - Dana Sol

Alessio Cogliati, noto come Alex Cole,  è un cantante, compositore e chitarrista rock che unisce una grande tecnica musicale ad uno spiccato senso del groove.  Fervido di immaginazione e prolifico di iniziative interessanti, milanese di nascita ma pronto per essere adottato dalla metropoli della west coast americana, è stato recentemente insignito di una onorificenza per il contributo dato come artista al Lotus Festival di Los Angeles.

di Donatella Lavizzari

Ciao Alex, sarà una sfida per te spostarti dal porto sicuro che è Milano e trasferirti in un’altra realtà, a Los Angeles. La considero una grande risorsa per sviluppare idee e progetti, ce ne vuoi parlare?

“Ho trovato terreno fertile per trasferirmi negli States. Sono stati molti i fattori che hanno contribuito a farmi prendere questa decisione, primo fra tutti l’incontro con la mia attuale manager. Il supporto trovato attraverso i social è sicuramente stato importante così come gli inviti da parte di molti musicisti che mi hanno incoraggiato ad intraprendere questo passo decisivo per la mia carriera. Molte emittenti stanno già trasmettendo la mia musica. La strada che porta al successo è sempre in costruzione; è un progredire, un condividere.  Richiederà tempo, soldi e dedizione ma ne varrà la pena. Credo fortemente in questo progetto”.

Una collaborazione impossibile e una possibile che ti sarebbe piaciuto/ti piacerebbe fare?

“Quando avevo 14 anni andavo ai concerti di band come Ac/Dc, Zz Top, Ted Nugent, Molly Hatchet, ed ogni volta era un’esplosione di grande energia. Rimanevo talmente esaltato che rientrando a casa avevo lo stimolo di scrivere musica per regalare alla gente la stessa energia che mi aveva investito. Ho studiato blues, amo il blues, la mia musica ha influenze blues , ma è rock per l’energia che trasmette. La definirei  Retro-Rock, genere che rimanda ad alcune delle migliori band degli anni ’70 e ’80 e  quindi mi piacerebbe suonare con i musicisti di quel periodo. Recentemente, ho avuto l’opportunità di suonare con una leggenda vivente, Mike Pinera (Iron Butterfly, Blues Image, Alice Cooper) ed è stato fantastico!”.

Che esperienza è stata?

“E’ stato come se lo conoscessi da tantissimo tempo. Mike è una persona molto tranquilla, alla mano e gentile. Abbiamo iniziato a parlare di musica e dopo cinque minuti che suonavamo insieme, siamo entrati in grande sintonia… il rock ci aveva connesso. E’ stato emozionante sentirlo raccontare aneddoti curiosi ed esclusivi legati al mondo della musica. Con estrema generosità mi ha dato ottimi consigli, condividendo la sua grande competenza ed esperienza. Nel suo studio ho avuto l’opportunità di fargli ascoltare alcuni dei miei nuovi brani e, con mia grande soddisfazione, gli sono piaciuti… what else?”

Il tuo background artistico?

“Sono sempre stato un performer. Ho iniziato a studiare recitazione e per anni ho lavorato come attore per teatro, cinema e televisione. Ma il mio grande amore è sempre stato per la musica. Esibirmi su un palco mi emoziona più di ogni altra forma d’arte”.

Ti riconosci in qualche artista o movimento?

“La gente mi dice che il mio timbro di voce ricorda artisti del calibro di Ronnie James Dio, Sammy Hagar e Alice Cooper. Dopo aver aperto il suo concerto, Maurizio Solieri, finito il mio set, mi disse:  ‘sei il Ted Nugent italiano’  però senza politica, arco e frecce, solo Rock’n’Roll”.

C’è un live di cui sei particolarmente fiero?

“Recentemente ho suonato all’Hall Of Fame in Svizzera.  Non ho parole per descrivere l’emozione provata nel vedere davanti al palco tutte le persone che ballavano,  saltavano, facendo head-banging con la testa. Nessuno era seduto! Ho dato il meglio, anzi  il 110 per cento, ed è stata proprio l’energia che il pubblico mi stava donando  che ha permesso quella performance incredibile”.

Come ti rapporti con il pubblico? 

“Mi piace sapere cosa pensano i miei fan riguardo la mia musica. E’ importante per me essere in contatto con ognuno di loro. Dal mio sito  www.alexcole.rocks.it li invito a connettersi con me sui vari social media, a venire a trovarmi nei backstage, fare foto insieme, a commentare i video su YouTube”.

Nel frattempo continuano a piovere premi e riconoscimenti…

“Sono felicissimo di aver partecipato al Lotus Festival perché è una kermesse dedicata agli incroci culturali delle varie etnie. Sono innesti che producono ricchezza. Sono Italiano, americano, svizzero. Suono ovunque, lavoro e sono costantemente a contatto con differenti culture.  In quell’occasione, la Città di Los Angeles mi ha ringraziato per il mio supporto artistico con un importante simbolo di riconoscimento e ne vado particolarmente fiero. Vorrei essere in grado di ricambiare, sostenendo sempre, in prima persona, le cause in cui credo. Mi piacerebbe suonare per i veterani della guerra, per le truppe militari, per le associazioni che salvano gli animali, sono un idealista e credo che oggi sia possibile rendere il mondo in cui viviamo un luogo migliore”.

Citando David Bowie: “E’ giunto il momento che i musicisti tornino a guadagnarsi il pane con i concerti”. Sei d’accordo?

“Sì, sono assolutamente d’accordo. Il lavoro del musicista comporta anche molti sacrifici.  Anni di studio per imparare a suonare, per lavorare sulla voce, per imparare a scrivere musica. Ogni giorno faccio esercizi fisici per tenermi in forma. Scrivo musica. Poi ci sono le prove, i viaggi, i tour. E’ un continuo work in progress. Non smetto mai di studiare e mi dedico anche all’aspetto della comunicazione e della promozione della mia immagine. Per me è importante anche saper recitare, sapere come muoversi su un set o un palcoscenico. Non si parla più solo di musica, devi saper gestire l’intero pacchetto”.

Sogni e progetti futuri?

“Ora sto lavorando al mio secondo cd e sono in trattative per un contratto discografico.  Sono molto felice di avere avuto offerte da vari sponsor tra cui Steve Clayton per i plettri e  BootleggerGuitar per chitarra e amplificatore, marchio per il quale parteciperò come dimostratore al Namm Show 2016 (National Association Of Music Merchants). Inoltre, il mio management si sta occupando di ottenere il visto per lavorare negli Stati Uniti.  Sogni? Mi piacerebbe fare un tour in Giappone, in Canada e nel sud degli Stati Uniti… ‘work more, play more’ ”.


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