09/22/2020
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Alex Polidori: L’artista “multitasking” lancia la sua canzone

di Roberto Ruggiero –

A soli 25 anni, poliedrico e trasversale, Alex Polidori è cantautore, attore e noto doppiatore. Attivo nel mondo del cinema e dello spettacolo sin dalla tenera età.
Alex, sei uscito da qualche settimana con “Mare di Plastica” un progetto musicale che è un grido di allarme per la terra. Ne vogliamo parlare?
“Sì! ‘Mare di plastica’ è una canzone a cui tengo molto. L’ho scritta perché sentivo di dover parlare di questo tema, denunciando con forza i nostri ‘crimini’ verso la natura, con l’intento di sensibilizzare i giovani, ma non solo loro, sulla gravità dell’emergenza che stiamo vivendo. Vorrei far capire che facendo anche dei piccoli gesti ognuno di noi può fare la differenza. Tanti piccoli cambiamenti negli stili di vita di ogni singola persona, puó generare un cambiamento enorme, globale. E non possiamo aspettare che venga a salvarci qualcuno, dobbiamo agire noi, senza rimandare”.
Le novità in questo periodo non mancano: ce n’è una che ti vede protagonista in “Onward” di Disney Pixar.
“E’ un bellissimo film in cui doppio IAN, che in originale ha la voce di Tom Holland, attore che ho il piacere di doppiare ormai da qualche anno nei panni di spider-man. Doveva uscire a Marzo ma causa Covid è stato rimandato. Doppiare un pixar è sempre una grande emozione”.
Sei considerato un artista poliedrico; come nasce questa tua capacità “multitasking”?
“Nasce tutto un po’ per gioco, seguendo le orme di mio padre nella musica e di mio fratello nel doppiaggio. Fin da piccolissimo mi sono sempre cimentato in queste arti e sono contento che siano rimaste delle passioni che, soprattutto nel caso del doppiaggio, sono diventati anche mestieri”.
Ti occupi di doppiaggio sin da piccolo. Chi ti ha trasmesso questa passione?
“Seguivo mio fratello Gabriele Patriarca fin da piccolo in tutti gli studi di doppiaggio quando mi madre lo accompagnava ai turni. Mi sembrava un gioco bellissimo e un po’ per curiosità, un po’ perché volevo fare anche io quello che faceva il fratello maggiore, ho chiesto di farmi provare e per divertirsi hanno provato a farmi dire qualche cosa. Si accorsero che ero abbastanza portato e da lì è partito tutto”.
Qual è il personaggio che hai doppiato, tra i tanti, che senti più tuo?
“Koda quando ero più piccolo. Era uguale a me, non stava mai zitto ed era molto simpatico e spigliato. Adesso quello che sento più simile a me è sicuramente uno, che però ha due facce: Peter Parker per il lato maldestro e impacciato in alcune situazioni, e Spider-Man per il suo lato dinamico, energico e ironico”.
Da piccolino sei stato protagonista di “Bravo Bravissimo”, la famosissima trasmissione di Mike Bongiorno. Che ricordi hai di quell’esperienza?
“Bellissimi ricordi. Avevo 5 anni. In scena doveva fare finta di trattarmi un po’ male, perché io arrivavo sempre sul palco interrompendolo per raccontare delle barzellette e raccomandare le mie ‘amiche’ che avevano i talenti più disparati. Si creavano dei siparietti divertentissimi. Dietro le quinte era sempre carino con me, diceva che avevo i capelli ‘neri come la pece’. Un anno dopo, mi volle come ‘valletto’ anche in un altro programma che conduceva dal titolo ‘Qua la zampa’, in cui si parlava ovviamente di animali”.
Sei giovanissimo, eppure il tuo curriculum è già abbastanza ricco; quali sono i prossimi tasselli che inserirai?
“Spero di continuare su questa strada, doppiare nuovi personaggi sempre più importanti e affermarmi come cantautore. Ultimamente sto iniziando ad appassionarmi anche alla fotografia. Non metto freni al mio lato artistico e non mi accontento mai di quello che faccio, e penso che questo mi stimoli sempre a fare meglio e a sperimentare cose nuove”.
Hai progetti in cantiere?
“Oltre a ‘Onward’, tra i nuovi lavori di cui posso parlare, uscirà in autunno ‘The French Dispatch’ di Wes Anderson, in cui doppio per l’ennesima volta il bravissimo Tinothée Chalamet. Per quanto riguarda la musica sto già lavorando a dei nuovi singoli che usciranno molto presto. Spero anche che si possa ricominciare a suonare live senza doversi preoccupare di questo ‘Virus Bastardo’, come l’ho chiamato in una mia canzone”.
Come hai vissuto l’esperienza del lockdown? E’ stata proficua in fatto di creazioni di nuove idee?
“Appunto, con il doppiaggio fermo, mi sono dedicato al 100 per cento alla musica. Ho scritto molto e ho pubblicato anche un singolo spensierato sull’esperienza del lockdown, frutto di un esperimento social. Ho chiesto a chi mi segue su Instagram di aiutarmi a scrivere una canzone, suggerendomi attraverso dei sondaggi il mood della canzone e poi attraverso parole concetti e frasi che venivano loro in mente ho provato a scrivere un testo, componendolo quasi come un puzzle”.

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