Amy Shackleton


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Artista o performer?.

E’ un’incredibile artista canadese che non dipinge in maniera tradizionale ma utilizza strumenti come la pittura acrilica e la forza di gravità

di Camilla Rubin 

Amy Shackleton è una ragazza di 25 di Toronto, che, pur essendo così giovane può dire di aver esposto le sue opere a New York, Londra, Toronto, Montreal e Calgary. I suoi lavori sono stati recentemente selezionati per l’acquisto da parte della Collezione Colart a Montreal e ha ricevuto il suo BFA Degreelode presso la York University.

“Dipinge” a tempo pieno nel suo nuovo studio di Toronto. “Dipinge”… in realtà per farlo non usa, come di consueto, matite, inchiostro, pennelli e colori, nel suo caso gli “strumenti” sono semplicemente la pittura acrilica e la forza di gravità, grazie a cui, attraverso un meccanismo rotatorio che è installato su un cavalletto fissato alla parete, orienta e inclina la tela perché il colore assuma i tratti e le curve desiderate.

Il risultato sono scene piene di movimento dove la natura circonda e avvolge delicatamente il paesaggio urbano, fondendo la città con paesaggi naturali. La sua idea è che natura e città possano coesistere nel mondo a patto che quest’ultima impari ad essere responsabile, rispettosa e sostenibile.  Un punto di vista positivo che lei spera spinga i suoi fan ad intraprendere iniziative sostenibili.

Il suo procedimento non è di certo casuale, Amy ha infatti recentemente dichiarato che prima scatta una fotografia dei posti che visita (spazia da territori degli Stati Uniti ma è passata anche per Croazia, Austria, Perù, Inghilterra e Marocco); successivamente seleziona le foto e le sovrappone fondendo letteralmente i paesaggi. A questo punto prende dei contenitori di plastica, una serie di bottiglie in plastica morbide dalla bocca stretta (con il beccuccio per capirci) e lancia il colore sulla tela, inizialmente appeso o adagiato a terra, passando poi a ruotare la tela, sfruttando la forza di gravità per dare al colore la giusta direzione.

Una curiosità: all’inizio del suo percorso l’artista ha dichiarato che ricorreva ai pennelli unicamente per le rifiniture e che adesso li usa solo per firmare i suoi quadri. Pare che però durante la sua ultima esposizione a Toronto abbia detto ad un giornalista che potrebbe gettare via anche questi e iniziare a firmare le sue creazioni con la stessa curiosa tecnica con cui le realizza.

Forse per questo tutti dicono che la più grande espressione artistica di Amy Shackelton non sia il dipinto, ma il metodo con il quale lo realizza. la vera opera forse, è la performance stessa, come ha dimostrato il video postato su Youtube, in cui ha raggiunto il record di sessione di pittura lunga 30 ore e ha riassunto in un video da due minuti e mezzo.

Immagini gentilmente concesse da Kikapress

 


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