Andrea Bosca: L’attore che sa rendere unico e speciale ogni personaggio


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In questi anni ha conquistato il pubblico televisivo dimostrando la sua versatilità nell’interpretare qualsiasi ruolo. E quando gli si fa notare di aver vestito di più i panni del cattivo ci scherza su confidandoci di prenderla come un gioco. Stiamo parlando di Andrea Bosca, protagonista assieme a Lino Guanciale e Gabriella Pession della seconda stagione della serie tv campione di ascolti “La porta rossa”.

di Giulia Bertollini

Il suo Jonas dopo essersi risvegliato dal coma si è trovato a dover fare i conti con i ricordi alla ricerca della verità. Conosciamo meglio Andrea attraverso questa intervista.

Andrea, come è evoluto il tuo personaggio?

“Quando sono arrivato sul set a Trieste i colleghi mi hanno accolto dicendomi ‘tu non hai capito cosa ti aspetta’. Nella prima serie infatti ero l’amico segreto di Cagliostro e come Virgilio per Dante lo aiutava nelle situazioni difficili. Già in quell’occasione dissi al regista che mi piaceva interpretare Jonas perché era fuori dal coro. Nella seconda stagione, vedremo Jonas risvegliarsi dal coma dopo 30 anni. Tanti saranno però i segreti che lo riguardano”.

Per interpretare questo personaggio, hai dovuto affrontare anche una trasformazione fisica.

“E’ stata una novità per me. Ogni giorno dovevo sottopormi a tre ore di trucco più 1 ora di strucco in orari assurdi. Ho cambiato le mie abitudini per affrontare al meglio questo ruolo. Mi alzavo la mattina alle 13, pranzavo alle 17 e a mezzanotte andavo a correre sul lungo mare per tenermi in allenamento. Ci abbiamo impiegato sei mesi assieme al regista Carmine Elia per trovare lo stile più adatto a Jonas ed è stato difficile considerando che si tratta di una serie in cui ci sono altri personaggi”.

Il tuo personaggio è stato la chiave di volta di questa seconda stagione.

“Mi piace citare un detto ‘non esistono piccoli personaggi bensì piccoli attori’. Jonas appare poco ma ha un fascino molto importante. Non l’ho mai visto come un personaggio secondario tanto che già nella prima serie Jonas è stato uno dei personaggi più cliccati su Internet”.

E’ vero che al termine dei ciak avevate un piccolo premio?

“Ora ti racconto la storia. (ride) Quando Carmine è contento urla ‘cioccolata’. Quando invece non lo senti inizi ad avere paura. La cioccolata è un linguaggio tutto suo che nel tempo abbiamo cominciato a decodificare”.

Durante le pause delle riprese come passavi il tempo?

“Ho imparato a nuotare e mi tenevo in allenamento correndo e andando in palestra. Nel frattempo, mi sono dedicato anche alla scrittura di uno spettacolo teatrale”.

Confermi che si farà la terza serie?

“Sarebbe auspicabile. La Rai ci sta pensando e noi tutti lo vorremmo”.

Come mai non hai pensato di dedicarti alla pasticceria come il resto della tua famiglia?

“Ho iniziato molto presto questo mestiere e pian piano mi sono allontanato ma sono contento di tornare a casa e dare una mano in pasticceria. Da qualche settimana sono diventato anche zio”.

Teatro, fiction e serie tv. Dove ti senti a casa?

“Il teatro è la mia casa, sarà perché sono partito da lì. Pensavo che avrei fatto solo quello. Negli ultimi tempi però mi sento libero anche di fronte alla cinepresa, cerco di fare mia la lezione che ho imparato in questi anni e cioè essere sempre onesto. Anche nella ‘maschera’ così complessa che è quella di Jonas, spero di essere rimasto vero, e cioè che voi non guardiate solo trucco e parrucco ma il cuore che c’è lì dentro che è il mio, anche se il personaggio è totalmente opposto a me”.

Prossimi progetti?

“Sto lavorando ad un mio spettacolo teatrale e a una serie che si chiama ‘Made in Italy’, che racconta la storia della moda ai suoi esordi. Interpreto un giovane imprenditore che conosce una ragazza che fa la giornalista e vuole sfondare nel mondo della moda”.


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