07/25/2024
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Andrea Salvini Talento irrequieto

E’ il fotografo del nuovo testimonial della Martini, l’attore e modello Jurj Buzzi. Ha iniziato a scattare i primi ritratti a 8 anni. Il suo modo di lavorare è in continua evoluzione ma non muta mai il suo desiderio di trasmettere emozioni attraverso la fotografia

Ti definisci un irrequieto viaggiatore dell’immagine… Perché?
“Attraverso le mie immagini cerco di conoscere persone e ambienti differenti. Ho avuto la possibilità di fotografare modelle, attori, cantanti, sexy star, acrobati e gente comune ed esporre nei luoghi più glamour come in quelli più metropolitani. Sono molto irrequieto!”.
Cos’è la fotografia per te, un lavoro, una passione, una missione o un’espressione di qualcosa?
“Una passione che mi permette di esprimermi. Se mi permettesse di mantenermi economicamente sarebbe perfetto”.
Come è nata la passione per la fotografia?
“Da sempre. Scattavo già i miei primi ritratti a 8 anni. Ho cambiato solo il modo di concepire la fotografia. Non è più un modo per catturare ricordi e tenerli chiusi in un cassetto, ma una vera e propria forma d’arte, da condividere e creare assieme al soggetto fotografato, per dare emozioni a chi la osserva”.
Ricordi qual è stata la tua prima fotografia?
“Sì. Era una vecchietta, con la crocchia in testa, capelli bianchissimi, vestita di scuro. La sua figura era minuta, quasi fragile, ma sotto il suo braccio portava una fascia di legna che doveva essere veramente pesante. Questo contrasto tra fragilità e forza mi spinse a fotografarla. Avevo circa 10 anni e nessuno credeva che quella foto l’avessi fatta io”.
Qual è l’ambito della fotografia in cui senti di poterti esprimere al meglio?
“La fotografia ritrattistica e il nudo. Sia nella ritrattistica sia nel nudo il contatto con il soggetto è molto forte. La fotografia non mente, se il soggetto ha un vissuto da raccontare, senza timori, il ritratto sarà emotivamente forte. La nudità ha qualcosa di così forte e di così puro, quando si fotografa un corpo nudo non si sa perché ma la foto c’è sempre”.
Qual è la caratteristica che ti differenzia dagli altri fotografi?
“Oggi tutti siamo in grado di fotografare. I mezzi per creare foto si sono uniformati. Quello che non tutti sono in grado di fare è dare emozioni attraverso la fotografia. Personalmente non so cosa mi distingue dagli altri, credo l’ assoluta semplicità. Photoshop lo uso pochissimo. I miei soggetti sono veri, la loro bellezza non è artificiale”.
C’è un guru della fotografia mondiale al quale va la tua particolare ammirazione?
“Il primo è Karl Lagerfeld. Ne seguono molti altri, da Mario Testino ad Andreas Bitesnich… Non posso negare la loro influenza sul mio stile e sul modo di concepire la fotografia”.
Per te la fotografia è sinonimo di soddisfazioni o di guadagni?
“Seguo soltanto la mia passione. Tutto quello che accade nel mentre è una conseguenza. Mi ritengo molto fortunato. Tutto qui”.
Quali sono i lavori più importanti che hai fatto?
“Il primo e più importante a livello mediatico è stato sicuramente fotografare il testimonial Martini, l’attore e modello Yurj Buzzi. Poi una pubblicazione di fotografie a tematiche ambientali sul mensile Max e ancora una copertina del mensile Mondo Notte in distribuzione nei locali della Capitale”.
Sei il fotografo del nuovo testimonial della Martini Yurj Buzzi. Cosa significa questo per te?
“Spero attraverso questa opportunità di farmi conoscere e apprezzare anche dal grande pubblico. Spesso in Italia i media non danno voce ai nuovi talenti, persone capaci, talentuose, da anni riconosciuti nel loro settore artistico, dal cinema alla danza, etichettati ancora come “emergenti”… ecco perché si è costretti a scegliere di lavorare all’estero”.
Il fotografo è la professione che hai sempre sognato di fare?
Sono da sempre  un esteta. Non potrei vivere senza la bellezza, sotto ogni sua forma, sia puramente fisica sia artistica, dal teatro alla danza, come nella letteratura e nella pittura. Credo che oggi la fotografia sia il mezzo più moderno per racchiudere tutto questo”.
Sei un fotografo dell’era del digitale. Quanto è importante la tecnologia per chi svolge il tuo lavoro?
“Personalmente credo che la tecnologia sia utile dal punto di vista economico e ambientale. I costi sono ridotti e l’ambiente rimane più pulito perché si limita l’uso di acidi vari e carta che servono per lo sviluppo. Un bravo fotografo lo è sia con aiuti tecnologici sia senza”.
In che maniera un fotografo riesce a migliorarsi?
“Attraverso il confronto con altri fotografi, lo scambio di idee, e soprattutto il proprio percorso emotivo che lo spinge in varie direzioni e ricerche. Tutto ciò che ti circonda può contribuire a migliorarti o a spostare le tue aspettative più avanti, l’importante è volerlo”.
Sogni nel cassetto e progetti futuri?
“Non amo fare progetti. Preferisco scegliere la mia strada di volta in volta. L’attore Luigi Tabita si è proposto per posare davanti al mio obiettivo, ne sono veramente lusingato, trovo il suo volto molto interessante. Un mio sogno? Vivere solo di fotografia in un piccolo attico al centro di Parigi”.
www.andreasalvini.com

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