Andrea Torresani: l’artista della Videopoetika


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E’ autore, giornalista e attore, un personaggio poliedrico come pochi e ricco di talento. Scopriamo come è nata l’idea di questa monografia

di Paolo Paolacci

Andrea che cos’è la Videopoetika e come nasce questa Monografia delle opere a te dedicata, dall’Editoriale Giorgio Mondadori -  Edizioni Cairo?
“E’un lavoro che raccoglie  buona parte delle opere delle copertine del Corriere della Riviera e altre di alcuni libri che ho realizzato. In circa dieci anni di attività ho realizzato diversi lavori e mi sembrava  giusto, anche grazie all’interessamento dell’Editoriale Giorgio Mondadori, in particolare Carlo Motta responsabile editoriale, di  realizzare un’opera che raccogliesse alcune opere essenziali del mio percorso artistico. La ‘Videopoetika’ è quell’insieme d’immagine e testo che va a determinare una sintassi poetica con tutte le sue prerogative e sinergie dal punto di vista tematico”.
Cosa rappresenta per te questa pubblicazione?
“Da una parte una grande soddisfazione, un punto  fondamentale, dall’altra un rilancio della mia attività  per nuovi traguardi”.
Ma andiamo con ordine: dove nasci e come comincia il tuo cammino artistico come autore, giornalista e attore?
“Come autore è nato scrivendo poesie al liceo  e poi perfezionato negli anni ’90 attraverso il giornalismo. Al liceo scientifico  i professori non riuscivano a comprendere quel mio linguaggio un po’ troppo poetico che usavo nei temi, così non prendevo voti altissimi.  Dagli anni ’90 sono diventato corrispondente del  quotidiano il Nuovo Veronese e da lì sono arrivato ai  giorni nostri a dirigere il Corriere della Riviera. Come attore ho iniziato nella compagnia teatrale  del mio paese, Garda, e da lì ho proseguito attraverso soprattutto i  video su internet. In particolare con l’ ‘Uomo con il cappello’, un personaggio da me creato e interpretato, applico una tecnica  giornalistica ad una recitativa creando una  commistione di stili”.
Quanto del tuo tempo dedichi a queste attività? E costa fatica o è sempre e solo entusiasmo?
“Dedico diverso tempo e la fatica in  certi frangenti è notevole. Ma con l’entusiasmo sono riuscito a  superare diverse difficoltà  anche se il giornalismo è un mestiere tra i meno remunerati  e più rischiosi anche perché il sistema di potere lo teme”.
Cosa ci dici dei mostri sul Garda e delle tue pubblicazioni e documentari a tal proposito?
“Nel 2001 è nata l’idea di questa ricerca del mostro del Garda anche in base alla rivisitazione di un avvistamento degli anni ‘60. Da lì abbiamo realizzato diversi  filmati che hanno preso fama attraverso internet e in seguito ad una serie di avvistamenti  recenti.  grazie anche ai media nazionali (‘Mistero’ su Italia 1)  e tedeschi  (ZDF), il fatto ha assunto rilevanza europea. Al di là del mostro in carne e ossa, anche attraverso il libro ‘La vera storia dei cacciatori di mostri’ di Paul Dogerty Flyan (ebook  You can print) si è teso ad analizzare il fenomeno della mostruosità umana  che riconosce altri mostri ma raramente riconosce  la propria  ferina natura”.
Abbiamo visto il Festival di Sanremo, tu come hai partecipato, quando e con chi? Che idea ti sei fatto?
“Ho partecipato ai tempi di Baudo e Chiambretti  e devo dire che queste due personalità avevano ben altro spessore rispetto agli attuali presentatori. Sanremo allora era un evento nell’evento in cui lo sentivi dentro e fuori all’Ariston e vibrava  in tutto il Paese. Oggi è solo uno spettacolo televisivo che ha bisogno di alcune comparse per narrare il declino della canzone italiana piegatasi all’uso distorto che ne fa la televisione”.
Nel 2000 inventi il Premio Riviera – Premio Laurence Olivier e Premio Vivien Leigh  patrocinato dal Comune di Garda e poi  patrocinato da importanti enti tra cui: Presidenza del Consiglio dei Ministri, Regione Veneto, dalla Provincia di Verona, Comune  di  Torri  del Benaco, dalla Comunità del Garda, dalla Pro Loco Baldo Garda,“Fondazione Mariele Ventre di  Bologna” e del Centro Mondiale della poesia Giacomo Leopardi.  Come è nata l’idea e perché?
“E’ nata nel 2000 per ricordare i pluripremiati Premi Oscar, Laurence Olivier e Vivien Leigh che  soggiornavano a Garda paese in cui risiedo. Quest’anno siamo arrivati alla XV edizione con una manifestazione che raccoglie personaggi dello spettacolo e della cultura, premiati con i Laurence Olivier e Vivien Leigh, e un concorso nazionale letterario che ha scoperto diversi talenti”.
Sei sempre stato dalla parte della natura, dell’ecologia. Ci dici cosa si dovrebbe e potrebbe fare per esempio sul Garda? Hai pubblicato qualcosa mi sembra.
“Sì ho sempre combattuto campagne in difesa del territorio che risulta sempre più svilito. Ho rischiato per questo sempre di persona. Ma penso che se c’è un bene comune da difendere bisogna certo esporsi. Perché il male che domina l’Italia è sovente la corruzione che porta anche ad investire in scellerati piani speculativi sul territorio”.
Parlaci della tua esperienza con il dj Albertino, che anno era?
“Il  2008,  ed è stata un’esperienza  formidabile. Grazie all’autore  Giorgio Carpinteri e  a The Blog tv  è stato posto in piedi Blister su All Music che raccoglieva filmati dal web. Un programma antesignano che ha aperto  la strada ad altri programmi simili.
Con Albertino quando ci siamo incontrati sembrava  fossimo amici da sempre”.
Torniamo da dove siamo partiti: questa monografia che consta di ben 140 pagine e oltre 60 immagini possiamo definirla la tua storia, la tua rappresentazione del mondo?  
“Sì rappresenta una parte del mondo il resto deve ancora essere rappresentato. Da una parte c’è una mia biografia ma dall’altra sono le immagini  a parlare attraverso la pittura digitale che permette di narrare attraverso tesi multiple della storie, dei concetti filosofici e lo stupore che nasce nel vedere raffigurato quell’istante. Quando realizzo un’opera parto sempre da un’idea,  da un titolo  e  quell’opera deve realizzare compiutamente quel testo dando poi a cascata  altri significati profondi. E’ questa l’ambiguità del testo applicata alle immagini che ricomposte creano un unicum nuovo e suggestivo  facendo parlare l’opera e non lasciandola solo all’interpretazione di un dotto  critico d’arte”.
C’è certamente qualcosa di vulcanico in te: cosa hai in mente di proporre ancora? Quello che dice di te Felice Naalin che ha curato l’introduzione del libro “Tutti abbiamo la voglia di tornare bambini, nel ricordo del tempo in cui i sogni invadevano la quotidianità, nelle praterie del tempo
memorabile. Lui forse riesce ancora a restare in questa dimensione..”. Ti sorprende, ti stupisce, ti emoziona? E soprattutto è così?
“Sì Naalin  ha interpretato  un po’ la mia  figura forse quella dell’eterno bambino. In realtà  anche se il tempo  passa  per tutti  l’energia è una componente che fa parte del mio carattere e che permette di non fermarmi. D’altronde se non mi sono sposato c’è un motivo di fondo: il matrimonio segna una fase di vita di passaggio tra due età. La fanciullezza e la fase adulta. Quando passi quel limite è un punto  da cui difficilmente torni indietro per via degli effetti collaterali, e sacrificare  buona parte della mia libertà per detrarre della libertà ad  un’altra persona non mi sembra  giusto. Ovvero il matrimonio è una vocazione e al di là dei figli,  alla fine ne consegue pure una certa castità”.
Dove possono seguirti i nostri lettori e scegli tu come salutarli…
“Possono vedere i filmati che realizzo su ARTISAT4 (You Tube) o attraverso il sito del Corriere della Riviera (www.corrieredellariviera.it). Dall’altra  sempre su You Tube c’è il sito  L’uomo con il cappello,  alcuni  filmati su Benacus Tivu Channel televisione con cui collaboro. Ho inoltre alcune mie pagine su  face book (Andrea Torresani Garda, ecc). Dall’altra talune volte posso comparire in trasmissioni televisive nazionali. Infine sono spesso  in giro; e se qualcuno mi riconosce può anche salutarmi (!). Per adesso vi saluto io e grazie dell’ospitalità”.


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