Antonio Desiderio: Il manager dell’Opera Lirica


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Lavora da oltre quindici anni come manager internazionale di opera lirica e balletto e il suo è un grande impegno svolto con dedizione e passione in giro per il mondo

di Silvia Giansanti

Il suo nome rimane impresso facilmente e da molto tempo ed è oramai un veterano nel settore dell’opera lirica e del balletto. E’ nato a Roma nel 1976 e oggi è una figura consolidata a livello internazionale per via del suo lavoro che prevede molti spostamenti, a contatto con grandi nomi. Sono molti i progetti a cui vorrebbe dar vita in questo 2020 (l’intervista è tata realizzata prima dell’esplosione dell’emergenza coronavirus ndr). Conosciamo meglio Antonio Desiderio.

Antonio, dove sei stato di recente?

“Sono stato a Londra al teatro London Coliseum per un gran galà di danza con grandi stelle provenienti da tutto il mondo. Prossimamente farò un estratto de ‘Il lago dei cigni’ presso il Teatro comunale di Modica in Sicilia. Porterò per la prima volta in Italia delle master class con Oleg Ivenko, il ballerino-attore che ha girato il film sulla vita di Rudolf Nureyev, in esclusiva per il mio concorso il ‘World Dance Award’. Inoltre ho tanti altri progetti a cui spero di dar vita presto”.

Hai sempre fatto parte di questo mondo o prima ti dedicavi ad altro?

“Sono stato sempre in questo campo”

Da dove deriva questa passione?

“Innanzitutto sono il figlio di un dipendente del Teatro dell’Opera. Ho frequentato il teatro fin da piccolo, seguendo balletti, opera e concerti e questo ha contribuito ad accrescere la passione per la musica, studiando in un secondo momento il pianoforte”.

Come si svolge la tua attività?

“E’ un’attività che può essere duplice; può essere vista come forma di soggetto intermediario tra l’artista e il teatro oppure mi possono commissionare alcuni lavori di eventi e a quel punto il teatro diventa il committente che mi affida il progetto che metto su. Mi accade anche che mi viene richiesta la direzione artistica di eventi e a quel punto sono io che scelgo tutto il parterre”.

Che tipo di musica sei solito ascoltare?

“Quella classica in primis ovviamente e poi prediligo generi come il jazz, il blues, il soft rock. Comunque ascolto un po’ di tutto, tranne il genere metal”.

C’è un grande evento che ti ha dato particolare soddisfazione?

“Proprio lo scorso anno con un progetto legato al balletto de ‘Il lago dei cigni’ che ho prodotto con il Roma City Ballet, portandolo in giro per tutta la Cina. Quest’anno non sarebbe stato il caso”.

L’intervista è stata realizzata prima dell’inizio dell’emergenza coronavirus


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