Arianna Cigni: “Sono timida ma sul palcoscenico mi trasformo”


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I suoi ultimi spettacoli teatrali sono stati “Girotondo” di Arthur Schnitzler e “Mare Amaro” di Silvana Bosi. Adesso è una delle protagoniste di “A volte tornano”

di Silvia Giansanti

Romana con origini triestine, Arianna Cigni fa parte di una lunga schiera di attori che lavorano sodo per assicurare uno spettacolo teatrale degno di ogni nota. La sua è un’esperienza che va avanti da molto tempo, incontrando sul suo percorso lavorativo grandi nomi, con cui ha condiviso le scene come Nino Frassica, Giancarlo Sepe e Roberto Farnesi. Dolce e sognatrice, come la maggior parte dell’essere artista, nella vita c’è poca praticità, tanta inventiva e testa sempre fra le nuvole. L’abbiamo incontrata nel parco di Villa Glori per parlare di questo suo ritorno in teatro.

Arianna, quando nasci come attrice e da dove provieni?

“Provengo dal Conservatorio Teatrale La Scaletta diretto da Gianbattista Diotaiuti di Roma, dove mi sono diplomata nel 2001”.

Quali sono i personaggi in cui ti riconosci maggiormente?

“Mi piace interpretare i personaggi drammatici e molto particolari. Ce n’è uno che vorrei riuscire a fare che è Lady Macbeth da ‘Macbeth’ di Shakespeare. Si tratta di una donna cattiva e caratterialmente molto forte che mi attira come personaggio”.

Cos’è importante trasmettere al pubblico?

“La propria emozione, essere veri il più possibile calandosi in un determinato personaggio. Essere credibili in modo da poter trasmetterlo”.

Sogni di fare cosa?

“Sicuramente di continuare a lavorare con registi importanti come Gabriele Lavia, che spero un giorno di incontrare”.

Un ruolo che sogni?

“Oltre a Lady Macbeth, c’è anche Blanche in ‘Un tram che si chiama desiderio’ di Tennessee Williams”.

Chi vorresti che fosse presente nel pubblico durante un tuo spettacolo?

“Lo stesso Lavia che ho citato, Laura Morante e Monica Vitti, ma so di chiedere troppo”.

Hai miti del passato?

“Mariangela Melato, grandiosa”.

Ti piace fare solo teatro?

“No, mi piacerebbe fare anche cinema. Nel passato ho avuto parti in alcune fiction come ‘Incantesimo’ e ‘Carabinieri’ ”.

Caratterialmente sei molto introversa, in che modo riesci a trasformarti sul palco?

“Entrando nel personaggio, automaticamente non sono più io ma divento un’altra persona”.

Parliamo del recente spettacolo “Mare Amaro”.

“E’ stata una bellissima esperienza molto profonda dove il filo conduttore dello spettacolo è stato il mare visto non come riposo, ma come fatica, tragedia e morte. ‘Quando il mare non è facile comunicazione ma separazione’. Il tutto è stato ideato e diretto da Silvana Bosi, un’affermata regista e un’attrice veterana. Il mare nemico è stato vissuto attraverso i secoli, dall’epoca di Troia fino ai nostri giorni con la tragedia dei profughi di Lampedusa. A volte le testimonianze si perdono nel mito, a volte nella creazione letteraria e a volte nella realtà”.

Prossimi spettacoli in cantiere?

“Il prossimo è ‘A volte tornano”, tratto da ‘Spirito Allegro’ di Noel Coward, in scena dal 19 al 24 aprile al Teatro in Portico alla Garbatella di Roma, per la regia di Benedetto Gandolfo. Il mio ruolo da protagonista divertente è della moglie defunta”.


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