Aurora Felici: Una giornata speciale


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Siamo arrivati alla ventitreesima “puntata” del concept “Una giornata speciale” e questo è davvero un appuntamento speciale. Abbiamo deciso di dedicarlo ad una delle mie modelle preferite, Aurora Felici. Appuntamento dedicato a lei, per il semplice motivo che è diventata mamma. Per molti l’idea di modella è quella di una dea che vive in un mondo di stelle e lustrini, qualcosa di quasi immortale. Invece, è una donna reale… Noi di GP Magazine, insieme ad Adriana Soares, dedichiamo questa uscita a lei. Ad una bellissima ragazza, modella e mamma.

di Adriana Soares

Aurora ho 26 anni, modella di professione, ha un compagno che ama ed è mamma di un bel bambino di 6 mesi che si chiama Leonardo. Ragazza solare, sognatrice, autoironica, ama viaggiare, adora circondarsi di gente positiva, ha tanti amici, e a 10 anni dall’inizio della sua carriera può dire che in parte ha realizzato il sua sogno nel cassetto.

Parlami della tua carriera. Per chi hai posato e sfilato? hai qualche aneddoto da raccontare?

“Ho iniziato a sfilare all’età di 16 anni, dopo un corso di portamento e fotografia, per me è stato come un gioco, all’epoca andavo a scuola e non mi sembrava vero che tre pomeriggi a settimana potevo dedicarli alla passione che avevo fin da bambina, che era quella di fare la modella. A 7 anni mi mettevo in posa davanti allo specchio quando avevo un vestitino nuovo, e a volte mia madre mi scattava delle fotografie… Guardavo programmi di moda, sfilate in TV, all’epoca c’era “Donna sotto le stelle” che mi appassionava molto, spesso seguivo le interviste a modelle famose, sognavo un giorno di farlo anche io. Crescendo avevo capito che questa era una professione che non tutte potevano fare, bisognava essere portate, avere un certo fisico, una certa classe, essere belle, non sapevo se ero adatta, ma ci speravo ugualmente, e quando sono stata presa al casting della mia prima sfilata, “Premio Margutta edizione 2005”, la mia gioia era immensa, non la scorderò mai, una gioia mista alla paura di poter sbagliare, magari inciampare, cadere, o camminare male, nonostante la scuola che avevo fatto. Lì ho conosciuto la regia, cosa c’è dietro le quinte, lo staff, i truccatori, i parrucchieri, i sarti che ti vestono, i fotografi, insomma, tutto ciò che gira intorno alla moda, con estrema velocità, il cambiarsi in tre minuti di abito. Tutto estremamente affascinante e suggestivo. Ricordo che prima di uscire in passerella telefonai a mia madre, che all’epoca mi seguiva perché ero minorenne, e le dissi, che avevo paura di inciampare e cadere c’erano delle scale da scendere, avevo la tremarella, paura che il lungo vestito da sposa mi finisse sotto le scarpe con i tacchi altissimi. Quando uscii sulla passerella l’emozione fu immensa, le luci su di me mi impedivano di vedere il pubblico, ho provato l’ebbrezza che da sentirsi osservata consapevole che il mio sogno si era avverato, ovviamente tutto andò benissimo, sfilai con tre abiti diversi, e da allora ho iniziato a sfilare per molti stilisti nell’Alta Moda, come Trussardi, Renato Balestra, Gattinoni, Camillo Bona, poi Marielle Dugher, Abed Mahfouz, Ram Al Alì, Jamal Taslaq, ho sfilato anche all’estero a New York e negli Emirati Arabi, ho fatto molti servizi fotografici per cataloghi di moda, ho partecipato anche ad alcune trasmissioni televisive e posato per fotografi di alto livello… bello”.

Il mondo della moda è tutta rosa e fiori? 

“Credo che per nessun mestiere sia tutto rosa e fiori, questo tra le altre cose, è un’ambiente dove si crea un immagine, dove si deve raggiungere la perfezione, a volte non è così, è molto duro e faticoso affermarsi, dimostrare la propria bravura e serietà, come in tutte le professioni c’è sempre chi è meglio di te o chi conosce qualcuno di influente”.

Come hanno reagito i clienti nel sapere della tua gravidanza?

“Ho sempre lavorato con un agenzia di modelle, e ho pochi rapporti con i clienti diretti, quei pochi clienti con cui collaboro da sempre sono stati molto felici per la mia maternità, anche se poi ironicamente mi hanno detto “adesso come facciamo, chi ti sostituisce?”.

Quali erano le tue paure? 

“La paura che ai primi tempi mi perseguitava era quella di non sfilare bene, di cadere, quella di sempre, se vogliamo chiamarla paura ma forse il termine più appropriato sarebbe delusione, è quella di non essere presa ai casting, siamo sempre centinaia di modelle. E c’è un certo standard che bisogna rispettare quello della taglia, a volte molto piccola, molte modelle straniere hanno un fisico molto esile e sono molto alte per costituzione. Per indossare alcuni abiti vanno meglio loro, fortunatamente non tutti gli stilisti vogliono modelle magrissime”.

Ora che sei mamma di Leonardo, cosa pensi di questo mondo in cui l’apparenza viene prima della sostanza?

“Quando lo scorso anno ho saputo di aspettare Leonardo, è stata un inaspettata sorpresa ma ero felice. Ovviamente il primo pensiero è stato per il lavoro, proprio perché è un lavoro d’immagine, ciò ho scelto di fare, consapevole delle sue esigenze. I primi mesi ho fatto ancora qualche lavoretto, a cinque mesi di gravidanza ho partecipato ad un evento di Bulgari dove cercavano anche una donna in stato interessante,  poi ho smesso del tutto, seguendo una dieta che mi aiutasse a non aumentare troppo di peso. Devo ammettere di esserci riuscita bene, perché dopo la sua nascita in qualche mese sono tornata quasi come prima”.

Sei giovanissima e sei una modella di successo. Come pensi di organizzare le tue giornate nel prossimo futuro, conciliare la maternità e il lavoro?

“Sì sono giovanissima, e già ne ho fatta di strada, ma per il mondo della moda inizio a essere grande. Oggi le modelle sfilano o fanno servizi fotografici già a 14 anni. Non ho problemi a lavorare anche da mamma, come tutte le mamme, anche se questo lavoro può portare a trasferte all’estero, sicuramente per lavorare in Italia non ho problemi, Leonardo ha splendide nonne che lo terrebbero volentieri. Per l’estero mi organizzerei per portarlo con me”.

Come decidi da che punto di vista guardare le cose?

“Sono una donna solare, quindi tendo a guardare sempre le cose positivamente, cerco di trovare il lato positivo in tutto. Se mi accade qualcosa, come impulso magari me la prendo, ma cerco subito di risolvere il problema, ovviamente se parliamo di problemi banali”.

Che cosa è per te il successo?

“Il successo è il culmine di una esperienza, il traguardo che ci si prefigge di raggiungere, anche se siamo noi che ci diamo il limite. Credo di essere sulla buona strada, ho avuto delle belle e gratificanti esperienze, questo lavoro fa girare il mondo, ho conosciuto molta gente, ho conosciuto altre culture nella moda, altri stili, il successo è tutto questo, anche se sento che il traguardo lo devo ancora raggiungere”.

La felicità è una scelta?

“Secondo me no, la felicità è qualcosa di interiore, è un’emozione, è qualcosa che si raggiunge quando si è sereni, quando si ha tutto ciò che si pensava si potesse avere nella vita, solidi affetti, un amore incondizionato. Ecco, per me Leonardo e il mio futuro marito sono la felicità”.

Progetti per il futuro?

“Spero presto di poter tornare a lavorare. Dopo oltre un anno di pausa, inizia a mancarmi l’emozione della passerella, quel trucco e parrucco, quegli scatti fotografici, le mie amicizie nel lavoro”.

Consigli alle ragazze che vorrebbero intraprendere la tua carriera?

“Un buon consiglio è; non dare niente per scontato. E’ vero che l’immagine conta molto, ma mai pensare che se si è belle si può fare le modelle, perché la strada è dura e c’è tanta concorrenza, certo avere determinazione è fondamentale, ma anche essere serie. Inoltre bisogna essere consapevoli che non è tutt’oro quello che luccica”.

Un aggettivo da definire il tuo lavoro ed uno per la tua vita privata…

“Il mio lavoro è un’incredibile emozione. La mia vita privata è poesia, è gioia, è un viaggio da percorrere insieme”.


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