Barbara Foria: “Volevo una cena romantica… e l’ho pagata io”


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di Marisa Iacopino

E’ una delle protagoniste della comicità al femminile. Volto di Colorado e voce di Rtl 102.5. La sua comicità è dissacrante sul rapporto uomo-donna. E’ a teatro con uno spettacolo molto divertente, di cui parliamo nella prima parte di questa simpatica intervista.

Ciao Barbara, partiamo dallo spettacolo “Volevo una cena romantica… e l’ho pagata io”. 

“I tempi sono cambiati! Prima un uomo per corteggiarti, ti invitava a cena e nella speranza del dopo cena, offriva lui! Ma con la parità e i danni del femminismo, se vuoi andare a cena fuori devi offrire tu e devi pure passare a prenderlo! Se non passi a prenderlo viene lui, e poi magari ti chiede i soldi della benzina! A parte gli scherzi, ho scelto questo titolo perché mi divertiva l’idea di ironizzare sul romanticismo ormai perduto, per molti uomini considerato un vecchio errore di gioventù, e poi con questo titolo provocatorio volevo far notare quanto le donne paghino nella vita più degli uomini in generale solo per il fatto di essere donne!”

Il filo conduttore di questo spettacolo è il rapporto uomo-donna. Che tipo di rapporto è?

“Nel mio spettacolo racconto la vita di coppia e non solo, provo ad analizzare tutto ciò che mi circonda: mi piace osservare le persone e il loro modo di comportarsi. Osservo le coppie al ristorante, in macchina, al supermercato o semplicemente per strada. ascolto i racconti di amiche e amici, parenti e cerco di tramutare con ironia sul palco la mia visione delle cose, specialmente il mio punto di vista sugli uomini e l’amore nel terzo millennio, ma in realtà racconto soprattutto i mille volti delle donne, in tutte le molteplici sfaccettature. Diciamo che tutte  le donne cercano la metà della propria mela, sperando non sia marcia! E allora io racconto delle romantiche  e sognatrici, delle sfacciate e intraprendenti senza tralasciare le suocere vecchio stile fino ad arrivare alle milf dei nostri giorni, vittime  del chirurgo. Quelle che abbondano di materia prima di silicone e mancano di materia prima grigia! Di certo a 40 anni non crediamo più nel principe azzurro, per carità, ormai nel 2017 noi donne abbiamo capito che quella sua calzamaglia attillata e quelle scarpette di vernice non le aveva scelte a caso! Non è chiaro il perché di questa smania femminile per lo stare in coppia con un essere di un’altra specie. Una specie con cui non riusciamo a comunicare. Perché noi donne riusciamo a comunicare con gli opossum, con le piante grasse, con i cuccioli di pipistrello e con gli uomini no. Eppure vogliamo mettere su famiglia proprio con loro. Se riusciamo ad incastrarli! Perché loro in genere scappano…spesso con un’altra più giovane e tonica”.

 Come si riesce a far ridere il pubblico parlando del rapporto uomo-donna?

“Il ritrovarsi nei miei racconti. Credo apprezzi la semplicità e la spontaneità nel raccontare vicende quotidiane in cui potersi rispecchiare in pieno. nei miei monologhi faccio una ‘satira sociale’, e affronto situazioni comuni in cui tutti almeno una volta possono ritrovarsi. Di certo la mia è un’analisi tutta femminile del mondo che mi circonda. Quindi le donne in primis mi sostengono e mi scrivono: ‘sai che quello che dici è capitato anche a me?’; ‘ma che per caso conosci mio marito?’; ‘posso raccontarti del mio ex, così ci fai uno sketch!’. Ricevo decine di mail al giorno… Allora ho capito che tutti abbiamo gli stessi problemi, le stesse paure, le stesse ansie e forse per questo la mia visone ironica delle cose può alleggerire e far sorridere il pubblico che mi segue”.

E’ notorio che i tuoi spettacoli, visti gli argomenti trattati, piacciano di più alle donne. E gli uomini? Ridono? Si offendono? Si “impermalosiscono”? Una parola di conforto per loro? 

Una parola di conforto per gli uomini? Sinceri. Se domandi ad un uomo cosa sta pensando? Lui ti risponde: niente! Ecco, stai tranquilla che sono sinceri. Gli uomini, sono i primi a ridere a teatro, e a ritrovarsi in una delle tipologie maschili descritte, anche se qualcuno permaloso non manca mai. Problemi loro”.

I tuoi spettacoli sono un “One woman show”. Dove e come nasce la tua capacità di far ridere?

“Dalla mia filosofia di vita. Vivere con ironia e leggerezza e pensare che se c’è un momento brutto e di sconforto: addà passà a ‘nuttata! Parlare di argomenti leggeri e affrontarli con leggerezza per strappare una risata in un periodo storico così difficile e triste, credo sia la mia forza. La mia è semplicemente satira sociale che abbraccia argomenti quotidiani, il pubblico si identifica nelle situazioni che racconto sentendosi protagonista”.

La comicità italiana ha visto un discreto numero di bravissime protagoniste. C’è n’è qualcuna, oltre a te ovviamente, che ti piace in particolare? 

“Come non adorare le imitazioni della straordinaria Virginia Raffaele? Ha sfatato ogni luogo comune che le comiche per far ridere devono essere racchie! Virginia è bella e brava. E a teatro è eccezionale. In generale apprezzo tutte le attrici comiche che fanno imitazioni ed interpretano personaggi, da Sabina Guzzanti alla Ocone, la Cortellesi, la Porcaro con cui ho avuto l’onore di lavorare, la Germani… e ancora la mie amiche Valeria Graci, Mariapia Timo e Rita Pelusio. Ma quante ce ne sono di brave? Di certo avrò dimenticato qualcuna. Da monologhista quale sono, però, è inutile dire che mi diverte l’irriverenza della Littizzetto, il suo modo di dire le cose è così familiare e naturale da sembrare di conoscerla da sempre”.

Parlaci della radio, considerato uno dei tuoi primi amori. Come ti trovi a Rtl 102.5?

“La radio è gioia. Da due anni faccio parte della famiglia di Rtl 102.5 ed è un’esperienza stupenda che sognavo da tempo. Ed è una palestra unica, perché ha dei tempi diversi dalla tv e dal teatro e poi in onda hai un feedback istantaneo dei radio ascoltatori che per me rappresenta continua fonte di ispirazione.  Sono tutti i sabato in onda dalle 9.00 alle 11.00 in ‘Chi c’è c’è chi non c’è non parla’ che è un po’ la piazza di Rtl 102.5; i microfoni sono aperti per lamentele e accuse sui disservizi e  le ‘furbate’ degli italiani. Insieme alla iena Luigi Pelazza cerchiamo di dare voce ai very normal people”.

Questo 2017 è un anno importante. Sei stata una delle new entry della serie “Un passo dal cielo”, come ti sei trovata nel cast?

“E’ stata una piccola partecipazione. Ho interpretato il ruolo di una blogger ed è stato molto divertente. Mi ha divertito molto lavorare con Enrico Ianniello e anche con il regista, Jan Michelini con cui ho instaurato un bellissimo feeling da subito”.

Il tuo pensiero sull’amore al di là dell’ironia che contraddistingue i tuoi spettacoli?

“L’amore per me è baciarsi e tenersi per mano. Sempre. E per sempre. Attenti alla colla però! Mi commuove guardare le persone anziane che si tengono per mano. Ecco. Sarà per l’età. La mia. A parte gli scherzi, credo invecchiare insieme  sia la cosa più bella che possa accadere ad una coppia innamorata. Per me il termometro dell’amore è rappresentato dai baci. Dipende tutto dai baci. Si smette di amare quando non ci si bacia più, spesso pur continuando a far sesso”.

Sei mai stata invitata a cena e alla fine ti è toccato pagare?

“Fortunatamente il conto no, ma mi è capitato di sentirmi dire: ‘facciamo a metà? Dividiamo?’. Sì, ma dividiamo anche le nostre strade. Io a casa mia e tu a casa tua. Se gli uomini pagano la cena è il minimo, visto che noi scegliendo di averli accanto, paghiamo per tutta la vita!”.


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