By Ludo: ecotech bijoux


    by ludo

E’ con la bella Ludovica Cirillo, la designer del riuso, che continuiamo la nostra avventura: la settima. Noi di GP Magazine insieme ad Adriana Soares abbiamo ideato un fashion contest volto a tutti i ragazzi e ragazze della porta accanto, che
desiderano intraprendere la carriera di modelli/e o semplicemente per passare una giornata speciale

di Adriana Soares

Ludovica Cirillo, eclettica, geniale e bravissima designer del riuso. Le sue realizzazioni sono un qualcosa di eccezionale ed originale. Utilizza materiali in disuso, soprattutto di provenienza informatica ed elettronica. Scopriamola meglio attraverso questa intervista.
“Cosa mi ha fatto scattare l’idea? Beh proprio non saprei rispondere. Di sicuro già durante i primi anni  di scuola mi ha colpito il tema dell’ecologia e della salvaguardia del pianeta e forse è per questo motivo che sono rimasta folgorata dalla frase ‘Nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma’ di Antoine De Lavoisier, tanto che ora è lo slogan del mio marchio ‘by Ludo’. Propongo  ecotech bijou e oggetti decorativi con piccoli pezzi tecnologici in disuso (auricolari, mouse, spinotti, ecc.)”. Queste le parole che racchiudono  il pensiero e l’universo creativo di Ludovica Cirillo, giovane designer e titolare di  by Ludo marchio di ecotech bijoux (www.byludo.com ) in cui si mette in gioco la sua  creatività con il concetto del riuso, “oggi molto importante se si vogliono evitare sprechi consumistici e contribuire a salvare il nostro pianeta dai rifiuti”, spiega Ludovica. La sua ditta individuale vuole dare nuova vita ad oggetti destinati alla rottamazione creandone decorativi, artistici e di tendenza. “E’ la mia sfida  e il mio obiettivo”, dice spesso la giovane ventenne, una dei 200 talenti italiani scelti dal TNT, il Festival dedicato ai giovani, del Ministero della Gioventù nel 2010. Nel frattempo frequenta architettura alla London Metropolitan University di Londra , dove già può vantare insieme agli studenti dello Studio 3 il premio per il migliore ‘Live project’ con materiale di riuso che sarà messo in mostra alla Royal Institute British Academy a novembre. Così giovane e con un percorso già preciso apprezzato dal Maxxi che l’ha ospitata nel 2012 come protagonista di un incontro con il pubblico nell’ambito di Youth Architect Project organizzato con il Moma di New York.
Auricolari e tasti del computer al posto di zaffiri e diamanti. Come mai la scelta di utilizzare materiale tecnologico per i tuoi gioielli? Da dove nasce l’idea?
“Nasce da una consapevolezza che lo spreco può rovinare il nostro pianeta. E dunque, essendo una consumatrice di cuffiette, tastiere e materiale vario, mi sono trovata nel cassetto un’infinità di cuffiette, fili elettrici e molte tastiere. E così, non ne so il motivo, ma mi è scattata la scintilla creativa che ha fatto sì che trasformassi questi piccoli utensili elettronici destinati al disuso in oggetti decorativi permettendo a loro una nuova vita”.
Come mai una ragazza giovane come te ha così a cuore la salvaguardia dell’ambiente?
“Perché sin da piccola ho avuto una particolare sensibilità verso la natura e la sua salvaguardia . Consapevolezza poi maturata durante gli studi liceali. E poi leggendo giornali o vedendo reportage in tv”.
Come riesci a percepire il potenziale artistico celato dietro oggetti comuni? Dove trovi il materiale che utilizzi nelle tue creazioni?
“Non c’è una scuola che ti insegna a percepire ciò che di artistico c’è in ogni oggetto. Io poi all’inizio non ho proprio frequentato alcuna corso di design. Oggi sono studentessa alla LMU di Londra. E’ solo occhio estetico e intuizione quello che dona una nuova vita a questi pezzi elettronici. Il materiale lo raccolgo un po’ ovunque con il passa parola e rivolgendomi anche agli uffici”.
Quali sono i pezzi più venduti? Ce n’è uno al quale sei maggiormente legata e perché?
“I gemelli e la linea ‘cube’ , la linea ‘on air’ e qualche pezzo di quella ‘crazy type’. Il pezzo a cui sono più legata è la collana ‘mouse’, perché alla mia prima mostra al Margutta Ristorarte ero convinta che fosse un oggetto troppo originale per poter essere acquistato e invece è stato il primo  ad essere venduto insieme al manichino come pezzo artistico e l’estimatore è il titolare della ‘Such and Such’, agenzia di pubblicità”.
Chi sono i maggiori acquirenti?
“Non li conosco direttamente ma vedo che sono apprezzati da giovani come da signore che hanno una forte personalità e che apprezzano questa mia filosofia del riuso”.
Dov’è possibile acquistare le tue creazioni?
“Una parte in esclusiva sul sito di Luisaviaroma, un’altra da Re-use-Re-f-use di via Fontanella Borghese a Roma, altri oggetti sono da Image Design di Seul. Tutto il resto via e-commerce che partirà tra qualche giorno  e comunque basta lasciare una mail tramite il sito www.byludo.com ed io mi metterò con molto piacere in contatto con chi vuole spiegazioni o richieste”.


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