C.I.O.B.Y.: l’arte del riuso


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“Nulla si crea e nulla si distrugge…” E’ il postulato di Lavoisier che si completa nella frase secondo cui “tutto si trasforma”. Da questa premessa conosciamo un artista originale, capace di trasformare oggetti apparentemente inutili in capolavori di assoluto pregio e di incantevole bellezza

di Marisa Iacopino

Ci sono persone che fanno dell’idea del riciclo l’arte della trasformazione. Così, assistiamo al rinnovamento di  oggetti inutilizzati, e rottami che tornano a nuovo splendore. Questo l’obiettivo perseguito da Stefano Timpani, trentenne romano che realizza nuovi oggetti da vecchie cose.

Com’è nato il progetto, e come si scioglie l’acronimo C.I.O.B.Y?

“Creative Ideas Old But Young è un progetto iniziato nell’estate del 2015, da due sedie rotte e un pallet industriale abbandonato vicino un cassonetto. L’idea è stata semplice e funzionale: ‘Perchè non trasformare le sedie in una panca e il legno del pallet in un tavolino?’. Il risultato, una comoda panca per il balcone e un tavolino a scomparsa sotto la finestra. Da qui, ha avuto inizio un percorso fatto di riciclo e restyling, donando a oggetti più o meno vecchi una forma nuova all’interno dell’uso comune. Bottiglie e barattoli sono diventati lampade e centrotavola, vecchie scatole trasformate in tavolini da thè, e vecchi stampi in acciaio da cucina in lampadari a sospensione. Sedie modernizzate con fantasie colorate. Fin da bambino ho sempre avuto il piacere nel disegnare e nel fare con le mani. Così, nella scelta delle scuole superiori ho finito col frequentare un Istituto d’Arte con indirizzo in oreficeria nel quale mi sono diplomato nel 2005. Successivamente, esigenze personali mi hanno portato ad allontanarmi dal disegno e dal lavoro manuale, ma nel tempo libero non perdevo, e non perdo, occasione per andare in musei o per godermi il Museo a cielo aperto più grande del mondo che è Roma. Alla soglia dei 30 anni, però, ho ripreso in mano la mia creatività, ed è iniziato C.I.O.B.Y.”.

Il riciclo è indubbiamente un processo economico insito nell’uomo e nella sua capacità di sfruttamento dei materiali, soprattutto nei momenti di maggior bisogno. La trasformazione di vecchi oggetti in nuove suppellettili d’arredamento suggerisce più un senso artistico. Nel tuo caso, è una creatività innata a guidarti, o è l’esigenza a stimolare l’estro? 

“E’ sempre stata insita in me la voglia di creare. Dal 2012 vivo da solo e parte dell’arredamento l’ho creato io, recuperando materiale o trasformando quello che avevo. Per rispondere, direi che con C.I.O.B.Y si racchiudono entrambe le esigenze, ovvero dare sfogo all’estro e far fronte a un periodo storico dove siamo alla costante ricerca del risparmio e dell’offerta giusta”.

Dove viene reperito il materiale da ri-utilizzare?

“Un po’ ovunque. All’inizio sono stati grande fonte di recupero i vari gruppi sui social, dove le persone regalano ciò che non usano più, nei mercatini dell’usato, dai rigattieri nel mercato di Porta Portese, e ultimamente con la serie Industrial, da meccanici e carrozzieri di zona”.

In questo processo di riciclo creativo, l’oggetto trasformato si porta dietro la storia della sua ‘precedente esistenza’?

“Ci sono casi dove naturalmente è lampante di cosa si tratti e, quindi, viene notata e apprezzata ancor di più la trasformazione; in altri invece, a detta di chi commenta, si rimane affascinati dal pezzo di per sé, e non si fa caso con quale materiale sia stato creato”.

Esiste un punto vendita, o sei raggiungibile tramite il web?

“Il prossimo step, speriamo in tempi brevi, vuole essere proprio quello di riuscire ad aprire il primo punto vendita. Nel frattempo sono presente on line nei vari social: facebook.com/CIOBY15;  Instagram: @cioby_ Da poco, ho anche aperto un negozio su Etsy: etsy.com/it/shop/CIOBY”.

In tempi di crisi, consiglieresti a un giovane di intraprendere il tuo stesso percorso?

“E’ un percorso duro, con delusioni, sacrifici e tanti sbagli… ma sì, lo consiglio.  Consiglio di credere in se stessi e portare avanti i propri sogni e idee, qualunque esse siano, pure se possano sembrare strane e non essere apprezzate dai più… State certi che c’è sempre qualcuno che vi apprezzerà e valorizzerà, annullando sacrifici e e delusioni”.

Hai potuto contare sull’aiuto delle istituzioni per mettere su l’attività?

“Non posso rispondere, per il semplice fatto che non ho mai chiesto aiuto. Si tratta ancora di un’attività home made, nel senso letterale del termine e altrettanto sinceramente spero, a breve, di trovarmi a chiederlo, perché vorrà dire che le mura di casa mi saranno strette e avrò bisogno di più spazio”.

Qual è la materia, la fibra, l’oggetto che meno si presta al riciclo?

“Non c’è oggetto che non si presti al riciclo, l’unico limite è la nostra immaginazione. Tutto si trasforma, con un po’ di creatività, aggiungo io”.

Per concludere, possiamo parlare di oggetti vintage nel caso delle tue creazioni?

“Sì, creazioni CIOBY vintage che si preoccupano innanzitutto di rispettare l’oggetto, il materiale e la sua storia. Dopodiché, si cerca di dargli un’aria nuova, modernizzandolo, ma senza mai snaturare il pezzo originario. Come dire, dal vecchio nasce sempre il nuovo!”.


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