Chiara Gensini: “Sono una persona semplice”

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Una delle nuove stelle della fiction tv ha il nome di Chiara Gensini. L’attrice trentenne romana ha preso parte in “Un medico in famiglia 8” e “Rex 5” e ha avuto un ruolo particolare nel film “Oggetti Smarriti”, uscito di recente

di Silvia Giansanti

Una giovane semplice e piena di valori, che ama circondarsi degli affetti dei suoi cari e che giorno dopo giorno ha costruito la sua carriera che le sta dando buoni frutti, nonostante – come ci ha confidato lei stessa – si sia presentata senza un filo di voce ad un provino importante. Ha trascorso la prima parte della sua vita su una magnifica isola greca e, più avanti, si è trasferita a Londra per motivi di studio, una città che l’affascina completamente ma che non ha nulla a che invidiare con il clima che ritrovava ogni volta che tornava a casa. Certo, se si pensa alla stagione capricciosa che abbiamo trascorso, non crediamo ci fosse poi così tanta differenza.
Chiara, che effetto ti fa essere denominata la nuova stella della fiction?
(Sorride) “Ah, davvero sono chiamata così? Mi fa sicuramente piacere, dai. Negli ultimi anni ho avuto molte esperienze, sono stata molto fortunata, in quanto ho iniziato questo lavoro relativamente tardi, intorno ai vent’anni, e comunque mi sono data da fare sostenendo tanta gavetta e riuscendo a fare cose concrete. Sono molto felice di aver fatto parte di tutte fiction di qualità, nonostante non abbia grandi conoscenze nell’ambiente”.
Com’è stato il tuo percorso artistico?
“Duro non lo è mai stato, non mi sono mai trovata in difficoltà in questo ambiente particolare. Ho avuto la fortuna di avere fin dall’inizio un agente in gamba che mi ha seguita e consigliata. Considero il mio lavoro bello e particolare, ma un lavoro come un altro”.
La tua è stata fortuna, momento giusto o cos’altro?
“Non sono stata di certo notata per strada da un regista che mi ha dato la classica parte da protagonista, ho fatto tutto gradualmente. Ho posto tasselli importanti ma in modo normale”.
Finora hai trovato sempre interessanti le proposte che ti hanno fatto o hai dovuto magari scartare qualcosa?
“Qualcosina ho scartato ma perché non credevo fosse di qualità”.
Cosa ricordi in particolare della vita londinese?
“Londra è una città che mi ispira molto, forse ci sono stata quando ero troppo giovane e quindi non ho avuto la possibilità di apprezzarla fino in fondo. Da sempre il mio sogno è stato quello di andarci a studiare. E’ meravigliosa”.
Ti trovavi a tuo agio in una città così grigia, visto che i primi anni della tua vita li hai trascorsi su una stupenda isola greca?
“In fondo non trovo Londra particolarmente grigia, è una città talmente brillante che ti fa superare il clima. Certo, tornando a Roma, ogni volta notavo la differenza”.
Parliamo dell’esperienza che hai avuto con “Un medico in famiglia 8”.
“E’ stata un’esperienza fantastica che non mi aspettavo, anche perché mi sono presentata a fare il provino in condizioni davvero drammatiche con la voce afona. Ero convinta di essere ‘bocciata’ e invece è andata bene. Il cast è una vera famiglia, composto da gente che milita lì da tanti anni, tutti molto umani e disponibili”.
Invece com’è andata con “Rex 5”?
“E’ stata un’esperienza diversa per il ruolo di medico legale che mi è stato affidato. Non avevo mai interpretato ruoli così seriosi e pieni di responsabilità. Ero un po’ agitata per questo, ma è andata bene e mi sono piaciuta rivedendomi in onda”.
A luglio nei cinema è uscito il film “Oggetti Smarriti”, a cui hai preso parte. Ecco, prendendo spunto dal titolo, sei una di quelle persone che tende a perdere in giro le cose?
“Sì, il titolo è su misura. Senza farlo apposta sono stata scritturata proprio per questo film. Il tema può sembrare superficiale, ma poi è molto profondo perché intercorre un rapporto tra padre e figlia, c’è una morale e per questo mi è piaciuto girarlo. E’ molto carino, consiglio di vederlo”.
Che tipo di ruolo hai?
“Un ruolo del tutto particolare, si tratta di un personaggio che vede chi lavora molto con la fantasia e anche in questo caso per me ha rappresentato qualcosa di diverso che non avevo mai interpretato”.
Com’è stato lavorare con Roberto Farnesi?
“E’ una carissima persona che ho avuto modo di apprezzare e conoscere sul set del film. L’ho trovato davvero simpatico e preparato”.
E’ stato divertente lavorare anche accanto ad Alessandro Gasmann per la campagna pubblicitaria “Ferrarelle”?
“Certamente, un grande attore che all’inizio mi intimoriva e che invece ho trovato molto affabile e gentile. Spesso accade il contrario, magari un giovane alle prime armi tende a montarsi la testa rispetto ad un attore che ha fatto la storia del cinema”.
Si dice che l’umiltà faccia la grandezza di un personaggio.
“E’ vero e con l’esperienza mi è capitato di notare questa cosa”.
Ecco, qual è stata l’esperienza che finora ti ha gratificata maggiormente?
“Risale ad anni fa in un’età più giovanile quando ho fatto ‘L’ispettore Coliandro’. Mi sono sentita pazzesca, avevo subìto una trasformazione fisica totale. Ricordo che lo girai a Bologna, una città che ho vissuto di notte. Un’esperienza intensa di cui ogni tanto parlo e che è rimasta nel mio cuore”.
Qual è l’attrice che ammiri?
“La mia attrice preferita è Kate Winslet”.
Vivi nella Capitale. Ami la vita notturna?
“Certo, in modo particolare mi piace uscire con gli amici, non frequento molto la vita mondana, anche se lavorativamente parlando, in alcuni casi potrebbe aiutare”.
Ritieni fondamentale per un attore doversi trasferire qui?
“Penso proprio di sì. Io mi ci sono trovata e quindi non ci ho neanche dovuto pensare. Credo che la presenza a Roma sia fondamentale a meno che non sei famosissimo che puoi permetterti il lusso di vivere dove vuoi”.
Chi è la Gensini nella vita di tutti i giorni?
“Sono una persona semplice a cui piace circondarsi di affetti. Apprezzo le piccole cose”.

CHI E’ CHIARA GENSINI

Chiara Gensini è nata a Roma da padre italiano e madre greca il 2 maggio del 1982 sotto il segno del Toro con ascendente Vergine. Caratterialmente si definisce autoironica ed emotiva. Chiara ha l’hobby della cucina, adora gli spaghetti alle vongole e tifa per la Roma. Possiede un gatto di nome Nina, mantiene il massimo riserbo sulla sua vita privata e una città dove le piacerebbe vivere è Londra. Il 1998 è stato l’anno fortunato della sua vita. I primi anni li ha trascorsi su un’isola greca e visto che fin dall’infanzia ha coltivato la passione per la recitazione, si è trasferita successivamente a Londra per studiare con successo alla London Drama School. Nella sua giovane carriera, Chiara è riuscita ad interpretare personaggi diversi tra loro che hanno messo in risalto la sua preparazione. Anche per questo ha preso parte ad importanti progetti internazionali come “Ticket”. Ha lavorato in serie tv di successo come “Ris”, “I Cesaroni”, “I Liceali”, “L’ispettore Coliandro”, “Distretto di Polizia” e “Capri”. Di recente è entrata anche nel cast di “Un medico in famiglia 8” e “Rex 5”. A luglio è uscito nei cinema “Oggetti smarriti” nel quale Chiara è protagonista insieme a Roberto Farnesi e il suo volto è stato scelto da Ferrarelle, lo spot che la vede a fianco di Alessandro Gassman.



more No Comments agosto 7 2013 at 13:28


Pamela Villoresi: “Il teatro è il mio mondo. Al cinema sono in prestito”

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Conosciamo una bravissima attrice di teatro che ha fatto ottime cose anche al cinema

di Paolo Paolacci

Ha cominciato il teatro a Prato quando aveva 13 anni. Debuttò come protagonista in uno spettacolo per bambini nel gennaio del 1972, ‘Una favola vera’, tratta da ‘Il re nudo’ di Schwarz. Da allora non ha mai smesso di lavorare. Lei è Pamela Villoresi, una persona che incanta con semplicità e passione, da vera artista.
Pamela, come è nata questa passione? Per caso o per volontà?
“Non ho mai pensato di fare un altro mestiere, anche se quando feci la prima comunione ero indecisa: o la suora missionaria o l’attrice di teatro. Prevalse questa seconda ipotesi. Con me, dalla scuola di ragioneria dove ci avevano spedito per vedere se ‘ci passava’, c’era Roberto Benigni. Meno male che non riuscirono a dissuaderci. Appena arrivai alla sala del ridotto capii che lì cominciava la mia vera vita”.
Cosa ti fa sentire davvero un’attrice, una persona che sa di comunicare emozioni senza risparmiarsi?
“Quando ‘comprendo (o così mi pare) i testi scritti, quando riesco a comunicarli, a farli vivere, a divenire un tramite. Quando porto la cultura nei posti più decentrati e la faccio amare anche dai più reticenti”.
Cosa pensi della cultura italiana, del teatro e quale la tua proposta, la tua direzione?
“Penso che un Paese che può vivere di cultura non la può ignorare. Considerato che possediamo più della metà dei beni archeologici ed artistici del mondo, è veramente una follia scandalosa.
Ma soprattutto la cultura è il nutrimento dell’anima e dell’intelletto, persone ben coltivate sanno dare risposte più adeguate ai problemi della vita e della storia. Ecco perché non possiamo più permetterci di non investire nell’unico campo in cui non abbiamo rivali”.
Chi è stato il poeta Mario Luzi a livello umano e culturale? Dio, maternamente è quasi insuperabile?
“Mario è stato uno dei più grandi poeti del secolo scorso. Di grande animo, di profonda arguzia e intelligenza. La sua poesia è concetto sublime, è riflessione profonda, è musica. Quasi tutta la sua opera è irraggiungibile. Era un uomo mite e determinato, umile e affascinante… se avesse avuto una quarantina d’anni di meno lo avrei corteggiato fino allo sfinimento. Ma è stato già abbastanza e un onore essergli stata amica”.
Fai una breve storia della tua vita famigliare e quanto è importante per te.
“Ho conosciuto Cristiano Pogany, bravissimo direttore della fotografia, nel luglio del 1978. Abbiamo deciso di vivere insieme dopo una settimana, di sposarci e dopo altri due mesi di avere un figlio e nacque Eva il 3 settembre del 1979. Poi nacque Tommaso il 14 settembre del 1981. Nel 1985 cominciammo a parlare di adozione e nel giugno del 1986 arrivò dall’India, Isabel, aveva un anno e mezzo. Mio marito ed io ci siamo alternati a casa e nel lavoro, abbiamo girato il mondo. Cristiano si è ammalato nel 1996 di cancro ed è morto a febbraio del 1999”.
Qual è lo spettacolo con cui stai girando per l’Italia? Quando sarà a Roma?
“Questa stagione ho portato per tre mesi in tournée, anche a Roma, ‘Eva contro Eva’, con un bellissimo successo. Recentemente sono stata in giro con uno spettacolo dedicato ad un grande dello sport: Fausto Coppi. ‘Il mio Coppi’ che gira già da due anni e che piace agli intenditori del teatro ma anche a chi non c’è mai stato. Riprenderò ad aprile del prossimo anno ‘Memorie di una schiava’ e a maggio ho debuttato a Roma, al Manzoni, con un nuovo spettacolo: ‘Partita a due’ ”.
Quanti altri film hai girato e in quale mondo artistico ti trovi meglio, quello teatrale o quello cinematografico? Oppure entrambe necessari come le mani, anche se poi si è destrimani o mancini…
“La mia carriera teatrale è una carriera ricca e piena di soddisfazioni, ho avuto sempre proposte irrinunciabili. All’inizio con il cinema non è stato così. Quindi pian piano il mio prestigio nel teatro cresceva e gli impegni cinematografici erano sempre più sporadici. Ho fatto belle cose al cinema, come l’ultima con la regia di Paolo Sorrentino ‘La grande bellezza’, ma ormai mi ci sento un po’ ‘a prestito’. Il mio mondo è senz’altro il teatro”.
Qual è il segreto della tua longevità e della tua naturalezza ? E secondo te siamo nell’Inferno o nel Purgatorio dantesco? E qual è per te il Paradiso?
“Non credo di potermi ritenere longeva a soli 56 anni. Se nella vita sono naturale è probabilmente perché fingo a pagamento e nella vita mi toccherebbe farlo gratis. A parte gli scherzi, credo che fingere sia faticoso e soprattutto serve a ingannare solo se stessi. Penso che tutto sommato siamo ancora al fondo di un purgatorio… L’inferno la storia lo ha espresso meglio con i grandi dittatori, le stragi, i campi di concentramento, gli eccidi, la fame delle carestie. Il paradiso è quel posto dove gli uomini sanno vivere insieme e rispettarsi e lavorare per il bene comune”.



more No Comments agosto 7 2013 at 13:25


Moreno Amantini: In mezzo a cinque donne

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Insieme ad Angela Melillo, Rita Capobianco, Virginia Fioravanti, Emanuelle D’Alterio e Manuela Gallozzi, è stato protagonista al Teatro Brancaccio con lo spettacolo “5 donne e 1/2”, che ha fatto registrare un grande successo

E’ stato uno dei protagonisti dello spettacolo teatrale “5 donne e 1/2”, che ha segnato il debutto alla regia del coreografo Piero Moriconi. Un successo da sold out al Teatro Brancaccio. Lui è Moreno Amantini, affiancato dalla bellissima Angela Melillo. Per Moreno è stato un insperato ritorno al mondo dello spettacolo, che ha lasciato un po’ di tempo fa per dedicarsi ad altro.
Moreno, che esperienza è stata quella con “5 donne e 1/2″?
“Decisamente una bella esperienza. Era da circa un anno e mezzo che mi ero allontanato dal mondo dello spettacolo e la cosa che più mi mancava era il palcoscenico teatrale. Più di tutto: della tv, della radio, delle conduzioni. Il contatto diretto che si instaura in teatro tra te e il pubblico è qualcosa di unico. Di magico”.
Ti aspettavi questo successo?
“A dir la verità no. Nessuno di noi se lo aspettava. ’5 Donne e 1/2′ ha segnato il debutto alla regia di Piero Moriconi, noto coreografo. Quando lui ed Angela Melillo mi hanno chiamato per propormi il tutto ho accettato senza pensarci due volte ma di certo non ci aspettavamo di fare sold out per tutte le sere e di dover replicare a distanza di una settimana dalla fine. Un bel successo e una grande soddisfazione. Al pubblico è piaciuto molto e questo per un attore è la gratificazione maggiore”.
Hai lavorato in un cast prettamente femminile, come ti sei trovato?
“Bene perchè ho lavorato con tutte professioniste. Nessuna ‘prima donna’ e nessuna lamentela o piagnisteo da ‘diva’. Questo accade quando chi fa questo mestiere lo fa con passione e professionalità. Non per apparire. Le ringrazio pubblicamente”.
Avete ricevuto i complimenti di Pingitore, non uno qualsiasi…
“Per me è stato davvero bello ed emozionante ricevere i complimenti di un mostro sacro come Pierfrancesco Pingitore. Pensa che quando è venuto a vederci a fine spettacolo sia Angela Melillo che Piero Moriconi sono usciti a salutarlo anche perchè, avendo entrambi lavorato con lui al Bagaglino, lo conoscevano personalmente. Io non avevo mai avuto modo di incontrarlo prima e quindi me ne sono rimasto in camerino. Pochi secondi dopo mi hanno fatto chiamare perchè proprio Pingitore voleva conoscermi per complimentarsi con me. E’ stato davvero gentile e i suoi complimenti mi hanno molto emozionato”.
Avrai altre esperienze teatrali a breve o in futuro?
“Niente in cantiere, almeno per il momento, ma sicuramente la parentesi ’5 Donne e 1/2′ non finisce qui. Sono sicuro che questa estate ne sentirete ancora parlare…”.
Di cosa ti stai occupando adesso?
“Come ti accennavo prima è da circa un anno e mezzo che mi sono distaccato dal mondo dello spettacolo per aprire un Caffè Bistrot a Roma, in zona Parioli, che gestisco personalmente. Ho mantenuto il rapporto con il pubblico ed in più posso dedicarmi alla mia seconda passione: la cucina. Mi diverto nel preparare dolci e pranzi veloci. Una pausa dallo spettacolo. Faticosa ma decisamente più meritocratica. Cosa ormai lontana sia dalla tv che da tutto il carrozzone mediatico”.
Per molto tempo ti sei occupato di vip. Qual è il personaggio, maschile o femminile, con cui hai legato di più?
“Devo dire che ho stretto amicizia con molti personaggi. In particolare con Angela Melillo. E’ nata veramente una bella amicizia e lavorando insieme si è fortificata. Sul palco abbiamo una bella intesa. Angela è come me: una persona vera che non ama schemi e situazioni di facciata. Una ‘pura’ insomma. Spero di poter fare altri lavori con lei e spero che la nostra amicizia duri nel tempo”.
Pensi che il gossip sia ancora una sorta di industria fiorente in Italia?
“In Italia il livello culturale negli ultimi anni si è veramente abbassato ma non per colpa del gossip ma per colpa dei personaggi che ne fanno parte. Il gossip e la mondanità sono sempre esistiti, fin dai tempi della Dolce Vita. La differenza è che prima c’era qualità, oggi pura quantità. Basti pensare che un tempo i protagonisti del gossip erano registi, attori, nobili, industriali. Oggi tronisti o gieffini. Trai tu le conclusioni”.



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Una giornata speciale: Daniela Hlavackova

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E’ con la bella Daniela che continuiamo la nostra avventura, la sesta. Noi di GP Magazine insieme ad Adriana Soares abbiamo ideato un fashion contest rivolto a tutti i ragazzi e ragazze della porta accanto, che desiderano intraprendere la carriera di modelli/e o semplicemente per passare una giornata speciale

di Adriana Soares

Daniela Hlavackova, un gran bel viso, di quelli che non passano inosservati, una bellezza inusuale che rimane impressa.
Questa volta non ho utilizzato un brand in particolare, perché sarà il bel corpo statuario di Daniela a parlare. Cavallerizza di professione! Pensate, dietro ad uno sport maschile sono riuscita a trovare una creatura bella, affascinante, misteriosa e femminile. Sono arrivate tante richieste e questo è bellissimo. Pian piano sono certa che riuscirò a realizzare il sogno di tutti.
Daniela raccontaci qualcosa di te.
“Sono nata nella bellissima Praga, capitale della Repubblica Ceca, e da piccola ero appassionata di cavalli. Ho cominciato ad appassionarmi a questo mondo stupendo, grazie a mio zio che è un allenatore di cavalli da corsa. Così ho iniziato ad andare a cavallo da quando avevo 6 anni e da lì non sono più riuscita a smettere di frequentare i circoli ippici. Ho cominciato con cavalli da corsa, poi cavalli da dressage e quindi cavalli da salto. Ho avuto esperienze anche con cavalli da tiro. Le discipline che preferisco sono il dressage ed il salto. Grazie a questo dono di lavorare bene con i cavalli sono riuscita ad ottenere una posizione importante nel mondo dell’equitazione e a fare carriera in questo sport che mi regala molte soddisfazioni e che mi rende felice. Mi è sempre piaciuto lo sport di qualsiasi genere e tutto ciò che riguarda la vita sana. Non mi piace la gente che non ha rispetto per se stessa, che mangia male, che fuma o beve alcool”.
Cosa hai provato quando ti è arrivata la conferma di questo servizio fotografico?
“Quando mi è arrivata la richiesta di essere intervistata, mi sono sentita una persona che poteva suscitare interesse, e, accettando, ho sperato che una porta si potesse aprire nel mondo della moda che dopo l’equitazione è la mia passione più grande. Mi affascina molto il corpo umano, sopratutto femminile. Grazie alla fotografia si riesce a svelare questo mistero affascinante. Tu Adriana sei riuscita a mettere in luce il meglio di un corpo umano che secondo me è un’arte bellissima”.
Cosa ti aspetti ora?
“Il mio sogno è poter utilizzare il mio corpo come modello in alcuni servizi fotografici. Anche se non ho un corpo ideale, non sarei la classica modella, so di avere altre qualità che nel corpo femminile è difficile trovare: un corpo tonico e atletico grazie al mestiere che faccio e al mio modo di vivere sano e sportivo”.
Come hai vissuta la giornata del foto shooting? E’ stata un’esperienza positiva che rifaresti?
“Durante il servizio fotografico con te Adriana mi sono sentita subito a mio aggio, e so che come mi hai saputo fotografare tu nessun altro sarebbe in grado di fare altrettanto. Sei riuscita a tirare fuori il meglio di me stessa e grazie alle parole dolci e di sostegno mi sono sentita sempre a mio agio. Tornerò sempre da te perché per me sei la numero uno. Hai delle idee molto particolari e originali e come sai usare la luce non tutti sono capaci. Essendo una donna e una ex modella, sai bene cosa ci si aspetta da un servizio fotografico”.



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Nadia Erbolini: Cantare l’amore è vita

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E’ una delle voci femminili più apprezzate della canzone italiana. Ha partecipato a varie edizioni del Festivalbar e a tanti programmi in Rai. La sua intervista, se letta con attenzione, nasconde anche tanti “insegnamenti” ai giovani aspiranti cantanti

di Claudio Testi

La sua passione per il canto è nata sin quando era piccolina. “Ricordo che andavo in bicicletta di nascosto perché la mia mamma non voleva e invece il mio papà mi aiutava. Poi alla mia prima volta in palcoscenico c’era mia madre e ripenso che in quell’occasione mi si ruppe il tacco ma la cosa non fermò affatto la mia carriera. Anzi ricevettu ancora pi carica e la voglia di crescere e fare bene”. Lei è Nadia Erbolini, una bellissima voce, una bellissima donna. Conosciamola meglio attraverso questa intervista.
Da quando hai capito che questo poteva essere il tuo lavoro a chi ti sei ispirata?
“Sai, ho lavorato con diversi gruppi musicali. I miei ‘Caimani’ ci sono sempre, sono stati i primi, poi ne ho avuti anche stranieri. La cantante a cui mi ispiravo è stata Rita Pavone e mi ricordo ‘Cuore’, il suo fantastico brano era il mio cavallo di battaglia, e ancora… la grande Mina”.
A proposito di cuore, quindi da sempre ti contraddistingue la grande passione!
“Sia quando sono su un palcoscenico che nella vita faccio tutto con il cuore e la testa, con il pubblico che porto con me anche dopo le serate e le amiche e gli amici che porto dentro”.
Nadia, “E resto da sola” è uno dei tuoi brani. Vuoi rispettare il famoso proverbio “Meglio soli che male accompagnati”?
“Certo, quando ci vuole ci vuole. Anzi, lo consiglio: se si deve star male per una cattiva compagnia che non ti rispetta e che non ti ama, uomini o donne che siano, meglio rimanere sole o soli. Comunque, spero di non rimanere mai sola anche se a volte capita”.
A proposito, quali sono le persone che ti sono state più vicine nella tua vita, in particolare nei momenti più difficili?
“Nel corso della vita ci sono tante persone che vanno e vengono, ho molti bei ricordi. Un grazie lo devo all’indimenticabile Vittorio Salvetti (patron del Festivalbar ndr), che ha creduto in me e mi ha portata al suo Festivalbar. Altri bei ricordi con i musicisti come Massimo Moriconi che adesso è un arrangiatore di Mina, il grande batterista Alberto Botta che è andato a lavorare con il grande Renzo Arbore, e tante altre persone, artisti e non che hanno inciso molto nella vita e mi hanno dato molta soddisfazione”.
Ricordi qualche simpatico aneddoto della tua vita di cantante?
“Sì, nel cuore ho un momento particolare della mia vita artistica. Diversi anni fa ero al palazzetto dello sport per un un grande evento con tanti altri grandi musicisti; nel pomeriggio, nel corso delle prove, ricordo Lucio Dalla praticamente sdraiato e, simpaticamente parlando, lungo come l’amplificatore e con il pollice della sua mano alzato, mi faceva capire che era tutto ok. Sono persone, cose e momenti che ti rimangono dentro per tutta la vita”.
Le tue principali tappe e i tuoi successi che ricordi di più e che hanno caratterizzato la tua vita artistica?
“Sono tante, molti eventi e spettacoli e naturalmente la partecipazione a diversi programmi radiofonici e televisivi in particolare con la Rai. Ricordo piacevolmente ‘Il piacere dell’estate’ con Bruno Modugno, il Festivalbar. In teatro ho avuto il piacere di cantare al Petruzzelli di Bari e tanti altri”.
Cosa pensi dei talent show?
“Inutile non pensare che è un bel business, tante ragazze e tanti ragazzi fanno tenerezza, ci sono elementi molto bravi ma a volte non vanno avanti e si fermano accecati dal momentaneo successo, altri che meriterebbero non hanno la giusta visibilità per farsi conoscere meglio. Il consiglio che mi sento di dare è quello di credere con passione e con lo studio fino in fondo in quello che si fa, qualsiasi cosa positiva essa sia”.
Nadia, qual è il disco della tua vita, quello che ti ricorda qualcosa di bello o che ti riscalda il cuore anche nei momenti grigi?
“La vita ha tanti colori, tante strade, non c’è una canzone specifica. Io adoro Vasco Rossi e in particolare un suo brano, ‘Una canzone per te’. E poi ancora Mina, Mia Martini, insomma, non ho un brano in particolare, ma un mix. Degli artisti a parte la voce, amo l’espressione e il testo. E poi, come nei miei brani, prediligo l’amore con sentimenti, sensazioni, sguardi e comportamenti”.
Nadia cosa ti aspetti dal futuro e cosa stai preparando per i prossimi mesi?
“Oltre alle serate con i miei successi ho preparato uno spettacolo completo da portare in giro per l’Italia con tutto il repertorio di una grande cantante che non c’è più, che amo ricordare e che meriterebbe più spazio ed un giusto tributo, la mitica Gabriella Ferri. Nonostante io sia del nord Italia, i suoi successi mi sono entrati così nel cuore tanto che mi riesce naturale cantare anche in romanesco. Anche la musica può unire il nostro fantastico Belpaese. E assieme ad un sorriso, vi saluto e vi invito ai miei concerti. Poi se vi fa piacere, con grande semplicità, a fare delle piacevoli chiacchierate su facebook”.



more No Comments agosto 7 2013 at 13:14


Rosabell Laurenti Sellers: Un’incantevole adolescente

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Di recente è stata protagonista nel film “Buongiorno papà” a fianco di Raoul Bova, Edoardo Leo e Marco Giallini. E’ nata a Los Angeles e da bambina ha fatto teatro. Ora vive a Roma con la sua famiglia e dopo il liceo dovrebbe trasferirsi a Londra per perfezionare gli studi teatrali. Nonostante la sua giovanissima età, ha avuto esperienze importanti in tv e al cinema e si dedica con passione e amore al volontariato: “Due volte al mese vado a lavorare presso la Comunità di Sant’Egidio a servire i pasti ai senzatetto”

di Stephany Falasconi

Rosabell, una dolcissima adolescente che ogni mamma vorrebbe avere come figlia, per  il suo carattere, per il suo modo di pensare e per la sua sensibilità. Rosabell nasce a Los Angeles il 27 marzo 1996. Esordisce a Teatro La Mama a New York all’età di 8 anni, faceva la  terza elementare. Per caso a lei e al fratello venne offerto un lavoro in  una delle compagnie mitiche di New York.
Finita la tournèe teatrale in Europa (Austria e Polonia), la famiglia si trasferì a Roma per una nuova vita. Da subito Rosabell iniziò a lavorare in tv, film e fiction, entrando poi nel mondo della cinematografia e prendendo parte a ruoli importanti che le aprirono la strada per diventare una brava interprete grazie anche a Sergio Martinelli, suo agente, che  sa  scegliere per lei i lavori più idonei.
Oltre ad essere una brava attrice, Rosabell ha una spiccata predisposizione nei riguardi della solidarietà  e nei confronti dei problemi che coinvolgono i minori. Scopriamo insieme quello che ci ha raccontato.
Sin da piccola sei stata coinvolta in una vita internazionale, Los Angeles e New York, per  poi stabilirti a Roma. Dove ti  trovi meglio e che differenza riscontri fra queste città?
“Grazie alla mia famiglia, ho aperto la mente e ho avuto una visone di mondi e modi di vita e pensieri completamente diversi tra di loro. Quando si vive in America si ha la sensazione che non ci sia il resto del mondo, a volte è anche tutto  troppo perfetto, i negozi sono sempre aperti, a due minuti da ogni casa si trova sempre qualsiasi cosa. A New York la gente non si meraviglia di  nulla, sono abituati a vedere di tutto, la vita è molto caotica. Invece a Roma la realtà è diversa, la vita è più semplice e più provinciale, più calda, mi piace il clima, mi piace il cibo, mi piace la gente… Preferisco vivere a Roma”.
Sappiamo che hai scelto Londra per perfezionare gli studi teatrali. Perché?
“Sono stata a Londra in questo periodo perché sono andata a vedere le scuole. Dopo il liceo vorrei poter andare e stabilirmi lì per un periodo di tempo. Il mio desiderio è quello di perfezionare gli studi teatrali, considerato che, una volta arrivata in Italia, non ho avuto più occasione di fare teatro  e l’emozione che ricordo di aver provato a contatto con il pubblico, nonostante fossi piccola, non ha paragoni con il cinema. Londra offre tanto, mi piace molto come città, a parte il freddo, per il  quale riuscirò a sopravvivere. Poi ho il vantaggio che la mia prima lingua è l’inglese, potrei aspirare  ad entrare in un  mondo lavorativo  più internazionale, sento di avere un forte legame con il teatro. Vedremo se sarà possibile”.
Ti dedichi al volontariato con grande spirito solidale. Come nasce questa tua  predisposizione?
“Quando ho iniziato ad interessarmi al volontariato avevo dieci anni ed ero già in Italia. Mia madre mi parlò di una famiglia che aveva fondato un’ associazione di nome “Love Hallie”, a favore della figlia, che aveva la passione per il volontariato e che purtroppo morì in un incidente. L’associazione manda aiuti in Africa, fornendo le zanzariere per prevenire la malaria. Pensai subito ad un modo per poterli  aiutare e  organizzai una festa con  tutti i miei amici con dei giochi a pagamento: riuscii a raccogliere 1000 euro, per acquistare le zanzariere. Faccio diverse cose per il volontariato, soprattutto dedicate ai  problemi che toccano i  giovani come me. Dallo spot per Action Aid  contro i matrimoni forzati con minori, diretto da Stefania Rocca, ad uno spot girato per il sito del Ministero per le Pari Opportunità contro la pedofilia e la pornografia minorile. Quest’anno ho anche  fondato l’Associazione YAHI  (Young Actors for Humanitarian Involvement ) che ha lo scopo di invogliare  e coinvolgere altri giovani attori a dedicarsi ai lavori di volontariato. Insieme ad alcuni di loro vado due volte al mese a lavorare presso la Comunità Sant’Egidio, dove servo i piatti ai senzatetto.   Tutto ciò mi arricchisce, penso sia un dovere da parte di tutti fare qualcosa per chi sta davvero male. Ho la fortuna di essere nata in una situazione sociale agiata, i problemi che posso avere io  sono nulla rispetto ad altra gente che è nata sfortunata. Mi sento in colpa di non poter fare abbastanza,  altrimenti farei molto ma molto di più”.
C’è un aspetto del tuo carattere che vorresti migliorare?
“Mi dà fastidio la mia timidezza, è un grosso limite per me. In alcune situazioni, se non mi sento a mio agio tendo, a chiudermi e non sempre riesco a superare questa barriera che non mi permette di  farmi conoscere come sono veramente. Il lavoro che svolgo mi aiuta solo in parte, però sto imparando a migliorare”.
Com’è la tua famiglia ?
“E’ forte, adoro mio fratello, lui ha 21 anni e vive in America. Andiamo spesso in vacanza insieme, con lui mi trovo benissimo, poi c’è mia sorella piccola di 10 anni con la quale litigo, ma è anche normale, è simpaticissima e quando sarà più grande sono convinta che andrò d’accordissimo anche con lei. Con i miei genitori c’è un rapporto molto diretto, ci scambiamo idee, interagiamo molto, tutti  dovrebbero avere una famiglia come la mia e non lo dico tanto per dire”.
Dopo il successo di “Buongiorno papà”, quando ti rivedremo sugli schermi?
“Sto finendo di girare la seconda serie della fiction ‘La grande famiglia’, con Stefania Rocca nella parte di mia madre, Alessandro Gassman nel ruolo di mio padre, Stefania Sandrelli, mia  nonna, e tanti altri attori. E’ un cast enorme per otto puntate che finiremo di girare ad ottobre. In contemporanea a queste riprese, nel periodo di giugno e luglio, sono stata impegnata come protagonista  per  la seconda serie dedicata ai bambini  dal titolo “Mia e me”, che tratta di fate. Sono ventisei puntate, la prima serie ha riscosso un notevole successo in tutta Europa. Continuo a ricevere letterine dai piccoli fans ancora adesso. Il mio ruolo è quello di Mia, una ragazzina che vive in un collegio e porta con sé un braccialetto particolare, che le permette di entrare in un mondo magico è un misto tra cartone e live–action. Sarà in tv  a partire dal prossimo inverno. Non sarà facile liberarsi di me”.



more No Comments luglio 10 2013 at 16:03


Angelina Jolie: La donna dei 13 tatuaggi

file brad pitt angeline jolie engaged 13.04.12

E’ una rubrica che ha lo scopo di farvi conoscere in maniera diversa i personaggi che ogni giorno sono acclamati da folle di ammiratori. Questa volta dedichiamo il nostro spazio alla bellissima diva di Hollywood

di Camilla Rubin

Lo sapevate che… Nata a Los Angeles, in California è figlia dell’attore Jon Voight e dell’attrice Marcheline Bertrand; è anche sorella di James Haven e figlioccia di Jacqueline Bisset e Maximilian Schell. Ha origini slovacche e tedesche da parte di padre e franco-canadesi e irochesi da parte di madre. La madre scelse come suo secondo nome Jolie, che in lingua francese significa carina. Dopo la separazione dei genitori, nel 1976, Angelina Jolie e il fratello crescono a Palisades, nello stato di New York, con la madre che abbandona ogni aspirazione artistica per prendersi cura dei figli. Influenzata dalla recitazione della madre, dopo aver visto i suoi film, Angelina aspira a diventare attrice, debuttando a soli sette anni, al fianco del padre, nel film Cercando di uscire di Hal Ashby.

Lo sapevate che… A soli undici anni entra al Lee Strasberg Theatre and Film Institute,  successivamente frequenta la Beverly Hills High School, dove vive una sorta di disagio nei confronti dei bambini di famiglie più facoltose: vivendo con la madre doveva sopravvivere con un reddito modesto, arrivando ad indossare abiti di seconda mano. Durante gli anni degli studi era oggetto delle prese in giro di alcuni studenti, per il suo fisico esile e per il fatto di portare gli occhiali e l’apparecchio per i denti. Questo suo disagio portò la giovane Angelina all’autolesionismo, a provocarsi delle ferite con coltelli che lei stessa collezionava. Durante quel periodo iniziò a diventare una dark, a quattordici anni sognava di diventare un necroforo, indossava solo abiti neri, si era tinta i capelli di viola ed aveva un fidanzato con il quale praticava il moshing. Due anni più tardi, terminata la relazione con il suo fidanzato, tornò a recitare in teatro e conseguì il diploma.

Lo sapevate che… Dopo la separazione dei genitori, per molti anni non ebbe rapporti con il padre, ogni tentativo di riconciliazione fu vano. Vi fu un significativo riavvicinamento quando padre e figlia recitarono assieme in “Lara Croft: Tomb Raider” del 2001, ma i rapporti si incrinarono nuovamente dopo che il padre rilasciò un’intervista al programma della NBC Access Hollywood, dichiarando che la figlia soffriva di disturbi mentali fin da piccola. Nel luglio 2002 l’attrice ha presentato una richiesta per cambiare legalmente il suo nome in “Angelina Jolie”, togliendo il cognome paterno Voight, il cambiamento di nome è stato ufficializzato il 12 settembre 2002. Anche il fratello maggiore James si fece togliere il cognome del padre facendosi accreditare come James Haven

Lo sapevate che… E’ stata al centro di alcune controversie a proposito del suo profondo legame con il fratello: sul palco della notte degli Oscar del 2000, l’attrice dichiarò il suo profondo amore per il fratello e in seguito i due furono visti scambiarsi un bacio sulle labbra, alimentando i pettegolezzi su un loro possibile rapporto incestuoso, che l’attrice si affrettò a negare.

Lo sapevate che… Poco più che quattordicenne inizia a lavorare nella moda come modella, firmando un contratto con la Finesse Model Management. Il suo lavoro la porta a viaggiare tra gli Stati Uniti e l’Europa, toccando città come Londra, New York e Los Angeles, Milano, Napoli; in quel periodo appare in diversi videoclip musicali per artisti come Meat Loaf (Rock & Roll Dreams Come Through), Antonello Venditti (Alta marea), Lenny Kravitz (Stand by My Woman) e The Lemonheads (It’s About Time).

Lo sapevate che… Nel 1996 cerca fortuna in Italia, sottoponendosi ad un provino per “Jolly Blu”, un film di Stefano Salvati il quale l’aveva già diretta nel videoclip di Antonello Venditti “Alta marea”, ma le fu preferita Alessia Merz perché a detta del regista era troppo sexy per la parte.

Lo sapevate che… Venne personalmente a conoscenza della grossa crisi umanitaria durante le riprese di “Lara Croft: Tomb Raider” avvenute in Cambogia, dove poté vedere con i propri occhi le condizioni di miseria e povertà del paese. Si rivolse all’UNHCR per maggiori informazioni sui focolai di crisi internazionale. Nei mesi successivi ha deciso di visitare personalmente diversi campi profughi sparsi per il mondo, per imparare di più sulla situazione e le condizioni in certe zone. Nel febbraio del 2001 intraprese una missione di 18 giorni tra Sierra Leone e Tanzania, nei mesi successivi tornò in Cambogia per due settimane ed in seguito incontrò i rifugiati afgani in Pakistan, donando loro 1 milione di dollari, in risposta all’emergenza internazionale lanciata dall’UNHCR Impressionati dal suo interesse e dalla sua devozione per la causa, il 27 agosto 2001 a Ginevra, l’UNHCR la nominò Ambasciatrice di Buona Volontà.

Lo sapevate che… E’ nota anche per i numerosi tatuaggi sparsi per il corpo, per un totale di tredici. In molti film da lei interpretati, i suoi tatuaggi sono stati spesso nascosti con l’utilizzo di trucco pesante. Il primo tatuaggio noto, è un drago sulla spalla sinistra, a cui successivamente l’attrice aggiunse il nome del marito Billy Bob Thornton, ma dopo la fine del matrimonio lo fece cancellare (sono molti i tatuaggi che ha modificato, eliminato o sovrascritto, dedicati ai suoi ex). All’interno dell’avambraccio si è fatta tatuare una citazione di Tennessee Williams “A prayer for the wild at heart, kept in cages” (Una preghiera per gli spiriti liberi, tenuti nelle gabbie). Ha una lettera H sul polso sinistro, che sta ad indicare l’affetto nei confronti del fratello James Haven. Ha una evidente croce nera all’altezza dell’inguine, che ha sovrascritto un altro tatuaggio, un dragone che si era fatta ad Amsterdam una sera che era alticcia: quando porta i pantaloni a vita bassa sembra avere addosso un pugnale. Vicino alla croce si è fatta tatuare una scritta in latino “Quod me nutrit, me destruit” (Ciò che mi nutre mi distrugge). Sulla scapola sinistra ha cinque righe verticali in lingua khmer, che somigliano al graffio di un felino. Sul dorso, all’altezza dei reni, si è fatta tatuare una tigre asiatica, larga 20 centimetri e lunga 30. Un altro tatuaggio, sul braccio sinistro, rappresenta le coordinate dei luoghi dove ha adottato o ha dato alla luce i suoi figli.

Lo sapevate che… Le riprese di “Mr. & Mrs. Smith” sono state complici dell’amore nato tra Angelina Jolie e Brad Pitt. In ogni caso i due attori ballavano il tango ispirandosi alla famosa scena di “True Lies”, tra Arnold Schwarzenegger e Jamie Lee Curtis, John e Jane aspettano nell’ascensore del grande magazzino ascoltando “The Girl From Ipanema”, come accade a Dan Aykroyd e John Belushii in “The Blues Brothers”.

Lo sapevate che… A quanto pare l’eccessiva magrezza della Jolie dipende da un regime alimentale molto rigido, vegano per molti anni, e giunto a consumare 600 misere calorie al giorno delle 1400-2000 calorie che servirebbero ad una donna, soprattutto se mamma multitasking.

Lo sapevate che… La nostra signora appare all’ottavo posto nella classifica delle 100 star meglio pagate di Hollywood secondo Vulture, preceduta al quinto dal compagno Brad Pitt.



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Giorgia Ferrero: “Girare La Grande Bellezza è stato un sogno”

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Ha lavorato nell’ultimo film di Paolo Sorrentino, accanto a Toni Servillo, in concorso al Festival del Cinema di Cannes. Attualmente sta andando in scena con uno spettacolo contro il femminicidio

E’ una delle donne che viene ammaliata da Jep Gambardella, il personaggio interpretato da Toni Servillo nell’ultimo film di Paolo Sorrentino, “La Grande Bellezza”, in concorso alla recente edizione del Festival del Cinema di Cannes.
Così, dopo “Amore che vieni, amore che vai” di Daniele Costantini, presentato al Festival del Cinema di Roma, con Filippo Nigro e Donatella Finocchiaro, “Quale Amore” di Maurizio Sciarra, dove ha recitato accanto a Giorgio Pasotti e Vanessa Incontrada, e dopo il ruolo da protagonista nel corto “Farewell”, Giorgia è tornata sul grande schermo con un ruolo insolito rispetto a quelli interpretati fino ad ora.
Giorgia Ferrero è nata a Savona il 16 luglio. “Sono nata – dice – nella bellissima Liguria. Sarà per questo che sono una persona solare ma quando mi arrabbio sono una che perde il controllo. Scherzi a parte, sono determinata, testarda, so quello che voglio e ce la metto tutta per poter raggiungere i miei obiettivi. Mi definisco molto curiosa e amante della vita”.
“La Grande Bellezza” è l’ultimo film in cui hai lavorato. Presente a Cannes e in più hai avuto modo di lavorare con un grande come Toni Servillo.
“Sono molto grata e fiera di aver lavorato in questo prezioso e importante film. Un film meraviglioso e potente che rimarrà nella storia del cinema. Lavorare a fianco di un attore di grande talento come Toni Servillo può solo farti crescere e arricchire”.
Sei stata a Cannes in occasione della presentazione del film?
“Purtroppo no, non è stato possibile”.
Come è lavorare sotto la direzione di un regista come Paolo Sorrentino?
“Paolo è un regista generoso, sa valorizzarti, metterti a tuo agio, ascolta le tue proposte lasciando libertà all’attore. E’ un regista che non lascia nulla al caso, attentissimo anche ai piccoli dettagli, meticoloso e visionario. Una grande fortuna per un attore poter essere diretti da lui”.
Questo film ha avuto un cast di attori importanti: oltre a Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Giorgio Pasotti, Carlo Buccirosso, Isabella Ferrari… Come è stato lavorare con loro e che clima si respirava sul set?
“Sul set il clima era rilassato e ci siamo divertiti. Tutto funzionava alla perfezione e poi girare fino all’alba a Roma in quelle notti estive inutile dire che sembrava di vivere in un sogno”.
Parliamo di te. Qual è stata la tua formazione?
“Mi sono diplomata, dopo tre anni di scuola, all’International Acting School Rome, diretta da Giorgina Cantalini. Ho avuto degli ottimi insegnanti tra cui: Francesco Randazzo, Alessio Bergamo, Giovanna Summo e altri. Ho partecipato a un seminario con Elizabeth Kemp e ho proseguito i miei studi con il maestro Vincenzo Attingenti e la coach americana Ivana Chubbuck”.
L’esperienza professionale a cui seri rimasta più legata e quella che ti ha dato di più dal punto di vista della crescita?
“In realtà non ne esiste una in particolare. Ogni esperienza è sempre importante e ancor di più lo sono i tuoi compagni di viaggio con i quali vivi e condividi ogni cosa. Amo molto il gioco di squadra”.
Hai fatto anche teatro. Che sensazioni ti dà l’essere a diretto contatto con il pubblico? Alcuni dicono che recitare in teatro sia più impegnativo che essere su un set cinematografico. Sei dello stesso avviso?
“Credo che la tua performance di quella sera sia determinata in buona parte dall’energia del pubblico, è uno scambio che esiste, si respira,lo senti addosso, direi quasi magico.
Personalmente non ho mai pensato che far ae teatro sia più impegnativo del cinema o meglio sono due modi differenti di lavorare. Il teatro prevede delle prove, spesso anche molto faticose per giorni e giorni prima di andare in scena e poi tutto avviene lì, in quell’istante. Facendo cinema, non esistono quelle prove se non col regista poco prima che dica azione! Il lavoro preparatorio, però, sullo studio del personaggio avviene comunque, parlandone col regista lontano dal set e studiandolo spesso e volentieri anche da soli. Chiaramente, per motivi diversi, su un set non si gira quasi mai la prima scena il primo giorno ma spesso si gira la scena finale o quella centrale ed lì la difficoltà del cinema. Riuscire in quel ciak a portare tutto quello che avviene prima nella storia o viceversa ed è proprio questa la bellezza del cinema. Mi piace molto un libro che ha scritto Michael Caine ‘Recitare davanti alla macchina da presa’”.
Hai un sogno lavorativo che non sveli a nessuno ma che coltivi? Magari a noi puoi sussurrarlo all’orecchio, tanto non lo diciamo a nessuno.
“Poter fare cinema non solo in Italia ma anche all’estero e aver la fortuna di prendere parte a progetti di qualità. Mi piacerebbe scrivessero più ruoli femminili di un certo spessore”.
Quanta componente di rischio c’è nel tuo lavoro?
“Il rischio fa sempre parte delle scelte che uno fa, per me il rischio è sinonimo anche di coraggio quindi ben venga”.
Come ti vedi tra dieci anni?
“Mi piace fare un passo alla volta e vedermi nel presente”.
Progetti lavorativi a breve e medio termine?
“Sto portando in scena uno spettacolo contro il femminicidio, un progetto importante e purtroppo attuale ma proprio per questo c’è bisogno di sensibilizzare la gente facendo loro aprire gli occhi. C’è un altro progetto ma preferisco non parlarne per scaramanzia”.



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Una giornata speciale: Alejandra Borjas

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E’ con la bella Alejandra, uruguaiana, che continuiamo la nostra avventura: la quinta. Noi di GP Magazine insieme ad Adriana Soares abbiamo ideato un fashion contest volto a tutti i ragazzi e ragazze della porta accanto

di Adriana Soares

Un modo speciale di realizzare il sogno di molti ragazzi che desiderino intraprendere la carriera di modelli o semplicemente passare una giornata speciale. Per questo motivo ho nominato questo contest “Una giornata speciale”. Dove i ragazzi si immergeranno in un contesto diverso quello di uno shooting fotografico. Partendo dal make up ed in seguito si inizia con la preparazione per gli scatti veri e propri.
Il brand individuato è Les Fabijoux: una linea di gioielli originali realizzati a mano di Fabiana De Gaudio. Les Fabijoux nasce dall’esperienza ventennale di Fabiana, imprenditrice di successo nel campo dei gioielli che ha creato un circuito di negozi di gioielli in Italia.
Con una lunga esperienza nella produzione e la vendita di gioielli, Fabiana già manager del team di ricerca e sviluppo del brand PUNTO D, con LesFabijoux ha voluto esprimere autonomamente la propria creatività senza vincoli o linee guida dettate da logiche aziendali. “All’inizio – afferma Fabiana – osservavo la nascita di nuovi gioielli catturata dal fascino delle fasi di lavorazione, col tempo ho cominciato ad avvertire la necessità di realizzare alcune idee che si formavano autonomamente nella mia mente. Sono passati più di 20 anni e oggi quella sensazione è ancora viva, rafforzata dalla sicurezza dell’esperienza maturata al fianco di maestri orafi che mi hanno mostrato le tecniche di lavorazione e insegnato a superare i limiti alla ricerca della perfezione assoluta e della bellezza di un opera d’arte. Forme e materiali che seguono i tempi e anticipano le mode diventando gioielli da indossare ogni giorno e da abbinare agli abiti , ai colori e all’umore del tempo e di noi stesse”.
Conosciamo adesso Alejandra Borjas, la modella di questo mese. Ma prima ringraziamo anche Tangram e Miss Money Money per aver messo a disposizione i fantastici abiti.
Alejandra, cosa ti ha spinto a partecipare a questo contest?
“Mi ha spinto la voglia di poter fare una collaborazione con Adriana, visto che la reputo una delle migliori fotografe di Roma, e per la visibilità che ti può dare questo tipo di lavoro”.
Cosa ti aspettavi?
“Mi aspettavo un bellissimo risultato e così è stato”.
Cosa hai provato quando ti è arrivata la conferma del sevizio?
“Molta soddisfazione visto che questi contest sono molto ambiti”.
Raccontaci qualcosa di te, cosa fai nella vita e da dove vieni.
“Vengo dal Sudamerica, più precisamente da un bellissimo Paese che si chiama Uruguay. Un posto circondato da tanta natura, dal verde, dal sole e dal mare. Faccio la modella da quando sono piccola e questo lavoro mi ha dato tanto e mi ha permesso di viaggiare e conoscere tanta gente. Adesso sono anche nel campo del turismo, specialmente nei tour a Roma nel quale posso approfondire le quattro lingue che parlo e l’esperienza nel trattare direttamente con le persone. Spero di poter crescere in questo settore visto che mi piace tanto”.
Consiglieresti questa esperienza del contest?
“Sì. E’ stata una meravigliosa esperienza”.
Come hai saputo del contest?
“Tramite Facebook”.
Come hai vissuto la giornata del fotoshooting?
“Benissimo, è stato tutto molto naturale. Nuala è una fantastica truccatrice e Adriana è una bravissima fotografa. Insieme fanno una bellissima équipe. E’ stata una bella fusione tra tutte e tre, c’era una bella energia. I vestiti erano super in e gli accessori fantastici. È stata una giornata perfetta”.
Cosa ti aspetti ora?
“Mi aspetto che questa visibilità mi possa portare altre collaborazioni future”.
Cosa sogni?
“Sogno di continuare a fare quello che mi fa stare meglio al mondo, ossia seguire il mio cuore…”.



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Frida Neri: cantante in eterna ricerca

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Conosciamo questa giovane cantante e la presentiamo al nostro pubblico. Con lei parliamo della sua carriera e dei suoi progetti, spaziando anche sulla situazione della musica italiana

Vanta collaborazioni con Simone Cristicchi e i Nomadi e nel curriculum ha esperienze importanti e partecipazioni televisive di spessore. Lei è Frida Neri, nata a Formia il 29 settembre del 1981. Una ragazza giovane, con tanto talento e tante ambizioni davanti a sé.
Frida, quanto è importante il carattere nel tuo lavoro di cantante?
“Moltissimo. Sia da un punto di vista artistico che di gestione e relazione con tutto ciò che costituisce l’ambiente musicale. Il carattere è il trampolino per tutto quello che hai da dire e per il modo di dirlo. Perseveranza, forza, pazienza, urgenza espressiva e un cuore grande; senza questi ingredienti bisogna cambiare lavoro!”.
Quand’è che ti sei accorta di avere doti canore e come le hai coltivate?
“In realtà tutto si è svolto molto spontaneamente. Ricordo che cantavo già da bambina, ma ho cominciato ad accettare il canto come vocazione esistenziale molto dopo. Sono nata e cresciuta in un ambiente semplice, dove fare la cantante sembrava un sogno tanto irrealizzabile quanto incofessabile. Se mi guardo adesso, sento in maniera forte e chiara che non potrebbe essere altrimenti: vivo cantando e lo farò fino alla fine dei miei giorni”.
Quali sono stati i tuoi studi e la tua formazione?
“Sono laureata in Filosofia – l’altro mio grande amore insieme alla musica – e sto a tutt’oggi completando un master in consulenza filosofica. Credo fermamente che il senso che diamo alle cose sia quasi più importante delle cose stesse e così, la filosofia diventa un portentoso strumento per vivere una vita più autentica e piena. Lo studio del canto inizia solo quattro anni fa, mentre la mia attività di cantante è di parecchio precedente, e continua ancora oggi. Amo il canto lirico e lo studio con grande passione; grazie a lui la mia voce si è trasformata e arricchita moltissimo”.
Parliamo di questo progetto con gli ex CSI riguardo la sonorizzazione de “Il fantasma dell’Opera” di Rupert Julian.
“Il progetto è prezioso e molto molto coinvolgente. Già il film, di per sé, rappresenta un’opera altissima. A questo si aggiungono i suoni e il tocco di musicisti straordinari, come persone e come artisti. Il Fantasma è un viaggio su tanti livelli, che coinvolge i sensi in maniera totale! Il mio ruolo è quello di prestare la voce in forma di vocalizzi, versi, suoni… tutte forme particolari di espressione, che si accordano con lo stile degli ex csi e che esplodono con i due brani finali, in cui ritrovo le stesse parole che mi colpivano anni fa, quando ascoltavo questo gruppo così anomalo per la storia della musica italiana. Ritrovarmi con Magnelli, Maroccolo e Zamboni oggi è un bellissimo regalo del destino”
Progetti lavorativi per l’estate?
“Moltissimi! Ci sarà una seria di concerti molto particolari: dal canto gregoriano interpretato nelle grotte di Frasassi all’interno del festival ‘Cantar Lontano’ fino al fado in mezzo al mare, per il festival ‘Villa e Castella. E poi, il nuovo spettacolo dal titolo ‘Alma, che andrà in scena in anteprima il 23 agosto a Fano. Insieme a tutto questo, comincia a muovere i primi passi la creatura che diventerà poi il prossimo disco”.
Il tuo curriculum è ricco di lavori, partecipazioni a trasmissioni televisive e ad eventi. C’è qualcosa che ti è rimasta nel cuore?
“Alla fine di marzo sono stata ospite di ‘Piazza Verdi’, bella e densa trasmissione di Radio 3 Rai, per un concerto in diretta. L’accoglienza, la cura e il vivo interesse per il mio progetto ne hanno fatto uno degli appuntamenti più sentiti degli ultimi tempi”.
Che cantante ti definisci?
“In eterna ricerca…”.
Pensi che la musica in Italia dia spazio a tutti?
“No, purtroppo siamo molto lontani da una vera ‘biodiversità’ di artisti e generi. Il panorama musicale italiano è cosa complicata attualmente e il suo spessore risente della crisi (prima culturale e poi economica) molto più che in altri paesi. La ricerca e la sperimentazione, diventano un atto di coraggio”.
Quanto ha cambiato il mondo musicale l’avvento del web?
“Moltissimo. In bene e in male, come avviene per tutti i fenomeni di questa portata. Con tutta questa mole di informazioni e stimoli, è facile perdersi, ubriacarsi di quantità e perdere di vista la qualità. Allo stesso tempo, c’è un canale diretto per i piccoli, per appunto quelle fette di artisti che hanno deciso di seguire la propria particolarità e riescono così a crearsi un loro pubblico, un loro spazio”.
Tra le tue attività c’è anche quella di insegnante di canto. Come imposti le tue lezioni e a cosa dai maggiormente risalto?
“Il cuore del mio insegnamento sta nel canto come arte, che – come tutte le arti – costituisce una metafora della vita. Imparare a cantare è come fare un pellegrinaggio, come leggere un romanzo di formazione, come fare addestramento: mentre impari una tecnica, non ti accorgi di imparare a gestire te stesso, in tutte le tue parti. Impari a vivere i conflitti, a dialogare con le emozioni e con quelle parti di noi stessi che meno comprendiamo. Se la voce è la prima manifestazione dell’anima, il canto è un continuo incontro con questa”.
Hai un sogno nel cassetto?
“Molti, troppi forse”.
Ti senti realizzata o hai qualche rimpianto?
“Rimpianti non ne ho, perché credo – come cantava Giovanni Lindo Ferretti – che ‘così vanno le cose, così devono andare’. L’unico appunto che mi faccio è che ho la sensazione che – se avessi scoperto prima il canto lirico, forse, mi sarei dedicata a quello. Ma va bene così, il destino a volte ci impedisce delle strade per mostrarci quelle giuste”.



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