Manola Tenti: Non chiamatela influencer (ma ha 250.000 follower!)

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Su Instagram è diventata un vero personaggio di riferimento; dice quello che pensa e pubblica le sue immagini mozzafiato

Irriverente a tal punto da essere sempre controcorrente. Libera da ogni barriera e conformismo, un autentico personaggio che dice quello che pensa e pensa quello che ritiene giusto. La sua forza sta tutta qui. Manola Tenti su Instagram è un autentico personaggio di riferimento. Oltre 250.000 followers la seguono, la spiano e la commentano ogni giorno. Eppure, lei non si reputa influencer. Men che meno “fashion blogger”, perché verso quella categoria non nutre propriamente stima. Lei è lei. Diversa da tutte le altre. Una ragazza di 35 anni con un fisico da urlo, curve giusto al posto giusto e un’attività quotidiana che la vede impegnatissima in quel di Arezzo, dove è titolare del negozio “B21” in cui vende vestiti e dispensa pillole di moda. Ormai da anni vive fra set, consolle nei locali più belli d’Italia, servizi fotografici per brand rigorosamente selezionati. Il il rouge è il suo desiderio di provocare. Con uno sguardo, un outfit o più semplicemente con una frase. Anche se lei non si vede perfetta, un po’ come accade a tutte le donne, il suo corpo è un’opera da guardare. Manola Tenti sa sempre come stupire. Un anti-conformismo che spazia dalla moda alla fotografia arrivando alla vita quotidiana. È così che con una semplice foto “parla” ad oltre 250.000 follower, lo straordinario numero a cui oggi è arrivata. E che, naturalmente, non vede l’ora di superare.

Come sei riuscita in questa scalata di follower?

“Semplicemente, io sono stata me stessa. Ho pubblicato foto che mi ritraggono libera da condizionamenti e scrivo ciò che pensa. Ecco perché la gente ha iniziato a seguirmi”.

Il tuo fisico che ruolo ha avuto?

“Naturalmente ho giocato col mio corpo, avendo una fisicità diversa da quella classica e stereotipata delle altre ragazze. Sono alta 1,80 metri, ho una quinta di seno, porto una taglia 44. E ho più pelle coperta da tatuaggi di quella ancora libera. Insomma, sono diversa già a primo impatto”.

Ma anche per come ti poni verso il mondo dello spettacolo.

“Non sono mai entrata in tv, anche quando ne ho avuto la possibilità. Ho scelto di non omologarmi ad un format che è per tutte uguale”.

Anzi, la tua quotidianità è legata al mondo imprenditoriale.

“Sono abituata a darmi da fare. Sto portando avanti, con altri tre soci, un progetto mediatico che unirà social network, smartphone e web tv. Sarà un modo nuovo per restare sempre connessi ai personaggi che più ci interessano”.

Tu su Instagram: di cosa vuoi parlare alla tua sterminata platea?

“Vorrei che passasse il messaggio della persona positiva che sono, della ragazza libera da ogni schema e giudizio. Ecco, vorrei che al mondo ci fosse più libertà: vivremmo tutti meglio, più felici”.

In cosa consiste la tua libertà?

“Nel mio privato la risposta è semplice: non ho pregiudizi, non ho barriere, mi piace essere curiosa e conoscere ogni novità. Ma nel quotidiano questo schema mentale si ripete in ogni situazione che affronto: scelgo col mio cervello, evito di essere una delle tante”.

Sui social il tuo successo è crescente.

“I numeri sono straordinari. E posso dire che è… tutto vero. Non ho mai giocato sporco per crescere di followers, per cui sono ancor più orgogliosa del risultato ottenuto. Mi sono sempre e solo messa in gioco per quella che sono: anticonformista, naturale, senza ipocrisie. Il segreto del mio successo sta tutto qui. E poi, volete sapere la verità?”.

Che sarebbe?

“Tutti mi guardano, ma solo una parte mi segue. Per qualcuno schiacciare un like può essere compromettente. Ed allora, ho tanti che guardano senza esporsi in pubblico. Buon per loro, io resto dell’idea che tutti i risultati raggiunti sono merito mio e di nessun altro”.

In compenso, le aziende ti cercano.

“È vero, anche recentemente ho avviato una collaborazione con un’azienda che produce oggetti in legno. Ma non corro dietro a chiunque mi contatti: selezionare vuol dire mantenere un alto profilo”.

Forse per questo sei molto diversa dalle influencer.

“Io non le giudico, semplicemente non mi reputo tale e non ne faccio parte. Se penso alle influencer, mi vengono in mente le ragazze che fanno foto con decine di magliette nel tentativo di far acquistare quella marca al grande pubblico. Ecco, io sui social non vendo altro se non la mia immagine”.

E poi…

“E poi ho un giudizio molto netto sulle influencer: ne esiste solo una che si chiama Chiara Ferragni. Le altre sono solo copie”.

Che rapporto hai col tuo corpo?

“Conflittuale, come ogni donna al mondo. Non mi vedo bellissima, ma penso si possa giocare con altre carte per apparire seducente e affascinante”.

Contatto social

https://www.instagram.com/manola1982/



more No Comments marzo 6 2018 at 16:27


Rino Melluso: L’avvocato-modello che sogna la moda e il mondo dello spettacolo

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di Alessia Bimonte

Rino Melluso, classe 1993, è un napoletano verace: moro, occhi scuri, fisico scolpito che non passa certo inosservato. Laureato in giurisprudenza, ad un passo dal sostenere l’esame da avvocato, ha però una grande passione per la moda.

Come sei passato dalle aule dei tribunali alle passerelle?

“Inizialmente non ci pensavo proprio. Anche perché voglio diventare avvocato il prima possibile. Papà mi ha ispirato con la passione che ha messo per tutta la vita nel suo lavoro. E voglio fare altrettanto. Poi però tante persone hanno iniziato a dirmi che avevo del potenziale e allora mi sono buttato”.

Riesci a conciliare le due passioni?

“Si anche perché mi sto affacciando adesso al mondo della moda. Mi piace soprattutto posare come testimonial delle aziende. Forse perché sono timido e la passerella, soprattutto all’inizio, può spaventare”.

Come fai a mantenerti in forma?

“Ho una grande passione per il calcio. Non salto mai la partita con gli amici. Poi vado in palestra tutti i giorni e seguo un regime alimentare studiato apposta per me. Insomma non sono uno che dice che il fisico gliel’ha regalato Madre Natura. Bisogna lavorare sodo per raggiungere gli obiettivi. In tutti i campi”.

La tua famiglia non ha paura che tu possa lasciare l’aula del Tribunale per lo spettacolo?

“Non hanno paura che questo possa accadere perché lo vedono un mondo molto lontano dalla nostra realtà. Io ovviamente spero che si sbaglino perché fare entrambe le cose non sarebbe male”.

I modelli spesso vengono scelti per i reality. Tu quale vorresti fare se potessi scegliere?

“Uno dove ci si mette alla prova. Quindi dico L’isola dei famosi. Mi affascina molto. Lontano dagli affetti, il sacrificio del doversi procurare il cibo. Mi sentirei perfettamente a mio agio ad affrontare una sfida così forte”.

Torniamo alla moda. Chi è il tuo mito? 

“Assolutamente Giorgio Armani, un re incontrastato. Mi ha sempre affascinato. Ecco perché ho letto molte cose sulla sua vita. Voglio capire a cosa si ispira quando crea, quali visioni ha nella sua testa. Se invece devo fare il nome di un modello mi piace molto Nick Youngquest, il rugbista australiano che ha posato per Calvin Klein e Paco Rabanne. Sono convinto che noi sportivi abbiamo una marcia in più”.

Com’è la tua giornata tipo?

“Sveglia alle 7.30 e poi di corsa in tribunale. Appena ho finito le udienze corro in palestra e solo dopo pranzo. Nel pomeriggio vado in ufficio e poi esco con gli amici. Faccio una vita molto sana e regolare. Altrimenti il corpo poi ne risente”.

Chi sono le persone importanti nella tua vita?

“Enzo e Alessio che mi conoscono fin da piccolo. E Fabio Marantino che mi ha spronato ad affacciarmi a questo nuovo mondo. E’ sempre presente nella mia vita, mi aiuta nel quotidiano e mi supporta in questa avventura nel mondo della moda”.



more No Comments marzo 6 2018 at 16:24


Federica Pento: Un viaggio musicale su un “Treno a colori”

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di Laura Gorini

Abruzzese d’origine, è nota in Italia e all’estero per aver vinto molti Concorsi (Internazionale di Canto a Chieti, Internazionale di Canto nello Yerevan in Armenia, XIX Festival Internazionale di Canto in Croazia, Finalista Nazionale Il Cantagiro 2016, Finalista Alex Baroni, Premio Katia Ricciarelli come miglior Interprete 2016). Il 25 maggio 2017 il videoclip di Lunincanto, suo primo inedito, viene inserito in un DVD degli “Aerosmith” distribuito dalla RCO Cecchi Gori Group in collaborazione con la Musae Eventi e Spettacoli, in vendita in tutti i Mediastore d’Italia anche all’Estero con una tiratura di 50.000 copie. Da gennaio 2017 ad oggi è andata in onda su oltre 900 Canali Televisivi Internazionali, oltre 50 Interviste Radiofoniche in FM in Italia e anche all’Estero (Belgio, USA, Canada).  E’ stata Ospite al “Festival Italia in Musica”, all’ “Italian Talent Show”, agli eventi benefici “Con la Penna del mio cuore” e “Uniti per Amatrice”, al “Sanremo Rock”, a “MilleVoci”, al “Jazzup Festival di Viterbo”, al “Fashion Talent TV” organizzato dalla Esrn Management di Emanuele Sicignano e Raffaele Nastari. Ospite d’Onore in occasione dell’Inaugurazione della Mostra di Scultura “Silenti Riflessi” della nota scultrice di fama Mondiale “Paola Romano”, del programma televisivo “TOP THE TOP” realizzato dalla Produttrice “Graziella Terrei” sotto la Regia di “Claudio Di Napoli”, presto in onda su Reti Nazionali (TV8 e SKY1). Il 28 luglio scorso, nello splendido scenario del Teatro Parchi della Colombo a Roma, si è esibita con il M.o Fabio Urbani (già Direttore d’Orchestra RAI e noto arrangiatore) e il 12 agosto ha visto la sua partecipazione al Tavo Rock Festival, condividendo il palco con Maurizio Solieri (storico chitarrista di Vasco Rossi). Hanno parlato di lei rotocalchi Giornalistici Nazionali: il suo nome è uscito oltre 1.200.000 volte su carta stampata in tutte le Edicole d’Italia. E’ stata inoltre intervistata da noti Blog ed autorevoli Siti del settore musicale (oltre 200 interviste rilasciate).

Federica, parlaci del tuo ultimo lavoro: “Treno a Colori”.

“Potremmo riassumere tutto il contenuto di Treno a Colori in una frase: la magia dell’infanzia è nello stupore di uno sguardo vergine che si apre sul mondo. Con ‘Treno a Colori’ spalanchiamo gli occhi e osserviamo il mondo attraverso uno sguardo nuovo, puro, ingenuo di un bambino. Siamo seduti su un treno in viaggio e veniamo rapiti da tutta la bellezza intorno a noi; notiamo, apprezziamo, respiriamo i colori, le differenze, le sfumature e, purtroppo, anche tutte le contraddizioni di questo mondo. Percorrendo i passi della nostra esistenza attraversiamo momenti bui, tristi; veniamo sconvolti dalla violenza, dalle brutture, dalle ingiustizie di questo tempo. In tale contesto il Treno, (come una guida), il vero luogo di conoscenza di sé, avverte il nostro malessere, si impone come un adulto intervenendo a protezione del nostro Io-Bambino: accelera la sua corsa trasportandoci verso l’unico universo possibile che possa farci apprezzare nuovamente le cose belle, vere e pure di questo mondo: quello dell’Illusione, della fantasia. D’altra parte un bambino che sia stato privato della capacità di sognare è destinato inevitabilmente a diventare un adulto spiritualmente e affettivamente povero; una persona incapace di stupirsi, di gioire e di entusiasmarsi per le piccole grandi cose della vita di ogni giorno”.

Chi ha partecipato alla realizzazione del tuo terzo singolo?

“Il brano è stato scritto e arrangiato da Gianluca Sole; registrato e mixato presso gli FDS Recording di Fabio Torregrossa a Roma con la partecipazione straordinaria al Violino di Giulia Di Tomasso. Il videoclip porta la firma del Regista Stefano Cesaroni, con la partecipazione di Azzurra Sole (Bambina), Danilo D’Ortona (Chitarra), Massimo Polidori (Batteria) e Stefano Bassani (seconda Chitarra) dei Lonesome Heroes, Make up di Simona Ruggeri ed Aylar Violet. La canzone è in distribuzione e promozione con la SPC Sound di Silvio Pacicca & Gianluca Sole Management”.

Videoclip di “Treno a Colori”: https://youtu.be/h1pmSutVTFg

Pagina Facebook di Federica Pento: https://www.facebook.com/fedepento/



more No Comments marzo 6 2018 at 16:21


Benedetta Bonacci: “Un’ape per salvare il mondo”

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di Marisa Iacopino

Sono sempre più numerosi i giovani che indirizzano la propria attenzione e le loro energie alla tutela del pianeta. La consapevolezza crescente che il futuro sulla terra sia strettamente connesso alla sua salvaguardia, li rende strenui difensori dell’ambiente, impegnandoli ad ampio raggio. C’è chi lo fa attraverso la scrittura. Stiamo parlando di Benedetta Bonacci, giovane scrittrice al suo esordio con il romanzo “Aurora”, uscito per L’Erudita, Giulio Perrone Editore. Un libro caratterizzato da realismo allegorico, con pagine di forte impatto emotivo che sembrano concepite da un’urgenza di narrare. Nel dipanarsi della storia, Benedetta, in arte Benedict Kaleesy, ci fa incontrare l’amore, l’amicizia, ma soprattutto solleva quesiti, invitando il lettore a riflettere sulle tragiche conseguenze d’un comportamento umano dissennato nei confronti di Madre Terra. Le abbiamo chiesto di raccontarci la sua storia.

“Vengo da una famiglia affiatata e chiassosa; sono la secondogenita di quattro fratelli. Amo gli animali, la natura, i libri e la scrittura, il teatro e i musei. Leggo molto, e recensisco libri per il blog ‘Il confine dei libri’”.

Oltre a scrivere, cosa fai nella vita? 

“Dopo una laurea in Giurisprudenza, continuo nella formazione in due campi che amo moltissimo: la criminologia e l’editoria. Ancora non so quale delle due vincerà. L’importante è che io continui a scrivere”.

Come nasce il nome d’arte? 

“Ne ho già abbastanza del nome d’arte! Inizialmente lo scelsi per battezzare me stessa. Non mi piaceva quello che avevo fatto fino a quel momento, quello che studiavo o il lavoro che facevo. Quando ho cominciato a darmi una chance con la scrittura ho come cambiato pelle. Adesso le due persone finalmente corrispondono, ci siamo ritrovate. E’ stato un lungo percorso, e tanta strada ancora ho da fare. Però ora mi riconosco. Sono sicura che tornerò a firmarmi con il mio vero, normalissimo nome italiano”.

Quando e come è iniziata la passione per la scrittura?

“C’è sempre stata, ma era nascosta. Nel mondo che conosco qualsiasi inclinazione artistica è bollata come hobby, non come reale professione,  o ancora meno come scopo di vita. Per quanto mi riguarda, se qualcosa non è una priorità semplicemente non le do attenzione. Perciò la mia sfida è quella di creare un mondo dove la scrittura sia una professione, scopo di vita. Una scommessa, per un’esordiente come me.  Ma a ventisette anni mi sono resa conto che non puoi essere felice se non lavori per passione”.

Dalla tua prospettiva, trovi che oggi ci sia vero coinvolgimento dei ragazzi nella difesa del pianeta?

“Penso di sì. Non sono sempre sicura della genuinità delle motivazioni; una bassa percentuale purtroppo segue una moda. Mi piace però pensare che gran parte di questi giovani siano guidati da vera etica, intuito, empatia per l’ambiente circostante. Personalmente, non ho memoria di quando non pensassi a queste tematiche. Già da bambina volgevo completamente la mia attenzione alla natura. Piangevo durante il telegiornale”.

Secondo te, per amore si può distruggere un’amicizia, e viceversa, per amicizia si può rinunciare all’amore?

“A mio parere si possono distruggere i rapporti in entrambi i casi. Le persone sono fragili, perciò i legami sono fragili. Sarebbe bello il contrario, ma questa è una considerazione plasmata da esperienze personali e da quelle degli altri. Quanto a me, non mi è mai successo di ferire un’amica per amore, né viceversa. Quando si ha una famiglia numerosa e solida hai già il cuore pieno, c’è poco spazio per altre persone. Ogni tipo di relazione interpersonale è come un investimento e amare qualcuno comporta pensieri, cure, responsabilità. Perciò io sono selettiva nel definire una persona amica”.

Quanto tempo hai lavorato a questa storia?

“Tre settimane, escluse le correzioni. Ho dovuto mettere da parte gli esami all’università, mettere in pausa il mondo. Avevo questa storia in testa ormai da anni, e appena ho iniziato non mi sono più fermata. In quei giorni ho vissuto per Aurora”.

Hai in mente l’idea per un nuovo romanzo?  

“Certo che sì. C’è già tutto, personaggi, storia, colonne sonore!”.

Puoi anticiparci qualcosa? 

“Posso dire che sarà più particolare e impegnativo. Ma penso che il timbro si rivelerà lo stesso, tanto da tenere testa ad ‘Aurora’. E stavolta non negherò al mio nome l’onore di essere sulla copertina di un libro”.

C’è un animale con il quale ti piacerebbe identificarti, e perché?

“Domanda difficilissima. Potrei dirti qual è il mio preferito, ma non saprei in quale identificarmi. Nessuna creatura leggendaria, nessun felino troneggiante o farfalla leggiadra. Qualcosa di più inosservato ma necessario. Forse, potrei essere un’ape”.

Il pensiero corre veloce a quel prodigioso insetto sociale che, per antonomasia, è considerato la sentinella dello stato di salute dell’intero ecosistema.  Un invito in più per tuffarsi tra le pagine travolgenti di questa giovane donna-ape, la cui dolcezza è senza dubbio la qualità che più l’avvicina alla specie mellifera.



more No Comments marzo 6 2018 at 16:18


Cristina Roncalli: La nipote del Papa che sogna un programma tv tutto suo

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Cristina porta un cognome importante, essendo nipote di un grande Papa e di lui ha ereditato la bontà d’animo. Dopo esperienze nel campo della moda, oggi è una presentatrice televisiva e Maurizio Costanzo è stato il primo a credere in lei

di Silvia Giansanti

Un grande amore che la accompagni per tutta la vita, un bambino e un programma televisivo da poter condurre su una tv nazionale. Sono i sogni di Cristina Roncalli per questo nuovo anno. Viva la vita è il suo motto da sempre, nonostante tante sofferenze patite per amore e per via di problemi in famiglia che l’hanno segnata. Non mi dite che vi siete fatti ingannare dal suo look, a volte un po’ provocante. Dietro a questa “fatalona” si nasconde una donna piena di valori, sensibile e romantica. Ha il rammarico di non aver potuto conoscere di persona il suo parente illustre, Papa Roncalli, essendo scomparso molto tempo prima che lei nascesse.

Cristina, hai un cognome importante. Parlaci brevemente della tua famiglia.

“Ho avuto un’infanzia sofferente. Io e mio fratello nasciamo da una famiglia da ‘Mulino Bianco’, ma dopo un po’ questa favola si è rivelata una farsa e si è sgretolato tutto. Fin da piccola scoprii purtroppo che l’amante di mio padre era la sorella di mia madre e quindi questa storia mi ha segnata in tenera età. I miei si sono separati quando avevo 13 anni e io sono finita a mio discapito in collegio, in quanto mia madre non mi poteva mantenere e mio padre si voleva liberare velocemente di me. Sono stata scaraventata dalla Sardegna a Caserta, dove sono rimasta fino all’età di diciotto anni. Vedevo mia madre una volta l’anno e puoi immaginare la sofferenza. Oggi non so neanche che fine abbia fatto mio padre. Sono dunque cresciuta in un collegio in balia di suore cattive che mi tagliavano i capelli, mi facevano stare in uno stanzino e mi facevano mangiare il pane ammuffito”.

Storia incredibile per una che è la nipote di Papa Roncalli.

“Lui è un mio prozio e questo cognome mi ha portato fortuna, sono felicissima di averlo, anche se nella carriera artistica mi è stato detto che ho unito il sacro al profano, ma questa non era assolutamente mia intenzione”.

Cosa ti hanno raccontato in famiglia di lui?

“Ricordo mia nonna paterna che custodiva gelosamente una moneta d’oro con l’immagine di questo Papa, raccontandone la storia. Ricordo la sua voce in una musicassetta in cui dava dei consigli a mia nonna del tipo ‘non fumare troppe sigarette’. E’ morto nel 1963  e io non l’ho mai conosciuto. Ne ho sempre sentito parlare in famiglia come una persona molto umile che proveniva da una famiglia numerosa di tredici figli, in cui lui aveva rinunciato a tutte le ricchezze e gli averi, per dedicarsi ad una vita diversa. Tutti lo ricordano come il ‘Papa buono’ per le sue frasi. Da piccola non ci facevo tanto caso, la consapevolezza di avere un po’ di sangue importante nelle mie vene l’ho acquisita negli anni”.

Hai ereditato questa qualità dell’essere buono?

“Sono una persona buona d’animo e a volte fessacchiotta. Il mio aspetto esteriore non corrisponde affatto a quella che sono interiormente. Sono una donna che ha mille complessi, si critica tantissimo e per questo ho uno scudo, dimostrando quella che non sono. In realtà sono una persona che soffre tantissimo soprattutto in amore dove non ho avuto tanta fortuna”.

Infatti, ti volevo giusto domandare cosa si cela dietro a questa femme fatàle?

“La mia voglia di avere un uomo che mi accompagni fino alla vecchiaia col bastone e la mia voglia spiccata di essere mamma, ma finora non ho incontrato gli uomini giusti per realizzare tutto ciò. Inoltre si nasconde dietro alla mia immagine una grande fragilità e spesso piango tanto per gli altri perché ho il carattere da crocerossina e questo mi porta ad imbattermi in storie con uomini che hanno problemi”.

Hai mai avuto problemi con la Chiesa per via della tua immagine?

“Sì, e ci sono rimasta molto male. Lo scorso anno sono stata chiamata da un’associazione di Papa Giovanni XXIII, la quale mi ha esortato a togliere la dicitura ‘nipote di Papa Roncalli’ sotto uno shooting fotografico, scrivendomi ‘ma secondo lei sarebbe felice un Papa di vederla in mutandine e giarrettiera?’. Ho risposto semplicemente che il grado di parentela esiste e che questo è il mio lavoro che mi permette di vivere. Invece il sacerdote sempre di questa associazione mi ha risposto che sarebbe come associare Cicciolina a Papa Pio XII. Giuro che questa frase mi ha colpita tantissimo e così ho tolto la dicitura”.

Un Papa nella storia che hai ammirato e perché?

“Sicuramente Papa Wojtyla. Ho avuto due problemi importanti di salute e tutt’e due le volte quando ero in sala operatoria sotto anestesia, l’ho sognato. Lui è sempre stato al mio fianco. E’ un Papa che stimo molto, perché lui fino all’ultimo ha avuto una grande forza e una grande fede”.

Da dove nasce la tua voglia di emergere?

“E’ nata tra le mura di quel collegio. Piangevo tanto ed ero una bambina incompresa. E’ stata quindi una voglia di rivalsa”.

Come affronti le difficoltà del campo artistico, sei una macchina da guerra o cadi nel baratro?

“Mi capita spesso di cadere nel baratro e allo stesso tempo mi rialzo e come dico, cado sempre in piedi. Mi faccio male ma non del tutto. Ringrazio la mia forza di volontà e la mia tenacia per non essere mai scesa a compromessi. Mi sono sempre rialzata da sola”.

Ripercorriamo in breve i tuoi inizi.

“ I primi passi li ho mossi fin da piccola nel campo artistico e della moda, facendo la modella per dieci anni e la prima cosa importante che ho fatto è stato partecipare al concorso ‘Starsprint’ negli ani ’90 in cui ho vinto nella mia categoria. Questo mi ha permesso di approdare al programma tv ‘Carramba che Sorpresa’ tra le girls, come primo contratto Rai. Da quel momento sono entrata nel fatidico mondo dello spettacolo che è sempre stato il mio sogno. Vedere da vicino le star della tv italiana e poterci lavorare insieme, per me è stato un sogno realizzato”.

A quale progetto ambisci?

“Il mio sogno più grande è quello di avere un programma televisivo su una rete nazionale. Fino ad oggi mi sono stati affidati programmi su reti regionali. Sono conosciuta e seguita comunque da un bel gruppo di persone, però mi piacerebbe condurre un talk show a livello nazionale. Una futura Barbara D’Urso senza peli sulla lingua”.

Quali sono i personaggi cari a cui devi molto nel tuo settore?

“Un personaggio che devo ringraziare è Maurizio Costanzo. Ho avuto l’onore e il piacere di essere sua ospite nei suoi programmi e lui ha creduto in me fin da subito, ha riconosciuto il mio talento, dandomi la possibilità di farmi conoscere. Anche Mara Venier mi ha ospitato spesso in tv ed è una persona che trasmette una grande positività e alla quale sono legata”.

Cosa c’è professionalmente parlando in questi primi mesi dell’anno?

“Sto scrivendo un libro con una giornalista che si chiama Marzia Pomponio, si tratta di un libro autobiografico. Ho dovuto mettere a nudo alcune cose che cercavo di soffocare del mio passato e quindi è stata una sfida con me stessa aprendomi. Spero al più presto di riprendere il mio programma televisivo ‘Vita da Diva’, presentandolo in un’emittente nazionale, come dicevo prima. Ho capacità che vanno oltre il mio corpo. Se mi dovessero offrire un reality, ci andrei al volo”.

Se non sbaglio hai anche un’agenzia di modelle.

“Sì, ho aperto già da anni la ‘Cristina Roncalli Events’, ho uno staff efficiente dove cerco di dare la possibilità di inserimento a giovani modelle attraverso i famosi provini o shotting fotografici. Mi piace scoprire e portare in questo modo anche altre ragazze”.

So che sei una romanticona. Mi confermi questa cosa?

“Certo e se ho una sofferenza del cuore la riverso spesso sui social. La maggior parte delle sofferenze della mia vita si riconducono all’amore, perché purtroppo quando amo, amo troppo. Nel lavoro sarò pure una macchina da guerra, ma in amore non ho molto carattere. Divento piccola piccola”.

Fai molto uso dei social per lavoro. Tutta questa tecnologia che è arrivata in modo pazzesco in questi ultimi anni, ti ha conquistata oppure preferisci una bella lettera d’amore come quelle di una volta, visto che sei romantica?

“Preferisco indubbiamente una bella lettera d’amore ai cuoricini di messenger. Non attribuisco valore a questi simboli. Il regalo più bello che mi possa fare un uomo è farmi trovare sotto la porta un biglietto con su scritto ‘ti amo’. Anche se comunque attraverso la tecnologia, si possono lanciare messaggi subliminali”.

C’è un luogo a cui sei molto legata?

“Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta, dove c’era il famoso collegio delle suore cattive. Ho avuto l’occasione di tornarci, rivivendo così tutte le emozioni di quando ero lì. E’ un luogo che ha scaturito in me emozioni inspiegabili”.

Cosa devi fare per stare bene?

“(Ride) Sicuramente una bella dieta perché non mi vedo magra”.

Perché al momento hai cambiato il colore dei capelli da bionda a castana?

“Perché lo scorso anno al Red Carpet al Festival del Cinema di Roma, qualcuno mi ha associato a Valeria Marini”.

CHI E’ CRISTINA RONCALLI

Cristina Roncalli è nata a Cagliari il 20 aprile sotto il segno dell’Ariete con ascendente Sagittario. Caratterialmente si definisce forte, estroversa e testarda. Adora l’amatriciana, ha come hobby il canto e tifa per l’Atalanta. Le piacerebbe vivere a Los Angeles. Non ha mai avuto animali domestici. Il suo anno fortunato è stato il 2006. Attualmente è single. Ha iniziato a muovere i primi passi nel campo della moda. La prima esperienza l’ha avuta negli anni ’90 nel programma tv “Carramba che Sorpesa” e a seguire alcune ospitate nei programmi di Maurizio Costanzo, di Barbara D’Urso e di Mara Venier. Ha preso parte a numerosi eventi. Oggi è una presentatrice e show girl televisiva che ha condotto programmi su varie tv regionali. Ha anche un’agenzia di modelle tutta sua, la “Cristina Roncalli Events”. Sta scrivendo un libro

autobiografico.



more No Comments febbraio 6 2018 at 14:46


Ivan Zazzaroni: Il bello del giornalismo italiano

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Apprezzato e criticato: non conosce mezze misure. Le sue opinioni dividono ma sono sue e non sono condizionate da nulla. Da qualche anno, al suo lavoro di giornalista sportivo, aggiunge l’attività di giurato a “Ballando con le Stelle”

di Simone Mori

È uno di massimi esperti di calcio in Italia. Ivan Zazzaroni conosce i segreti di questo mondo ormai da decenni e non ha timore a raccontarceli , che sia in tv, in radio o sui social. In questa chiacchierata con noi di GP Magazine, ci racconta qualcosa in più e ci dice anche della sua passione come giurato nel programma di Rai 1 “Ballando Con Le Stelle”, che tornerà il 3 marzo. Sostenitore di Anlaids, non si tira indietro davanti a problematiche sociali e di interesse umanitario. Pronti allora per scoprire Ivan?

Caro Ivan, innanzitutto affrontiamo la principale questione del calcio italiano targato 2017/2018: la Var. Cosa ne pensi di questa introduzione?

“Penso che parecchie persone, compresi alcuni arbitri e molto tifosi, non abbiano capito il senso della Var: non è la gemma che cancella gli errori ma serve a ridurne il numero, a oggi 52 in 198 partite. Naturale che di fronte a un cambiamento così radicale si moltiplichino gli spiazzamenti e le critiche. Ma indietro non si torna: prova a immaginare il calcio italiano senza la tecnologia dopo che l’ha sperimentata… Uno sport sanguinario”.

Sono anni che navighi, diciamolo, a gonfie vele nel mondo del calcio. Ad oggi quali sono i ricordi più belli che ti porti nel cuore e quelli meno simpatici?

“I più belli appartengono al periodo 1981-1999, la stagione degli entusiasmi, della passione pura, del non mi ferma nessuno, del tempo sacrificato. Di molto piacevoli ne ho vissuti tanti anche dopo. I meno simpatici hanno volti e nomi: persone deludenti. Ma niente di irrimediabile, è vita”.

Bisogna riconoscere che sei amato o odiato maggiormente per la tua schiettezza. Spesso sui social vieni preso di mira per le tue posizioni forti e chiare. Rimpiangi questa tua esposizione o la rivendichi a pieno titolo?

“A volte penso che dovrei mollare i social, diciamo che lo penso dieci volte al giorno. Perché la gente è cambiata, più maleducata (ci sono anche interlocutori gradevolissimi, per carità); perché certi confronti non hanno senso e perché sì. Ricevere offese per cose di calcio non è mai piacevole. Poi dopo un istante passa tutto, blocco gli ‘stronzi’ e me ne libero”.

Sei bolognese e ami Bologna sia come squadra di calcio sia come tua città. Personalmente l’amo anch’io ma vorrei chiederti, calcisticamente parlando, quale sarebbe il passo importante per la tua squadra da fare?

“Fare. Crescere. Come ha detto un collega bolognese, ‘siamo passati dal vorrei ma non posso al potrei mai non voglio’. Rimpiango il 1998”.

La nostra rivista distribuita principalmente a Roma e provincia. Ti si dice di essere pro Roma e anti Lazio. Spiegaci bene questa cosa per toglierci ogni dubbio.

“Non sono anti-nessuno, non me lo posso permettere anche se ho una natura divisiva. Mio figlio Gian Maria non segue il calcio, Fabio è romanista perso perché lo era suo padre e Lucia tiene il Benevento per simpatia”.

Tavecchio, Ventura e company. Quale vera riforma può farci tornare credibili a livello mondiale?

“La riforma dell’uomo di potere. Inutile sognare. Realismo, ci vuole: la Federcalcio è politica e la politica del Terzo Millennio è interesse personale”.

Sei un fruitore di tutti gli sport. Ti faccio qualche nome e vorrei un tuo commento su ognuno di loro: Roger Federer, Serena Williams, Federica Pellegrini, Louis Hamilton, Alberto Tomba, Valentino Rossi, Mikaela Shiffrin.

“Ammiro Federer e Valentino, gli inavvicinabili, degli altri riconosco il talento. A Tomba, il Maradona dei paletti, sono vicino in tutti i sensi”.

Torniamo al calcio. Quali sono stati i calciatori più importanti della storia e perché?

”Maradona, Di Stefano, Cruijff, Pelé, Gerd Muller, Zoff: hanno segnato epoche, definito ruoli, alimentato passioni. Della mia storia, Baggio e Mancini, Bulgarelli e Gigi Riva”.

Sei stato giurato per tanti anni a “Ballando con le stelle”. Ti ci rivedremo ancora o vorresti qualcosa in più dalla tv? Certamente appeal e bravura non ti mancano.

“Amo quello che ho. Sì, palette di nuovo alzate dal 3 marzo. Ballando mi ha dato tantissimo, quando giro per strada sono Ivan Zazzaruoooni 10! O zero, come preferisci”.

Visto che ci sarai ancora una volta, puoi dirci il tuo rapporto con gli altri giurati e con la Milly nazionale?

“Strepitoso. Sintonia totale, rispetto, affetto con Milly e il suo gruppo di lavoro. La nostra è una giuria molto particolare, si esalta nelle differenze, non c’entriamo nulla l’uno con altro eppure siamo compatibilissimi. Guillermo, Carolyn, Fabio, Selvaggia ed io non ci sorprendiamo mai di nulla. E quanto ridiamo!”.

La radio che posto occupa nel tuo cuore?

“La adoro, amo farla, è viva, onesta, genuina, naturale”.

Ti esponi spesso in prima persona anche per delle battaglie importanti nel sociale. Puoi parlarci di questa tua inclinazione verso l’aiuto ai più deboli?

”Rispondo alle richieste che mi giungono: dovrei fare molto di più. Giorni fa mi è stato chiesto: perché ti sei impegnato per l’Anlaids? La mia risposta: perché non avrei dovuto farlo?”.

Ed infine, se vuoi, parlaci un pochino dello Zazza privato. Noi non ti chiediamo niente di particolare, solo i tuoi hobby, le tue passioni, le città più belle che hai visto e cose del genere perché sappiamo sempre che il privato quello più intimo va rispettato fino in fondo.

“Sono pigro, non ho hobby particolari, amo i libri e la musica, e l’ordine, so odiare e amare, sono contento della mia vita. Credo di aver capito quali e chi sono le priorità. Le mie città, Bologna, Rio, Ribeirao Preto, le spiagge di Formentera, e poi Prainha, Leblon, Napoli, Parigi, Pisa. Il mondo, ho girato. Ma il Brasile è arte e parte della mia vita e della mia formazione di uomo. Vado pazzo per il mare e evito la montagna, mi piace ridere, cazzeggiare, stare con gli amici e con chi amo. Pizza, pesce azzurro, birra, anguria, tortellini e parmigiano Dop sono i miei must a tavola. Ho un amico col quale mi sento tutti i giorni per dire due stronzate e un altro che mi manda il buongiorno tutte le mattine”.



more No Comments febbraio 6 2018 at 14:43


Giuseppe Panebianco: “Quel bacio dato in tv alla Venier”

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E’ un attore molto preparato che ha all’attivo film ed esperienze importanti. Ma è in tv che è salita la sua popolarità

di Irene Di Liberto

Giuseppe Panebianco, giovane è bellissimo attore italiano, inizia sin da piccolo a coltivare le sue passioni: il tennis e la recitazione. Studia Teatro seguendo la compagnia “Scena verticale” e successivamente affiancandosi ai maestri del Teatro Stabile dell’Umbria di Perugia. Nel 2014 il regista Francesco Presta lo vuole con sé nel Film “Tango del Mare”. A settembre dello stesso anno, viene chiamato dal regista Pagliuso nel Film “Romanzo Calabrese” dove recita al fianco di attori di Robert Woods. Un mese dopo supera le audizioni col casting Pino Pellegrino ed entra nell’Accademia Studio Cinema a Roma. I suoi docenti sono grandi del cinema italiano come Pupi Avati, Giancarlo Giannini, Laura Morante, Giuliana De Sio. A dicembre 2014, viene chiamato per girare l’importante spot per “Nerva Boutique Hotel” e pochi giorni dopo partecipa alla realizzazione del Film “Antonio Tenuta, i sogni cominciano con un’elica” del premiato regista Massimo Scaglione. Nel 2016 vince il premio Vincenzo Crocitti come miglior attore emergente. Quest’anno, dopo la sua partecipazione a “Tu si que vales”, come “spasimante” di Mara Venier, è diventato l’idolo di ragazze e donne di ogni età.

Come e quando nasce la tua passione per la recitazione?

“La passione per la recitazione credo sia nata insieme a me. Semplicemente ci sono stati momenti e rapporti in cui ho scoperto di avere dentro me questo impulso a cui dar voce. Probabilmente i più importanti sono stati i legami con mia nonna e mia mamma. Grazie a loro ho capito quanto fosse importante la capacità di emozionare e di emozionarmi e dunque ho usato la recitazione come mezzo più bello e più personale con cui esprimere tutto ciò”.

Nel 2014 vieni scelto dal regista Francesco Presta per il suo film “Tango del Mare”, come è avvenuto il vostro incontro?

“Il nostro è stato un incontro assolutamente fortuito, evidentemente era il momento giusto. Ero in una fase di stop del mio percorso in ambito sportivo, periodo durante il quale ho ripreso a coltivare le mie passioni e le mie qualità artistiche. Così, durante un concerto (suono il sassofono) si è innamorato della mia presenza scenica sul palco, mi ha contattato e da lì è nato tutto”.

E di Robert Woods, col quale hai recitato fianco a fianco, cosa mi dici? 

“Nel periodo in cui ho avuto la fortuna e il piacere di condividere con questo gigante una bella esperienza sul set, non avevo in realtà ancora la piena consapevolezza di ciò che stavo facendo. Ho ricordi fantastici di questa star di Hollywood che si è dimostrata una persona molto semplice,gentile e disponibile. Il ricordo più bello di quei giorni sono le nostre lunghe e piacevoli chiacchierate che cercavo in continuazione da persona curiosa quale sono”.

Recentemente hai collaborato con Dolce & Gabbana per la realizzazione di uno spot, girato a Capri. Raccontaci di questa esperienza.

“Aver suscitato l’interesse di due mostri della moda a livello mondiale è stato motivo di grande orgoglio e soddisfazione che mi ha oltremodo lusingato”.

Il famoso bacio con la Venier a “Tu si que vales” c’è stato per davvero?

“Certo, in realtà i baci sono stati tanti, tutti veri e tutti vissuti con grande emozione. Mara si è dimostrata una grandissima donna di spettacolo, una gran professionista, dolce, simpatica e molto intelligente. Giocare con lei è stato davvero fantastico e non finisce qui…”.

A proposito di donne, hai già trovato la donna dei tuoi sogni?

“I miei sogni sono tanti, variegati e colorati. Trovare una donna che riesca a personificarli tutti non è una cosa semplice ma sono fiducioso che arriverà presto”.

Per le tante fan,  che caratteristiche dovrebbe avere la donna dei tuoi sogni?

“Innanzitutto, da cultore del bello, cerco un aspetto accattivante ed interessante ma il tutto deve essere accompagnato da quella che ritengo essere la forma d’espressione più bella che esista in natura: la femminilità. Amo le donne determinate che riescono però a conservare la loro dolcezza. Anzi, mi permetto di dare un consiglio a voi donne: di non cadere nel tranello di questi tempi difficili in cui si confondono i concetti dell’avere carattere e del pretendere rispetto (cose assolutamente imprescindibili), dall’avere invece un atteggiamento nei confronti del mondo,privato proprio della vostra essenza che vi rende uniche ed insostituibili, la vostra femminilità”.

 Il tuo pregio più grande?

“Un approccio curioso e rispettoso nei confronti del mondo”.

Giuseppe, se non avesse fatto l’attore oggi sarebbe?

“Non amo particolarmente schemi ed etichette. Avrei fatto, e magari in futuro farò, qualcosa che sicuramente è legato a ciò che mi emoziona e che mi appassiona nella mia visione della vita e del mondo che spesso mi crea problemi e delusioni ma che comunque non cambierei mai”.



more No Comments febbraio 6 2018 at 14:38


Jack Vettriano: Pittore di eleganza e sensualità

Jack Vettriano, June 2017©Pic by Ian McIlgorm 2017

I suoi personaggi si stagliano sulle tele come protagonisti di scene sottratte a un set cinematografico. La luce brumosa pervade l’aria, si carica di energia nei cieli in tempesta, esplode in bagliori sotto i piedi che danzano nella pioggia

di Marisa Iacopino

Interni silenziosi, in cui uomini e donne colpiti da una luce tagliente offrono allo spettatore squarci della propria esistenza. Lo sguardo è calamitato verso narrazioni segrete, atmosfere dove l’eros si palpa in tutta la sua elegante ambiguità: baci che sigillano addii, che denotano la fugacità di incontri passionali in città grigie e indifferenti. Un’alternanza di intimità e di commiati, e la vita si sublima in un senso di solitudine straniante. Stiamo parlando delle opere pittoriche di Jack Vettriano, artista tra i più quotati. I suoi quadri riprodotti e stampati su cartoline, poster, copertine di libri e oggetti di ogni genere. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente in Scozia, dove lui vive.

Come ti sei avvicinato alla pittura? 

“Per il mio ventiduesimo compleanno ho avuto in regalo dalla mia ragazza una scatola di acquerelli. E’ stato da quel momento che ho iniziato a dipingere. Prima di allora mi piaceva molto disegnare, e nel farlo provavo un grande piacere”.

Qual è stata la tua formazione, hai seguito corsi accademici o sei un autodidatta?

“Sono completamente autodidatta. Una volta ho frequentato dei corsi serali alla scuola d’arte di Edimburgo, dove il tutor però prese a sbirciare nella scatola dei colori e tra tutte le mie cose”.

Sei stato consapevole fin da subito di essere un potenziale artista?

“Non pensavo di essere un potenziale artista, ma mi piaceva il mezzo, e per hobby dipingevo una volta a settimana anche per tutta la notte. In tal modo ho appreso la tecnica della pittura. Questo è continuato per circa dieci anni, finché non ho iniziato a vedere dei miglioramenti. Avevo però poca creatività, così ad un certo punto mi sono messo a copiare dai grandi libri d’arte”.

Dalla tua biografia, si legge che sei stato apprendista in una miniera dopo aver lasciato gli studi di ingegneria. Sei grato al destino per essere diventato, in seguito, un pittore di successo?

“Sono estremamente grato di aver trovato la mia vocazione nella vita”.

Quali sono i tuoi  pittori di riferimento?

“Ho una grande ammirazione per i pittori americani degli anni ’50 del novecento come Gil Elvgren, Vargas e Norman Rockwell. I miei artisti preferiti sono Francis Bacon e Lucien Freud”.

In cosa consiste la prima fase del tuo lavoro: osservare i modelli, preparare lo scenario, disegnare?

“Il primo stadio è la narrativa, il pensiero di come i personaggi trasmetteranno la mia idea. Quindi, fotografo i soggetti usando modelli, senza riguardo per lo sfondo che aggiungo in seguito attraverso la mia immaginazione”.

Pensi che l’arte abbia una funzione estetica o sociale?

“Credo che la funzione dell’arte sia quella di registrare la visione del mondo da parte degli artisti. Qualunque cosa muova il loro spirito”.

Sei stato onorato dalla Regina Elisabetta con l’OBE (l’Ordine dell’Impero Britannico). Quale altro premio o titolo ti piacerebbe ricevere?

“Non ho mai pensato a titoli o premi. Tuttavia è una bella sensazione avere riconoscimenti per la propria attività artistica”.

Ti ritrovi nell’artista tutto genio e sregolatezza?

“Non mi vedo come un genio né come artista sregolato. A volte però, nel nome della ricerca, ho spinto oltre certi limiti i miei confini personali”.

Edonista, sensuale, romantica. Com’è l’anima di Jack Vettriano?

“Dopo anni di comportamenti esagerati, la mia anima si è addolcita, per fortuna”.

Nato Hoggan, dopo aver raggiunto il successo sei diventato Vettriano, mutuando il cognome di tua madre, Vettraino, originaria di Belmonte Castello nella valle del Comino, in provincia di Frosinone. Porti qualcosa della terra dei tuoi avi, o comunque dell’Italia, nelle tue opere?

“Mi piacerebbe pensare inconsciamente che l’Italia abbia influenzato il mio lavoro in un modo o nell’altro. Un esempio potrebbe essere la serie di tram di Milano che ho particolarmente apprezzato dipingere”.

“The Singing Butler” nel 2011 è stata venduto all’asta per quasi un milione di euro. Come ci si sente nell’essere tra gli artisti viventi più pagati?

“Non è l’unico sistema con cui si misura il successo, ma a un certo punto è la conferma dell’accettazione da parte del pubblico, e questo non può che essere un onore”.

L’arte ha il potere di eternare. Sei felice di essere reso eterno dalle tue opere o preferiresti vivere per sempre nel tuo corpo?

“Sarebbe un pensiero meraviglioso se il mio lavoro avesse risonanza sulle generazioni future. Per quanto riguarda il fatto di vivere per sempre fisicamente, ho avuto una grande vita in questo corpo, ma sarei felice di cambiare”.

Edimburgo, Londra, Hong Kong, Johannesburg e New York. Sono previste esposizioni in Italia nel prossimo futuro?

“Sarei onorato di esporre in Italia e spero di avere una retrospettiva in questo Paese, molto presto. Sarebbe per me una fantastica opportunità per mostrare il mio lavoro nella terra dei Padri”.



more No Comments febbraio 6 2018 at 14:35


Filippo Caccamo: “La comicità mi ha salvato la vita”

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Giovane Youtuber, dopo la aver partecipato a “Zelig” e “Colorado” sta girando i teatri italiani  con lo spettacolo “Mai una laurea”

di Giulia Bertollini

Lo chiamo per telefono e lui mi accoglie con una risata calorosa. Filippo Caccamo, giovane Youtuber, sta dimostrando di avere tutte le carte in regola per affermarsi nel panorama dei nuovi comici italiani. Dopo l’esperienza da concorrente nel programma Tv “Eccezionale Veramente” e la partecipazione a “Zelig” e “Colorado”, sta riempiendo i teatri italiani con il suo spettacolo “Mai una laurea” . In questa intervista, ci apre il suo cuore raccontandosi tra progetti passati e futuri. E ci svela che proprio la comicità gli ha salvato la vita.

Filippo, in questi mesi sei in tournée nei teatri italiani con il tuo spettacolo “Mai una laurea”. Come mai hai scelto questo titolo? E come sta reagendo il pubblico?

“Ho scelto questo titolo perché è l’hashtag principale della mia pagina sui social ma è anche uno slogan dietro il quale si unisce il mio pubblico. Ho voluto coniugare l’espressione di tendenza ‘mai una gioia’ con il tema universitario. Il pubblico sta prendendo positivamente in contropiede sia me che il gruppo di lavoro che mi segue. Sono sorpreso e non mi aspettavo una simile risposta. Pensa che alcune date hanno registrato addirittura il tutto esaurito”.

Nei tuoi monologhi ti diverti a parodiare i diversi tipi di studenti universitari alle prese con i loro piccoli “drammi” quotidiani. E ne viene fuori una carrellata davvero divertente. Da dove è nata l’idea di attingere al mondo universitario? 

“L’idea è nata un po’ per gioco. Navigando su Youtube, mi sono accorto che giravano tantissimi video sulla classe, le verifiche, la coppia, la suocera e non c’era invece un megafono della voce universitaria. Essendo io stesso studente universitario, sentivo di poter dare qualcosa. Così ho iniziato a settorializzare il mio spazio comico e quando ho notato che la risposta del pubblico era positiva ho deciso di proseguire su questa strada”.

Anche Chiara Ferragni è spesso nel tuo mirino. Cosa pensi del fenomeno “fashion-blogger”? 

“Penso sia un fenomeno sociale interessante. Attraverso i social si riescono a raggiungere tantissime persone. L’importante è saper comunicare le proprie idee e avere costanza nel promuovere le proprie attività, i video nel mio caso. E poi se ci pensi la figura della fashion blogger insegna che si può essere modelle anche senza essere bellissime. Il segreto è costruirsi un brand vincente”.

I tuoi video su Youtube fanno il pieno di visualizzazioni e sei molto seguito anche sui social. Di solito però chi si espone sul web rischia di imbattersi in critiche o commenti negativi. Ti è mai capitato di essere vittima degli haters? Se sì, come hai reagito?

“Pensa che proprio nel mio spettacolo ho inserito un monologo sugli haters (ride). Fortunatamente, non ne ho mai avuti se non quelle quattro o cinque persone che si sono sentite offese per le mie prese in giro sulle loro facoltà universitarie. Si tratta comunque di un aspetto sociale particolarmente complesso. Proprio di recente un altro famoso Youtuber, Francesco Sole, stava per abbandonare il web proprio a causa dei continui attacchi sui social. Ho letto inoltre che è stato stimato che solo il 18 per cento degli haters risponde se tu ribatti ad un suo commento. Dimostrazione lampante di come queste persone non abbiano poi tanto interesse a proseguire la conversazione”.

Hai partecipato da concorrente al programma tv “Eccezionale Veramente”, conquistando l’accesso alla semifinale. Cosa ti ha lasciato questa esperienza? E come si sono comportati i giudici nei tuoi confronti? 

“E’ stata un’esperienza molto bella che mi ha permesso di approdare come prima e unica volta finora nel mondo della televisione. Anche il rapporto che ho instaurato con i giudici è stato meraviglioso. Infatti, proprio grazie a questo programma ho avuto modo di conoscere Paolo Ruffini che è diventato il produttore del mio spettacolo. Anche con Selvaggia Lucarelli, è filato tutto liscio (ride). E poi in una puntata sono stato giudicato da Ale e Franz, i miei miti assoluti. Non potevo chiedere di meglio”.

Il filosofo Bergson scriveva che “ridendo, l’uomo si sente vivere”. Pensi che il sorriso possa avere un valore terapeutico? 

“Assolutamente sì. La mia è una storia particolare perché la comicità mi ha salvato la vita. Questa è la prima intervista in cui lo dico ma ho perso di recente mia mamma. In seguito a questo lutto familiare, sono caduto in una profonda depressione che sono riuscito a superare grazie al profondo affetto che tante persone mi hanno dimostrato. Quindi, mai come in questo caso posso appoggiare in pieno questa affermazione”.

Hai partecipato anche a importanti varietà comici quali “Zelig” e “Colorado”. In quale altro programma ti vedresti?  Preferisci più la veste di one man show o ti piacerebbe essere affiancato da qualcuno?

“One man show tutta la vita (ride). Il mio spettacolo ne è la prova. E poi non è mania di protagonismo ma la necessità del proprio tempo. Sono una persona che ha bisogno della sua ora e mezza di spettacolo. Per quanto riguarda i programmi tv, mi piacerebbe tanto continuare a cavalcare l’onda di ‘Zelig’ e ‘Colorado’. Dopotutto, non posso essere solo sul web e la mia battaglia è di iniziare proprio dal teatro cercando di convertire i like in veri e propri spettatori”.

A cosa ti dedichi nel tempo libero? 

“In questo momento, sono molto concentrato su questo mestiere ed essendo in tour con lo spettacolo non ho tanto tempo libero. Allo stesso modo, non posso sottrarmi neanche allo studio considerando che non vorrei pagare le tasse universitarie tutta la vita. Però una passione ce l’ho: le serie Netflix. A quelle non riesco a rinunciare”.

Quali consigli daresti ad un universitario per poter rendere migliore il proprio percorso accademico?

“Guarda, le poche persone che ho visto realmente felici di frequentare una facoltà erano legate da un comune denominatore: la passione. Poi, oggi diversamente dal passato, c’è una facoltà per tutto e ciò consente di avere un maggior margine di scelta. E’ importante anche non avere paura di sbagliare. Piuttosto è più logico fermarsi un attimo e ripartire. Insomma, non è sbagliato cambiare rotta”.

Prossimi progetti? 

“Adesso, la priorità è continuare il tour che mi sta regalando tante soddisfazioni. Nel frattempo, sto preparando il sequel dello spettacolo dal titolo ‘Mai una laurea 2.0′ , arricchito di contenuti e di altre date. Quello che voglio fare nella vita è comunicare comicamente e l’unica certezza che ho è quella di voler avere sempre tra le mani uno spettacolo teatrale. Ah dimenticavo… ovviamente tra i progetti c’è anche la laurea!”.



more No Comments febbraio 6 2018 at 14:32


Federica Peluffo: “Viaggiare è bellissimo, con ‘Terre Meravigliose’ ho scoperto luoghi incantevoli del nostro Bel Paese”

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di Alessia Bimonte

Sguardo magnetico, sorriso rassicurante, Federica Peluffo, bella e talentuosa presentatrice televisiva, uno dei volti più amati della nostra Tv, la incontriamo per un’intervista, la conduttrice abruzzese si presta volentieri e si racconta con entusiasmo, ci parla della sua passione per i viaggi, della carriera e della sua vita privata incentrata soprattutto sull’amore per la piccola Gioia. Federica è serena e sembra aver raggiunto un equilibrio perfetto tra famiglia e carriera. ‘Terre Meravigliose’, il format da lei ideato e condotto per la Rai, esalta una delle sue più grandi passioni, quella del viaggio.

Qualcuno ha detto “Chi viaggia vive due volte”. A tuo avviso è vera quest’affermazione?  

“Assolutamente si. Io dico che vivi anche 3-4 volte non solo 2 perché hai la possibilità di allargare le tue vedute, incrementare esperienze di ogni genere, conoscere persone che hanno usi e costumi diversi dai tuoi e visitare posti meravigliosi che alcune volte non riesci a trovare nemmeno nei migliori libri di viaggi e che nessun motore di ricerca ti tira fuori. Viaggiare secondo me è la cosa più bella del mondo,  ed è fortunato chi può farlo”.

In questo viaggio che è la tua vita, quando hai deciso di entrare nel mondo dello spettacolo? 

“Non ridere, ma credimi avevo più o meno 5 anni quando nella mia mente era già chiarissimo quello che volevo fare, sicuramente poi intorno ai 15 anni ho cominciato sul serio a pensare a come riuscirci”.

Sei poliedrica, hai studiato danza classica e moderna, sei stata ballerina nel programma “Chiambretti c’è” su Rai 2, sei conduttrice tv e radiofonica, ideatrice di programmi televisivi di successo, presentatrice. Quale di queste tue tante anime preferisci? 

“L’unico comune denominatore tra tutti i miei impegni lavorativi è stato sempre l’amore per lo spettacolo, ho sempre voluto provare a fare un po’ tutto ciò che ne faceva parte, ma sicuramente se dovessi scegliere, senza ombra di dubbio preferirei la conduttrice tv”.

Parlaci di qualche esperienza particolare oppure di un ricordo che ti conduce agli esordi della tua carriera… 

“Gli inizi sono stati caratterizzati sicuramente da tanto studio e preparazione, la gavetta vera che ringrazio di aver fatto perché senza di essa non sarei la persona che sono oggi. Ho cominciato con i palchi live dove avevo il contatto del pubblico che mi ha aiutato poi ad affrontare la tv, ma gli anni più divertenti ed allo stesso tempo più duri sono stati sicuramente quelli di ‘Casa Rai Uno’ con il mio carissimo amico Massimo Giletti. Ho stretto molte amicizie che ho conservato nel tempo anzi proprio l’altro giorno sono stata con una delle mie vecchie colleghe e tra dvd di ricordi del passato ed una buona tazza di tè ci siamo fatte tante risate ripensando ai vari episodi che puntualmente accadevano, ed essendo stato un programma giornaliero per due anni consecutivi credimi ci potremmo scrivere un libro”.

Sei una bella donna, ciò che colpisce oltre al talento è l’aspetto fisico, quanto esso è importante per affermarsi nel mondo dello spettacolo? 

“Nel mio caso posso sicuramente dire che è servito perché prima di poter condurre mi sono fatta conoscere come modella e come Miss nei concorsi di bellezza anche se credo che se sei un talento vero non hai bisogno della bellezza perché prima o poi viene fuori. Diciamo che serve, ma non è necessariamente indispensabile”.

Sei una mamma in carriera come concili le due cose?  

“Per i primi due anni di vita della mia bimba ho pensato solo a fare la mamma e a dedicarmi all’educazione di mia figlia 24 ore no stop. Solo nell’ultimo anno ho ripreso a lavorare anche se oggi sono molto più selettiva nelle occasioni che mi capitano cercando di togliere il meno possibile la mia presenza a mia figlia”.

Il tuo programma tv è interamente dedicato al made in Italy, quali sono le caratteristiche che ami di più del nostro Bel Paese?

“La bellezza del nostro paese è indiscutibile, ma la cosa che secondo me va sempre evidenziata è il cuore: l’autenticità del nostro popolo, la bravura nella manifattura, la qualità dei nostri prodotti primari e soprattutto la genuinità dei nostri piatti, che grazie a ‘Terre Meravigliose’ ho potuto gustare di regione in regione con specialità gastronomiche che dubito siano facilmente battibili da qualsiasi altra nazione… Sono abbastanza patriottica vero?”.

Siamo in continuo cambiamento; chi è in questo momento Federica Peluffo? 

“Una mamma prima di tutto, abbastanza severa, ma dolcissima e poi una donna in carriera e non solo nel mondo dello spettacolo”.

In questo momento della tua vita c’è anche un po’ di spazio per l’amore ?

“Dopo varie delusioni che mi hanno portato ad una clausura totale nei confronti del sesso maschile, diciamo che ora dopo quattro anni ho deciso di ricominciare a vivere a 360 gradi e a riaprire il mio cuore. Naturalmente con molta cautela!”.

Cosa c’è nel tuo prossimo futuro? 

“Non avendo una sfera di cristallo a disposizione posso solo dirti quello che c’è ora nel presente prossimo, ovvero tanta radio, collaborazione giornalistica con il quotidiano ‘La Notizia’, vari progetti imprenditoriali e soprattutto essere la mamma di Gioia, la cosa di cui vado più fiera”.



more No Comments febbraio 6 2018 at 14:27


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