Grace Cristel Cerruti: Parla cinque lingue e ha migliaia di follower

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Parla cinque lingue, ha qualche decina di migliaia di followers sui social network e si sta conquistando spazio nel mondo dello spettacolo e dei concorsi di bellezza. Grace Cristel Cerruti sembra avere il futuro dalla propria parte.

La sensazione è che, ovunque si muova, mieta il giusto successo. “Io adoro la fotografia, vorrei diventare una fotomodella e sono la prima fans di me stessa – racconta – scelgo con cura le foto da postare sui social stando attenta ad ogni particolare. I miei fans mi adorano e mi incoraggiano con complimenti stupendi a provare e a osare di più”. Con a fianco la sua adorata mamma, Grace Cristel ad appena 17 anni ha saputo conquistare fasce di miss, entrare nel campo della fotografia, esplorare quello del grande schermo. Un curriculum che si impreziosisce col passare delle settimane. “Dietro il cinema si nasconde il lavoro minuzioso di tante persone e personaggi e ore e ore di prove – racconta – Mi sono trovata molto bene è stata un’esperienza bellissima che rifarei con entusiasmo”. Una energia sempre pronta a lanciarla in nuove sfide. D’altronde, la sua vita è un eterno viaggiare. Da bambina si è trasferita all’estero in Egitto sul Mar Rosso, dove ha frequentato una scuola internazionale con programmi scolastici esclusivamente in lingua inglese. Oggi, Cristel parla cinque lingue tra cui tre come lingua madre: arabo-egiziano, inglese e italiano. Spagnolo e tedesco sono in via di perfezionamento. “Attualmente sto ancora studiando, vorrei prepararmi bene per aver successo nel campo lavorativo” racconta soddisfatta per i passi compiuti fino ad ora.

Ad esempio, i numeri sui social ti stanno dando ragione.

“Ho un buon rapporto con i social, faccio molta attenzione a cosa condivido e con chi mi rapporto. Al momento non mi reputo una influencer anche se forse un giorno… potrei esserlo. Sono molto seguita e apprezzata dai miei follower in Instagram, in Musicall e in Facebook”.

Come si gestiscono i social quando i numeri diventano “importanti”?

“Passo qualche ora al giorno sui social, mi diverto molto dal momento che ho molti amici in tutto il mondo con cui posso parlare le varie lingue. Voglio trasmettere un’immagine di bellezza e di fashion senza volgarità ed eccessi. La mia passione per la moda e la bellezza è qualcosa di straordinario, senza mai però perdere di vista i miei obiettivi”.

Raccontai qualcosa di te.

“Sono una persona determinata, finisco sempre ciò che inizio e non mi faccio trasportare da persone o tendenze. Sono altruista ed impegnata nel sociale. Mi piace viaggiare, vedere e scoprire posti nuovi e persone nuove, adoro confrontarmi con altre culture. Mi piace ballare, ho fatto parte di un gruppo hip-pop con il quale abbiamo fatto spettacoli e competizioni. Ho la passione per l’equitazione e per tutti gli sport aquatici. Faccio gite per provare nuove esperienze ed emozioni: mi ha affascinato andare nel deserto con le moto o con i cavalli, andare in sottomarino o in mongolfiera. Ma non solo. Mi piace anche stare a casa e godermi la tranquillità domestica o semplicemente stare in un locale a chiacchierare del più e del meno con i miei amici”.

Come nasce questa propensione verso la fotografia?

“Fin da piccola sono stata la modella fotografica di mamma, poi crescendo mi sono resa conto che dove c’era un fotografo o delle telecamere… improvvisamente mi riprendevano”.

Finché poi…

“Tutto ha avuto inizio nel settembre 2016 quando mi iscrissi a un corso concorso per modelle e fotomodelle del Mar Rosso ed alle finali fui eletta Miss Hurghada 2017. Durante e dopo questa avventura ho ricevuto diverse proposte di lavoro in diversi settori pubblicitari, concorsi, cinematografici e nella moda anche se a molti ho dovuto di di no per impegni scolastici. Ho vissuto questa esperienza tranquillamente e con tante soddisfazioni: la gente che mi aveva visto in TV e nei social mi riconosceva per strada e nei locali e volevano conoscermi di persona, mi facevano complimenti con ammirazione”.

Oltre a tanti “no”, anche qualche traguardo da incorniciare.

“Ho sfilato per un importante organizzatore di moda, di modelle e fotomodelle in Egitto: Sam Dawy. Ho sfilato per un negozio che importa capi dalla Russia. Ho lavorato nella cinematografica con Tamer Aly in Film egiziani con attori famosi dove ho fatto delle comparse e alcune piccole parti. Ho fatto da modella al fotografo egiziano Any Graphy e alla fotografa Russa Yana Mavlutova. Ho fatto da testimonial all’inaugurazione di un negozio IPhone in Hurghada”.

Insomma, il futuro ti convince.

“Non faccio sogni ma passi avanti per raggiungere le mie mete. Nel quotidiano sono molto esigente nell’organizzazione dei miei spazi e dei miei tempi. Amo mangiare bene, avere tutti i miei abiti e le scarpe puliti e in ordine. Adoro la perfezione. Mi piace cambiare look dallo sportivo all’elegante, non sono mai trascurata sia nel vestire che nel trucco. Amo i capi d’abbigliamento firmati e di qualità. La cosa che mi rende diversa dalle altre ragazze è proprio quello di essere sempre curata, il saper parlare tante lingue, la mia educazione, la gentilezza, il mio sorriso e la mia bellezza. Quando entro in un locale la gente si gira a guardarmi come se già fossi famosa”.



more No Comments giugno 7 2019 at 14:24


Folkstone: La cornamusa che suona il rock

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Che il rock di qualsiasi genere e natura per i giovani sia ammaliatore, quasi come il flauto del pifferaio magico nella favola di Andersen, lo si sa bene già dai tempi di Elvis; ma che il suo ritmo, unito alla sonorità della cornamusa, potesse riscuotere tanto successo, beh, nessuno poteva immaginarlo!

di Mara Fux

Eppure il valore aggiunto che fa dei Folkstone una delle hard rock metal band più amate e seguite su territorio nazionale è proprio questo: hanno rispolverato gli strumenti della tradizione popolare mescendo abilmente le relative sonorità con gli strumenti di oggi.

“L’idea mi ha solleticato dopo aver assistito in Germania al concerto rock di una band che utilizzava sonorità medievali” racconta Lorenzo Marchesi vocalist dei Folkstone ed anche autore della maggior parte delle melodie oltre che tra i primi fondatori del gruppo “ l’ho trovata originale per cui ho iniziato ad approfondire l’argomento per valorizzare le sonorità degli strumenti delle nostre valli ed in particolare della baghet, la piva bergamasca dei nostri pastori. La cosa ha funzionato, la novità piaceva e noi ci divertivamo a suonare un po’ ovunque ci chiamassero prendendo spesso parte anche a rappresentazioni medievali con dei dialoghi creati da noi. Direi una specie di teatro di strada in una goliardica chiave rock. A quel punto abbiamo iniziato un percorso di vera e propria esplorazione nel mondo degli strumenti della musica medievale.

Di che anni stiamo parlando? 

“Del 2004-2005, quando più o meno siamo nati come band metal. In pratica eravamo una semplice compagnia di amici che si riuniva per suonare ma che ritagliandosi una propria identità fatta di cornamuse e chitarre elettriche, si è ritrovata a condividere un sogno”.

Come avete fatto ad imparare a suonare le cornamuse o la gironda o la stessa piva? 

“Beh, all’inizio, in maniera molto democratica e cioè mettendo lo strumento in mano ai più dotati e dicendogli un chiaro ‘e adesso impara’; poi ovviamente studiando nelle scuole o privatamente ogni strumento”.

Ma come è stato possibile armonizzare sonorità così diverse? 

“In realtà la sonorità della piva e quella della chitarra distorta, o elettrica se preferisci, sposano benissimo la vera differenza sono i secoli che le separano”.

Chi scrive? 

“Per lo più Roberta Rota ed io; ci piace parlare di noi stessi, di quello che viviamo. Nei testi ci sta molto della nostra vera vita ma ci sta anche di molte persone che abbiamo conosciuto o di personaggi straordinari che avremmo voluto conoscere”.

Come Galileo? 

“Sì come Galileo che è stato un uomo straordinario per il suo tempo ed al quale abbiamo dedicato ‘Astri’, uno dei brani del nostro album più recente’ Diario di un ultimo’”.

Come mai questo titolo? 

“Perché questa è un’epoca che allontana gli ultimi; gli ultimi sono veramente sempre più emarginati e noi volevamo parlare di chi sta in basso”.

Che numero di album è “Diario di un ultimo”? 

“E’ il settimo, da quando nel 2007 abbiamo inciso il primo”.

E’ difficilissimo sentire in radio un vostro brano, eppure girate l’Italia in lungo e largo con concerti live sempre molto attesi. Dov’è il trucco? 

“Siamo un gruppo underground da sempre e, oserei dire, abbastanza fuori moda almeno rispetto la corrente di oggi: non siamo usi a passaggi per radio o televisione; ogni estate facciamo una cinquantina di concerti e partecipiamo a festival anche se ogni tanto ci scappa fuori qualche live acustico, piccoli cammei che ci ricordano il periodo in cui ci mettevamo a suonare nelle strade, ma sono davvero pochi. Oggi diamo assoluta precedenza alla formazione rock che da quattro elementi è diventata di otto”.

Nel tempo chi avete guadagnato e chi avete perso come fan? 

“Di sicuro abbiamo perso proprio chi era attaccato alla rappresentazione medievale che prevedeva uno schema fatto di tanta scena ma di poco, pochissimo contenuto. Abbiamo guadagnato chi si riscontra nelle nostre storie, che sono in tanti e ce lo vengono a dire quando, al termine del concerto, scendiamo dal palco e ci uniamo a loro per fare due chiacchiere”.

Di chi è l’idea di vestire tutti molto simili? 

“Di Roby che ama molto creare e fare lavori di sartoria. Li disegna, taglia e cuce personalmente”.

Quali sono i titoli di “Diario di un Ultimo” a cui sei più legato? 

“Mi sento molto legato a Fossile, una ballata che tratta non tanto l’amore quanto la tenerezza, quel legame che resta tra due persone quando si lasciano ma comunque continuano a provare un sentimento al ricordo di quanto c’è stato. E’ un brano che mi è uscito di botto. Poi ‘Astri’, quello che ti accennavo su Galileo, che vedo molto attuale oggi che viviamo un’epoca oscurantista, fatta di no-vax, di terrapiattisti; Galileo era un filosofo, un credente ma proprio perché supponeva esserci Dio dietro ogni cosa, sosteneva che tutto doveva essere indagato per verificarne la vera natura. Ma in ‘Astri’ c’è anche un po’ del Foscolo de ‘I Sepolcri’ nell’idea di cosa lascia l’uomo che muore, il suo pensiero, la sua vita”.

A quando il prossimo concerto? 

“Siamo partiti a marzo da Milano e ne abbiamo già fatti una ventina: di sicuro un bell’appuntamento è il 3 agosto al Celtic Festival di Montelago vicino Serravalle in provincia di Macerata ma la cosa migliore è dare un’occhiata al tour sul sito www.folkstone.it  o www.faustiniproduzioni.net e individuare la località più vicina in cui venire a trovarci”.



more No Comments giugno 7 2019 at 14:17


Ilaria Galassi: “In questa mia seconda vita vorrei tornare a lavorare in televisione”

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L’ex diva dello storico programma “Non è la Rai” ha dovuto cambiare decisamente vita a seguito di un’esperienza che le ha lasciato il segno. Sogna di rientrare in scena attraverso un bel reality. L’estetica è un’altra sua grande passione.

di Silvia Giansanti

Dover andare a ripescare alcune ragazze di “Non è la Rai” venticinque anni dopo, ci sta incuriosendo molto, soprattutto per ascoltare le loro storie. Di cose interessanti da raccontare ne ha Ilaria Galassi, una bella star di quel celebre programma, che oggi si trova a vivere una seconda vita per via  di un brutto momento che ha incrociato nel suo percorso. Forte, solare e simpatica, ci ha mostrato il salone di parrucchiere dove oggi lavora in zona Parioli a Roma insieme al suo compagno Daniele. Dalle luci dei riflettori ad un campo fatto di estetica che comunque l’affascina. Tra una tinta e un’extension, ci ha confessato che le piacerebbe fare un reality.

Ilaria, che fine ha fatto l’ex diva di “Non è la Rai”?

(Ride) “Sì, all’epoca mi sentivo proprio una diva in tutti i sensi, specie quando firmavo gli autografi. Oggi sono una mamma di due figli, mi occupo di loro, anche se il primo vive a Torino, ma cerco di essere sempre presente. Il mio attuale compagno Daniele ha un salone di parrucchiere e lì faccio davvero di tutto, soprattutto lavoro in cassa”.

Hai cambiato decisamente vita, mescolandoti con persone che svolgono un’attività normale. Questa scelta è stata dettata dalla tua volontà o a causa della malattia che hai avuto nel duemila?

“Sono stata molto male per via di un aneurisma e ho più volte raccontato pubblicamente questa storia. Prima di avere Rocco, il mio primo figlio, ho continuato a lavorare nell’ambito dello spettacolo, ma dopo la malattia sono rimasta tagliata fuori. Dopo tre-quattro anni non è affatto facile rientrare nel giro, si perdono i contatti. Ho provato a riprendere, ma ho potuto constatare che era difficile e per questo mi sono demotivata”.

Purtroppo le cose cambiano.

“Non mi sono persa d’animo, ho frequentato una scuola d’estetica, visto che mi è sempre piaciuto questo campo e ho conosciuto Daniele con il quale ho avuto un figlio”.

Sei felice di questa seconda vita, se così la possiamo definire?

“Più che altro sono serena, è quello che conta”.

Quindi hai abbandonato del tutto l’idea di rientrare nello spettacolo?

“No, anzi mi piacerebbe entrare a far parte di qualche reality per mettermi in discussione dopo tanti anni. Mi piacerebbe misurarmi con una realtà diversa”.

Cosa ricordi con più affetto di quel magico periodo di “Non è la Rai?”

“Non ho precisi ricordi e mi sono dovuta aiutare con i filmati per ricostruire molte cose. So solo che sono stati cinque anni magici. Mi sono divertita e mi sentivo una diva, pur essendo seguita dai miei genitori, visto che andavo anche a scuola. Ho fatto tanti sacrifici, ma un conto farli a vent’anni, un conto a quaranta. Il recupero è più lento. Sono stata bene con tutte, avevo le mie amiche Antonella Mosetti che sento tutt’ora, Roberta Carraro che è sempre nel mio cuore, anche se non l’ho più vista né sentita. Con altre sono rimasta in contatto tramite i social”.

E riguardo a Gianni Boncompagni cosa ci dici?

“Che era semplicemente un genio”.

Riuscivi a conciliare lo studio con il lavoro?

“Per forza! Non avevo scelta”.

Ultimamente sei tornata in tv nella trasmissione di Caterina Balivo a raccontare la tua storia.

“Mi hanno semplicemente chiamato. Ho avuto così l’occasione di conoscere la Balivo, una persona semplice che mi ha messo a mio agio nell’intervista come se fossi a casa”.

Oggi ti sei ripresa del tutto?

“Abbastanza bene dai. Diciamo che nella sfortuna sono stata fortunata a continuare a vivere. Ogni anno mi sottopongo a regolari controlli. La malattia mi ha insegnato a ringraziare ogni giorno per quello che ho e ad essere positiva”.

La vita a volte ci regala sorprese amare.

“Non parliamone, visto che sono dovuta ripartire da zero per raccogliere tutte le informazioni, come se fossi una bambina. La parte colpita del mio cervello aveva azzerato tutto e quindi le persone intorno a me mi hanno aiutata a ricostruire tutto. Se dovessi ad esempio descrivere com’era la classe delle elementari, non ricordo nulla. Ripeto solo attraverso i ricordi degli altri. Però va bene lo stesso”.

Ti mancano i riflettori?

“Un po’ sì. Ecco perché spero di far parte di un futuro reality”.

Cosa ne pensi della televisione di oggi, segui qualcosa?

“La tv degli anni ’90 è irripetibile, perché l’ho vissuta, ma comunque non disdegno i reality e i talent, mi incuriosiscono. Sono opportunità per mettersi alla prova”.

CHI E’ ILARIA GALASSI

Ilaria Galassi è nata ad Avezzano il 10 luglio del 1976 sotto il segno del Cancro con ascendente Scorpione. Caratterialmente si definisce lunatica, buona, generosa e molto testarda. Ha l’hobby dello sport in generale, le piace camminare. Ama le bruschette al pomodoro e l’amatriciana. Tifa per la Juve e le piacerebbe vivere a Torino. Possiede un pincher toy di nome Sophie. Ha un nuovo compagno di nome Daniele e due figli avuti da due papà diversi. Il primo è Rocco che ha quindici anni e il più piccolo di tre anni e mezzo si chiama Riccardo. Oggi lavora in un salone di bellezza. Ha Debuttato giovanissima in televisione  tra le ragazze pon-pon di “Domenica In ”firmata Gianni Boncompagni. Nel 1991 è entrata a far parte della trasmissione “Non è la Rai”, sempre per la regia di Gianni Boncompagni, inoltre è stata in “Bulli & pupe” e “Rock ‘n’ Roll”. Nello stesso periodo ha iniziato a lavorare per i fotoromanzi delle Edizioni Lancio, ha curato le telepromozioni della trasmissione serale “Karaoke” di Italia 1(stagione 1994-95). Finita l’esperienza di “Non è la Rai”, ha lavorato come modella, ruolo che ricopriva già nella trasmissione insieme alle altre ragazze nei momenti dedicati alle sfilate di moda. Nel1996, è stata scelta come velina del programma “Striscia la notizia”.L’anno successivo ha curato le telepromozioni di “Edizione Straordinaria”, programma condotto da Enrico Papi, sempre sulle reti Mediaset, mentre nel 1998 è stata scelta come valletta di alcuni programmi tv. Tra il 1997 e il 2000, tra l’altro, è stata tra le modelle preferite della rivista Boss Magazine che le ha dedicato numerosi servizi fotografici e di cui è spesso la ragazza copertina. E’ stata spesso ospite dei programmi di Maurizio Costanzo. Ha inoltre realizzato un documentario sulla vita della principessa Sissi d’Austria per il canale satellitare Marcopolo intitolato “In Viaggio con Sissi”e  ha avuto una parte secondaria nel film “Piazza delle Cinque Lune”. Ritiratasi dal mondo dello spettacolo per motivi seri di salute, adesso vorrebbe in qualche modo rientrare.



more No Comments maggio 6 2019 at 15:41


Barbara D’Urso: Quattro programmi e una quinta sfida?

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È la regina di Mediaset e i suoi programmi registrano record di ascolti. E ora che è appena tornata al timone della conduzione del Grande Fratello ci rivela di avere in cantiere un altro progetto top secret.

di Giulia Bertollini

Nonostante in questi anni le critiche non siano mai mancate, Barbara D’Urso è riuscita con fatica a collezionare un successo dietro l’altro. Neanche la stanchezza sembra avere effetti negativi sulla sua carica esplosiva. Infatti, quando si presenta in conferenza stampa per anticipare qualche novità sulla prossima edizione del Grande Fratello si rende subito protagonista di divertenti siparietti assieme ai compagni di avventura Cristiano Malgioglio e Iva Zanicchi dimostrando di essere non solo una donna attraente ma anche dalla simpatia travolgente. In questa chiacchierata Barbara si racconta tra vita professionale, passioni e progetti in corso.

Barbara, è appena iniziata la nuova edizione del Grande Fratello. Come ti senti?

“Sono pazza di felicità. Il Grande Fratello è stata una scommessa ed è una soddisfazione essere ancora qui. L’obiettivo di questa nuova edizione è sentirsi a casa e non sarà facile replicare il successo dello scorso anno ma in ogni caso vogliamo attestarci sul 16 per cento come ‘L’isola dei famosi’. Il cast è variegato e ho due opinionisti fortissimi come Cristiano Malgioglio e Iva Zanicchi. Con loro non ci si annoia mai. C’è una complicità forte e molto divertente”.

Quali sono le novità di questa edizione?

“La novità di quest’anno è il mio fidanzato Cristiano Malgioglio che è diventato etero. (ride) E poi c’è Iva Zanicchi a cui ho fatto una corte spietata. L’ho conquistata dicendole ‘devi essere mia’ e una sera sono anche andata a vederla a teatro. Tra le altre novità del programma, in questa nuova edizione apre i battenti il camping e una stanza segreta chiamata il Bed & Breakfast destinato ad ospitare per qualche giorno personaggi più o meno famosi. C’è anche una svolta ecologica. Infatti, è bandita la plastica”.

Parliamo del cast. Nella casa sono entrati volti noti come Serena Rutelli, cosa dobbiamo aspettarci?

“Il cast è variegato e particolare. C’è Serena e c’è chi come Kikò ha dovuto affrontare la separazione da Tina Cipollari. Lui ha detto ‘guai a chi mi tocca Tina, è la madre dei miei tre figli’. Trovo che sia un messaggio positivo da mandare a tutti i genitori che si fanno la guerra tra di loro. Vedremo poi cosa succederà con Ivana Icardi se mai ci dovesse essere anche al di fuori delle telecamere, un incontro con il fratello Mauro, visto che non riescono a parlarsi per colpa di Wanda Nara. Insomma ci saranno cose belle e interessanti. Dopotutto l’anno scorso siamo riusciti a far incontrare Bobby Solo e la figlia Veronica. Quest’anno, speriamo di fare lo stesso con loro due”.

Considerando che nel cast troviamo personaggi conosciuti ma anche volti non noti che però presentano collegamenti a personaggi del mondo dello spettacolo, i casting sono ancora utili?

“I casting sono assolutamente utili, ne sono stati fatti tantissimi ed entreranno dei ragazzi sconosciuti che non hanno collegamenti con nessuno. Per esempio, i 4 ragazzi che sono nel Grande Ranch non hanno alcun collegamento. E’ stato selezionato perfino un ragazzo che abbiamo scoperto solo in seguito essere figlio di un politico del PD. Ci siamo anche posti il dubbio che qualcuno potesse pensare che si trattasse di una cosa fatta artatamente ma giuro di no. Però, abbiamo anche pensato che sarebbe stata una discriminazione al contrario cioè questo ragazzo a noi piace, è figo, è simpatico, per noi merita di entrare, non sappiamo neanche se entrerà, perché discriminarlo se è figlio di quello del PD o di quello della Lega o di un altro partito?. Nella maggior parte dei provini che facciamo, c’è sempre qualcuno che, in passato, ha fatto magari una comparsata in una trasmissione o in un film o in radio o magari era un influencer. E’ molto più complicato trovare persone che non hanno mai fatto niente”.

Sei la conduttrice che al momento detiene un record. Infatti, sei alla conduzione di ben quattro programmi. Non avverti un po’ di stanchezza?

“Io mi rendo conto di essere l’unica al mondo ad avere quattro programmi contemporaneamente. Ma da sempre ho sposato una filosofia con l’azienda: quando hanno bisogno di me, io ci sono. Quando ho capito che avevano bisogno di uno slot il mercoledì sera, che ora riesce a raggiungere il 16 per cento di share, ho accettato. Fino ad ora siamo stati fortunati e sta andando bene nonostante la Rai. Mi dicono di essere il nemico numero uno, ma hanno messo una replica di Montalbano di una puntata da 11 milioni e hanno fatto il 22 per cento contro il nostro 14 per cento e c’erano anche le partite. Io ci provo e ci metto l’anima. La gente si stancherà di me ma io continuerò ad essere generosa anche nelle espressioni troppo colorite, chi mi conosce sa che sono così. Comunque prendo degli integratori, bevo tanto, mangio come una bestia ed evito i dolci la sera. Ho la fortuna nel DNA di produrre molta adrenalina quando le cose mi piacciono. Mi stanco ma dico che ce la devo fare e il mio corpo continua ad andare avanti”.

Come ti mantieni in forma?

“Mi piace ballare. Infatti mi sveglio alle 5 e mezza di mattina per fare un po’ di sbarra”.

Cosa ti manca di più nella vita?

“Nella vita personale mi mancano delle cose: stare di più con i miei figli e un qualcuno con cui condividere l’amore”.

Come combatti l’invidia?

“Mi sento molto fortunata perché è un sentimento che non ho mai provato. Però penso a tutte quelle persone che si impegnano nel distruggere il prossimo e credo che la loro vita sia molto triste”.

Cosa non deve mai mancare nel tuo guardaroba? E nella tua borsa?

“Un tubino ci deve stare sempre. Per quanto riguarda le borse, non ho mai tempo di prepararle”. (ride)

Ricordiamo ancora lo scontro accesso con Salvini riguardo le unioni civili. Anche in questa edizione del Grande Fratello ci sarà modo di occuparsi di queste tematiche?

“Ricorderai che lo scorso anno durante una diretta del Grande Fratello parlai con il Ministro Fontana dicendogli che dove c’è famiglia c’è amore. Quello che penso e che provo lo porto con me ovunque. Perfino la dottoressa Giò apriva un centro antiviolenza”.

I tuoi figli ti seguono?

“Ho un patto con i miei figli. Non parlare mai di loro perché si dispiacciono. Sono molto riservati come me e hanno la loro vita. Credo di averli cresciuti abbastanza bene. Ci vogliamo molto bene. Io ammiro loro e loro ammirano me”.

Sarai contenta se…

“Sarò contenta se riuscirò a fare due cose che mi sono prefissata. L’anno scorso ne ho fatte ben tre. La prima è stata la dichiarazione che ho fatto al Ministro Fontana a sostegno della famiglia. Poi ho fatto riabbracciare dopo 15 anni Bobby Solo con la figlia. La terza è stata quando una ragazza ha varcato la porta del Grande Fratello per andare ad abbracciare la sua compagna. In questo modo ho normalizzato l’omosessualità”.

Dopo il GF16 ci sarà anche un GF17?

“Noi siamo arrivati al Grande Fratello 16, poi vediamo. Magari l’anno prossimo andrò a vivere, che so, in Marocco o in Argentina, chissà”.

Altri progetti in cantiere?

“Probabilmente c’è una quinta sfida, ma non posso anticipare nulla. Posso dire però che non c’è quattro senza cinque” (ride)



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Christian Cocco: “Vivo la vita in modo semplice per trovare la serenità ed essere felice”

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Non ci era mai capitato di realizzare un’ora di intervista se non in rare occasioni. Eppure, con Christian Cocco è stato tutto molto naturale tanto che ci sembrava di stare a chiacchierare con una persona di famiglia. Approdato a “La sai l’ultima”, le barzellette sono state la sua porta di accesso alla nota trasmissione “Striscia la notizia”. E proprio grazie al tg satirico Christian si è fatto conoscere al pubblico televisivo aprendo i suoi servizi con il celebre saluto ajò.

di Giulia Bertollini

Quando gli chiediamo che rapporto abbia instaurato con il pubblico mi viene già da ridere perché conosco la risposta. Non deve essere facile camminare per la strada ed essere travolto dai problemi quotidiani e dalle lamentele. Fortunatamente, l’aver interpretato l’ispettore Pinna nella serie tv Mediaset “L’isola di Pietro”, gli ha permesso di farsi apprezzare in un’altra veste nonostante la recitazione non fosse il suo mestiere. In questa intervista, Christian ci parla un po’ della sua vita professionale e dei suoi nuovi progetti.

Christian, quando è nata la tua passione per il mondo dello spettacolo?

“Fin da bambino, ero proiettato al mondo dello spettacolo. Nasco con la comicità, come cabarettista. Posso dire che la musica è nel mio DNA visto che provengo da una famiglia di artisti. Infatti mio padre suonava la batteria mentre i miei zii facevano parte di un gruppo musicale”.

La tua avventura in Tv è iniziata con “La sai l’ultima”. E quello fu il trampolino di lancio per “Striscia la notizia”. Come andò?

“Ricordo che un giorno mentre guardavo la tv passò su Canale 5 la seguente scritta: Vuoi partecipare al programma ‘La sai l’ultima?’ come barzellettiere e rappresentare la tua Regione? Devo dire però, che all’inizio non ero molto convinto. Feci il provino a Roma e venni selezionato. E’ stata un’esperienza importante che mi ha permesso di approdare poi a ‘Striscia la Notizia’. Infatti fu proprio l’autore Giovanni Trevisan a propormi come inviato per il tg satirico. In quel caso, accettai subito senza pensarci due volte”. (ride)

In questi 18 anni di militanza a “Striscia” hai realizzato dei servizi di denuncia molto importanti. Qual è stato il momento in cui hai avuto davvero paura e magari hai anche temuto per la tua incolumità?

“Fortunatamente, a differenza di altri miei colleghi, non mi sono mai trovato in situazioni difficili che potessero attentare alla mia vita. Solo una volta ho avuto paura ed ero all’inizio della mia carriera da inviato. Mi stavo occupando di un caso di ricariche telefoniche contraffatte. Ebbene, fui minacciato per telefono. Li per lì rimasi scosso poi però riuscii a superare lo spavento. Io e i miei colleghi ci mettiamo la faccia mostrando le lacune di ciò che accade in Italia. E’ normale poi che a prendere i provvedimenti relativi ci debba pensare chi di dovere”.

La parola “ajò” è diventata un tormentone. Come mai hai deciso di usarla in apertura dei servizi?

“L’ajò nasce perché Giovanni Trevisan voleva che aprissi il mio servizio con una parola o una frase che mi distinguesse dagli altri. Ci tengo a precisare che io non ho mai utilizzato l’ajò come un saluto, ma l’ho utilizzato sempre come un’apertura di un servizio riprendendo una delle espressioni tipiche sarde. Poi noi sardi, la parola ‘ajò’ non la usiamo solo per dire ‘andiamo’, anche perché questa parola racchiude tanti significati. L’abbinamento del costume, insieme a questo richiamo, piacque così tanto che Striscia impose un costume e un saluto di richiamo anche per tutti gli altri inviati. Ho fatto da apripista insomma”. (ride)

Sei stato protagonista anche della serie tv “L’isola di Pietro”. In che modo ti sei approcciato al mondo della recitazione?

“E’ stata un’esperienza umana e professionale molto importante in cui ho smesso gli abiti da comico per indossare quelli di attore. Sono stato felice che il mio lavoro sia stato apprezzato non solo dal pubblico ma anche dagli addetti ai lavori. Evidentemente, non pensavano fossi così bravo. (ride) Interpretare l’ispettore Pinna mi ha permesso di farmi conoscere al pubblico in una veste diversa ed infatti è cambiato anche il mio rapporto con la gente. Non nego che ogni volta che giro l’Italia le persone mi avvicinano per raccontarmi dei loro problemi. Sono diventato un po’ uno psicologo. Questo ruolo mi ha permesso di farmi conoscere per quello che sono e ora quando la gente mi ferma mi fa i complimenti”.

Com’è stato lavorare con Gianni Morandi?

“Gianni è un artista ma soprattutto una persona incredibilmente umana. E ha un valore importante che lo distingue rispetto agli altri perché sa ascoltare. Ricordo ancora con piacere le nostre pause “mangerecce” mentre eravamo impegnati nelle riprese e le nostre passeggiate. E poi ti racconto un aneddoto divertente. Un giorno giriamo assieme un video. Come ben saprai, Gianni è il re dei social. Siccome durante la giornata mi ero dimenticato di caricarlo su Facebook, mi ha chiamato alle 22.30 per sapere perché non lo avessi ancora condiviso. Sono scoppiato a ridere. Prima di conoscerlo pensavo che fosse qualcun altro a gestire il suo profilo personale e invece quando poi ho scoperto che ad occuparsene era proprio lui in persona sono rimasto sconvolto. (ride) E’ un mito”.

Non solo attore e inviato ma anche scrittore. Infatti è da poco uscito il tuo libro “semplicità-felicità”. Ce ne parli? Qual è secondo te il segreto per essere felici?

“Nel mio libro non ci sono delle perle di saggezza, perché io non sono né uno scrittore né un filosofo, ma sono un umile operaio dello spettacolo che attraverso la mia esperienza, più che altro di vita umana, ho voluto mettere a disposizione i miei pensieri scritti in dei fogli di carta e buttarli poi in questo libro. Non pretendo di insegnare nulla a nessuno. E’ un diario di bordo della mia vita in cui ho raccolto delle riflessioni. Secondo me il segreto della felicità è nelle piccole cose. Cerco di vivere la vita in modo semplice, circondato dalle persone che mi vogliono bene”.

E’ vero che hai sofferto di attacchi di panico? 

“Sì è vero. Durante le riprese di un servizio per ‘Striscia la notizia’ mi sono accasciato a terra e ho perso i sensi. Ho temuto il peggio perché una parte del corpo la sentivo bloccata. Ho avuto un attacco di panico. In quell’occasione i medici mi esortarono a non trascurarmi. Infatti, le mie analisi avevano parametri fuori dalla norma. Stavo rischiando ben altro rispetto a un attacco di panico. Mi hanno dimesso e la mia vita, per la paura, è cambiata. Ho cambiato stile di vita, sono dimagrito 30 chili e sono più sereno”.

Prossimi progetti?

“Assieme alla mia manager Deborah Scalzo gireremo un film tratto da un suo romanzo. E stiamo progettando insieme una Accademia per lo Spettacolo in Sardegna. A maggio poi partirò in tournée nei teatri con lo spettacolo ‘Quello che le donne… dicono’”.



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Cristiano Malgioglio: “Mi ferisce sapere che c’è chi mi giudica trash. Io mi definisco Camp”

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Camaleontico e irriverente è uno degli opinionisti più seguiti del piccolo schermo. Dopo aver spopolato in radio con il singolo “Mi sono innamorata di tuo marito” Cristiano Malgioglio torna a commentare le vicende dei nuovi concorrenti del Grande Fratello assieme a Iva Zanicchi, fresca al suo debutto. Un’esperienza a cui Cristiano deve molto considerando che l’ha trasformato in un personaggio televisivo molto amato anche dalle nuove generazioni. Non a caso sui social sono diventati virali i suoi video divertenti con migliaia di like.

di Giulia Bertollini

L’abbiamo avvicinato al termine della conferenza stampa e l’abbiamo intrattenuto in una lunga conversazione in cui si è raccontato a 360 gradi tra carriera e vita privata.

Cristiano, quest’anno si rinnova per te l’esperienza da opinionista del Grande Fratello. Ci hai preso gusto?

“Ringrazio Barbara che mi ha voluto ancora una volta al suo fianco. Il Grande Fratello è l’unico reality che amo in modo particolare, lo amo ancora di più perché mi ha fatto rinascere, mi ha fatto diventare il personaggio non dico più amato dagli italiani, ma che i ragazzini conoscono alla perfezione perché mi vedono come un buffo e questo è stato un regalo straordinario. Durante il Natale, la statuetta di Malgioglio è stata la più venduta per il secondo anno di seguito. Fanno anche la maschera di Malgioglio. Questa è una cosa che mi commuove molto. Ho conquistato quasi tutte le generazioni. E pensare che all’inizio non volevo neanche fare l’esperienza come concorrente”.

Come mai poi hai deciso di accettare e di metterti in gioco?

“Innanzitutto ho visto il cast. Per me era importante sapere con chi avrei condiviso la casa. Ti confesso che se ci fossero state tutte ragazze giovani non avrei accettato di partecipare. Mi sono messo a mio agio quando ho saputo che come concorrenti ci sarebbero state Simona Izzo, Corinne Clery e Simona Grandi. Con loro parlavo, mi raccontavo e mi divertiva vedere le loro facce sconvolte. Ricordo ancora quando mi venne a fare una sorpresa dentro la casa Marcella Bella. Giulia De Lellis la scambiò per Shakira. (ride) E’ stata un’edizione straordinaria vissuta con compagni meravigliosi. Sono rimasto in contatto con Simona, Serena e Aida Yespica”.

Se ti proponessero un bis come concorrente, accetteresti?

“No per carità! Mi viene già l’ansia perché ho sofferto molto. Siccome sono uno a cui piace raccontarsi e che chiacchiera molto dovermi trattenere per i microfoni accesi è stata una congiura”.

Cosa pensi della tua compagna di avventura Iva Zanicchi?

“Iva la conosco da una vita. Ho scritto più di 150 canzoni per lei, ho vinto Sanremo con lei e  adesso uscirà il nuovo singolo che è straordinario. E’ una canzone portoghese. Iva la interpreta in modo straordinario. Piacerebbe cimentarmi anche a me in questo genere di musica ma bisogna avere dentro tanta malinconia. Comunque io e lei siamo molti simili. Con lei puoi aspettarti di tutto. E’ una che dice anche parolacce. Questo mi scandalizza un po’ perché io per esempio non le so dire”.

E’ vero che ti avevano proposto di partecipare come giudice alla trasmissione “Ora o mai più” condotta da Amadeus?

“Sì è vero. Hanno insistito tanto ma avendo un contratto con Mediaset ho dovuto rinunciare. Secondo me sarebbe stato meglio che qualche artista che era presente come giurato avesse partecipato come concorrente. Ho fatto una volta il giudice per X Factor e in quell’occasione lanciai assieme a Simona Ventura la cantante Giusy Ferreri. E’ stata una bella intuizione. Poi non mi hanno voluto più in altri talent perché hanno capito che avendo un timpano fine avrei bocciato tutti. Oggi cantano tutti allo stesso modo. Purtroppo senza la gavetta non si va da nessuna parte. Ci sono molti ragazzi che illusi dal successo improvviso cadono in depressione”.

Anche per te non è stato facile quando hai iniziato la carriera musicale.

“Ho sofferto tantissimo. Se non fosse stato per Fabrizio De Andrè non avrei fatto questa carriera.  Quando entravo nelle case discografiche mi chiudevano le porte in faccia. Dalla mia ho sempre avuto tenacia e determinazione. Volevo riuscirci a qualsiasi costo. Dalla musica poi sono balzato alla televisione. Sono approdato prima ad ‘Unomattina’ che è stata una scuola straordinaria e poi ho lavorato con Giletti a Casa Raiuno. E’ stato Carlo Conti a volermi in prima serata per ‘I Raccomandati’. In quell’occasione avevo il ruolo di opinionista. Non è facile poi avere questo ruolo perché devi dire quello che pensi in modo diretto così che possa arrivare alla gente che sta a casa”.

Sei diventato in breve tempo un personaggio televisivo molto amato. C’è qualcuno che devi ringraziare per questa intuizione?

“Devo dire grazie all’ex direttore generale della Rai Agostino Saccà. Volevo intraprendere la carriera televisiva nonostante fossero tutti spaventati. Non volevano assumersi il rischio. Invece poi è stato un successo. Poi un grazie lo devo dire ai miei sacrifici. Non sono un raccomandato. In caso contrario, avrei già presentato qualche programma in prima serata. Devo dire che sono felice di essere la spalla di qualcuno e di far divertire”.

In questi anni sei stato molto imitato. Ti ha fatto piacere?

“E’ molto difficile imitarmi. Di imitatori ce ne sono tantissimi ma l’importante è mantenere la propria personalità ed essere originali. Max Giusti è esploso grazie alla mia imitazione, Savino lo adoro ed è davvero delizioso”.

Qual è stata la critica che più ti ha ferito?

“Mi ferisce quando leggo sulle pagine dei giornali Malgioglio trash. Non hanno capito che il trash è spazzatura quando ad esserlo è il personaggio stesso. Io mi definisco Camp perché sono consapevole di quello che dico. Al critico Aldo Grasso gli ho perfino dedicato la canzone ‘Grasso che cola’”.

La scorsa estate il tuo brano “Mi sono innamorata di tuo marito” è andata forte in radio.

“Pensa che il video ha raggiunto 30 milioni di visualizzazioni e ora la canzone uscirà addirittura in America Latina. Non pensavo più di cantare ed è stato un successo inaspettato. Le case discografiche non hanno scommesso su di me privilegiando i ragazzi dei talent. Ma io mi sono impuntato e ho contattato Lorenzo Suraci, il presidente di Rtl 102.5. Appena lui ha ascoltato la canzone è rimasto esterrefatto”.

Si è parlato di una tua partecipazione nella serie tv “Narcos”.

“Dovevo girare la serie ‘Narcos’ ma io non dovevo essere uno dei protagonisti. Sarei dovuto essere sul set per il lancio italiano della serie. Poi però a causa di impegni e continui rinvii della produzione non l’ho più fatto”.

Sei fidanzato?

“Sì sono fidanzato da otto anni insieme ad un ragazzo, ma non mi piace il gossip, quindi non l’ho detto a nessuno. Sulle mie cose private sono molto discreto, io non andrei mai in giro mano nella mano solo per farmi vedere”.



more No Comments maggio 6 2019 at 15:34


Pino Ammendola: “Tra cinema e teatro il mio maggio di fuoco”

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Impegnatissimo tra il lancio del suo primo film da regista, la tournée di una novità teatrale e la ripresa di uno dei suoi maggiori successi, il popolare attore si racconta ai nostri lettori.

di Mara Fux

Perché A.N.I.M.A.? Come mai un attore e autore brillante come te, sceglie una parola dal significato così serio e profondo per un suo film? 

“Hai ragione, il fatto stesso che le lettere del titolo siano maiuscole e puntate fa intuire che dietro ci sia un significato diverso ed in effetti è così. A.N.I.M.A. è l’acronimo di una malattia terribile ma che non esiste, una malattia che ho inventato io dopo essermi accertato, con amici medici e dottori che conoscevo, che quanto volevo significare non esistesse ma per assurdo fosse verosimile. La malattia si chiama Atassia Neuro Ipofisiaria Monolaterale Acuta ed è quella che coglie il protagonista del mio film, un onorevole che interpreto io stesso”.

E cosa gli accade? 

“Potremmo dire che viene colto da questa malattia quando, di conseguenza ad un terribile incidente, muore o almeno così crede lui; in realtà si trova in un letto d’ospedale caduto in un coma profondissimo durante il quale si imbarca su un aereo che io immagino tale quale quello del film Casablanca; lì dentro degli stuart dopo averlo legato al sedile ed immobilizzato, lo costringono a vedere su dei monitor alcuni momenti della sua vita e le conseguenze di tante decisioni che lui ha preso con troppa leggerezza e superficialità”.

Un incubo! 

“Assolutamente sì, nel quale è costretto a vedere quanto male ha fatto agli altri appoggiando leggi sbagliate o sostenendo progetti di indubbia moralità, badando esclusivamente. Però mi fermo qui nel racconto perché narrarlo è davvero articolato”.

Come mai firmi la regia insieme a Rosario Maria Montesanti? 

“Siamo amici da tantissimi anni e abbiamo lavorato assieme tante volte, a cominciare da Sereno Variabile, trasmissione popolarissima degli anni ’80 di cui lui era regista; poi si sa come va nel nostro settore: le vie spesso si dividono e ci si rincontra ogni tanto per portare avanti progetti artistici di cui si condividono le idee. Noi ci siamo riavvicinati qualche anno fa per scrivere la biografia di Stelvio Cipriani pubblicata da Teke Editori”.

Ed è allora che è nato il progetto A.N.I.M.A.? 

“A dire il vero nasce da un’idea di sua moglie, Emilia Bianchi che però mi presentò una sceneggiatura un poco più etica; diciamo che io leggendola ho voluto darle un tocco più originale, probabilmente anche bislacco ma che credo il pubblico saprà apprezzare”.

Quando è prevista l’uscita nelle sale? 

“Il 9 maggio dopo più di un anno dal termine del montaggio e della lavorazione che sono state davvero impegnativi. Nel film sono stati impiegati 54 interpreti tra attori e doppiatori tutti di gran calibro come Massimo Corvo, Stefano Ambrogi, Maria Letizia Gorga, Annalisa Favetti, Andrea Roncato, Giorgio Gobbi, Augusto Zucchi, Clelia Rondinella e nomino questi solo per citarne una minima parte, perché son veramente tutti seri professionisti”.

Cammei da ricordare? 

“Sicuramente il sostegno de Il Fatto Quotidiano che fa da media partner e la disponibilità della Premiata Forneria Marconi che ci ha permesso di utilizzare come colonna dell’opera la sua Impressioni di Settembre: è la prima volta che concede un proprio brano, quindi mi sento davvero onorato”.

In teatro nessun appuntamento? 

“Altroché! Un debutto nazionale che inaugurerà la sua prima tournée dopo il successo che ha avuto al Teatro Lo Spazio, ‘Monna Lisa Unplagged’, ma tutte le tappe sinceramente non le ricordo; mentre dal 23 maggio al 16 giugno al Teatro Manzoni tornerà in scena dopo tantissimi anni una delle mie commedie di maggior successo, “Uomini targati Eva” che negli anni ’90 fu davvero uno dei più alti incassi di botteghino”.

Come ti è venuto in mente uno spettacolo teatrale su Monna Lisa? 

“A dire il vero si tratta della trasposizione che la giornalista Carla Cucchiarelli, ha voluto facessi del suo libro su questa splendida figura femminile; nella trasposizione mi sono immaginato che il quadro prendesse vita sollecitato dalla  musica di un violino, per raccontarsi nella sua duplice veste di donna e di quadro famoso. Ad interpretarla in maniera magistrale è Maria Letizia Gorga mentre la parte musicale è affidata a Cinzia Pennesi, autrice anche di molti dei brani che verranno esibiti”.

Possiamo dire che i tuoi fans ne avranno per tutti i gusti? 

“Direi proprio di sì: risate a crepapelle con ‘Uomini targati Eva’ per chi ama la commedia leggera; un cammeo di originalità ed eleganza con ‘Monna Lisa Unplugged’ per chi ama approfondire; una trama bislacca anche un poco assurda con A.N.I.M.A. sul grande schermo e non scordiamoci ‘Scarpe Diem’ e ‘Anonimo Cipriani’ i due libri da sfogliare sotto l’ombrellone; direi che ho accontentato tutti, no?”.



more No Comments maggio 6 2019 at 15:31


Ramona Gargano: Puro fascino mediterraneo

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È una brava e bella attrice emergente. Viene dalla Calabria, terra orgogliosa che regala determinazione a chi vi è nato, e si sta facendo apprezzare nei teatri di tutta Italia. Minuta, bruna, sorridente, dotata di uno sguardo sempre attento, curioso e vivace, ha cominciato a recitare sin dagli anni della scuola.

di Mara Fux

Quando inizia il tuo sogno di diventare attrice? 

“Inizia al liceo quando avevo circa 15 anni, anche se, a dire il vero, io ho chiarissima memoria di me a 5 o 6 anni, in piedi sulla sedia di fronte allo specchio del bagno, intenta a truccarmi con il rossetto e le matite di mia madre; fatto sta che tra le attività scolastiche proponevano anche il teatro e io avevo Silvia, la più cara amica di allora e di oggi, che lo faceva e quindi mi spinse ad iscrivermi, cosa che a me sembrava pazzesca perché ero timidissima, provavo vergogna per tutto, non riuscivo nemmeno a fare per telefono la prenotazione ad un ristorante”.

Però ti sei iscritta…

“Alla fine sì, ma ti confesso che pensai subito di aver fatto il più grande errore della mia vita; il corso era frequentato da un gruppo formatosi negli anni precedenti che io non conoscevo per cui quando mi trovai a salire sul palco per fare l’usuale presentazione di me stessa, riuscii solo a stare davanti a loro impalata a torturarmi il lobo dell’orecchio dicendo a me stessa che proprio non faceva per me. E per tutto l’anno sono rimasta un pesce fuor d’acqua”.

E poi? 

“Poi successe che il gruppo compatto se ne andò con l’esame maturità mentre io, che ero più piccola, rimasi a frequentare il corso innamorandomi sempre più di quello che facevo tanto che pur di fare il saggio finale, l’Antigone, accettai di fare il ruolo di una delle guardie; ricordo ancora che all’apertura del sipario, vedendomi davanti le 1.300 persone che riempivano quel giorno il Teatro Rendano, da un lato pensai Oddio, chi me lo ha fatto fare! Ma dall’altro mi resi conto che avrei voluto fare quello e solo quello per lavoro”.

Dopo il liceo che studi hai intrapreso? 

“La mia città, Cosenza, da un punto di vista professionale mi ha sostenuta tra un corso di recitazione e l’altro per un paio di anni dopodiché, anche se i miei genitori non facevano proprio i salti di gioia, sono riuscita a trasferirmi a Roma mantenendomi come commessa in un negozio e al contempo frequentando l’accademia ‘Il Cantiere’, allora diretto da Paola Tiziana Cruciani, dove mi sono diplomata nel 2012”.

Quando sono iniziate le prime esperienze lavorative? 

“Durante ‘Il Cantiere’, piccole esperienze ovviamente ma importantissime perché ti portavano a salire sul palco per esibirti e metterti alla prova con il pubblico. Oggi dico grazie anche a quelle meno prettamente professionali che mi hanno comunque dato modo di conoscere il pubblico, aspetto importantissimo nella vita di un attore. Massimo rispetto, quindi, a tutto il mio percorso d’esperienza anche se oggi, che ho imparato a selezionare e scegliere, alcune cose certamente non le rifarei”.

“Uomini targati Eva” è la tua seconda esperienza con il consolidato gruppo Casertano-Avaro-Circosta-Cantore. 

“Sì: ho già interpretato con loro la seconda stagione di ‘Uomini Stregati dalla Luna’, commedia di largo successo rappresentata per la prima volta negli anni ‘90. E’ un testo brillante e divertente che piace molto al pubblico di tutte le età”.

A quali ruoli ti senti più adatta? 

“In realtà nasco come attrice drammatica o almeno così mi hanno sempre portata a credere i registi con cui ho lavorato. Nel 2014 invece Marco Cavallaro mi ha dato la possibilità di interpretare un personaggio brillante, forse un poco svanito, e il lavoro mi è piaciuto moltissimo. Il fatto di saper interpretare sia ruoli comici che più drammatici mi rende felice perché mi fa sentire completa, capace di approcciarmi a più stili”.

A cosa punti: cinema o tv? 

“Il cinema sembra non volermi, almeno per adesso. In tv ho fatto qualche apparizione nella fiction ‘Il Paradiso delle Signore’ e nella ‘Dottoressa Giò’, ma si è trattato di piccoli ruoli. Il teatro mi soddisfa tanto e io credo che, alla fine, sia la vita stessa a decidere i ruoli come i momenti in cui si debbano interpretare per cui penso che per il cinema, evidentemente, non è ancora arrivato il momento. Dicono che di solito arrivi tra i 30 e i 40 per cui, dato che ho appena compiuto i 30, mi considero soddisfatta e con davanti ancora tante opportunità”.

Prossimo appuntamento? 

“Dal 23 maggio al Teatro Manzoni, con’ Uomini targati Eva’. Vi aspetto!”.



more No Comments maggio 6 2019 at 15:29


Ilaria Postuti: Una mamma come fotomodella

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Questa è la storia di una mamma che ha strizzato l’occhio alla fotografia, di una donna che ha innato il gusto per l’eleganza e di una moglie che ha scoperto il fascino della macchina fotografica grazie a suo marito.

Se tre è il numero perfetto, qui siamo ad un passo dalla perfezione. Il fascino di Ilaria Postuti è quello che trasuda a prima vista: una femminilità semplice e un corpo che trasmette una sensualità mai volgare. Ma oltre alle gambe c’è di più. A far la differenza, nel suo caso, ci sono il cervello, i principi e i valori. Guai a fermarsi all’apparenza. In lei, l’abito non fa il monaco. Ecco che, con un lavoro come responsabile commerciale in una grande multinazionale e una famiglia da gestire, Ilaria è riuscita nell’incredibile traguardo di farsi strada nel mondo della fotografia. Da qualche tempo è testimonial ufficiale di un negozio di abbigliamento e due suoi scatti entreranno a far parte di una mostra sulla figura femminile. Soddisfazioni che la spingeranno – c’è da starne certi – a continuare a muovere passi in questo settore. Dove, a onor del vero, ci è entrata grazie alla crescente passione per la fotografia di suo marito Davide e dopo aver conosciuto Massimo Brugnetti, un fotografo romano che la prima volta partì dalla Capitale pur di fotografarla. Ci aveva visto lungo. “La fotografia mi ha dato maggior consapevolezza di me stessa – racconta Ilaria – so di valere per la persona che sono, non solo per il fisico che mostro”. Una frase che rende bene l’idea della donna che è. Sempre impeccabile nell’outfit e nel make-up, con abbigliamenti che non mancano di renderla apprezzata dal popolo maschile.

Mamma, moglie, lavoratrice e fotomodella.

“Ma il filo conduttore è uno solo: aver voglia di raggiungere traguardi importanti, puntare sui propri mezzi e dare sempre il 100 per cento, senza mai tirarsi indietro. Solo così si può trarre da ogni contesto gioia, felicità ed entusiasmo. E io sono fatta così: il sorriso non mi manca mai”.

Riavvolgiamo il nastro: Ilaria Postuti chi è?

“Mamma di Giada, moglie di Davide, responsabile commerciale per una multinazionale e una ex studentessa del PACLE diplomatasi a pieni voti che sognava un futuro come traduttrice. Ma mi sono buttata subito nel mondo del lavoro… e da qui ho tratto soddisfazioni e gratificazioni”.

Insomma, la fotografia sembrava piuttosto lontana.

“Con la fotografia tutto è nato per scherzo: mio marito, Davide Cogliati, aveva bisogno di far pratica mentre seguiva un corso e io mi sono prestata. In più, da tempo collaboravo con un negozio di Inzago (Provincia di Milano) in veste di testimonial per abbigliamento e scarpe. All’inizio con Scarpa Chic la collaborazione era semplice, qualche scatto con lo smartphone e… via! Ma col passare del tempo è diventato tutto più preciso e gratificante”.

Un passo verso un mondo che ti piace.

“A mio vantaggio dico che la moda fa parte del mio dna: curarsi e sentirsi belle con se stesse… fa vivere la vita con felicità! Amo la moda, ho cassetti pieni di vestiti, abbigliamento, accessori. Mi piace la classe ed il gusto, attraverso le fotografie che realizzo voglio trasmettere l’immagine di una donna elegante, di una mamma che ha cura di se stessa, di una 34enne a cui piace star bene”.

Ed ecco che è arrivata la sfida della macchina fotografica.

“Iniziata come detto per gioco con mio marito e poi proseguita con shooting con altri fotografi fino all’incontro con Massimo Brugnetti, un fotografo di Roma con cui è nato un feeling straordinario e che nelle varie sessioni di scatto ha saputo raccontarmi in modo artistico. Con lui è nata amicizia sincera, è grazie a lui se sarò protagonista di un altro straordinario progetto”.

Ovvero?

“Due scatti che mi vedono protagonista, un ritratto e un glamour, saranno esposti in una mostra nella Capitale. È qualcosa di magico che mi spinge ad andare avanti”.

Per arrivare dove?

“Sognare non costa nulla, ed allora confesso che mi piacerebbe essere la protagonista di una campagna pubblicitaria e di essere scelta per rappresentare qualche brand. La visibilità non mi spaventa”.

Anche sui social, la tua visibilità sta aumentando.

“Soprattutto su Instagram posto il mio lato più vicino alla fotografia, racconto le mie collaborazioni e le mie partnership. Ci tengo a far emergere l’idea di essere sempre curata, attenta alle mode, bella ma non solo! Sono abituata a relazionarmi con le persone, voglio che emergano i contenuti che mi contraddistinguono”.

Insomma, una fotomodella ricca di valori.

“Proprio così: potrò quasi sembrare una donna all’antica, ma ne sono orgogliosa. Chi si ferma all’apparenza, si perde il meglio di me che sta nella testa, nel mio modo di ragionare, nel mio sorridere davanti a qualunque situazione ricercandone la positività”.



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Laura Avalle: La conduttrice di “Sex & The Economy” in prima serata su Pop Economy Tv

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Giovedì 28 marzo alle ore 21 su Pop Economy Tv (canale 224 del Digitale Terrestre) è partito il nuovo programma “SEX & The Economy” che raccontata senza tabù i numeri dei business a luci rosse, dai guadagni stellari di prostitute e “camgirl”, ai miliardi della nuova industria del porno, senza tralasciare il mercato dei sex toys, le cripto valute a luci rosse, insomma tutto il denaro che ruota intorno al sesso.

di Roberto Ruggiero

Che piaccia o no, l’economia legata alla sessualità produce introiti da capogiro attraverso modalità diverse che, talvolta, toccano l’illegalità. L’indotto della prostituzione si stima, ad esempio, intorno ai 5 miliardi di euro, mentre le escort “top class” possono arrivare a guadagnare dai 6 ai 15mila euro al mese, senza contare tutti gli eventuali extra. Internet, poi, ha determinato una rapidissima evoluzione dell’industria del porno, per cui il vecchio Playboy ha ceduto il passo ai siti Web, che occupano ben il 12% della Rete, per un valore di mercato di oltre 100 miliardi di dollari l’anno. Al timone di questa nuova trasmissione la giornalista Laura Avalle, già musa di Andrea Pinketts e direttore del mensile SONO in SALUTE che risponde alle nostre domande:

Ci racconti come è nata l’idea di questo programma? 

«Da una chiacchierata con Francesco Specchia, direttore di Pop Economy TV: nuova piattaforma multimediale ideata per i giovani e fatta dai giovani, il cui scopo è raccontare loro l’economia con il loro linguaggio. Mancava una rubrica sul business del mercato a luci rosse, così gli ho proposto l’idea e gli è piaciuta. Del resto conosco bene l’argomento, che ho affrontato più volte sul mio giornale in qualità di divulgatrice scientifica».

La tua trasmissione è visibile anche online, vero?

«Certo! Pop Economy, piattaforma 100 per cento video, è visibile online, in live streaming e on demand, sul sito https://www.popeconomy.tv/  e sul canale 224 del Digitale Terrestre. Questo è il link per accedere direttamente alla mia pagina e vedere due puntate già andate in onda: https://www.popeconomy.tv/reporter/laura-avalle. Vi consiglio di rimanere sintonizzati, perché ne scoprirete delle belle!».

 

Pop Economy: non economia astratta, ma vita vera. 

«Pop Economy Tv affronta tutta la realtà dal punto di vista economico», racconta Francesco Specchia, direttore di questa nuova piattaforma multimediale ideata per i giovani e fatta dai giovani, il cui scopo è raccontare loro l’economia con il loro linguaggio. «Per esempio, se parliamo di cinema analizziamo quanto guadagnano gli attori e le case cinematografiche; se parliamo di musica studiamo chi investe di più tra le case discografiche, quanto costa produrre un album, quanto guadagna un cantante, l’indotto lavorativo che si crea intorno a un’avventura apparentemente solo artistica, eccetera. Allo stesso modo, parliamo di moda, sport, viaggi, auto, tecnologia, arte, finanza e green economy. In ambito food, per esempio, “The good farmer” è dedicato al cibo, mentre “La terra è uguale per tutti” è dedicato agli agricoltori. Parliamo anche di giovani italiani all’estero con “The Italian job” e “Cavoletti di Bruxelles”. Abbiamo tutorial sul fisco molto divertenti e, appunto, “Sex & The Economy”: approfondimento sul giro d’affari legato all’industria del sesso. Insomma: il nostro è un grande contenitore che non parla di economia astratta, bensì di vita vera».



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