10/26/2020
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Chiara Taigi: “Ogni opera, concerto, registrazione o trasmissione è una creazione unica e irripetibile”

I numeri: oltre 25 anni di carriera, oltre 500 rappresentazioni, oltre 70 titoli d’opera, diretta dai 20 più importanti direttori d’orchestra e registi , nei più grandi teatri al mondo. Tanti riconoscimenti e premi. Chiar Taigi è uno dei soprani più affermati che possiamo vntare.
Il tuo percorso e l’avvicinamento al canto lirico?
“Fin da bambina ero affascinata dal canto e la mia storia insegna che da un impedimento può nascere qualcosa di meraviglioso. Il mio percorso del canto lirico nasce da un evento, mentre ero tra i soprani del coro della scuola pontificia, mi hanno chiesto di fare un corso di rieducazione alla voce perchè la mia voce sforava troppo rispetto alle altre voci del coro! A questo punto, il maestro di cappella Mons. Valentino Miserachas, mi invitò a soli 13 anni, a studiare professionalmente il canto. La mia avventura iniziò proprio allora, poco più che adolescente, con il canto lirico insieme alla mia insegnante di canto Ivenza Fogli”.
Cosa serve per diventare una “big star” come te?
“Prima di tutto si deve pensare oggi che, oltre alla corsa a diventare star, è necessario sapere come mantenersi nel tempo una star, che è un impegno per cui bisogna prepararsi ed è molto più profondo e difficile. Giocando sulla parola star, non bisogna aspirare ad essere solamente una meteora. Serve una assoluta e ferrea disciplina, studiare tutta la vita, avere un carattere deciso e la consapevolezza che la musica prenderà tutto lo tempo e lo spazio”.
Un lavoro del passato a cui sei particolarmente affezionata?
“Diffcile a dirsi, ogni opera, concerto, registrazione o trasmissione è una creazione unica ed irripetibile. Due lavori che in questo momento posso ricordare piacevolmente potrebbero essere ‘La Creazione di Haydn’ con la direzione di Lorin Maazel e ‘Otello al Maggio Musicale’ con Zubin Metha, sono rimasti questi due ricordi nel cuore per il clima in cui si sono svolti”.
Un collega che ricordi con estremo piacere per un progetto fatto assieme?
“Nel campo della lirica i progetti tra colleghi sono rari, in genere sono gli agenti a pensarci, ma se devo ricordare qualcuno, senza fare torto a nessun altro collega ovviamente, sicuramente ricorderò Marcello Giordani in Carnegie Hall per il mio debutto nel Africaine di Meyerbeer, fu una grande emozione vissuta insieme in un contesto molto bello”.
Hai lavorato nei più grandi teatri d’opera e sei stata diretta dai più grandi direttori d’orchestra. Cosa hanno lasciato queste esperienze in te?
“I grandi direttori carismatici come Gary Bertini, Riccardo Chailly, Lorin Maazel, Zubin Metha, Riccardo Muti, Antonio Pappano e tantissimi altri che mi hanno diretto, lasciano impronte, da poter seguire poi da soli per dare una interpretazione unica nello spirito di una profonda conoscenza dello spartito e della musica stessa”.
Cosa rappresenta il canto per te?
“E’ la mia essenza. E’ come ammirare il volo di un’aquila, la forza, la perfezione e può svettare in modo maestoso nell’aria, come sostenere una nota alta nel cielo… E dolce come respirare l’aria… ‘Un soffio è la mia voce’…”.
Chiara Taigi e i suoi progetti futuri?
“Il teatro sta cambiando ed è cambiato già molte volte nella storia, i miei progetti futuri si basano su una tecnologia che avanza nella musica, un teatro molto avanzato che fonde il classico senza perderne mai l’essenza, anzi amplificandola con l’avveniristico”.

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