08/12/2020
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Cinzia Berni: Un’esplosione di positività

Bionda, bella e intelligente, Cinzia Berni, classe ’64, di idee ne ha sicuramente da vendere: basta ascoltarla per un quarto d’ora e ti riempie di progetti travolgendoti con uno spirito battagliero che ne fa una mosca bianca.

di Mara Fux

Attrice, autrice e regista: quale ruolo preferisci? 

“Sicuramente autrice anche se ho scoperto di poterlo essere tardi, verso i 40; prima facevo l’attrice quindi in qualche modo lo facevo per me, prendendo appunti, cambiando le battute di qualche testo per renderle più personali. Poi ho provato a sperimentarmi e non solo ho scoperto che mi piaceva ma anche che lo sapevo fare”.

Qual è stata la tua prima commedia? 

“Si intitolava ‘Te per una notte’, scritta a quattro mani con Ciro Scalera giocando per la scelta del titolo su quello di una trasmissione molto popolare ovvero ‘Re per una notte’. Una commedia frizzante che piacque subito anche a Walter Croce al quale la sottoponemmo perché la producesse e che disse di sì già dopo la prima lettura. A quella ne son seguite altre tipo ‘Attico con vista’ o ‘Casalinghi disperati’ tutte commedie rappresentate in grandi teatri come il Manzoni di Roma e da grandi e bravissimi attori quali Fabrizio Frizzi o Carlo Alighiero. Insomma al di là della immensa soddisfazione derivante dal veder messa in scena una cosa tua, mi son resa conto subito che la scrittura era una strada costellata di situazioni positive in cui anche le minime difficoltà potevano essere superate”.

Quale è stato il tuo percorso da attrice? 

“Sono uscita nel 1985 dal terzo Laboratorio di Proietti, uno studio impegnativo e formativo, dove ti rapportavi a docenti che si chiamavano Panelli o Foà, dove non c’erano delle vere e proprie lezioni ma in cui questi “mostri” ti trasferivano la loro immensa esperienza: in pratica ascoltandoli anche solo a livello empatico assimilavi le loro capacità artistiche. Il Laboratorio era quello, ti dicevano apertamente ‘noi non abbiamo una metodologia, noi ti diamo la possibilità di vedere tante cose senza condizionarti nella tua formazione’”.

E la tua vita personale? 

“Anche quella molto bella. Con Marco siamo sposati da 18 anni, ne avevo circa 35 quando ci siamo conosciuti e probabilmente funziona proprio perché non era un innamoramento da diciottenni ma di due persone già adulte, con qualche esperienza sentimentale già alle spalle”.

La leggenda narra che tu l’abbia conosciuto grazie a tuo suocero, il campione di tennis Nicola Pietrangeli. 

“Verissimo. Mio suocero ha una vera e propria passione per me e per tutto quello che faccio, è un mio fan pazzesco, capace di venire a vedere i miei spettacoli anche due volte”.

Quindi è vero? 

“Sì certo, è andata che ad una cena degli Internazionali mentre eravamo seduti al tavolo a chiacchierare ad un certo punto Nicola ha visto arrivare Marco e me lo ha voluto far conoscere: dopo 18 anni di matrimonio ancora si vanta di esser stato lui a presentarmelo! Ovviamente essendoci incontrati da adulti non abbiamo avuto figli ma non ha importanza, ho trasferito tutto il mio affetto materno su mio nipote Lorenzo, figlio di mia sorella, che ringrazio sempre per avermi permesso di essere zia a tutto tondo col grande vantaggio di non dovermi preoccupare di educarlo ma di poterlo viziare come zia. E il mio apice nella sua considerazione ha totalizzato il massimo quando ho lavorato con il Circo di Moira”.

Una bella esperienza? 

“Meravigliosa per cui ringrazio ancora la mia amica Brigitta Boccoli che mi ha coinvolto come regista in due spettacoli circensi, per i quali ho vissuto due anni con loro in carovana, stando a contatto dalla mattina alla sera con acrobati, clown e animali. Ti immagini: entrino i leoni! Ti racconto un aneddoto: mi viene a trovare al termine di uno spettacolo ‘Marafante’, un amico regista, che con gli occhi fuori della testa mi dice ‘Cinzia, non ci posso credere: tu dirigi i cammelli’. Ecco immagina come possa sentirsi un bambino di sei  anni ad avere una zia che dirige i cammelli”.

Torniamo al teatro: sta ripartendo la tournée di “Ricette d’amore”. 

“E’ un testo che amo moltissimo perché l’ho scritto pensando a delle amiche, Cristiana Lionello, Marta Zoffoli e Chiara Salerno che nella corrente edizione sarà interpretato da Patrizia Pellegrino, Matilde Brandi, Federica Cifola e Samanta Togni attrici bravissime; poi perché nel corso dei dieci anni di rappresentazioni il pubblico ha mostrato di apprezzarlo il che vuol dire anche dandomi una certa soddisfazione economica al botteghino: perché non si vive di sola penna! Ad aprile tornerà ‘Casalinghi disperati’ con Nicola Pistoia, Gianni Ferreri, Max Pisu e Danilo Brugia. Come attrice invece sempre al Manzoni da fine febbraio sarò protagonista di ‘Un folle amore’ con Carlo Caprioli e Brigitta Boccoli”.

Senti di dover ringraziare qualcuno del tuo percorso? 

“Sono riconoscente al pubblico che mi segue ma anche a tante persone positive che ho incontrato e che mi hanno trasmesso la loro positività”.

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