Claudia Cardinale


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Io, Alberto,Ugo, Klaus, Rock e Brigitte

David Niven ha detto di lei che è “la migliore invenzione italiana insieme agli spaghetti”. Per lei Mastroianni perse la testa. GP magazine l’ha intervistata per voi

di Francesca Ceci

Nome di battesimo Claude Josephine Rose Cardinale. Ho un appuntamento telefonico con lei per intervistarla intorno alle 16, ma il mio cellulare non prende. Prova a chiamarmi, non rispondo. Dopo qualche minuto trovo un messaggio in segreteria: “Pronto Francesca, sono Claudia, ho provato a chiamarti ma forse ci sono problemi con il cellulare, riprovo tra poco”.

Finalmente il mio cellulare prende, io sono mortificata per averla fatta attendere e mi scuso infinitamente per l’inconveniente. Lei sorride, rauca e travolgente, dall’altro capo del telefono, mi mette a mio agio e mi dice: “non preoccuparti, stai lavorando, lo capisco”. Poi  mi chiede che tempo fa a Roma. A Roma c’è un sole che sa già di estate anche se siamo ancora in primavera, rispondo io. Sorride ancora, poi mi dice: “Roma è sempre bella, iniziamo, chiedimi pure quello che vuoi”.

Basterebbe questo per capire chi è la signora Claudia Cardinale, una donna dal fascino immortale, di una fulgida bellezza ed eleganza, indimenticabile interprete volteggiante nel suo abito da ballo bianco del film “Il Gattopardo”, un’attrice che ha fatto la storia del cinema italiano e nel mondo senza mai perdere la semplicità e l’umiltà.

Tra poco sarà sul set di “Ultima fermata” di Gianbattista Assanti dove interpretererà Rosa, una sarta di Rocchetta. Tanti i film che ha girato e continua a girare. Insomma, la sua carriera non conosce sosta…

“Sì, nell’ultimo periodo ho fatto tante cose. Ho girato in Tunisia ‘Le Fil’, scritto e diretto da Mehdi Ben Attia,  poi un film in Turchia, ‘Diventare italiano con la signora Enrica’ del regista turco Ali İlhan, al primo film, ispirato a Fellini e girato tra Rimini e Istanbul, un film che ha avuto ben sette premi, poi ho fatto con grande piacere una partecipazione in ‘Father’ con Franco Nero e Andrea Fachinetti, ancora a New York con Nadia Zold, giovanissima regista al primo film,  poi ‘L’artista e il modello’, un film di Fernando Trueba con Jean Rochefort, ‘Gebo et  l’ombre’  di Manoel de Oliveira che ha 103 anni, con Jeanne Moreau, una partecipazione con Emma Thompson in ‘Effie’ a Venezia. Tra poco inizierò le riprese de ‘L’Ultima Fermata’ dove ci sarà anche Philippe Leroy e poi in Calabria ‘Piccolina bella’ di Anna Scaglione, anche questo è un primo film come quello di Assanti. Ultimamente ho lavorato con registi ai primi film, escludendo Manoel de Oliveira che ha 103 anni ed è straordinario”.

Ha iniziato con i più grandi maestri, negli ultimi anni ha girato quasi sempre con registi esordienti. Una scelta generosa quella di accostare il suo nome a quello di giovani alla prima esperienza. 

“Per me è molto importante sostenere i giovani cineasti, perché non ci sono più soldi e finanziamenti. Perciò ultimamente ho deciso di girare soprattutto con registi al loro primo film. L’importante per me è la lettura del copione e l’incontro con la persona”.

David Niven ha detto di lei che è “la migliore invenzione italiana insieme agli spaghetti”, Mastroianni perse la testa, persino John Lennon confessò di avere un debole per lei. È stato difficile per Claudia fare i conti con il mito Cardinale?

“Ho sempre pensato che fosse molto importante essere forti dentro per fare questo mestiere perchè sennò ti monti la testa. Io sono una persona normale, non vado in giro con autisti, guardie del corpo,  giro da sola, vado a fare spesa. Credo che la gente mi rispetti per questo”.

Lei ha lavorato con tutti i più grandi. Facciamo un gioco: un nome, un aggettivo, un episodio.

Iniziamo con Alberto Sordi.

“Mi ha fatto morire dalle risate in Australia, una volta stavamo uscendo dal set, io indossavo una minigonna cortissima, molto sexy, lui un pantalone attillatissimo, vediamo una gioielleria e Alberto mi dice: ‘entriamo a vedere’. Non appena dentro ci mettono le manette (ndr, sorride divertita). Poi arrivò l’autista per riportarci sul set e disse: ‘guardate che questo è Alberto Sordi!’. Ci tolsero le manette, imbarazzatissimi!”.

Klaus Kinski.

Quel film, ‘Fitzcarraldo’, è stata una delle avventure più belle della mia vita. L’anno scorso al Festival in Colorado ho incontrato Werner Herzog, il regista, siamo rimasti molto uniti, Klaus era un pazzo, aveva paura di me!”.

Rock Hudson.

“Rock è stato uno dei miei migliori amici, quando vivevo in America ci vedevamo sempre, lui mangiava sempre da me, fingevamo di stare insieme perché in quel periodo se eri omosessuale non lavoravi”.

Ugo Tognazzi. 

“Straordinario”.

Per finire due donne: Brigitte Bardot.

“Con Brigitte è stato pazzesco, a quel tempo era BB contro CC, la bionda contro la bruna. Quando siamo arrivate sul set in Spagna tutti i paparazzi stavano li pensando che ci ammazzassimo, invece c’era un rapporto bellissimo. Quando ho ricevuto la Legion d’Onore mi ha scritto una lettera incredibile con una dedica speciale “alla mia pistolera molto amata”.

Monica Vitti.

“Un’attrice grandissima, sono molto triste di non aver più sue notizie”.

C’è un film che non vorrebbe aver fatto e un ruolo al quale ha rinunciato e si è pentita?

“No. Il bello di questo lavoro è la trasformazione davanti alla macchina, nella vita vivi una sola vita, nel cinema ne vivi mille: sono stata  puttana, principessa, donna del popolo”.

Lei  ha scelto ormai da tanti anni di trasferirsi a Parigi, come vede oggi il nostro Paese?

“Sono stata da poco a Roma a trovare i miei fratelli, l’Italia è un museo, purtroppo, anche a causa della crisi, non ci sono molti finanziamenti per l’arte, a Parigi invece c’è molto rispetto per questo, per il cinema, per esempio c’è una Cinematheque enorme dove puoi rivedere tanti film. Quando vado in America mi fermano per dirmi che si sono ispirati al cinema italiano e che è stato un faro nel mondo, il paese di registi straordinari come Visconti, Fellini, Bolognini. Non dobbiamo dimenticarlo”.

 


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