11/28/2020
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Claudio Nardocci: Cosa c’è dietro una Pro Loco

di Paolo Paolacci

Che cos’è una Pro Loco? Quando è nata come organizzazione? Come si interfaccia con il territorio e con le istituzioni? Perché anche in un momento come questo, possono ancora fare la differenza?
Ne parliamo in questa intervista con Claudio Nardocci, attualmente presidente regionale Unpli del Lazio e che precedentemente ha ricoperto per vent’anni il ruolo di presidente dell’Unione Nazionale.
Presidente che cosa è adesso una Pro Loco?
“La Pro Loco ora è la naturale evoluzione di quelle iniziative nate alla fine dell’ottocento in Italia ed in Europa. Gruppi spontanei nati in varie città e votati all’accoglienza dei forestieri (cosi erano definiti i turisti allora) ma anche all’abbellimento delle località dove operavano ed operano tuttora.Volontari dotati di una sensibilità speciale, di un forte amore per il territorio, sono proprio queste le caratteristiche che non sono mutate nel tempo. Tutto il resto ha seguito il mutare della società, del turismo, della cultura”.
Da quanto tempo lei è nel mondo Pro Loco e con quali incarichi?
“Sono stato eletto nel 1989 presidente della Pro Loco di Ladispoli e nel 1991 ho iniziato il mio volontariato nella nostra Unione Nazionale che ho presieduto per vent’anni dal 1996 al 2016, ora ricopro ancora il ruolo di presidente regionale del Lazio”.
Qual era l’intento iniziale della costituzione delle Pro Loco e qual è ora?
“Oltre a quanto già illustrato, le motivazioni che spingono alla costituzione delle pro loco sono molte e le possibilità a favore di diversi settori è ampia. In sintesi la pro loco deve rappresentare lo stimolo e l’esempio in quelle situazioni locali che potrebbero essere migliorate in ambito ambientale, culturale, storico, ecc.”.
Inserire tutte le Pro Loco nel terzo settore sembra una forzatura che le può mettere in difficoltà: è così?
“Lo strumento Pro Loco sopravvive da 140 anni perché è estremamente versatile e se ben guidato può sopravvivere a tutte le riforme della legge, che gli offre anche opportunità come quelle contenute nell’articolo 55. La Pro loco si potrà candidare a guidare i tavoli di co-progettazione e co-programmazione che potranno riunire tutte le forze positive interessate allo sviluppo sostenibile delle località Italiane”.
Attualmente le Pro Loco dipendono dalla regione ma hanno riferimenti nei comuni: come si concilia tutto ciò?
“Questo riguarda l’aspetto che io definisco diplomatico delle associazioni. Un buon presidente deve essere capace di coinvolgere nelle proprie attività associative quanti più enti, imprese e cittadini possibili. Sono associazioni nate per realizzare sogni e questo si può ottenere solo coinvolgendo per intero borghi, paesi, città”.
Una Pro Loco che sa autofinanziarsi è un bene o un male rispetto alle modalità attuali?
“Se vogliamo sopravvivere, dobbiamo superare questo lungo declino che ha portato la crisi finanziaria a colpire tutti gli enti pubblici che un tempo erogavano dei contributi alla nostra attività. Ora i fondi sono quasi scomparsi, occorre partecipare ai pochi bandi emessi per sostenere iniziative e non la normale attività annuale delle nostre associazioni. Quel lavoro certosino a sostegno di oltre 6000 località italiane andrebbe sostenuto con un piano di interventi programmati e pianificati per amplificarne i risultati. Porterebbe aria nuova nel turismo e nella cultura popolare”.
Quali sono gli aiuti economici infatti che Unpli garantisce alle Pro Loco iscritte?
“L’Unpli non garantisce nessun tipo di aiuto economico mentre informa, rappresenta, aggiorna e tutela le Pro Loco giorno dopo giorno”.
Qual è la percentuale delle Pro Loco in Italia e nel Lazio iscritta all’Unpli?
“Supera il 90 per cento”.
Come in tutti i campi è tempo di cambiamento e forse anche per le Pro Loco. Secondo lei quale sarebbe il profilo di una pro loco possibile per oggi che possa già impostare il domani.
“La Pro Loco del futuro è quella che muta e si adatta ai cambiamenti sociali mantenendo il timone sempre orientato alle necessità di cittadini e turisti. In una località dove si vive bene, si trovano bene anche i turisti: accoglienza, pulizia, cortesia e servizi di qualità sono gli obiettivi che la Pro Loco deve perseguire coinvolgendo nella propria missione tutti cittadini. Una Pro Loco che funziona è fondamentale per uno sviluppo sostenibile della città oggi è lo sarà anche domani”.

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