Costanza Savarese: una giornata speciale


    COSTANZA SAVARESE

E’ con la bellissima e talentuosa Costanza che continuiamo la nostra avventura: la sedicesima. Noi di GP Magazine insieme ad Adriana Soares abbiamo ideato un fashion contest volto a tutti i ragazzi e ragazze della porta accanto. Un modo speciale di realizzare il sogno di molti giovani che desiderano intraprendere la carriera di modelli o semplicemente passare una giornata speciale, dove i ragazzi si immergono in un contesto diverso, quello di uno shooting fotografico

di Adriana Soares

Questo mese ho deciso di dare spazio ad una ragazza della porta accanto un po’ speciale, perché è giusto dare spazio ed esaltare il talento e l’arte, l’arte è un dono. L’arte è in grado di esaltare il bello e migliorarci. L’arte vera, quella senza provocazione, quella in cui  con la sola bellezza comunica ed emoziona. L’emozione che si prova ascoltando un brano musicale è preziosa, perché molte volte sarà in grado di restare impressa nella nostra memoria tra i momenti più belli e segnarci per sempre.
Quindi, Costanza Savarese, oltre ad essere bella è anche brava, un binomio che rare volte si  verifica, qualità che si esaltano a vicenda addirittura è più brava che bella.
Le eccezionali doti interpretative e strumentali della chitarrista Costanza Savarese, l’hanno resa una degli artisti di spicco della nuova generazione. Nonostante la giovane età, è frequentemente invitata ad esibirsi in recital virtuosistici nell’ambito di importanti stagioni concertistiche che ospitano abitualmente artisti del calibro di: i Solisti dei Berliner Philarmoniker, il violoncellista Patrick Demenga, il Quintetto a Fiati del Gewandhaus di Lipsia, Fabio Biondi e l’Europa Galante, i pianisti Enrico Pace, Nazzareno Carusi (EMI exclusive artist), Roberto Prosseda (Decca Exclusive Artist), Glauco Venier ( Grammy Nomination), il cornista Alessio Allegrini, i Solisti del Teatro La Scala. Costanza è stata una talentuosa enfant prodige: ha iniziato a studiare chitarra all’età di sette anni e a dieci si esibiva già pubblicamente eseguendo le Cinque Danze Spagnole di E. Granados.
Qualche tempo fa ho eseguito uno shooting fotografico per la bella Costanza, le servivano delle immagini belle da inserire nel suo portfolio da musicista. La cosa bella è che si è instaurato un bel rapporto. E’ una bella soddisfazione che da allora quella ragazza, apparentemente timida, abbia fatto un percorso magnifico.
“Adriana Soares è stata la prima a fotografarmi per motivi artistico-professionali. Da allora, molte importanti ‘svolte’ nella mia carriera a livello internazionale sono state ‘accompagnate’ dalle sue foto: la copertina del disco ‘Constance’ con cui ho vinto un Los Angeles Global Music Award nella categoria ‘solisti’, le locandine di spettacoli e concerti debuttati in alcune tra le più prestigiose istituzioni concertistiche a livello mondiale (come il Maggio Musicale Fiorentino ed il Concertgebouw di Amsterdam), alcune eccellenti recensioni su testate nazionali… Che dire? Sono molto legata a questi scatti, trasparenti e luminosi così come l’atmosfera di quello shooting in cui Adriana mi ha sapientemente e serenamente aiutata a compensare la mia totale inesperienza di fronte alla macchina fotografica. Serbo, dunque, un ricordo gradevolissimo. Negli anni ho continuato a seguire con affetto e stima l’ evoluzione di questa Artista che, per prima, mi ha mostrato le potenzialità della mia immagine.Chissà, forse Adriana Soares mi porta fortuna?!”.
A un primo sguardo, ciò che colpisce del tuo disco Constance è la sontuosa foto di copertina…
“Sono consapevole che curare molto la propria immagine professionale possa essere ritenuto fuorviante. Ma sono così sicura della qualità del mio lavoro e dei miei valori che non ho alcun problema a giocare con la mia esteriorità”.
Non temi che questo possa dar spazio a pregiudizi?
(Ride) “Una volta mi è stato chiesto cosa avessero in comune il Glamour e la musica che suono… Credo  sia necessario sapersi calare nel mondo di oggi e, dunque, anche nei panni dell’umanità cosi come essa si presenta attualmente. Diciamo che è un modo per indorare la pillola, presentando un contenente accattivante e moderno ai neofiti della classica e inducendoli quindi a fermarsi ed ascoltare , oltre che vedere. Per quanto mi riguarda, quando si tratta di suonare, il contenuto ‘musica’ viene trattato con il massimo rigore e con rispetto. Inoltre, al di là del look, quando ti devi esibire su un palco sei assolutamente ‘nudo’ e non c’è alcun artificio che possa supportarti, solo tantissimi studio, spirito di sacrificio, ambizione, tenacia”.
Cosa intendi per rispetto?
“Guardare avanti per poter guardare indietro. Conservare non significa necessariamente progredire. La musica classica non è meno ‘rock’ del rock : se suonata in un certo modo, dovrebbe dare le stesse fortissime emozioni”.
La bellezza salverà il mondo?
“L’essere ritenuta bella ha spesso fatto dire di me che ciò che conquistavo non era stato raggiunto attraverso i miei meriti strettamente artistici. E allora mi sono trovata a rifiutare anche proposte professionalmente interessanti, perché sono un’integralista: appena intravedo argomenti che non hanno a che fare con la musica, taglio corto e me ne vado”.
Tieni in gran conto il pubblico?
“L’attività del musicista sarebbe decisamente inutile se relegata in una stanza. Quindi è giusto che il pubblico possa e debba dire la sua, e che io lo ascolti. Per noi artisti è importante essere uomini e donne ‘del nostro tempo’, sentire ed emozionarci così come si sente e ci si emoziona oggi, senza dimenticare però che le opere da noi proposte non attengono solo ai nostri tempi: esse sono eterne in ragione del loro immenso ed universale valore. Non voglio, in realtà, compiacere il pubblico, voglio stimolarlo, e per far questo, sperimento moltissimo”.
Che musica ascolti quando vuoi rilassarti?
“Adoro i Daft Punk ed i Chemical Brothers! L’elettronica e la tecnologia applicate ai vari settori dell’arte esercitano su di me un grande fascino, l’importante è che il risultato di tali applicazioni riesca a mantenere la sua emotività”.
Nel booklet del tuo cd si parla di “drammaturgia” musicale”…
“E’ una sorta di moderna ‘teoria degli affetti’. La musica è fatta di affetti, sentimenti, emozioni, colori e anche di pensieri, perché altrimenti non sarebbe equilibrata”.


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