07/16/2020
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Cristina Donadio: “Parlo del cancro raccontando episodi di vita vera, la mia”

di Roberto Puntato

Voce roca, sguardo che cattura e talento da vendere. Stiamo parlando di Cristina Donadio, attrice napoletana dall’insigne carriera teatrale, televisiva e cinematografica, nota al grande pubblico per il personaggio di Scianel in “Gomorra – La serie”. L’abbiamo vista lo scorso autunno su Canale 5 nello show Amici Celebrities, la sua “ultima follia”. Alla 76 edizione della Mostra del Cinema di Venezia ha portato la straordinaria interpretazione di se stessa nel corto “La scelta” di Giuseppe Alessio Nuzzo, una favola moderna, ispirata alla vera storia dell’attrice: sullo schermo, una donna che si muove pensierosa e inquieta su un set cinematografico. E’ una giornata particolare per lei, ha scoperto di avere un tumore e la sua mente la riporta indietro nel tempo a quando, da giovane, una zingara le prese la mano e le disse: “Tu dalla vita avrai tutto, grandi fortune e grandi sfortune”.

Cristina, da dove deriva la scelta di metterti a nudo sullo schermo raccontando il tuo dramma personale?  

“In realtà mi metto a nudo solo per certi versi, perché il corto è ispirato alla mia esperienza, non rispecchiandone fedelmente ogni aspetto. Mi interessava essere utile a chi come me si è imbattuta in un brutto incidente di percorso, trasmettendo empatia e speranza. Il tumore al seno sta diventando sempre più frequente tra le donne, ciò che raccontiamo in pochi minuti sullo schermo è la complessità di uno stato d’animo”. 

Nel corto si vede una zingara che ti legge la mano. In quale momento della tua vita è accaduto? 

“Avevo 14 anni ed ero in vacanza con amici, mi sono imbattuta in questa zingara che mi ha preso la mano e mi ha detto: “Tu nella vita avrai tante gioie e tanti dolori”. Un po’ turbata sono tornata a casa e l’ho detto a mia madre che mi ha subito rassicurato. Però col passare del tempo questa frase ha continuato a restarmi in testa finché nella mia vita hanno iniziato ad aprirsi tante strane porte”.

Parlavi di tua madre, è stata fondamentale nella tua vita?

“Devo ringraziarla perché mi ha trasmesso la sua forza ed oggi se sono così è grazie a lei. E’ venuta a mancare un anno fa e non le ho mai detto del mio tumore, perché era già anziana e sarebbe stato troppo doloroso per lei. Lei e mio padre mi hanno appoggiato in tutte le mie scelte professionali e di vita e hanno sempre rispettato la mia libertà. Ma devo dire grazie anche al mio compagno, a mio figlio, alle mie sorelle, ai miei amici”.

Che rapporto hai con tuo figlio? 

“A sedici anni rimasi incinta e a quell’età non hai affatto consapevolezza di ciò che ti accadrà. Io sono cresciuta insieme a mio figlio ed oggi è ancora lui il mio punto di riferimento. Sono stata figlia di mia madre, madre di mio figlio, poi nonna e adesso bisnonna, ho anticipato i tempi e mi prenderò cura di tutti loro”. 

Da varie interviste ho letto che hai scoperto il tuo male mentre stavi girando “Gomorra”. 

“Sì, giravo la seconda serie di ‘Gomorra’, ma non ho detto niente a nessuno preferendo uscire dalla serie per non essere guardata con occhi diversi. Non volevo togliere nulla a Scianel perché è un personaggio che amo profondamente, una sorta di protezione che mi permette di colmare le fragilità di Cristina. Quando l’ho scoperto l’ho tenuto nascosto a tutti e mi sono andata ad operare nei quattro giorni di stop del set per poi tornare subito al lavoro dopo quella piccola convalescenza”. 

Ad agosto dell’anno scorso è mancata un’altra eroina della tv, Nadia Toffa, colpita anche lei da un tumore.

“Straordinaria piccola donna Nadia Toffa! Io che ho vissuto la sua stessa esperienza, ho capito perfettamente ciò che voleva esprimere. E’ un tema delicato la malattia e sentirne parlare spaventa. Molti non hanno apprezzato la sua battaglia e lei ne ha sofferto molto, oggi la gente la piange e la comprende. Nadia ha lasciato un segno profondo nel pubblico. La ricordo con molto affetto”.

Parlavi prima degli affetti. Chi ti ha aiutata a superare i momenti difficili?

“Sicuramente le mie cinque sorelle. Siamo complementari e comunichiamo anche senza l’ausilio di parole. È come se fossimo una sola persona con tante mani, occhi ed orecchie. Probabilmente è una caratteristica presente nel DNA della mia famiglia e credo di averla trasmessa anche a mio figlio, che oggi è un padre esemplare”.

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Claudio Lia: “La m

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