Dacia Maraini: Donna per le donne


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Scrittrice, poetessa e sceneggiatrice. I suoi scritti sono una sorta di riflettori accesi sul mondo femminile

di Irene Di Liberto

Lei è una scrittrice particolarmente attenta all’universo femminile. Ha scritto spesso di donne comuni, invece in “Chiarad’Assisi – Elogio alla disobbedienza” parla di una donna un po’ speciale, una Santa. Da dove nasce questa idea?

“L’interesse per gli scritti delle mistiche risale agli anni 70. Ho scritto un testo teatrale su Suor Juana Inez de la Cruz, una monaca scrittrice messicana del 700; e poi ho scritto u n testo su Caterina da Siena. Quindi non è una novità per me. Due temi che mi stanno a cuore sono: la reclusione e la scrittura, due pratiche molto conosciute dalle donne di tutti i tempi”.

Qual è stato il ruolo delle donne nella Chiesa?

“All’inizio straordinario e venivano anche molto rispettate. Sto parlando delle martiri cristiane e poi delle prime donne intorno a Cristo. Dopo, mano mano che la Chiesa diventava potente e armata, le donne venivano emarginate dal potere centrale e relegate a compiti di servitù. Contemporaneamente nasceva la misoginia dei Padri della Chiesa”.

E nella società odierna?

“Le donne hanno guadagnano in diritti civili, ma la cultura di fondo resta misogina e androcentrica”.

Anche “L’amore rubato” ci parla di donne. Donne violentate e sofferenti. Ma a chi affidare oggi il compito di limitare l’istinto alla violenza verso il genere femminile?

“Beh, tanto per cominciare, alla scuola, anche quella primaria. Bisogna insegnare a rispettare l’altro, imparare a rinunciare all’idea del possesso di chi si ama. Possedere una persona vuol dire farla schiava e la schiavitù è perversa e antistorica”.

“Le donne non sono angeli, né fantasmi ma persone e come tali vorrebbero essere trattate”. A suo avviso, la letteratura ha ancora la forza e la capacità stimolare le coscienze?

Anche la letteratura è spesso misogina, a volte senza neanche rendersene conto. Comunque sono d’accordo con lei: le donne non sono né angeli né demoni, sono esseri umani con tutte le debolezze degli esseri umani. Le donne possono essere altrettanto crudeli e aggressive degli uomini. Solo che nella storia le donne hanno imparato (o sono state costrette a imparare ) a sublimare, mentre agli uomini è stato insegnato che sono i signori della terra, fatti a immagine divina e che le mogli e i figli appartengono loro per diritto di natura. Una donna, se perde un uomo che ama, piange, si dispera, ma non le viene in mente di ammazzare lui e i suoi figli. Un uomo, se perde la donna che considera sua, entra in una crisi così profonda che a volte si trasforma in assassino. Basta leggere la cronaca di questi giorni, non le pare?”.

Da suo padre a Moravia, come è stato il rapporto con la cultura maschile nella sua vita?

“Ho molto amato i padri letterari. Ma ad un certo punto mi sono chiesta: dove sono le madri? Ho cercato fra i libri e le ho trovate: sono le grandi scrittrici dei secoli scorsi, tenute ingenerosamente da parte”.

Da buona siciliana, le pongo questa domanda: ha vissuto molti anni in Sicilia con la sua famiglia, delle donne sicule cosa ricorda?

“Le donne siciliane di solito sono forti, determinate e coraggiose. Qualche volta usano male questo coraggio”.

A quale dei suoi personaggi si sente più vicina?

“I personaggi sono come i figli: non si fanno preferenze. Si amano tutti”.


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