Diego Conti: “Sogno di portare il Cross Pop ovunque”


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E’ un cantatutore-musicista italiano con la passione per la musica sin da piccolo. Nel 2016 è salito alla ribalta grazie alla partecipazione al talent “X-Factor” e alla fine dello scorso anno è stato finalista di Sanremo Giovani 2018. Non male per un giovane talento prossimo al compimento dei 24 anni.

di Mara Fux

Ciao Diego, hai pubblicato qualche mese fa il nuovo singolo “Per l’ultima volta”. Aspettative ripagate?

“’Per l’ultima volta’ è la canzone che avrei presentato a Sanremo Big sul palco dell’Ariston quest’anno. Non potevo non farla uscire al di là del percorso Sanremese, la cosa a cui tengo di più è che arrivi a tutte quelle persone che hanno bisogno di ascoltarla e che si rivedono in questa storia”.

Come è nato questo brano? 

“Questo brano è nato qualche mese fa in studio, quando io e Mark Twayne, il mio producer, eravamo immersi nella creazione del mio primo EP “Evoluzione” uscito per Rusty Records Richveel e Thaurus Publishing. Ricordo che quando iniziai a scrivere questa canzone pensammo subito che sarebbe stata perfetta per Sanremo giovani, ma poi sul palco del Teatro del Casinò abbiamo deciso di presentare ‘3 Gradi’, una scelta azzardata ma che ci ha permesso di portare il Cross Pop su Rai 1. ‘Per l’ultima volta’ non parla della fine dell’amore, ma della fine di una storia tra due persone che, in questa società contemporanea che corre così veloce consumando tutto, si guardano si baciano si lasciano per l’ultima volta, di fretta senza dirsi più niente. È una ballad, indubbiamente una canzone con un’intimità diversa rispetto a ‘Evoluzione’”.

Hai alle spalle una partecipazione come concorrente a X Factor 10 e sei stato finalista di Sanremo Giovani 2018: non male come trampolino di lancio. Sei contento di come sono andate le cose? 

“Sì, sono felice, perché partecipare a X Factor come anche Sanremo Giovani, sono state due opportunità per far conoscere la mia musica a più gente possibile, e ora finalmente sono qui con il mio primo EP e sto finendo il primo album. Dopo diversi anni, in cui non capivo ancora quale fosse la mia dimensione musicale, ora finalmente è nato il Cross Pop, io e Mark abbiamo pensato di chiamare così questo nuovo genere. Più che un genere musicale in realtà è una visione di vita, volevamo riportare nelle canzoni il valore della bellezza della condivisione e della contaminazione, ecco perché uniamo sonorità Rock Trap Pop Classica e tutto quello che ci passa nella mente in ogni brano. Il mondo è un posto fantastico e la contaminazione è il futuro”.

Parlaci di te, come nasce la tua passione per la musica?

“Ho la fortuna di avere una famiglia che ha sempre amato la Musica e l’arte in generale, questo ha inciso molto. Sin da piccolo andavamo a vedere tanti concerti, ricordo i Rolling Stones allo stadio Olimpico di Roma,  è in quel momento che ho capito cosa fare. Paul Simon, Bob Dylan, Guns ‘n’ Roses, Led Zeppelin, Vasco, Jovanotti, Lucio Dalla, sono cresciuto con questa musica  e man mano che andavo a vedere i concerti sognavo sempre di più di salire su quel palco maledetto. All’età di 10 anni ho preso in mano la prima chitarra e dal quel giorno è cambiato tutto, ho capito tutto”.

A 13 anni hai fondato un gruppo musicale. Che esperienza è stata?

“Sì, facevamo cover e suonavamo tanto e ovunque, tre amici chiusi ogni pomeriggio in sala prove (la cantina di un altro amico), eravamo batteria basso e io alla chitarra e alla voce, ricordo che giravo con una Les Paul, che era più grande di me tredicenne, ma con tanta voglia di spaccare sul palco con assoli chilometrici su Little Wing di Hendrix, cantare la vedevo ancora come una cosa secondaria. Naturalmente quella fase è finita quando ho scritto la mia prima canzone ed ero l’unico a crederci”.

Caratterialmente come ti definisci?

“Semplice, complesso, disordinato, determinato… Lunatico sicuramente”.

Sei considerato uno dei giovani emergenti del panorama musicale italiano, qual è la tua ambizione o sogno nel cassetto?

“Portare il Cross Pop ovunque e le canzoni nel cuore delle persone, fare tanti live e cantare insieme per molto tempo”.

Secondo te, per un giovane musicista è più facile farsi notare oggi nell’era dei social, di internet e del digitale o era più semplice prima?

“Per un giovane ‘musicista’ non è mai facile, ma credo che i social diano grande visibilità a chiunque riesca a trovare la propria vena comunicativa grazie a ciò che fa. Oggi se registro una canzone e la faccio uscire possono ascoltarla dai vari portali in tutto il mondo, stessa cosa se scatto una fotografia e voglio dire qualcosa, è una cosa incredibile che ogni epoca avrebbe voluto se ci pensi. Poi è chiaro, gli anni ’70 restano gli anni ’70”.

C’è un grande artista che hai o hai avuto come modello di ispirazione?

“Ce ne sono diversi; Lucio Dalla, Keith Richards, Jovanotti, Led Zeppelin, Vasco, Battisti, Bob Dylan… Oggi ad esempio ascolto molto Post Malone”.


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