DJ Giovannino: “From my house in da house” (Da casa mia, il posto giusto)


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Da casa sua, in via della Pace a Roma, diffonde nell’aria una selezione musicale tratta dalla sua collezione di vinili. Un modo originale di condividere la musica e trasformare il centro storico in qualcosa di più vivo e allegro, nel segno della sua bellezza

di Marisa Iacopino

Da qualche tempo, passeggiando per i vicoli di Roma, vi può capitare di essere avvolti da una nuvola di musica che, diffondendosi dalla finestra d’un appartamento, vi catapulti in una dimensione di festa popolare dal sapore vintage. Ideatore e promotore di tutto questo è Giovanni La Gorga, alias DJ Giovannino. A partire da giugno dello scorso anno, dalla sua abitazione in Via della Pace ha lanciato il format “From my House in da House”, un’accurata selezione di vinili da ascoltare e ballare per strada. In sostanza, la lusinga del suono perché si smorzi il rumorio d’un centro storico sonnacchioso, sempre più indifferente alla sua bellezza, e perché i cittadini tornino ad appropriarsi di questa parte essenziale della città.  “From my House in da House” (Da casa mia, il posto giusto) per incontri in musica di qualità, dal sound anni Settanta e Ottanta alla house music moderna. La singolarità dell’iniziativa ci ha spinti a volerne sapere di più. Abbiamo posto qualche domanda al suo ideatore.

Qual è l’intento di “From my house in da house”? 

“F.M.H.I.D.H è un format che ha l’intenzione di manifestare in maniera pacifica e musicale delle situazioni di degrado urbano e sociale che avvengono in alcuni scorci della nostra città”.

“In da house”, mutuato dallo slang americano, per significare “il posto giusto”. Da casa tua, in Via della Pace, a un appartamento di Campo de’ Fiori dove si è svolto il secondo evento, sei dunque alla ricerca dei posti giusti per ritrovare l’anima della città e ridare Roma ai romani?

“Sì, esatto! Posti che ormai hanno avuto una sorta di abbandono dai propri abitanti, e sono stati conquistati esclusivamente dal turismo becero che gli ha fatto perdere tutte le forme tipiche della convivialità di questi quartieri”.

Pensi che il degrado urbano nella nostra città sia causato dall’abbandono da parte dei suoi originari abitanti, magari a causa della trasformazione economico-sociale che ha consegnato il centro storico nelle mani della mercificazione turistica?

“Come già accennavo, succede che gli operatori che lavorano da sempre in queste zone lasciano le proprie attività per darle a imprenditori che se ne infischiano di rispettare la tradizione e l’estetica di certi spazi, e si adeguano per interessi economici al turista, cacciando così gli autoctoni”.

In cosa si differenziano i romani di un tempo da quelli di oggi?

“Non penso che ci siano differenze ma adeguamenti al cambiamento socio-culturale. Il problema è che il sistema cambia certe cose, e spesso non fa attenzione a quello che provoca. il Romano se accompagnato nel giusto percorso apprezza e valorizza. Diversamente, s’impigrisce e dimentica facilmente”.

Buone vibrazioni ed energia giovane per ridare slancio e nuova vita a vecchi vinili. Come dire, il bello non ha tempo. Quanto c’è di nostalgico  in questa riproposizione di musica suonata da una finestra?

“Nulla di nostalgico. il vinile c’era e c’è sempre stato per chi fa questo lavoro seriamente. Dalla finestra si suonano dischi di qualità, e la gente apprezza, niente di più semplice…”.

Credi che il mestiere di dj sia inflazionato, caduto in rovina come gli stessi luoghi storici di Roma?

“Purtroppo sì… ma per fortuna ci sono ancora molte persone serie che tengono duro e danno esempio. Poi come tutti i lavori artistici, i risultati si vedono sulla lunga distanza. Chi sa dire qualcosa in questo mestiere, avrà sempre qualcosa di bello da comunicare. Gli improvvisati si troveranno senza argomenti, a un certo punto del cammino. Così, una selezione naturale ci dirà la verità”.

Cosa pensi di certi eventi artistico-musicali di oggi,  e dei vari talent show? 

“Ci sono cose belle e cose brutte, magari ben organizzate ma con degli scarsi contenuti artistici. I talent possono essere divertenti, ma chi è bravo diventerà bravo senza bisogno di talent. Lo dice la storia e, per fortuna, anche il presente.”

Visto che la periferia è oggi sempre più vicina al centro, e non solo geograficamente, pensi che si potrebbe portare il tuo Dj set anche nell’hinterland, o i luoghi classici della romanità restano condizione essenziale per questo tipo di eventi? 

“Il mio progetto non ha barriere, lo farò ovunque sarà necessario e ce ne sarà bisogno.  Ovunque qualcuno vorrà vivere quest’esperienza, e non solo a Roma. Sono già in trattative anche per altre città, sicuramente più accoglienti della mia Roma, per quanto riguarda burocrazia e permessi”.

Una canzone con cui ti piacerebbe identificare questo tuo impegno artistico…

“Non c’è! Però ogni volta che finisco F.M.H.I.D.H. prendo il microfono e dico ‘Questo disco è per chi sa amare…’ e metto ‘Amarsi un po’ ‘ di Lucio Battisti”.

Lasciamo DJ Giovannino sicuri che la sua musica a cielo aperto nel cuore di Roma abbia scaldato gli animi dei molti viandanti,  reso più lievi i loro passi, e che le note dell’indimenticato Lucio abbiano fatto ballare, e sognare, coppie d’innamorati che, per loro fortuna, si trovavano a passare di là.  L’augurio è che tutto questo si ripeta presto da tante altre finestre.


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