Elena Arvigo


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“Faccio quello che mi piace”

E’ un momento importante per questa giovane attrice. A febbraio l’abbiamo vista ne “Il Restauratore” a fianco di Lando Buzzanca, mentre a marzo ha iniziato le riprese del film “Se chiudi gli occhi sono qui” insieme a Beppe Fiorello

di Costanza Cambriani

Genovese di nascita e cittadina del mondo di adozione. Elena Arvigo, giovanissima attrice, si destreggia egregiamente tra cinema, televisione e teatro. Parla inglese, francese e tedesco e vanta un curriculum di tutto rispetto. Ha recitato a fianco di Julia Roberts nel film “Eat, Pray, Love”, ma non si sente assolutamente una diva.

In questo periodo di crisi l’Italia sta cambiando. In cosa sta cambiando il mondo degli attori?

“In tantissime cose, da molteplici punti di vista. La crisi nello spettacolo c’è sicuramente da più tempo, quello che adesso è più concreta è la paura che porta inevitabilmente alla prudenza. I produttori, anche quelli degli enti, vanno più cauti e devono essere rassicurati. Non ci si prende la responsabilità che una cosa possa andare male. Questa paura però abbassa il livello. Si cercano nomi che diano sicurezza che spesso però non portano in alto. Secondo me il primo riscontro lo si ha dalla gente, a loro bisogna dare fiducia, non bisogna sottovalutare il pubblico, è lui che poi decide, non noi”.

Quindi un brutto periodo per gli esordienti?

“Chi inizia ora, chi si affaccia in questo mondo in questo periodo si trova a dover affrontare veramente un brutto momento. Ogni cosa che si fa è il fine, non lo strumento. Non bisogna ricercare la visibilità perché non basta quella. Bisogna mettersi nella posizione di scegliere e mantenere la lucidità”.

Tu hai iniziato anni fa come ballerina, com’è avvenuto il passaggio alla recitazione?

“Frequentavo una scuola di danza, poi fui presa alla Scala ma la mia famiglia che non vedeva la vita da ‘artista’ come qualcosa di concreto , voleva che io studiassi. A 18 anni andai a Londra  per amore. Il mio fidanzato seguiva una scuola di recitazione ed io per stargli vicino feci lo stesso, mi coinvolse completamente! Tornata in italia, un po’ per gioco, un po’ per sfida tentai un provino al Piccolo dove c’era Strehler, e mi presero. Iniziai con molta inconsapevolezza, ero molto inquieta in quel periodo e facevo un po’ di tutto. Con il passare del tempo mi appassionai sempre più alla recitazione fino a farla diventare la mia vita”.

Hai lavorato con molti nomi illustri, che rapporti c’erano sul set e fuori?

“Fuori dal set tendenzialmente pochi. Con la Roberts per esempio c’è stato subito feeling, è stata adorabile. Nonostante la sua fama sia diversa devo dire che con me c’era molta sintonia. Siamo entrambe amanti dei cani e questo punto in comune ci ha aiutato molto. Questi grandi nomi sono persone che vanno molto d’istinto. Devo dire che l’atteggiamento più di tono l’ho trovato altre volte, ma con lei proprio no. Non ha bisogno di mettersi in vetrina, a differenza di altri”.

C’è un ruolo al quale sei affezionata particolarmente?

“Sicuramente due. Il primo è quello di Petrovska, con Negrin e Zingaretti, è stato il mio approccio fuori dal teatro. Il raccontare una storia vera sulla Seconda Guerra Mondiale, con i costumi, l’ho vissuta come una missione, sentivo una grande responsabilità. La seconda è ‘Psicosi delle 4:48’, un ruolo che mi resterà sempre nel cuore. Lo spettacolo è una celebrazione della vita, sentivo anche qua la responsabilità di esprimere le sue parole nel modo più consono”.

Nel privato come sei?

“Sono un po’ orso. Vivo tranquilla con il mio fidanzato ed i miei animali,amo i cani, sono la mia debolezza. Non ho un carattere facile, ma chi non lo ha? Tendo a cercare sempre la possibilità di scegliere, non solo sul lavoro ma in tutte le cose. Sono emotiva e come tutti ho le mie fragilità”.

Hai un sogno nel cassetto?

“Continuare a fare le cose che mi piacciono, averne la possibilità intesa come salute e forza di poter stare bene e rendermi sempre conto di quanto sono fortunata”.

 

 


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