11/29/2021
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Emanuela Aureli: Mille donne in una sola!

di Rosa Gargiulo –

Ci sono donne, artiste, che ti travolgono con la loro energia, con l’entusiasmo e la passione per tutto quello che fanno. Donne il cui respiro è fatto anche di valori fondamentali, come la famiglia, che non le abbandonano mai. Emanuela è una di queste.

Il suo sorriso, la forza che emana, la dinamicità artistica, l’impegno quotidiano di tenere insieme lavoro e famiglia, showbiz e affetti, la rendono una donna di spettacolo davvero unica e… inimitabile!
Tante le voci che animano Emanuela Aureli, ed è proprio il caso di dirlo: imitatrice, esordisce con Corrado, e da quel momento non si ferma più. Attrice, voce radiofonica, diventa poi vocal coach del programma di Rai Uno – “Tale e Quale Show”. E quest’anno gli impegni televisivi raddoppiano, con il suo ingresso a “I fatti vostri”.
Emanuela, come riesci a conciliare i tuoi impegni con la famiglia?
“Bella domanda. Non lo so! È davvero difficilissimo, a volte mi sento un super eroe. Ci vorrebbero le ragnatele di Spiderman per arrivare ovunque e tenere tutto insieme. Oppure andare a Lourdes e chiedere un miracolo. Per fortuna c’è mio marito che non mi fa mancare mai il suo sostegno. Mi aiuta soprattutto con nostro figlio, Giulio, che adesso ha cominciato la prima elementare”.
Il tempo per stare con tuo figlio è poco, immagino. Cosa gli racconti? Come gli spieghi che non puoi stare di più, con lui?
“Lo vedo al mattino, prima di uscire. Di solito vado via prima di lui. E poi la sera, quando va a letto. A volte, rientro che già dorme. Ma quando stiamo insieme, gli racconto la favola mia… sai, come la straordinaria canzone di Renato Zero. Gli racconto la mia, di favola, di questo lavoro che mi piace tanto, delle cose che faccio. Cerco di condensare in quei momenti tutto l’amore per lui. Certo, è pesante per me. Quest’anno Giulio va in prima elementare, e fa i conti con la mia assenza. Ma ha un papà molto presente e attento”.
A proposito di maestri e di scuole, chi sono i tuoi punti di riferimento nel tuo lavoro?
“Sicuramente il grande e indimenticabile Gigi Sabani, che è stato davvero un grande maestro per me. E poi Alighiero Noschese, Loretta Goggi. Ci sono anche altri personaggi che mi hanno insegnato a vivere il mio lavoro a trecentosessanta gradi: Maurizio Costanzo, Fabrizio Frizzi, Lorena Bianchetti, Carlo Conti. Un posto particolare lo riservo a Michele Guardì, grande professionista, persona di spessore, che mi sta dando tanto anche dal punto di vista umano”.
Hai citato Loretta Goggi, che è stata la prima donna imitatrice. Qual è il rapporto delle donne con questo settore del mondo dello spettacolo? Qual è la tua visione?
“Io credo che sia necessario dare sempre maggiore spazio alle donne, e anche alle donne imitatrici. Abbiamo bisogno di un rinnovamento artistico e culturale, e di dare nuove opportunità alle giovani generazioni. Un lavoro come il mio può dare alle donne la possibilità di esprimersi e di far venire alla luce quello che hanno dentro. Bisogna impegnarsi per cercare nuove voci femminili. Il mondo dello spettacolo si arricchirebbe, e poi porteremmo avanti la parità di genere, che anche nel nostro ambiente va rispettata e tutelata”.
Nella tua carriera ci sono stati tanti momenti importanti, e oggi vivi un periodo di grande soddisfazione, con il doppio impegno televisivo. C’è un’esperienza particolarmente significativa?
“Un po’ tutte, devo dire. Ognuna ha il suo sapore particolare. In realtà, ogni volta che affronto un nuovo progetto, mi rimetto in gioco, ricomincio daccapo. Penso sempre che, una volta finito, non ce ne sarà un altro migliore, e invece non è così. Ogni volta si va più su, più lontano. È questo il bello del mio mestiere: rinnovarsi sempre”.
Artista, moglie, mamma. Emanuela ha tanti volti, tante voci. C’è un prezzo da pagare?
“L’unico prezzo che pago è la corsa contro il tempo. Devo impegnarmi ogni giorno a far funzionare tutto. Ma per fortuna ho una famiglia solida, che mi sta accanto. Voglio ringraziare mio marito in particolare, e dire che per fortuna ci sono uomini come lui, che credono nella collaborazione e nella condivisione di un progetto. È questo il valore del matrimonio: camminare a testa alta nella stessa direzione”.
Questa tua testimonianza è molto importante, in un periodo in cui purtroppo quotidianamente veniamo a conoscenza di violenze e sopraffazioni contro le donne.
“Sì, è una cosa terribile. Invece, io credo che gli uomini debbano imparare il valore della condivisione, della collaborazione. Se c’è amore e rispetto, tutto diventa facile. Mio marito sta al mio fianco ogni giorno, si occupa di Giulio, sopperisce alla mia assenza. Credo che la forza della coppia sia questa. Collaborare, condividere. Io devo ringraziarlo tanto, perché è anche grazie a lui che posso fare il mio lavoro”.
Dopo aver fatto così tante cose, hai ancora un sogno nel cassetto?
“Rispondo con una frase bellissima di Enrico Vaime: i sogni nel cassetto se li mangiano le tarme! Ho fatto e sto facendo tutto quello che desideravo, non potrei chiedere di più. Sono grata per tutto quello che mi è successo. Niente viene da niente, bisogna essere capaci di affrontare sacrifici, pur di realizzare i propri sogni. Io non chiedo tanto, ho già tutto: salute, famiglia, lavoro, soddisfazioni. Sono felice così!”.

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