Erica Mou: Talento, passione e libertà


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Conosciamo questa giovane e brava cantautrice italiana, capace di tirare fuori testi intrisi di poesia e ricchi di significato. La sua è una musica non banale e fatta con tanto cuore

di Paolo Paolacci

Una straordinaria giovinezza portata con semplicità e talento, determinazione e costanza. “Contro le onde” è il suo nuovo album con dentro tutto il suo mondo e il suo cuore di ventitreenne.
Ciao Erica parliamo del tuo ultimo lavoro ,”Contro le onde”, che ha un incipit stupendo: “Al mare e al coraggio di attraversarlo, come Ulisse o  Cristoforo Colombo”. Come è nato questo disco e con quale convinzione?
“Tutto ‘Contro le Onde’ è un grande omaggio al mare e al viaggio, fisico e mentale. Nasce da un pensiero che credo appartenga ad ognuno di noi, ovvero ‘come si fa ad essere presenti nella propria vita, a essere meno condizionati dagli eventi? Come si fa ad andare contro le onde?’. Non possiedo una risposta, ma queste canzoni possono essere in un certo senso una guida, o per lo meno delle compagne di viaggio”.
L’ album si apre con “Mettiti la maschera”, bella e coinvolgente anche nel video. Come ti è uscita l’idea?
“Questo brano nasce da una specie di jingle che avevo inventato su due piedi quando avevo regalato una maschera da sub a un mio amico. E’ una canzone che parla in maniera molto solare, balneare direi, dell’eterno dilemma che abbiamo noi ragazzi: restare o andare via dal Paese che ci appartiene ma a volte ci tradisce”.
Quanta naturalezza ci vuole a scrivere delle proprie intimità e poi regalarle al pubblico: “Dove cadono i fulmini”? (altra canzone ndr)
“A volte il distacco può essere difficile, ma bisogna lasciar andare ciò che scrivi. E’ magico come qualcosa di così personale possa d’un tratto appartenere a tanti cuori e orecchie diversi”.
“Mai mi abituerò ai piatti di carta, alla sveglia…”, le parole della canzone “Il ritmo”, perché? E’ bellissima.
“Ti ringrazio molto. Il brano racconta di tutte le cose che facciamo abitualmente, che sono costanti nella nostra vita ma non per questo ci appartengono. Appunto, non è il ritmo delle cose che le rende parte di noi”.
“Avrei potuto credere ma non sapevo come fare a farlo senza te” da “Contro le onde”: una ricerca di identità femminile oppure una naturale esigenza poetica?
“Siamo tutti in un certo modo dipendenti da qualcuno, uomini e donne indistintamente. E quando questo qualcuno ci viene a mancare, per una qualunque ragione, ci sentiamo disorientati… ognuno poi ricerca un nuovo equilibrio in modi diversi”.
“Credo che il più grande sbaglio sia di chiudere gli occhi” dalla tua canzone “Il genio”: possiamo dire che sei per la conoscenza, per la chiarezza?
“In un certo senso sì. Ne ‘Il genio’ questa frase ha un significato particolare però, vuole invitare a godersi ogni momento, a sognare con gli occhi aperti e ad abbandonare un po’ la passività dell’attesa”.
“Nel mare c’è la sete, non ti fidare della quantità, se sei stanco ti porto in braccio sui monti di ghiaccio”  da “Monti di ghiaccio” che chiude la raccolta: hai una sintesi incredibile come osservatrice e salvatrice.
“Grazie mille. Questo brano chiude l’album e racconta il mare da un punto di vista diverso da quello delle altre canzoni in esso contenute. Racconta del percorso, tortuoso ma indispensabile, che bisogna affrontare per arrivare alla purezza, all’origine delle cose, alla vita, ai monti di ghiaccio”.
Chi è Erica Mou? Giovanissima, un talento innato e una perseveranza che diventa determinazione. In cosa credi fermamente?
“Credo nella perseveranza, nella coscienza e nell’impossibilità di essere soli”.
Cosa rappresenta per te la musica, fare questo mestiere bellissimo sempre in equilibrio (forse proprio in bilico) tra la propria interiorità e la necessità di comunicare a tutti senza perdersi?
“La libertà”.
Quale caratteristica del tuo carattere ti ha dato consapevolezza e quanta fortuna artistica ci vuole, comunque?
“La fortuna non guasta mai! Anzi, direi che è indispensabile. Ma nel mondo della musica, oltre al talento, credo che la consapevolezza e la determinazione siano fondamentali. Si attraversano fasi diverse, momenti positivi e negativi si alternano con una forza e una rapidità travolgenti, e si deve rimanere saldi. Perciò chi lavora con te ha un ruolo chiave e io ho la fortuna di avere dei collaboratori eccezionali”.
“Futura” di Lucio Dalla che hai cantato nell’ultima manifestazione del  1° Maggio a Roma, ti appartiene? Quali sono i tuoi concerti e programmi futuri: ancora contro le onde o  proverai a volare?
“Amo le canzoni di Lucio Dalla. ‘Futura’ è uno dei brani preferiti dei miei genitori e piace molto anche a me, è stato un onore cantarla accompagnata dall’orchestra rock del Primo Maggio. Le sue canzoni che preferisco forse sono ‘Le rondini’ e ‘La casa in riva al mare’ e sto cominciando ad inserirle anche nei miei spettacoli. Per il momento sono immersa nel mare contro le onde, poi vedremo cosa succederà! Stiamo partendo con il tour e ci sono tanti bei progetti in vista tra cui aver firmato la colonna sonora del nuovo film di Rocco Papaleo, ‘Una piccola impresa meridionale’, che sarà nelle sale da metà ottobre.
Siamo ai saluti: dove e come possiamo seguirti in rete?
“Il mio sito ufficiale è www.ericamou.com, da lì poi è facilissimo raggiungermi sui vari social network che curo personalmente con molta passione. Vi aspetto!”.


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