Ezio Luzzi: “Scusa Ameri, scusa Ciotti…”


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E’ una delle storiche voci di “Tutto il calcio minuto per minuto”. E’ un grande professionista del giornalismo sportivo radiofonico. La sua carriera lo ha visto raccontare i più grandi eventi sportivi degli ultimi 50 anni in ogni angolo del mondo. Oggi, insieme a suo figlio Paolo, dirige Elle Radio e ha messo in piedi una bellissima iniziativa, chiamata High School Radio, un contenitore radiofonico curato dagli studenti dei licei romani

di Claudio Testi

Lo ricordiamo come la storica voce di “Tutto il calcio minuto per minuto” e della testata giornalistica della Rai. La sua inconfondibile voce si inseriva tra Sandro Ciotti ed Enrico Ameri per segnalare un gol a Catania o a Palermo. E’ stato uno dei pionieri del giornalismo radiofonico. Un maestro e un modello da seguire per tanti giovani che hanno intrapreso la strada del radio-telecronista sportivo. Lui è Ezio Luzzi e lo incontriamo all’interno dell’emittente radiofonica Elle Radio, della quale ne è il direttore.
Ezio, quando hai iniziato ad amare la radio?
“Sono nato in Argentina a Santa Fè, ma fin dalla più tenera età ho amato questa scatola magica da cui uscivano voci e musica. Nel 1960, prima di far parte della storica trasmissione sportiva ‘Tutto il calcio minuto per minuto’, ho avuto l’emozione di descrivere nel corso delle Olimpiadi di Roma, l’impresa di Abebe Bikila che vinse la maratona a piedi scalzi, una cosa eccezionale, nessuno aveva mai visto un atleta correre senza scarpe. Da quel momento, nei successivi cinquant’anni, ho seguito tantissime partite di calcio, campionati nazionali, otto campionati europei e altrettanti del mondo, e otto olimpiadi, quindi migliaia e migliaia di radiocronache. Questo lavoro se fatto con passione è come una droga ed è come se il tempo si fermasse. E chi lo fa sia nella testa che professionalmente non invecchia mai; è come se fosse un elisir di lunga vita. Tant’è che attualmente assieme a mio figlio Paolo dirigo questa emittente Elle Radio sugli 88,100 in FM, che ha un grande ascolto e stiamo dando grandi esempi di insegnamento, di informazione a chi lo desidera”.
Ne ricordi in particolare qualcuna?
“Nel corso delle Olimpiadi di Atlanta, nel GR delle ore 7,30 del 27 luglio 1996 fui il primo al mondo a dare la notizia dell’attentato al Parco Olimpico, precedendo addirittura la Cnn come sottolineò l’agenzia Ansa con una nota delle ore 13,39. Ricordo come se fosse  ieri quei momenti. Ero a quattro passi dalla redazione, che era sotto la Metro Goldwyn Mayer, ero appena uscito e prima di arrivare nel parco, sentii questo grande boato, un frastuono con una ventata che ci ha scaraventati per terra, gente che urlava, gridando che era esplosa una bomba. Il mio primo pensiero è stato quello di rialzarmi ma non per vedere cosa mi ero fatto ma per correre verso gli studi per dare la notizia alla radio. Quando hai la passione e l’istinto non temi nulla e non pensi ai pericoli o addirittura alle conseguenze anche estreme di qualche evento, come la morte. Tra l’altro ad Atlanta ero il team leader, guidavo praticamente tutti i radiocronisti e i tecnici per conto della Rai. Quella di Atlanta è stata l’ultima delle otto Olimpiadi a cui ho partecipato durante la mia carriera ricca di soddisfazioni”.
Cosa vorresti dire alle nuove leve del giornalismo radiofonico?
“Tra i vari progetti e programmi radiofonici che sto portando avanti, c’è High School Radio, il primo campionato radiofonico della comunicazione riservato ai licei della capitale e non solo. Mi fa piacere sottolineare ai giovani emergenti che vengono qui con la passione per il giornalismo, che bisogna puntare sempre sulla passione; se questo mestiere te lo senti dentro, devi crederci fino in fondo studiando e crescendo con coraggio e serietà”.
Tra i tanti aneddoti e le persone con cui li hai condivisi nelle tua vita di radiocronista, chi e cosa ti fa piacere ricordare?
“Tra i tanti colleghi, ricordo con immenso piacere Enrico Ameri e Sandro Ciotti, con i quali abbiamo fatto un trio eccezionale,  specialmente quando giocava la Nazionale; ad Ameri era affidata la radiocronaca, a Ciotti la tribuna stampa, a me i collegamenti dal campo e dagli spogliatoi. Mi fa molto piacere ricordare tutti i grandi ragazzi che ho lanciato in Rai e che ricordo con soddisfazione.
E poi ci sono stati degli scoop. Uno dei tanti che mi è rimasto impresso, è quando l’allenatore Orrico, della Lucchese, diventò allenatore dell’Inter, e detti la notizia in diretta; nessuno ci voleva credere. Pensa che Prisco, che era il vicepresidente dell’Inter, una volta che lo incontrai mi confessò che la notizia l’apprese proprio da me, in quanto il presidente Pellegrini non lo disse a nessuno e fece tutto di testa sua”.
Cosa ricordi di Diego Armando Maradona?
“Pensa che di Maradona, sono stato il primo a dare la notizia che sarebbe venuto al Napoli; stava facendo un torneo del bicentenario di New York con il Barcellona e mi disse che sarebbe venuto in Italia a giocare nella squadra partenopea”.
Secondo te qual è l’allenatore della Nazionale italiana di calcio che ha avuto più carisma e con cui tu hai avuto un ottimo rapporto?
“Con Enzo Bearzot in modo particolare, anche se, secondo me, la Nazionale di Azeglio Vicini ha giocato il miglior calcio anche se non ha avuto fortuna. Se pensiamo che nei Mondiali del ’90, disputati in Italia, siamo arrivati terzi subendo soltanto un goal e senza sconfitte. Quella Nazionale stupenda, dove c’erano tanti campioni provenienti dall’Under 21, sicuramente meritava di più”.
Parliamo di Elle Radio, una radio in continua crescita e con belle iniziative…
“Vero, belle iniziative come High School Radio, che è il campionato degli istituti superiori in particolare quelli classici e scientifici di Roma suddivisi in squadre. Ogni settimana, il sabato e la domenica questi ragazzi fanno una vera e propria trasmissione radiofonica che dura un’ora, con musica, sport, notizie, avvenimenti, problemi della scuola e tanto altro ancora. E’ una sorta di cordone ombelicale che unisce i giovani, fatto direttamente da loro”.


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