Federica Vincenti


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Una vita e tre ruoli

Alla scoperta di un’attrice unica nel suo genere. Federica Vincenti è in onda nella serie tv “Nero Wolfe” e sta girando un altro film. E’ un personaggio impegnato su più fronti, compreso quello di mamma, e non ultimo nella produzione cinematografica, grazie ad un’idea del suo compagno Michele Placido. 

di Silvia Giansanti

Se volete farvela amica, non identificatela come la compagna di Michele Placido, perché a Federica non interessa “reclamizzare” questo suo legame sentimentale e farsi vedere pubblicamente con lui. Anzi, preferisce perfino lavorare da sola. Federica Vincenti, salentina doc, da quando ha lasciato il suo paesino ha una vita che è diventata piena. Una vita che lei stessa definisce “multitasking” tra il ruolo di attrice, quello di produttrice e quello di mamma. Un’altra cosa per lei importante è affermare il fatto che svolge semplicemente il suo lavoro, piuttosto che riempirsi la bocca con il termine di attrice, visto che oggi in tante, anche le poco capaci o le sconosciute, si definiscono tali. E’ una donna molto preparata nel suo lavoro, precisa, organizzata e soprattutto quadrata, caratteristiche innate, ma che si porta dietro anche da studi prettamente tecnici.

Federica, quand’è che hai iniziato?

“Ho fatto l’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e da lì è partito il mio percorso artistico. Dopo gli studi, ho iniziato a fare i primi spettacoli teatrali e quello con cui ho debuttato è stato ‘Il Romanzo di Ferrara’. Ho sempre stabilito un rapporto preciso con il teatro e avendo studiato anche canto, ho pensato di unire gli spettacoli alla prosa e alla musica. Sono emersa esattamente intorno al 2008, dopo la mia gravidanza”.

Dove vi siete incontrati per la prima volta, tu e Michele?

“Michele faceva uno spettacolo estivo vicino al mio Paese natale, e quell’anno lo andai a vedere. Dopo mi sono ritrovata a cena con lui e con il sindaco. Ho notato che era un ‘provolone’ e all’inizio non avrei mai immaginato che potessimo avere una storia, anche perché avevo solo diciotto anni mentre lui era più grande. Oggi devo dire che a ventotto anni, vivo la storia più tranquillamente perché sono passati ormai dieci anni e sono più adulta”.

Per quale tua caratteristica si è innamorato Michele?

“Forse per il fatto che a diciotto anni avevo già una grande maturità. Mettiamoci anche il fatto che ero un’appassionata di poesia e a lui piaceva da morire sentirmi leggere le poesie, una cosa insolita per una ragazza così giovane”.

A cosa era dovuta questa tua maturità precoce?

“Probabilmente perché nei paesini come quello dove sono nata, si respira molta cultura nelle cose. C’è un modo di vivere talmente riflessivo rispetto alle città, che porta ad una rapida formazione di alcuni lati del carattere. Da adolescente ho sempre rifiutato il fumo perché lo ritenevo nocivo già all’epoca e non ho mai sentito il bisogno di recarmi in discoteca”.

Ti manca il tuo paesino?

“Mi manca solo per gli affetti e per la vita tranquilla che svolgevo. Ci torno spesso, specie d’estate”.

Tornando alla tua carriera, era davvero questo ciò che volevi fare nella vita?

“Assolutamente. Considera che ho studiato ragioneria solo per volontà di mio padre, il quale mi vedeva una futura commercialista. Però, mi rendevo conto che ero molto portata per la lingua italiana, scrivevo in un modo molto particolare ed avevo una memoria molto forte. Mi ricordavo tutto proprio come un testo teatrale, destando stupore tra i professori”.

Quando capita, ti piace l’idea di lavorare con Michele?

“No, preferisco che ognuno lavori per conto suo. Finiremmo per litigare, come la Guerritore con Lavia quando lavoravano a teatro. Per carità insieme nascono sempre belle cose, ma quando posso evitare lo faccio anche perché stare dietro a lui risulta molto faticoso”.

Hai girato la serie tv “Nero Wolfe”, in onda in questo periodo. Hai avuto modo di vedere tutte le serie tv del passato?

“Onestamente non ho avuto modo e comunque ho un mio percorso. Se devo fare uno spettacolo teatrale, tendo a guardare per seguire una certa linea di un personaggio che cambia, visto che i personaggi teatrali sono più ricchi di sfumature. Invece dei personaggi tv, preferisco non cogliere quelle poche sfumature che hanno perché ho paura di farne una copia, specie quando si presentano personaggi che non sono particolarmente difficili. In questo caso preferisco fare da me, non approfondisco per guardare il lavoro degli altri, è una personale libera scelta”.

Ci puoi parlare del tuo ruolo?

“Si tratta di Elena Frost, una modella diciannovenne che si ritrova coinvolta in una serie di omicidi e in storie che s’intrecciano. Colgo l’occasione per ringraziare e salutare Francesco Pannofino che è stato un compagno di lavoro delizioso e il regista Riccardo Donna, un uomo ironico. Crediamo di aver fatto un buon prodotto molto ben curato in ogni dettaglio”.

Sei anche una produttrice. Com’è nata quest’idea?

“L’idea è nata sei anni fa, in quanto Michele ama dare spazio ai giovani nell’ambito cinematografico e allora mi ha proposto di produrre un film. Posso assicurare che è un’esperienza per nulla facile, per via di una serie di situazioni che si devono intrecciare. La produzione è molto complessa, è la scelta di tutto quello che c’è dietro, assemblare molti elementi cercando di farli combaciare alla perfezione. Non è una cosa semplice. Occorre essere presenti sul posto e guardare attentamente, specie nel campo cinematografico. Inoltre, non dimentichiamoci che siamo in Italia e in questo Paese a differenza di quelli esteri, s’incontrano più complicazioni. Inoltre una cosa importante è che non bisogna mai partire col presupposto di fare i soldi; il cinema autoriale è un grande punto interrogativo. Esistono dei produttori che hanno la voglia di investire sui giovani, senza avere un riscontro economico, ma solo per il gusto di mettere in piedi una sceneggiatura e farla vivere attraverso un film”.

Sei un personaggio preparato, in grado di interpretare più ruoli. Ecco, come ti trovi in quello di mamma?

“Sono uguale a come sono in ufficio di produzione e sul set, ovvero fiscale e precisa. Mentre Michele tende a concedere a nostro figlio quei famosi dieci minuti in più, io concedo poco. Ho però dei giorni in cui magari gli faccio fare qualche piccolo strappo alla regola, come ad esempio mangiare una volta sola a settimana hamburger e patatine. Sono una madre molto attenta, soprattutto da un anno circa, da quando ho terminato una lunga tournée”.

Da dove prendi tutte queste energie? Qual è il segreto?

“Dormire poco, perché se dormi troppo non hai il tempo di fare tante cose. Del resto noi donne siamo piene di energia e Michele afferma sempre che siamo un passo davanti all’uomo per capacità manageriali e di gestione. Anzi, vorrebbe che il prossimo premier fosse donna per risolvere i problemi di questo Paese”.

Chi ammiri di più del cinema?

“Guarda, non voglio dire personaggi come Meryl Streep, perché la loro bravura è assodata. Vorrei restare in Italia, citando Kim Rossi Stuart, Massimo Ranieri, Mariangela Melato e Margherita Buy. Anzi, alle ultime due attrici così diverse tra loro, farei presentare perfino il prossimo Festival di Sanremo, in modo da risparmiarci la bella visione di statuine che non sanno fare nulla di artistico”.

CHI E’FEDERICA VINCENTI

Federica Vincenti è nata a Parabita (Lecce) l’8 novembre del 1983 sotto il segno dello Scorpione. Federica si definisce determinata, romantica e dolcemente arrogante. Nel passato ha giocato a pallavolo a buoni livelli e oggi come “hobby” ha quello di fare la mamma. Simpatizza per la Juve e il suo piatto preferito è la carbonara. Vive a Roma con il suo compagno Michele Placido e con il loro bimbo Gabriele. La città dove le piacerebbe trasferirsi è Trieste. Al momento non possiede animali domestici per paura di soffrire un domani. Il suo anno fortunato è stato il 2006 quando è venuto al mondo suo figlio. Federica Vincenti si è diplomata all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico a Roma. Nel 2005 ha iniziato a partecipare a numerose produzioni teatrali tra cui spiccavano tra gli altri: “I Tre Moschettieri”, “Crimini e Misfatti”, “Satyricon”, “Il romanzo di Ferrara”, “Il mercante di Venezia in prova”, “Troilo e Cressida” e “Italia mia”. Per il cinema segnaliamo “Vallanzasca – Gli angeli del male” e per la tv “Il Pirata, l’orgoglio ritrovato” e “Nero Wolfe”.

 

 


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