Federico Le Pera: Figli d’arte non si nasce, lo si diventa!


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di Mara Fux

Viene da una famiglia molto conosciuta nel mondo teatrale. Si sta affermando come un bravo e preparato attore a 360 gradi. Anche nella vita affettiva, visto che è fidanzato con un’altrettanto bravissima attrice, che, guarda caso, questo mese è la cover di GP Magazine.

Domanda scontata: porti uno dei cognomi più rappresentativi del mondo dello spettacolo e sei cresciuto tra l’andirivieni dei più grandi artisti del nostro panorama cinematografico e teatrale. Era scontato che facessi l’attore? 

“No, non era scontato che facessi l’attore ed è vero che porto un cognome molto importante di cui, sottolineo, vado orgoglioso. Nessuno dei miei mi ha mai imposto di far parte del mondo dello spettacolo o praticarlo. I miei genitori mi hanno trasmesso questa grande passione: mia madre, coreografa e ballerina, e mio padre con mio nonno, entrambi fotografi di scena, mi hanno dato immensi spunti per diventare ciò che sono”.

“Full Monty”, nella versione teatrale diretta da Gigi Proietti è stato lo spettacolo in cui hai esordito a soli 11 anni: ricordi l’emozione del sipario che si apriva? 

“Come potrei scordarmi quel momento: è stato uno dei più belli della mia vita! Ogni volta che vado in scena, o meglio, poco prima di entrare penso sempre a quel momento… adrenalina pura! Ricordo con chiarezza che dentro di me dicevo ‘chi me lo ha fatto fare, chi melo ha fatto fare’ ed ancora oggi, ogni volta mi ripeto questa frase ma un volta dentro, lì, in scena, sul palco, esplode quella magia unica e indescrivibile. Ad esempio in ‘Full Monty’ sono stato fisicamente spinto in scena da Sebastiano Bianco, lo ringrazierò per sempre. ‘Full Monty’, ad oggi, è stata l’esperienza più bella della mia vita”.

Hai sempre accettato copioni che ti piacevano? 

“No non sempre, purtroppo. Nella carriera di un attore bisogna fare tutto e di tutto, soprattutto all’inizio. Bisogna fare esperienza e variegata. Ed anche le volte in cui il ruolo o il testo non ti va a genio, assunto l’impegno, tocca agire decisi e senza remore”.

Un ruolo che hai particolarmente amato? 

Il Tebaldo nel ‘Romeo e Giulietta’ riadattato e diretto da Gianni Clementi è probabilmente quello che ho amato di più tra tutti”.

Un ruolo che ti piacerebbe interpretare? 

“Un super eroe dalla Marvel!”.

Un regista con cui ti piacerebbe poter lavorare? 

“Sicuramente Quentin Tarantino… ma anche Virzì, Lavia e Sorrentino”.

Di recente hai interpretato lo spettacolo di Gianni Clementi “Romeo l’ultrà e Giulietta l’irriducibile” dove eri Er Cobra, un facinoroso laziale. Da tifoso romanista come ti sei sentito? 

“Posso dire di essermela cavata bene, avevo un amuleto in tasca a forma di lupetto della Roma per contrastare il fatto di indossare i panni di un laziale. Ma in fin dei conti il cuore giallo e rosso batte sempre e quindi ci dimentica che si sta interpretando il laziale. Forza Roma sempre”.

Non ti esimi dall’interpretare spettacoli avanguardisti come per esempio “Incendies” diretto da Max Vado: pensi che il teatro italiano sia più avanti o più indietro rispetto al panorama internazionale? 

“Credo che il Teatro Italiano sia al passo con il panorama internazionale, dobbiamo solo ritrovare il coraggio che avevamo fino a qualche anno fa. L’Italia sa fare teatro e probabilmente siamo i migliori su tutti quando lo facciamo veramente, ma in questo periodo storico, anche a causa di una politica malata, stiamo subendo la crisi prima di tutto culturale. Ma ci tengo a dire: Non molliamo! Facciamo Teatro! Venite a teatro!”.

Nella vita sei fidanzato con un’attrice: quanto influisce il suo parere sulla scelta di un copione? 

“Sono felicissimo di essere fidanzato con un’attrice, ma perché l’attrice in questione è Giulia Fiume. Mi spiego: inizialmente ero dubbioso. Poi la svolta. Siamo un riferimento immenso l’un per l’altra. Ci stimiamo come persone e ancor di più lavorativamente. E, oltre tutto, il caso ha voluto ci trovassimo a lavorare ripetutamente insieme, per cui siamo saldi (e non senza confronti, anche accesi!). Comunicazione prima di tutto. Il suo parere influisce moltissimo, perché mi fido di lei e del suo talento, mi conosce molto bene come attore e sa quando un copione può valorizzarmi o quando invece può danneggiarmi”.

Prossimi progetti? 

“Debutterò con ‘Generazione XX’, testo inedito di Anton Giulio Calenda, per la regia di Alessandro Di Murro, nei panni di Giacomo, un giovanissimo scrittore in crisi ed a cui di lì a poco nascerà una bambina. Quanto al resto sarete costretti a venire. Per quanto riguarda cinema e televisione per scaramanzia non dico niente per il momento”.


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