Federico Moccia: “Mi piace pensare che l’amore sia una magia, qualcosa di incalcolabile”


    El escritor Federico Moccia en Roma.

Ha segnato un’intera generazione raccontando i giovani, le loro emozioni e le loro prime delusioni.  E ora è tornato nelle librerie con il suo nuovo romanzo “La ragazza di Roma Nord“. Una storia d’amore il cui il destino bussa alle porte di due sconosciuti facendoli incontrare su un treno. Stiamo parlando dello scrittore Federico Moccia che a distanza di sedici anni dal successo del film “Tre metri sopra il cielo” ha deciso di lanciare un nuovo esperimento narrativo arricchendo il suo ultimo romanzo con poesie e racconti di giovani aspiranti scrittori.

di Giulia Bertollini

In questa intervista, Federico ci ha rivelato che sta scrivendo la sceneggiatura di un film “Innamorarsi in chat” in cui affronta la tematica dell’amore ai tempi di Tinder e delle app di incontri. E a proposito della nuova coppia formata da Riccardo Scamarcio e Kate Louise Saunders di cui sono circolate in queste settimane delle foto che li ritraggono in atteggiamenti complici Federico ci ha confessato di fare il tifo per loro tanto che quando lo definiamo “Cupido” lui la prende a ridere. Una chiacchierata che è stata l’occasione per parlare anche di televisione e di reality rispetto ai quali lo scrittore ha ammesso di aver ricevuto delle proposte ma di aver rifiutato per il suo carattere riservato e amante del privato.

Federico, in questi giorni stiamo vivendo l’emergenza Coronavirus. E sui social impazzano divertenti immagini create ad hoc in cui sono state modificate alcune famose frasi tratte dai suoi libri. Che effetto le ha fatto? Come sono cambiati i rapporti tra i giovani in tempo di Coronavirus? 

“Credo che inevitabilmente l’italiano di qualunque età abbia come base l’ironia e l’umorismo. Chi ha queste doti affronta la vita in modo migliore. Su ‘Tre metri sopra il cielo’ mi sono arrivate migliaia di immagini sui social come lo slogan ‘Io e te ad un metro di distanza’. Penso che i giovanissimi nella loro sensazione di onnipotenza dettata dal loro entusiasmo nel vivere non avvertano quelle paure tipiche di chi vede invece la fragilità e la precarietà della vita come le persone più anziane che hanno il timore di poter perdere tutto ciò che hanno costruito. I giovani non li vedo mutati rispetto ai loro appuntamenti che avvengono il più delle volte in dei bar in cui ordinano qualcosa da bere. La loro vita non è condizionata da questa paura”.

Il suo ultimo romanzo “La ragazza di Roma Nord” è frutto di un lavoro corale e i un esperimento di successo. Leggendo i vari contributi che le sono pervenuti cosa ha scoperto dei giovani? Emerge un sentimento comune?

“Sono felice che questo libro come gli altri venga divorato nel giro di due/tre giorni al massimo. A volte ricevo messaggi anche alle 4 di notte. All’interno del libro ognuno trova il suo messaggio e qualcosa che lo riguardi. Credo che la forza di un libro risieda nella capacità di entrare in sintonia con ciascuno dei lettori che potrà identificarsi o meno in una situazione che gli è capitata”.

Nella vita alcuni treni si chiamano coincidenze perché riuscire a prenderli è una vera coincidenza. Secondo lei l’amore è questione di destino? Qual è stato l’incontro che le ha cambiato la vita? 

“Nell’amore il destino conta molto. Mi piace pensare che l’amore sia una magia, qualcosa di incalcolabile, una congiunzione astrale che improvvisamente sfiora e unisce le persone più diverse nei momenti più diversi. Nel mio ultimo romanzo ho voluto raccontare un incontro fugace che dura l’arco di una fermata. Durante questo breve viaggio, attraverso le parole e gli sguardi, due persone si innamorano di ciò che l’altro rappresenta e di quello che hanno intravisto. La nostra proiezione nella persona che amiamo o crediamo di amare è dettata da ciò che in lei o in lui vogliamo trovare. La mia vita è stata una somma di incontri che in qualche modo mi hanno cambiato. Ogni incontro ti sposta in un gradino diverso. Uno dei primi incontri importanti della mia vita è stato un mio insegnante perché ha cambiato il mio modo di ragionare e di vedere le cose. Un altro incontro è stato quello con il libro ‘Martin Eden’ di Jack London. Mi ha ispirato e mi è piaciuta l’idea del marinaio che inizia a scrivere per amore diventando un uomo di successo. Mi ha cambiato mia moglie perché mi ha dato due figli che mi hanno fatto conoscere un’altra realtà. Quando si diventa padre si vede la vita da un altro punto di vista e finalmente si riescono a perdere determinati pragmatismi e materialismi. Attraverso i figli ci si riesce ad elevare diventando un uomo migliore. Mio padre invece mi ha cambiato rispetto a quello che era il mio carattere. Credo però che siamo noi a cambiare se decidiamo di farlo. Ogni persona è un pretesto per poter cambiare se però hai voglia di cambiare”.

In questi anni ha sempre cercato di valorizzare e dare spazio ai giovani talenti, sia a livello editoriale come nel caso del suo ultimo romanzo che a livello cinematografico. C’è mai stato qualcuno che ha peccato di ingratitudine voltandole le spalle? C’è qualcosa che più l’ha ferita? 

“La vita è piena di delusioni e di amarezze. C’è molta gente irriconoscente. Molte persone devono a me il loro successo. C’è qualcuno che in questi anni l’ha riconosciuto e con il quale ho un ottimo rapporto e poi ci sono altre persone che sono state davvero ingrate tanto che ritengo sia inutile parlarne. Sono persone che è meglio perdere che trovare e che non meritano neanche la considerazione eccessiva che a volte diamo loro. La rabbia e il fastidio che ci procurano deve essere canalizzato in qualcosa di positivo”.

Le hanno mai proposto di partecipare a qualche reality o a qualche programma televisivo? 

“Mi hanno proposto di partecipare a dei reality e ho rifiutato. Credo che è quello che la gente non si aspetta da me e mi sarei trovato fuori luogo. Mi piace il mio privato e non mi va di essere raccontato giorno per giorno in una casa o su un’isola. Mi diverte quello che faccio e penso che la vita sia talmente preziosa da pensare che ogni giorno mi appartenga e che possa riservarmi delle sorprese. Sto cercando di portare avanti un progetto televisivo in cui si possa parlare di sentimenti e spero prima o poi di riuscire a sorprendervi. Mi auguro che possa andare avanti perché ci possono essere degli spunti interessanti”.

Netflix ha deciso di produrre una serie ispirata al libro e al film cult “Tre metri sopra il cielo”. Sta collaborando alla sceneggiatura? Un articolo di qualche tempo evidenziava il ritorno del moccianesimo nella serie Netflix Baby. Cosa vuole replicare? Quali sono le serie che l’hanno maggiormente colpita in questi anni?

“Non ho collaborato alla sceneggiatura. Ho visto però le prime puntate e mi sono piaciute. E’ un bellissimo racconto che rispetta le atmosfere del film. Spero che possa piacere. Trovo che questa definizione del moccianesimo nella serie ‘Baby’ sia corretta. Hanno riprodotto alcune atmosfere presenti in ‘Tre metri sopra il cielo’ tanto che molte persone avevano accusato gli autori di aver copiato. Penso che ci sono stati degli ottimi spunti che hanno facilitato la capacità di racconto e sono felice che la serie abbia avuto successo. Conosco i produttori perché è con loro che ho fatto il film ‘Non c’è campo’. Mi è piaciuta molto la serie spagnola ‘Vis a Vis’. E’ la storia di una donna innamorata che ingenuamente finisce in un carcere femminile in cui si ritroverà a fare i conti con una vita ben diversa. L’ho trovata molto riuscita”.

A proposito di “Tre metri sopra il cielo” qualche settimana fa ha fatto entusiasmare i fan la notizia che Riccardo Scamarcio sia stato paparazzato assieme a Kate Louise Saunders in atteggiamenti complici. Anche lei fai il tifo per questa coppia? 

“Non sapevo nulla e non ho seguito questa vicenda. Che il film dopo 16 anni possa essere galeotto mi fa piacere. D’altronde di Riccardo Scamarcio alcune cose le scopro in ritardo ma poi le vengo a sapere”. (ride)

Oggi i giovani utilizzano non solo i social ma anche le app di incontro. Secondo lei queste tecnologie non deturpano la genuinità del sentimento? Come lo vede l’amore ai tempi di Tinder? 

“Sto scrivendo ora proprio un film su questo tema e si intitolerà ‘Innamorarsi in chat’. Credo che anche questo sia un modo come tanti altri di potersi incontrare e conoscere. L’unico limite è che quando si vive nel virtuale tutto funziona perdendo di vista ciò che potrebbe avvenire nel reale. E’ la realtà che determina un po’ tutto. Capita di incontrare persone che manifestano interesse a divertirsi senza aver voglia di costruire qualcosa ma questo succede anche nella vita di tutti i giorni”.

In una recente intervista ha parlato anche del movimento delle sardine. In molti si sono scagliati contro la loro partecipazione al programma “Amici” di Maria De Filippi. Come valuta questa scelta?

“Sono dell’idea che ogni forma di comunicazione possa essere utile e non vado ad essere condizionato da una rete meno importante rispetto alle altre. L’importante è la coerenza con ciò che si porta avanti. Questa sarebbe una delusione più grande per chi ha investito e creduto in loro”.

E’ di fronte ad un telefono e può chiamare uno scrittore, vivo o morto, per una chiacchierata amichevole. Chi e perché?

“Chiamerei Jack London. E’ stato per me fondamentale perché mi ha accompagnato nel periodo della mia formazione. Mi è piaciuto molto ‘Il richiamo della foresta’ e ‘Martin Eden’ è stato un esempio di come e perché si scrive. Nella sua vita Jack si è sempre saputo reinventare. Pensa che ha fatto il coltivatore e il cercatore d’oro. Era un uomo che aveva sofferto perché era stato abbandonato dal padre”.

Quale sarà il suo prossimo obiettivo?

“In questo periodo di fermo invito tutti a fare delle riflessioni. A me piace molto osservare per poter carpire ciò che merita di essere raccontato. Sto pensando a quale potrà essere il tema del mio prossimo romanzo. Passeggio con le mani in tasca pensando a questo”.


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