Federico Saliola: Una giornata speciale


    una giornata speciale

E’ con Federico Saliola che continuiamo la nostra avventura: la ventunesima. Noi di GP Magazine insieme ad Adriana Soares, fotografa di moda, abbiamo ideato un fashion contest volto a tutti, ragazzi e ragazze, uomini e donne, della porta accanto. Un modo speciale di realizzare il sogno di molti che desiderano passare una giornata speciale, dove ci si immerge in un contesto diverso, quello di uno shooting fotografico, partendo dal make up per arrivare agli scatti veri e propri.

 

di Adriana Soares

 

Federico Saliola, un creativo, autore, attore e conduttore radiofonico e televisivo esordiente.

Da sempre fortemente appassionato di questo settore, studia prima la parte tecnica per poi passare a quella artistica, iniziando ad interpretare piccole parti in cinema e televisione, ideando nuovi soggetti e affiancando professionisti del settore. Inventa nuovi format, personaggi televisivi, sketch radiofonici e canzoni. Nel 2013 inizia a far prendere forma ad una sua idea tenuta da molto tempo nel cassetto: “Romanzo Demenziale – Matti da Legare”, una web serie comica a puntate, disponibile dal 19 dicembre 2014 su YouTube.

Qual è il posto in cui ti vengono più idee?

“Secondo me non c’è un posto specifico per far venire idee. L’idea buona viene all’improvviso, per caso, quando meno te l’aspetti. Un’idea buona potrebbe nascere spiando situazioni, novità, cercando di capire comportamenti o particolarità di persone o cose. Dipende da cosa vuoi creare e se veramente vuoi farlo; addirittura un’idea potrebbe arrivare mentre dormi, la sogni ma rischi di non ricordartela al risveglio per appuntarla. Ma anche io ho i miei luoghi di ispirazione, forse sono un po’ banali e scontati, ma sono il mare (che vivo moltissimo anche d’inverno poiché lo trovo vicino casa) e la mia cameretta. Quasi come un adolescente, mi ritiro qui quando ho bisogno di staccare un po’ la spina e provare a stuzzicare la mia fantasia. Qui ho sviluppato tutte le mie idee più grandi: format e personaggi televisivi e radiofonici, melodie, canzoni con testo modificato, candid camera, un duo comico che tra poco proporrò a Colorado e ‘Romanzo Demenziale – Matti da Legare’, questa web serie comica semi-professionale realizzata con amici attori esordienti.

“Una Giornata Speciale”… la rifaresti?

“Non solo la rifarei, ma l’ho anche consigliata ad amici e cugini! E’ stato molto interessante ed anche un po’ affascinante essere il protagonista di questa giornata speciale con Adriana Soares, non solo una fotografa ma una vera artista. Non lo dico per pubblicità scontate o nascoste, lo dico perché lo dimostrano i suoi quadri e le sue mostre. Per lavoro, ma anche per piacere e ricordo personale, avevo bisogno di fotografie professionali per il cinema e la televisione e, perso in una jungla di fotografi a parer loro tutti super bravissimi, ho scelto chi mi ha saputo metter a mio agio, chi mi ha saputo consigliare posizioni, vestiti e sguardi migliori. Ed ho centrato il mio obiettivo. Avendo studiato anche io fotografia (ma alle scuole superiori) ero stufo di avere foto mie non buone scattate da altri e scattare io ottime foto agli altri. Il servizio fotografico, che aiuta anche a ‘scioglierti’ e metterti a tuo agio davanti un obiettivo, ti fa capire anche quanto lavoro c’è dietro ad una fotografia, ma che, a volte, ne vale la pena (e sicuramente questa è una di quelle)”.

Progetti per il futuro 2015 è arrivato cosa ti aspetti da quest’anno?

“Mi aspetto, anzi spero, naturalmente non per piacere personale ma perché penso che ce ne sia bisogno per tutti, che migliori qualcosa a livello “umano” e sociale; spero che la mia generazione sia più rispettosa e rispettata, spero che – anche se di un piccolissimo passo – migliori il mondo del lavoro, della sanità, della giustizia e dell’istruzione del Paese. Mi sembra di vivere un periodo in cui si è persa una “retta via”, dove non c’è sicurezza, tranquillità, affetto e futuro. Mi è dispiaciuto molto vivere l’età più bella della mia vita in un momento di tale caos; io sono nato nel 1989 ma penso che tutte le persone nate dal 1980 in poi siano state abbastanza sfortunate per molti versi ma soprattutto per il lavoro. Non mi piango addosso, comunque sono felice per quello che ho, ma spero che si aggiusti qualcosa. Non per parlare con proverbi, detti o frasi fatte ma mi aspetto proprio una vita nuova in un anno nuovo”.

Se tornassi indietro rifaresti le stesse scelte lavorative?

“Assolutamente sì! Nella mia vita raramente mi sono pentito di scelte fatte. Però forse le farei un po’ prima. Al termine dei miei studi ho vissuto un periodo forse troppo lungo senza lavoro e questo ha posticipato tutta la mia vita; poi però riuscì ad iniziare una mia gavetta, frequentando corsi di recitazione, dizione, conduzione radiofonica, recitando in piccole parti in film e fiction ed affiancando autori e tecnici televisivi e radiofonici. Sembra strano ma a volte essere in ritardo di un anno sulla “tabella di marcia della vita” può portarti conseguenze devastanti. Penso come tutti gli abitanti di questo pianeta, dopo i 18 anni il tempo mi è passato velocemente e se l’avessi saputo o capito prima, ma sarebbe stato impossibile purtroppo, avrei fatto sì le mie stesse scelte lavorative, ma più in fretta”.

Cosa salvi e cosa butti degli anni zero?

“Adriana penso che per ‘anni zero’ tu intenda i primi dieci anni del 2000, dal 2000 al 2009 col 2000 compreso. Per me i primi anni del 2000 sono stati i più formativi, i più educativi, i più belli e i più brutti nello stesso momento. Questo perché sono entrato nel 2000 a 10 anni (mi ricordo benissimo del Millenium Bag) e ne sono uscito nel 2010 a 21. Personalmente quindi sono stati gli anni della crescita vera, il pieno del periodo scolastico e la sua fine, i primi lavori, la patente, le amicizie, i primi amori, i primi soldi guadagnati, le prime serate fuori casa, ma anche inevitabilmente lutti familiari, nascite e piccole esperienze di vario genere. Onestamente non penso di buttare qualcosa perché tutto quello che ho avuto nel bene o nel male mi ha fatto crescere, capire il più possibile la vita e fatto diventare quello che sono ora, con i miei pregi e con i miei difetti. Forse l’unica cosa che toglierei dagli anni zero è solo un brutto incidente che ebbi a bordo di una giostra per bambini nell’estate del 2000 che mi fece trovare ad un pelo dalla morte, altrimenti penso che –come tutti noi- dagli anni 2000 toglierei l’11 settembre, l’euro e la crisi”.”.


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