Francesca Ceci, l’attrice del popolo


    Francesca Ceci (12)

È una bellissima e preparata attrice. Ha avuto maestri importanti come: Gigi Proietti, Enrico Brignano e Lillo e Greg. Ha lavorato in tv e al cinema ma la sua passione autentica è il teatro, Di recente ha interpretato Anna Magnani

di Marisa Iacopino

In un connubio perfetto tra arte e bellezza, incontriamo Francesca Ceci, ex soubrette, attrice di fiction, cinema e teatro. Con l’affabilità e la simpatia che la caratterizzano, l’artista romana si è raccontata in un’intervista che mette in evidenza, oltre all’indiscusso fascino, tutta la sua professionalità, costruita con anni di dura gavetta. Dopo il Duse International, Centro Internazionale di Cinema e Teatro di Francesca De Sapio, ha lavorato con maestri del panorama teatrale italiano, da Gigi Proietti a Enrico Brignano, Lillo e Greg. Ci tiene inoltre a ricordare più di un anno di tournée,  in Italia e in Svizzera, accanto al Giudice Ajala in uno spettacolo di teatro civile su Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

C’è sempre un motivo per il quale si intraprende una carriera artistica, genitori che incoraggiano o da cui si scappa, qualcosa accaduto nell’infanzia, altro ancora. Quale è stato il fattore scatenante per te?

“Ho avuto il privilegio di avere un nonno straordinario, nonno Attilio. Amava cantare, suonava il mandolino, mi portava a scuola di musica, componeva poesie per me. Mi ha sicuramente dato la spinta. Sì, credo che il merito sia tutto suo”.

Hai lavorato copiosamente in televisione, al teatro e al cinema. Qual è l’ambito in cui pensi di poterti esprimere al meglio, e perché?

“In assoluto il teatro, dove porti in scena anche il tuo stato d’animo. Ogni giorno è un debutto. Se è vero che ripeti sempre le stesse battute, in realtà non è mai la stessa cosa. E’ la mia vita, non potrei prescindere dal teatro”.

Quanto conta la passione in questo mestiere? 

“Credo che sia l’unica cosa che muove veramente chi ama fare questo mestiere.  Con la passione puoi arrivare anche là dove pensavi di non potercela fare”.

Quanto è difficile essere artisti in questo Paese?

“Molto. La nostra meravigliosa Italia non mette l’arte al primo posto, anche se potremmo vivere solo di quella. Non ci sono mai i soldi per portare in scena le cose che veramente ci piacciono, per veicolare messaggi che poi corrispondono a quelli che sono i nostri pensieri profondi. Ad esempio, lo spettacolo su Pier Paolo Pasolini ‘Come un cane sulla Tuscolana’, scritto e diretto da Claudio Boccaccini, abbiano potuto rappresentarlo per una sola settimana. La gente che veniva all’Ambra Garbatella, se ne andava via piangendo, era emozionata… Questa è la nostra missione! Spesso ci chiedono spettacoli divertenti, ma io credo che la gente voglia anche pensare, commuoversi, tirare fuori tutta la rabbia…”.

Obiettivamente sei considerata una donna bella.  Quanto quest’attributo è d’aiuto per farsi strada, e quanto invece può essere negativo?

“Lo è stato moltissimo. Quando sei una persona piacente, inutile negarlo, alcune porte si aprono in modo più veloce.  Sono arrivata seconda a Miss Universo. E’ stata un’esperienza che non rinnego, fa parte del mio bagaglio. Il cambiamento però sta proprio nel dimenticare l’aspetto e dare spazio alla sostanza che c’è dentro”.

Nello spettacolo su Pasolini, hai interpretato un personaggio che nel cinema è stato di Anna Magnani. Hai pensato alla scomodità di un possibile confronto che qualcuno del pubblico, o la critica, poteva fare?

“Solo all’inizio. Poi mi hanno detto cose bellissime che mi hanno emozionata, e mi fanno ben sperare per il futuro. Significa che stai seminando qualcosa di buono con lo studio, la fatica, le lacrime. Devo ringraziare Claudio Boccaccini che mi ha dato questa possibilità. Avevamo già fatto uno spettacolo insieme ‘Il padrone di casa’, una commedia dai toni e risvolti profondi. Quando poi m’ha chiamata per ‘Come un cane sulla Tuscolana’, mi ha detto: ‘tu devi fare cose dure, viscerali… Anna Magnani, per esempio’. Sono stata felicissima, perché è una corda che so di avere dentro, ma che spesso non mi fanno muovere, perché fisicamente sono in un certo modo, o sono abituati a vedermi nelle commedie. Ci vuole coraggio, il coraggio che ha avuto Claudio di credere in me. Spero di continuare su questo filone che è roba tosta, cruda, della gente comune. Raccontare lo spaccato di una società che non interessa quasi più a nessuno, perché ci si preoccupa della superficie, di quello che dobbiamo sembrare per gli altri. Ecco, per me entrare in questi personaggi è veramente un onore.

Ritieni quindi che sia cambiato qualcosa nel tuo essere attrice dopo l’incontro con un regista impegnato come Claudio Boccaccini?  

“L’entrata di Claudio Boccaccini nella mia vita professionale è stato come uno tsunami. All’inizio, non ti rendi conto di quello che sta succedendo. Vedi l’onda che indietreggia ma non sai ciò che accadrà dopo. Quello che è successo dopo, è stata una grande apertura verso il mestiere. C’è la voglia di non avere più nessun tipo di maschera. I personaggi fatti finora mi portavano a bypassare quell’emozione interiore potentissima. Ora, sono in grado di mettermi a nudo senza paura, senza temere il terremoto. Ecco, per questo devo dire grazie proprio a Claudio Boccaccini”.

Per finire, una frase con cui ti piacerebbe essere definita. 

“Bellissima domanda. Mi piacerebbe essere un’attrice del popolo. Sì, forse questo. Una in mezzo a tanti, ma che si distingue per quello che ha da dire e da dare”.

Insomma, la nuova Anna Magnani.

“Questo l’ha detto lei, io non avrei mai osato!”.


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