Francesco Stella: “Faccio il lavoro che ho sempre voluto fare”


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di Irene Di Liberto

Francesco Stella poliedrico e camaleontico passa dal teatro alla TV al cinema, prima come attore, poi come scrittore e regista. Divenuto famoso per aver interpretato l’agente Gallo ne “Il Commissario Montalbano”, si è cimentato in diversi ruoli, non ponendo limiti alla propria creatività.

Come e quando nasce la tua passione per la recitazione?

“Sono sempre stato una persona molto curiosa e da bambino ero sempre in prima linea quando si trattava di organizzare recite e simili. Poi all’università sono entrato nella compagnia universitaria e ho deciso che quello era il lavoro che volevo fare”.

Da siciliana a siciliano: ti ricordo ancora nel ruolo dell’agente Gallo nelle prime due stagione de “Il commissario Montalbano” che esperienza è stata?

“Bellissima! Era uno dei miei primi lavori e lo facevo nella mia terra e nella mia lingua. Porterò sempre nel cuore i mesi passati a Marina di Ragusa”.

A proposito di Sicilia, ti pesa la lontananza dalla tua terra e dai tuoi familiari?

“Tantissimo! Ho un fratello che vive al nord, i miei genitori, invece, vivono ancora in Sicilia e ho la grande fortuna di avere ancora una nonna meravigliosa. Siamo una famiglia molto unita e la lontananza da loro è pesante. Aggiungi anche che noi siciliani abbiamo un legame fortissimo con la nostra terra, i nostri odori, i sapori, i colori. La Sicilia o si ama o si odia… non permette le mezze misure”.

Attualmente in quali progetti sei impegnato?

“Ho sempre diviso la mia carriera su più fronti; sono affascinato da tutti gli aspetti creativi che riguardano il mondo dello spettacolo. Ho collaborato al programma tv Da qui a un anno che sta andando in onda su Real Time. Un progetto bellissimo in cui abbiamo raccontato un anno di vita di alcune persone con un grande sogno da realizzare. Al momento sto lavorando a una prima serata su Canale 5, per ora non posso anticipare nulla, ma ti dico soltanto che lascerà col fiato sospeso chi lo seguirà”.

Come se non bastasse, sei anche assistente di regia e hai diretto varie campagne pubblicitarie, ti piacerebbe dirigere un film tutto tuo?

“Al momento mi piace molto quello che faccio. È molto bello vedere nascere da zero un progetto e seguirne la crescita in tutti i passaggi fino al prodotto finito, ma nel futuro chi lo può dire! Ho imparato che, a volte, la vita sa sorprenderti in modi inaspettati”.

Ai giovani attori e alle giovani attrici che intraprendono questa carriera che consigli daresti?

“Di avere tanta passione e altrettanta pazienza. L’Italia non è un paese per gli attori. Si produce poco, troppo poco e lo Stato ormai investe pochissimo sulla cultura. E’ saggio avere anche un famoso piano B, nutrire più passioni. Altrimenti il rischio e di ritrovarsi a inseguire un sogno che cozza con la realtà”.

Per quanto riguarda l’impegno sociale, hai girato uno spot, insieme ad altri attori, per la lotta all’AIDS, a cura del Ministero dello salute, e ti occupi di animali, soprattutto della lotta contro l’abbandono, raccontaci come.

“Cercare di fare del bene non costa nulla. La vita è un bene prezioso e se ognuno di noi fosse in grado di dare valore alla propria vita e a quella degli altri le cose andrebbero meglio. E’ fin troppo facile lamentarsi di come questo mondo vada a rotoli e poi non fare niente affinché le cose migliorino”.

Hai un cagnolino, Foster, che hai salvato dall’abbandono. Lo trovasti legato a un palo e da quel momento non te ne sei più separato; com’è il vostro rapporto?

“È la mia ombra, o forse sarebbe meglio dire che io sono la sua? Scherzi a parte, abbiamo un rapporto simbiotico, gli stessi ritmi, le stesse abitudini, la stessa cocciutaggine. Abbiamo trovato un nostro equilibrio”.

Un buon motivo per adottare un cane?

“Quando qualcuno mi chiede come fare ad adottare un cane io parto sempre dicendo di pensarci molto bene. Un cane ti stravolge la vita nel bene e nel male. Ti condiziona negli orari, negli spostamenti, nell’organizzazione delle vacanze. Un cane ha diritto ad avere un vero padrone accanto, non può essere un “giocattolo”. E, soprattutto, non può essere preso e poi riportato, come fosse un giocattolo difettoso. Come per ogni rapporto d’amore, prevede tante gioie ma anche tanti compromessi. Avete mai visto lo sguardo di una cane che è stato abbandonato? Ecco, se l’avete visto, prima di prenderne uno pensate che non farete mai in modo che il vostro cane abbia quello sguardo”.

Un tuo pregio e un tuo difetto.

“Sono una persona generosa ed entusiasta e questo è anche il mio peggior difetto, nel senso che è facile approfittarne”.

Se Francesco non fosse attore, sarebbe…?

“Uno dei miei motti è ‘ho cambiato mille volte pelle rimanendo sempre fedele a me stesso’: credo fermamente che nella vita si possa sempre cambiare idea e io, su alcune cose, l’ho fatto, soprattutto per migliorarmi, ma rimanendo, sempre e comunque, fedele ai miei principi”.


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