Francesco Stella: Sul set con amore e umiltà


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Francesco Stella nasce ad Erice in Sicilia nel 1974. Molteplici le sue apparizioni in grandi produzioni tv. Prossimamente lo vedremo nella terza serie di “Ad Un Passo dal Cielo” su Rai 1 dove vestirà i panni di un cattivissimo. Bello ed intelligente, Stella ci parla della sua carriera e delle sue emozioni.

 

di Simone Mori

 

Come nasce la passione per la recitazione?

“Qualcosa già è iniziato quando frequentavo il liceo scientifico nella mia terra, la Sicilia. Poi mi sono trasferito ad Urbino per gli studi universitari e li ho iniziato a  fare teatro di strada con rievocazioni storiche e con la clowneria medievale. Conobbi Donatella Marchi, direttrice del Centro Universitario di Sperimentazione Teatrale la quale mi parlò di un progetto che si sarebbe svolto in Russia. Feci così il mio debutto lontano dall’Italia, a San Pietroburgo. Fu emozionante. Successivamente lo portammo anche in Italia. Da quel momento ho realmente compreso quale sarebbe stata la mia strada. Tra corsi e spettacoli iniziai la mia avventura”.

Cosa ricordi del debutto al cinema e in tv?

“Ricordo la grande fatica, specialmente mentale. Non conoscevo l’ambiente e le persone che ci lavoravano. Il primo film che ho fatto è stato ‘Besame Mucho’ per la regia di Maurizio Ponzi. Un bel film secondo me con un cast di tutto rispetto. Purtroppo l’accoglienza non fu delle migliori. In tv invece ho iniziato con quello che poi sarebbe diventata la fiction di maggiore successo degli ultimi anni, ‘Il Commissario Montalbano’. Lavorare per la prima volta nella mia Sicilia è stato bellissimo. Avevo amici e parenti accanto. Ho preso parte ai primi quattro episodi della serie. Si percepiva che il successo sarebbe stato tanto, ma inizialmente si andava in onda su Rai 2 ma visti gli ascolti sempre maggiori la rete ammiraglia è stata il giusto approdo”.

Tu sei sia attore, sia regista. Cosa preferisci o meglio cosa ti appaga di più?

“In Italia si ricorre troppo spesso a questo parallelismo. Si possono fare entrambe le cose e farle bene e con la massima serietà e professionalità. Fino a che ci riuscirò, farò entrambe le cose. Ovviamente siamo un po’ tutti narcisi e lo stare davanti la telecamera appaga anche questo nostro lato”.

Per qualche anno sei stato Vice Direttore Creativo di ‘Centovetrine’. Che ricordi hai?

“Molto belli. Ê stato un periodo della mia carriera intenso, ma stressante. Intere settimane sul set senza avere momenti liberi sia per la mia vita privata sia per altri lavori. Così ho deciso di abbandonare.  Ho lasciato a Torino una parte di me”.

Cosa pensi del paragone che si fa tra Italia ed estero per le serie tv?

“In Italia abbiamo tutte le potenzialità per produrre ottime cose. Si preferisce comprare all’estero perché è più conveniente , ma non dimentichiamo che quello che importiamo è il meglio in circolazione. Negli Usa ci sono fiction e serie scadenti non solo capolavori. Qui da noi, i tagli alla cultura non hanno aiutato il mercato a crescere e ad imporsi a livello internazionale”.

Qual è stato ad oggi il più bel complimento che ha ricevuto in ambito lavorativo?

“Mi è stato fatto poche settimane fa durante le riprese della terza serie di ‘Ad Un Passo Dal Cielo’. Il regista,  Jan Michelini mi ha detto: ‘Mi stavo quasi pentendo di averti preso per questo ruolo da cattivo perché sei un buono, ma sul set sei stato capace di trasformarti completamente’. E’ stata una bella vittoria!”

Hai lavorato dunque anche con Terence Hill. Cosa pensi di lui?

“Una persona e un uomo di classe. Grande professionista di una serietà ineluttabile. Con lui ho girato una scena stupenda che mi ha catapultato ai tempi quando lo vedevo e ammiravo nei suoi famosi western insieme a mio padre e mia nonna. Ho imparato molto da lui e dalla fiction. I sacrifici ripagano prima o poi. Per questo vi consiglio la visione di questa  serie ad inizio 2015”.

Hai inimicizie nel tuo mondo?

“Assolutamente no. Dico questo perché quando mi accorgo che con una persona non c’è possibilità di sintonia, guardo subito avanti senza perdere tempo. Io poi faccio il mio. Cerco di essere professionale e aperto con tutti”.

Cosa pensi di alcune fiction criticate per la loro mediocrità ma osannate da ascolti pazzeschi?

“Il mio pensiero su questo argomento è chiaro : chi fa ascolti vince sempre.  Un prodotto che ottiene molto pubblico consentirà altro lavoro. Alla fine poi si parla in queste fiction di amore, sentimenti, storia. Argomenti non banali ma cari e vicini a tutti”.

Ultimamente si creano molte coproduzioni. La serie dei Borgia è un esempio. Che opinione hai su questo?

“La divisone del lavoro in parti uguali tra produzioni diverse è una buona cosa. Permette di creare bei lavori , di far così lavorare nostre maestranze e mischiare culture diverse”.

Faresti mai un reality show?

“Se si trattasse di ‘Ballando Con Le Stelle, sì’. È una passione, il ballo, che ho fin da bambini e sarebbe bello poter provare. Anche partecipare a ‘Tale e Quale Show’ non sarebbe male.  Ci si mette in gioco è vero, m si mette in gioco anche la nostra professionalità”.

Ultima domanda. Quali sono i sogni nel cassetto di Francesco Stella?

“Continuare a fare quello che ho sempre desiderato fare: l’attore e il regista. Stare sul set con amore e umiltà insieme a gente che ti ama e che amo a mia volta. Non posso davvero chiedere di più”.


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