12/03/2022
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Franco Bertini: “Attenti a me!”

di Mara Fux

Sceneggiatore, regista e video maker, il cinquantasettenne romano esce nelle librerie con il suo primo romanzo edito da Porto Seguro

“Attenti a me”: Franco, perché questo titolo? 

“Perché è la storia di un ragazzo normale che ad un certo punto della vita si trova in un punto di totale stallo con il lavoro, la famiglia, la fidanzata e per smuovere le cose inizia ad accettare situazioni un po’ border line che gli stravolgono la quotidianità facendogli compiere azioni che mai avrebbe pensato di fare. E lui se ne rende perfettamente conto ma in qualche modo non ci può far nulla perché come si muove è peggio, continua a scivolare su un percorso che oramai è in discesa.  E quindi ‘Attenti a me’ perché sa di poter infrangere i limiti e non ne ha paura. Come lui stesso dice ad un certo punto del libro ‘… sono un ragazzo normale ma non approfittate della mia pazienza’”.

Ma la trama nasce come sceneggiatura? 

“No, certo non escludo che potrebbe pure diventarlo ma in realtà la mia intenzione è stata quella di scrivere una storia che non debba per forza diventare un film. Nel testo ho voluto dire tutto quello che avevo da dire ma rivolgendomi ad un pubblico che legge, ho inteso trasferire completamente i miei pensieri destinandoli ad un pubblico di lettori non di spettatori. Ti dirò pure che da quando ho iniziato a scriverlo fino a quando non ho messo la parola fine, non l’ho mai riletto, l’ho scritto tutto di un fiato interrompendomi certo ma riprendendo dal punto in cui mi ero fermato senza mai rileggerne le parti precedenti. Non l’ho fatto nemmeno quando l’ho inviato all’editore”.

Non l’hai riletto? 

“No non l’ho riletto, glielo ho consegnato così come era venuto; anzi ti dirò che se mi avessero chiesto di mandare una sinossi anziché direttamente il testo, non lo avrei pubblicato. Se è uscito è perché ho dovuto fare solo un click per farglielo avere. E comunque il risultato è stato buono ed immediato. Unica ad averlo letto prima che andasse in stampa è stata Giulia, mia figlia, che lettolo mi ha detto subito che era fichissimo e sentirla entusiasta, considerato che non è una grandissima lettrice, mi è valso come cartina tornasole”. 

Come hai individuato la casa editrice? 

“Per caso, ho letto un loro post su face book e glielo ho inviato. Porto Seguro è una casa editrice giovane, piccola ma ti assicuro che il risultato ha tutta la dignità che merita un libro destinato ad una distribuzione in libreria oltre che in rete”.

La promozione di un libro è un impegno ben diverso da quello cinematografico. 

“Me ne sono accorto e infatti mi sto ritrovando a fare un grosso lavoro d’immagine anche su me stesso, un lavoro in prima persona che non avrei mai pensato di fare a cominciare dallo scambio di idee che abbiamo avuto per stabilire la copertina che ritengo il biglietto da visita di qualsiasi libro. Qualcosina sarà pure sfuggito ma semmai si aggiusterà”.

Sceneggiatore, regista, video maker ora scrittore; chi è Franco Bertini, da dove viene? 

“Non saprei dirtelo con esattezza, se vogliamo individuare un luogo d’origine possiamo identificarlo nel Laboratorio di arti sceniche di Gigi Proietti ma in verità vengo un po’ dal niente. Ho fatto l’attore, scritto per il teatro, fatto radio, videoclip, sceneggiato per la televisione, sono regista, montatore, video maker; via via che facevo le cose ho imparato a farle. Se dobbiamo individuare per forza un primo talento, la prima vocazione però è proprio quella della scrittura cui è seguito tutto quello che gira attorno l’audiovisivo. E per scrittura intendo quella filmica, non mi ritengo portato ad altri tipi di scrittura, io lavoro coi dialoghi non con le descrizioni”.

Quindi “Attenti a me” non contiene narrazione? 

“No è scritto tutto in prima persona, è quello che lui vive nel momento che lo vive”.

Ovviamente la trama è di fantasia. 

“Sì non c’è nulla di autobiografico, solo cose processate e filtrate dalla personalità che sei e cioè da me. Un momento “no” lo abbiamo vissuto un po’ tutti nella vita per cui tutti sono in grado di percepirlo; io ho messo il mio protagonista sopra un bel piano inclinato da cui lentamente inizia a scivolare sempre più ogni giorno. Ma quando sei in una situazione del genere o dai un bel colpo di reni e ti tiri su o fai la fine della palla di neve che continua a scivolare ingrossandosi. E così anche se sei “un ragazzo normale” e non sei predisposto per certe azioni alla fine molli la presa ed inizi a compierle”.

Che aspettative hai sul libro? 

“Fondamentalmente che piaccia e magari offra una visione più completa di me e del mio modo di concepire le cose, compresa la scelta di un editore che lavora con passione curando dettagli e particolari; un po’ come me che non faccio mai scelte in virtù dei soldi che mi offrono, ma in base a quanto mi sento coinvolto dal progetto”. 

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