Fratelli Di Carlo: La vittoria un anno dopo la tragedia di Rigopiano


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di Alessia Bimonte

La storia dei fratelli Di Carlo è una storia di grande coraggio e voglia di fare. Riccardo, Piergiovanni e il piccolo Edoardo hanno deciso, dopo la tragedia di Rigopiano che gli ha portato via i genitori Nadia e Sebastiano, di riaprire le due pizzerie di famiglia. Motivati e con i piedi per terra dopo meno di un anno da quel terribile evento sono riusciti nell’intento. Il 19 dicembre 2017 hanno riaperto a Loreto Aprutino (Pescara) “Via Veneto Pizza” in occasione del quinto anniversario della pizzeria e del cinquantesimo compleanno di papà Sebastiano. Lo scorso 19 gennaio un altro traguardo, la riapertura a Penne. Una immensa soddisfazione che riprende il lavoro da dove lo avevano lasciato i coniugi Di Carlo. Riccardo, il fratello maggiore ha 20 anni, Piergiovanni si sta preparando per la maturità e il piccolo Edoardo ha 10 anni, uscito indenne dalla valanga. Abbiamo fatto due chiacchiere con il primogenito che ci raccontato dei suoi progetti e dei dettagli sulla pizzeria.

Cosa ha significato per te e i tuoi fratelli portare avanti le attività di famiglia dopo la tragedia?

“È stata una sfida lunga, all’inizio eravamo inconsapevoli di tutto ciò che ci sarebbe toccato. Io ero l’unico maggiorenne, a mio fratello minore Edoardo è stato assegnato un tutore, i mesi successivi alla tragedia abbiamo dovuto fare fronte e tutte le pratiche burocratiche, nonché alle numerose spese da affrontare. Non è stato certo un bel periodo, ma ci è servito per schiarirci le idee e per portare avanti quello che i nostri genitori avevano costruito con tanti sacrifici”.

La vostra è una pizzeria diversa da quelle che conosciamo. Che tipo di pizze preparate?

“Sì, le nostre sono delle mini pizze del diametro di 16 centimetri che vengono cotte su delle teglie apposite. Ce n’è per tutti i gusti. Lavoriamo su prenotazione e non. Tanti sono i ragazzi che vengono a trovarci dopo la scuola e i clienti che si fermano dopo una passeggiata. Abbiamo pochi posti a sedere, circa per 10/15 persone, ma a Loreto stiamo lavorando per ampliare la sala”.

Non sei solo un pizzaiolo ma anche uno studente. Per portare avanti il lavoro hai inizialmente deciso di abbandonare gli studi che poi hai ripreso. 

“Ho lasciato l’università dove studiavo a Roma, ma successivamente mi sono iscritto a Milano. Oggi studio relazioni pubbliche e comunicazione d’impresa e al termine sogno di aprire una pizzeria anche qui, ma con formula no profit, un’attività socialmente utile per aiutare tutti i giovani che si trovano nella nostra stessa situazione. Inoltre in pizzeria abbiamo assunto sette dipendenti di età compresa tra i 20 e i 24, proprio per supportare i giovani e restituire il bene ricevuto”.


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