04/15/2021
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Gabriella Deodato: “Ogni donna ha la sua bellezza e sensualità”

di Alessandro Cerreoni –

Modella, fotografa, truccatrice, e presto acconciatrice, ha messo a punto un progetto fotografico speciale rivolto a tutte le donne desiderose di mettersi in gioco e di scoprire il proprio lato sensuale, intimo e trasgressivo.

Gabriella, parlaci di questo tuo progetto fotografico rivolto alle donne.
“Innanzitutto mi presento: sono una fotografa romana freelance e ho il mio proprio studio in Via Giulia 87 a Roma. Il link al mio sito professionale é: www.gabrielladeodato.com e mi trovate anche su Fb con la pagina professionale Gabriella Deodato Photography. Esercito questa professione dal lontano 2003, anno in cui ho conseguito il diploma presso la scuola di fotografia Icart Photo di Parigi. Meno di un anno fa, sono diventata anche truccatrice professionista, al seguito del corso con Stefania D’Alessandro a Roma, con la quale sto attualmente seguendo anche un corso di acconciatura. Il progetto fotografico di cui parliamo, ‘Il tuo lato intimo’ e ‘Il tuo lato trasgressivo’ (è in realtà esattamente lo stesso concetto di book, cambia solo la dicitura della locandina) è quindi un attuale punto di arrivo (ma anche di ripartenza verso nuovi obiettivi che includeranno anche l’acconciatura) rivolto alle donne, un pacchetto che coniuga autostima e autococcola, un pacchetto che include un book fotografico con il make up preparatorio (rivolto a donne di ogni età, e non per forza attrici). Amo definire i miei book fotografici come ‘abiti su misura’ in quanto racconto la storia di ognuna di loro, di comune accordo, fotograficamente parlando. Sono anche fotomodella (mi trovate su Instagram cone missutopia_24) e quindi ho un occhio molto particolare rispetto alle donne che fotografo, conoscendo bene le paure o le insicurezze che si possono avere di fronte ad un obiettivo fotografico”.
Qual è il tuo obiettivo riguardo a questo progetto?
“Nel mio piccolo, quello di ricordare a tutte le donne che oltre ad essere mogli o madri si è prima di tutto donne; con la propria femminilità e sensualità che va spesso di pari passo con la propria evoluzione personale. Inoltre, vorrei sfatare due miti: il primo quello sulla fotogenia, non si è più o meno fotogenici, si deve solo essere fotografati con la giusta luce e le giuste accortezze in base ai lineamenti del proprio corpo e alla propria fisicità ed eta’. Fotografare una donna è per me prima di tutto una questione di empatia, dialogo, fiducia, e buongusto. Ogni età ha la sua bellezza. Ogni donna ha la sua sensualità. Il secondo è quello che solo le attrici, o chi lo fa di mestiere, debbano e possano permettersi un book fotografico. Un servizio fotografico con me (io sono ritrattista e ovviamente realizzo anche altre tipologie di servizi fotografici ma mi soffermo su questa iniziativa, in quanto le tue domande sono mirate ad essa) è un mix di autococcola, una iniezione di autostima, e una bella esperienza per conoscersi meglio. Mi piace sottolineare anche come una forte autostima metta al riparo dalla diffusa violenza sulle donne, di cui oggi si sente tanto tristemente parlare”.
E’ rivolto a tutte le donne di qualsiasi età?
“Assolutamente sì, è rivolto a tutte le donne che desiderino mettersi in gioco. Alle donne che arrivano da me, dopo una separazione, e quindi in fase di rinascita; a coloro che mi dicono ‘avrei sempre voluto farlo ma con un fotografo uomo mi vergogno’, ma anche a coloro che amano molto se stesse e che (come me) inondano i social con le proprie foto. Per fortuna, arrivano da me anche tante donne con una bella autostima”.
Come avviene il tutto? Dai primi contatti alla realizzazione del servizio fotografico…
“Ti spiego brevemente l’iter: di solito vengo contattata tramite passaparola oppure tramite promozione dei miei lavori che faccio sui canali social. Io non scatto mai senza prima aver conosciuto la persona, che andrò a raccontare fotograficamente. Faccio un pre-colloquio fotografico, che poi consiste semplicemente in un caffè insieme, e si imbastisce insieme il proprio abito su misura, il proprio book. Si crea una storia fotografica, dai cambi, alla location ad hoc (che può essere un esterno o un interno a tema o un posto del cuore)m si decide il trucco e tutti i dettagli pratici. In pratica, le donne mi raccontano chi sono, chi desiderano essere magari per un giorno, come si vorrebbero vedere. I miei book hanno un grande lato psicologico, si scava molto dentro di sé. Non amo le pose, amo il dialogo fotografico, amo stupirci a vicenda con una spontaneità e una sensualità che affiora pian piano durante gli scatti. Alcuni book si sono conclusi con un pianto liberatorio o con una bella sbronza (un paio di clienti si sono portate champagne o birra per bersele durante il servizio fotografico e hanno posato benissimo, da brille!) A fine book, c’è anche la possibilità di racchiudere i migliori scatti in un fotolibro personalizzato”.
Quanto c’è di te in questa iniziativa?
“Come accennavo già all’inizio, e al momento di presentarmi, c’è tutto di me in questa iniziativa nata nel tempo. C’è la Gabriella che posa, quella che sa perfettamente le pose da suggerire, la donna che piace alle donne e nella quale molte si immedesimano, c’è la donna forte che è in me che spesso vede arrivare donne che hanno al loro fianco mariti o fidanzati inutilmente gelosi e vorrei dir loro, come dico sempre: ‘Siate il perno della vostra propria vita. Il resto ruota attorno’. C’è la donna che sa che non c’è cosa più bella che sapere di essere ammirata dall’uomo che ami, e solo dopo dal resto del mondo. Questa iniziativa nasce da me, come donna, fotografa e ora anche truccatrice, con l’obiettivo di diventare in futuro lookmaker a tutto tondo”.
Da modella a fotografa, un binomio che si sta rivelando vincente. Come nasce questo doppio binario?
“In realtà da fotografa a modella a truccatrice (a breve anche acconciatrice), quindi tutto ciò che fa una donna. Il mix vincente di consapevolezza di sé e di estetica. Ognuna di noi ha i suoi punti di forza e la propria sensualità, e l’accento fotografico ed estetico va messo su questo. Le donne spesso sbagliano a voler assomigliare ad attrici famose che, invece, sono tali proprio perché sono state uniche e hanno segnato un’epoca. Il trucco è una coccola preparatoria ed indispensabile ad un book fotografico”.
Come si possono vincere timidezza, insicurezza e remore di una donna di fronte alla possibilità di farsi fotografare?
“Diciamo che mettersi in contatto con me presuppone già da parte di una cliente il volersi mettere in gioco, e quindi siamo già a metà dell’opera. Un servizio fotografico riuscito, che sia di ritrattistica o glamour o comunque fra due esseri umani, presuppone dialogo, fiducia ed empatia. Quella complicità che si instaura fra due donne di fronte alle questioni sentimentali, amo dire sempre che è un regalo per se stesse e solo dopo per il proprio partner. L’insicurezza deriva anche da una poca conoscenza di ciò che si può fare fotograficamente; la luce giusta, un buon trucco e una buona inquadratura possono cambiare una persona. Tutto ciò che si vede sui cartelloni pubblicitari o sui giornali è estremamente ritoccato, sbagliato paragonarsi a certe foto quando si è struccate a casa. La poca autostima nasce anche, spesso, da un rapporto di coppia non soddisfacente. Le donne si confidano con me, al pre-colloquio, durante il trucco, durante il servizio fotografico, e noto tanta arretratezza nei rapporti. Mi permetto di dire che chi si somiglia si piglia; per un uomo geloso, c’è una donna fragile o che interpreta quella gelosia come amore profondo. Ogni coppia ha il suo codice ma di fronte al mio obiettivo fotografico non si mente. La sensualità va di pari passo con il modo di vivere la propria sessualità, la libertà di essere se stesse nulla ha a che fare con un po’ di cellulite in più, bensì con la consapevolezza di sé, l’autoironia, la realizzazione di sé”.
Noti una certa trasformazione nella donna che si fa fotografare dal primo momento in cui entra in contatto con te a quando il servizio fotografico è realizzato?
“La trasformazione è assolutamente visibile. Non solo proprio nei lineamenti del viso tramite il trucco, ma anche perché subentra circa a metà book una scioltezza e un lasciarsi andare che poi traspare dalle foto. Le prime foto, come le definisco io, sono ‘vuoto a perdere’; spesso c’è solo imbarazzo e paura del giudizio. La persona si interroga da sola su come verrò in foto, su come invece dovrebbe comportarsi, si autogiudica. Dopo un po’, complici anche degli scatti che io faccio vedere (lavoro molto sulle inquadrature), subentra la fiducia e ci si inizia a divertire e a non pensare: siamo a metà dell’opera. Le foto finali di solito sono le più riuscite, c’è proprio una trasformazione tangibile del volto e inoltre dopo un po’ il trucco si amalgama meglio al viso. Molte, appena truccate, non si riconoscono (in meglio), dopo un po’ iniziano invece ad abituarsi e ad indossare quel trucco come se appartenesse loro da sempre. Un book è un mix di tutte queste cose”.

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