Gabriella Pession: “Anna mi ha fatto maturare come attrice”


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È una delle protagoniste della serie “La porta rossa” dove interpreta il magistrato Anna Mayer, un personaggio alle prese con le difficoltà della vita

di Giulia Bertollini

È bella nella sua semplicità. E quando la avvicino per intervistarla i suoi occhi verdi ridono. Nella serie tv di successo “La porta rossa” interpreta il magistrato Anna Mayer, moglie del defunto commissario Leonardo Cagliostro, che in questa seconda stagione si troverà a dover affrontare da sola la maternità. Una sfida importante per Gabriella che ha rivelato quanto fosse stato importante per lei vestire i panni di una donna che racconta le difficoltà e il senso di inadeguatezza che spesso colpisce le giovani madri. Una condizione che lei stessa ha vissuto quando è diventata mamma del piccolo Giulio. In questa intensa e piacevole chiacchierata, Gabriella si racconta a cuore aperto tra impegni professionali e vita privata.

Gabriella, com’è stato tornare a vestire i panni di Anna nella seconda stagione de “La porta rossa”?

“Non vedevo l’ora di tornare a vestire i panni di Anna perché è un personaggio che mi ha regalato grandi soddisfazioni. Nella seconda stagione, Anna diventerà madre di una bambina. Ho voluto approfondire e raccontare la maternità e il post parto in un modo che fosse vero e non romantico. L’interpretazione di Anna mi ha dato l’occasione di esplorare i grandi temi della vita nell’autenticità. Per un’attrice una donna del genere è un regalo meraviglioso. E poi Anna da donna di Legge si ritroverà costretta ad andare contro quella stessa giustizia in cui aveva creduto in passato”.

Cosa ti ha regalato Anna come donna e come artista?

“Faccio questo mestiere da vent’anni. Ogni personaggio fa parte di me. Indubbiamente il personaggio di Anna ha a che fare con la mia maturità come attrice. Non ho più certe preoccupazioni davanti alla macchina da presa. Non mi interessa più come stanno i capelli, il trucco e la luce. Voglio soltanto indagare e approfondire la vicenda di un personaggio. Anna mi ha dato una grande libertà di esplorare la sua storia senza paura. Questa nuova maniera di lavorare continuerò a portarla avanti”.

Qual è il segreto del successo di questa serie?

“Il grande successo di questa serie penso sia dovuto al fatto che quando giriamo sul set ci dimentichiamo di star lavorando. C’è qualcosa che ci lega e che è impalpabile. Non mi piace definire ‘La porta rossa’ come un progetto, questo è un percorso ed è una sfida che abbiamo fatto tutti insieme”.

Per quanto riguarda la serie “La porta rossa 2” c’è qualche aneddoto particolare e/o divertente da raccontare?

“Gli aneddoti più interessanti riguardano le scene d’azione. Non essendo io portata a tale genere, c’è sempre da ridere quando sono coinvolta. In particolare c’era una scena nella quale dovevo saltare da un traghetto su una banchina ma non ci sono riuscita e dopo averla girata e rigirata abbiamo optato per uno stuntman. Dunque io dovevo cambiarmi in un lampo per dare il cambio alla controfigura”.

Durante le riprese, come sei riuscita a conciliare il lavoro con il ruolo di mamma?

“Mio figlio Giulio è sempre con me. Siamo stati cinque mesi a Trieste. L’ho iscritto all’asilo insieme alla figlia di Elena Radonicich, mia collega sul set. Al momento, riesco a gestire il lavoro tranquillamente. I problemi sorgeranno quando dovrà andare in prima elementare. E’ diventato la mascotte del gruppo tanto che durante le riprese gridava ‘azione’ oppure ‘cioccolata’ su indicazione del regista Carmine Elia. E’ pazzo di zio Lino. Ormai sono diventati inseparabili”.

Anche tu hai costruito un bel rapporto con Lino Guanciale, tanto da aver dichiarato che per te è un fratello.

“Sì è vero. Lino è una persona eccezionale oltre che un bravissimo professionista. Abbiamo instaurato un bel rapporto e c’è sintonia. Credo che questo sia fondamentale e che in qualche modo abbia contribuito alla riuscita della serie”.

Hai portato a teatro lo spettacolo “After Miss Julie” con Lino Guanciale. Come definiresti questa esperienza?

“L’esperienza teatrale è stata una delle più significative e importanti per la mia carriera. Ho voluto fortemente questo spettacolo. Ho scelto il ruolo e ci ho messo davvero tanto a trovarlo. L’ho trovato, ho fatto tradurre il testo, ho proposto a Lino Guanciale di fare il protagonista maschile. ‘After Miss Julie’ è il regalo più bello che ho fatto a me stessa artisticamente”.

Teatro, cinema e tv: cosa preferisci?

“Nella mia carriera, sono state necessarie tutte e tre. La televisione mi ha dato sicuramente la popolarità mentre il teatro mi ha permesso di approfondire lo studio del personaggio ed entrare di più nel profondo di quello che è questo mestiere. Mi innamoro del progetto indipendentemente dal fatto che possa andare in onda in televisione o al cinema. L’importante è che si tratti di un progetto di qualità che possa aggiungere un tassello alla mia carriera”.

Come trascorri il tempo libero?

“Amo trascorrere più tempo possibile con mio figlio e mio marito. E’ stato importante per me averli sul set. Mio marito poi è un padre molto presente e ogni volta che ho avuto bisogno lui c’era”.

Progetti futuri?

“Sarò in tv per un documentario in onda su Sky in cui vestirò i panni dell’artista Tamara De Lempicka. Poi girerò una nuova serie per Mediaset dal titolo ‘Oltre la soglia’ e, infine, spero di tornare in teatro ancora una volta con ‘After Miss Julie’”.


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