12/04/2020
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Gaia, Giada e Giulia facevano altri sogni… (editoriale novembre 2020)

di Alessandro Cerreoni –

Gaia, Giada e Giulia facevano altri sogni. I loro 14 anni vissuti in un anno che pian piano sta portando via momenti preziosi che appartengono a quell’età meravigliosa che è l’adolescenza. Gli ultimi mesi della terza media vissuti ognuna a casa propria. Separate da un decreto e da un’emergenza assurda, che nessuno avrebbe mai immaginato. Tre amiche inseparabili, compagne di studi ma costrette a vivere e a studiare distanti. Per il loro passaggio alle Superiori sognavano altro. Sentirsi grandi, andare a scuola da sole, farsi un aperitivo dopo l’uscita. E raccontarsi le proprie emozioni, speranze e i primi sussulti del cuore. Un sogno durato qualche settimana ed eccole costrette a trasformare le proprie giornate a causa del ritorno infame di questo virus, entrato nelle nostre vite con prepotenza disarmante.
Gaia, Giada e Giulia sono da considerarsi anch’esse “vittime” dei Dpcm. Non perdono soldi ma vedono sfuggire inermi i loro tempi migliori. Quelli della spensieratezza, delle prime libertà e dei primi assaggi di una crescita che comincia a delinearsi. Volevano essere inseparabili anche in questi primi passi della nuova avventura scolastica ma si ritrovano risucchiate a casa, con questa maledetta didattica a distanza. Una panacea che dà solo l’illusione di non far perdere l’anno scolastico ai nostri ragazzi ma che di fatto toglie molto. Gaia, Giada e Giulia non vorrebbero perdersi d’animo. Fosse per loro farebbero la “DaD” insieme, chiuse tutte e tre all’interno di una cameretta trasformata nella loro aula. Ma non si può. Idea da cestinare. E allora passano la propria giornata a seguire le lezioni ognuna a casa propria, in una Nettuno dove il profumo del mare rende meno amare le giornate. Ma non cancella la delusione e la tristezza di questi mesi che stanno scivolando via. Chi ridarà a Gaia, Giada e Giulia, ma anche a tutti i ragazzi della loro età, ciò che stanno perdendo? Non c’è risarcimento o ristoro che possa ripagarli, perché il tempo passa e non torna indietro. Ed è per loro che dobbiamo lottare tutti insieme affinché questo incubo possa finire presto.

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