12/05/2022
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Georgia Mos: La dj giramondo nata e cresciuta nella città della musica Sanremo e amata dal pubblico internazionale

di Alessio Certosa –

Conosciuta come una delle migliori dj e producer tra le donne più acclamate della scena contemporanea, Georgia Mos ha raggiunto in parecchi anni di gavetta una popolarità sempre maggiore che l’ha portata nel corso degli anni a collaborazioni di prestigio internazionale. E’ appena uscita su Spotify e in tutti i digital store “La primavera – Georgia Mos Remix”, la versione remix del brano di Jovanotti

La voglia di fare la dj nasce dalla tua passione per la musica?

“Sicuramente sì! Ho iniziato ad amare la musica all’età di 6 anni studiando canto e chitarra classica e ho proseguito su quella strada fino a quando ho deciso di trasferirmi a Londra per ampliare i miei confini musicali e proprio in questa metropoli mi sono appassionata di djing e produzione musicale, ho studiato molto e iniziato a suonare in diversi club”.

Raccontaci la tua vita da dj.

“Passo parte della mia vita in studio per lavorare sulle produzioni con il mio team e parte in tour per suonare! Il palcoscenico è la mia parte preferita perché c’è davvero uno scambio incredibile di energia con il pubblico.  Quando invece sono un po’ più libera dagli impegni passo qualche giorno nella mia città di Sanremo, che mi manca sempre molto”.

Quali sono i tuoi guru? A chi ti ispiri?

“Nella musica elettronica amo Carlo Cox, Black Coffee, Calvin Harris e David Guetta”.

Il tuo nuovo remix di “La primavera” di Jovanotti ci farà ballare in questa estate che si avvicina… Come si decide su quale brano puntare? E come si trasforma un brano che già piace?

“In questo caso sono stata contattata per il realizzare il remix ufficiale di Lorenzo e non potevo che esserne felice perché sono sempre stata una sua fan! Lavorare per lui e con lui è stata una grande soddisfazione. Lui mi ha mandato un vocale una volta sentito il brano dicendomi che era bomba!Ringrazierò sempre il tutto quello che hanno sostenuto questo progetto per avermi supportata”.

Hai lavorato con altri artisti importanti, raccontaci di queste esperienze. Qualche curiosità?

“Ogni artista ha delle particolarità ed è proprio questa la bellezza. Mi piace il lavoro di squadra e collaborare con artisti di nazionalità differenti che possano portare un po’ del loro percorso nella musica”.

Le tue soddisfazioni più grandi?

“Essere riuscita a realizzare uno dei miei sogni ovvero lavorare nella musica e suonare in giro per il mondo. L’altro mio sogno è condurre un programma radiofonico e uno televisivo musicale”.

Fai un lavoro che è anche impegnativo fisicamente. E tu hai un fisico invidiabile. Cosa fai per mantenerti così in forma e per mantenere questi ritmi?

“Ho sempre studiato danza. Amo ballare e la danza oltre ad aiutarti fisicamente ti trasmette una grande disciplina. Quando ero piccola studiavo anche quattro volte a settimana, ora molto meno ma cerco sempre di praticarla. Ultimamente ho anche iniziato kick box”.

Cos’è che ti piace di più del lavoro che fai? Quali sono i momenti più belli, le fasi più entusiasmanti?

“Sicuramente il contatto con il pubblico. L’energia che ci si trasmette reciprocamente è qualcosa di impagabile. Amo anche follemente viaggiare e scoprire nuovi posti e culture musicali ma quando sei in Paesi completamente diversi come la Cina o India e ti accolgono per ascoltare la tua musicale è impagabile”.

La parte più impegnativa?

“I viaggi lunghi con i fusi orari! Non fai in tempo a riprenderti dopo l’esibizione che già devi ripartire. Purtroppo il periodo del Covid ha rallentato tutto e anche questa parte più impegnativa mi è mancata moltissimo”.

Ti mantieni su un genere musicale o spazi? Come funziona?

“Amo house, electro house e tribal house… quindi i miei set sono più o meno tutti su questo genere. Mentre quando non suono e devo ascoltare musicale mi piace spaziare amo la musica black, soul e pop”.

Come si muovono i primi passi in questo mondo? Ci vuoi descrivere quali sono stati gli step che hai percorso?

“Non c’è una regola ben precisa. Io venivo da un percorso se pur differente (il canto) sempre comunque incentrato sulla musica. Nel momento in cui ho iniziato a studiare produzione musicale e suonare in giro ho fatto la mia gavetta. Agli inizi non è facile è un settore abbastanza settoriale e soprattutto da donna ho subito spesso pregiudizi. Ma L’importante è avere passione e determinazione”.

Le scuole, i corsi, le esperienze che tu suggerisci di fare ai/alle ragazzi/e che vogliono intraprendere questo percorso?

“Sicuramente capire se lo si fa per passione o per  ‘moda’. Purtroppo ultimamente vedo troppa  gente uscire dai reality e improvvisarsi dj. È importante studiare musica, sperimentare, formarsi e collaborare con altri produttori. Soprattutto cercare di mantenere sempre la propria personalità”.

Quando hai capito che poteva essere un lavoro su cui puntare?

“È venuto tutto in maniera molto naturale. Sicuramente l’ho capito dopo aver iniziato il mio percorso a Londra, ma la partecipazione al Talent ‘Top dj’ in Italia me lo ha confermato perché dopo quell’esperienza ho iniziato a lavorare davvero tanto anche nel mio Paese”.

È più difficile per una donna oppure le donne hanno una marcia in più?

“Sicuramente come in tanti settori c’è sempre del pregiudizio da superare, quindi è come se dovessimo fare il doppio per ottenere la metà. Sono fortunata perché ho sempre avuto l’appoggio e la stima dei miei colleghi, però soprattutto agli inizi non è mai facile farsi strada”.

Quale panorama musicale è il più interessante, in Italia o all’estero?

“Quando suono in Italia sono sempre molto felice ma sicuramente tantissimi posti all’estero hanno dei festival e un organizzazione incredibile. Mi vengono in mente anche solo la Cina e l’America”.

Hai viaggiato molto per lavoro? Dove è stato più bello lavorare?

“I posti in cui mi sono divertita di più in assoluto sono stati la Cina e l’India. Hanno un’accoglienza incredibile verso gli occidentali (cartonati con il tuo viso, gruppi di fan sotto la consolle, ecc). I club sono enormi e già pieni alle 22.30 di sera. Hanno una grandissima voglia di divertirsi. Non vedo l’ora di tornarci”.

Quanto è importante per te il look? Anche quando hai una serata in consolle…

“Sicuramente l’aspetto è un’arma in più ma quando si tratta di esprimere qualcosa di artistico voglio sempre che venga messa come un ‘plus’. Capisco che l’aspetto è la prima cosa che una persona vede ma molte volte porta dei pregiudizi come se una persona anche di aspetto gradevole non debba essere in grado di fare qualcosa. All’inizio del mio percorso cercavo di ‘togliere’, magari legandomi i capelli, vestendomi tutta di nero o mettendomi le sneakers per non dare troppo nell’occhio ed essere apprezzata solo per la musica. Da qualche anno mi sono detta ‘basta voglio esprimere me stessa sempre al meglio di tutto e se devo indossare un top colorato appariscente  con dei tacchi lo devo fare perché da donna mi fa sentire bene!’”.

Quanto conta lo stile? Musicale e nel modo di presentarsi…

“Sicuramente moltissimo! Lo stile musicale determina la tua personalità e quello che vuoi esprimere mentre nel modo di presentarsi rappresenta te come donna e come vuoi apparire”.

Come definisci il tuo stile?

“Nella vita in generale mi piace il ‘semplice ma complesso’ che cerco di avere anche nel mio stile”.

Ci vuole un investimento iniziale? Quale strumentazione serve?

“Ho iniziato con un controller piccolino per allenarmi, successivamente  mi sono regalata una grande consolle per suonare anche in casa e diversi strumenti per produrre”.

Come si fa a farsi conoscere?

“Io cerco di utilizzare moltissimo i social e tenermi sempre attiva con i miei followers. Pubblico foto e video continuamente. I social sono una fortissima arma per arrivare alla gente. Ti danno la possibilità di far vedere costantemente la tua vita fuori e sopra il palcoscenico”.

A cosa bisogna fare attenzione?

“A non esagerare e cercare di godersi anche tanti momenti semplici con le persone care. Io appena posso scappo nella mia Sanremo perché mi mancano il mare e i miei genitori”.

Qualche tuo consiglio per chi inizia: tre cose da tenere a mente che hai imparato facendo questo mestiere.

“Perseveranza, passione, ascoltare i consigli di tutti ma agire sempre di testa propria”.

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