Gianmario Viganò: “Sette. Sono solo uno stupido uomo”


    leggi-con-irene-maggio-1

di Irene Di Liberto

Gianmario Viganò nasce a Milano, è curatore d’immagine nelle maggiori reti televisive italiane e fashion shooting. Cresce affiancando le arti della fotografia e della scrittura. Nel 2012 pubblica la sua prima opera “Human tramp” , editoriale Giorgio Mondadori, e nel 2015 “Sette. Sono solo uno stupido uomo”, Europa Edizioni. Sette è rivelazione e contraddizione. Sette è passione ed erotismo. Sette può irritare e commuovere. Sette non ha regole, se non quella di non averne . Sette ha un linguaggio semplice , spesso intimo . Il protagonista inizia il suo viaggio in Andalusia poiché sente fortissima la necessità di allontanarsi da luoghi e persone conosciute. Attraversa a piedi l’intera Spagna, con la curiosità di sapere dove lo condurranno una serie di avvenimenti all’apparenza fortuiti, decifrando un linguaggio che va aldilà delle semplici parole.  Ogni avvenimento ha un significato preciso. Nel suo e nel nostro quotidiano vi sono indizi che meritano d’essere osservati con più attenzione, come fossero un aiuto, come se servissero per trovare il senso della connessione tra un evento e l’altro .  Lungo il tragitto incontra Steve che, tramite ipnosi regressiva, lo guida negli anni cinquanta ed è, in parte, grazie a questo che intuisce dove lo stanno portando gli eventi: l’origine di ciò che accade nel presente va ricercata nelle radici del passato . Rivive una relazione amorosa durata il tempo di una sera in cui fusione di menti e corpi va oltre l’attrazione e l’erotismo, a tal punto da segnare indelebilmente l’anima e voler trovare quella passione lasciata in sospeso nel passato, per viverla nella vita attuale.   Le sincronie gli mostrano altri indizi. Gli fanno incontrare persone identiche ad altre, portandolo a conoscenza della leggenda secondo la quale ognuno di noi ha “sette“ sosia sparsi nel mondo.  Attraverso l’incontro con un’archeologa gli viene rivelata l’esistenza di manoscritti tenuti segreti risalenti al terzo secolo, in cui vengono svelati gli albori di tale leggenda.  Da questi documenti, emerge una sconvolgente verità sull’origine della Chiesa a noi nascosta per ben due millenni. Negli scritti è contenuta una grande rivelazione per il mondo intero che potrebbe provocare una forte ribellione da parte delle popolazioni se solo venissero divulgati. . Le due lettere, l’ipnosi, il manoscritto conducono il protagonista allo scopo più nobile nei suoi confronti: “ la rivelazione inaspettata “.

Da curatore d’immagine a curatore di parole: quando nasce il tuo amore per la scrittura?

“Direi da sempre. La scrittura è stata per me una sorta di evasione e un modo per fermare nel tempo emozioni provate in particolari circostanze. A volte è stata un aiuto per svuotare la rabbia e trovare quiete. Buttar fuori quello che spesso nel quotidiano, per svariati motivi, non potevo dire. Trovavo, e trovo tutt’ora, nella scrittura una sorta di amico fedele a cui mi è possibile confidare tutto senza reprimere nulla. Un amico che non si fa nessuna opinione su di me, e per questo mi ha dato la possibilità di aprirmi totalmente. In passato i miei scritti li tenevo custoditi, privati, forse, appunto, per paura del giudizio altrui, perché probabilmente ero più fragile. Ora, invece, ho deciso di tramutarli in un libro alla portata di tutti e, molto probabilmente, questa mia azione mi ha fatto capire d’essere più forte, ed andare oltre l’opinione altrui”.

7 come le 7 meraviglie del mondo, 7 come i 7 nani, 7 come la maglia di Andrij Sevcenko, 7 come…?

“7 come i 7 sosia che ognuno di noi ha sparsi nel mondo. Nel mio libro parlo delle origini di tale leggenda, e dei molteplici significati di questo numero che troviamo in moltissimi aspetti che ci circondano. Il 7 è definito come numero sacro e magico che ha il potere di condurre alla realizzazione materiale e spirituale. È il simbolo per eccellenza della ricerca spirituale”.

“Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima”. Con “Sono solo uno stupido uomo” confermi l’affermazione di Einstein?

“Una persona stupida è definita tale quando è tardo nel capire, quando non riconosce nemmeno le persone che lo vogliono aiutare, quando è ingenuo, quando si ostina a credere in un qualcosa nel quale la gran parte delle persone la pensa diversamente , quando crede in qualcosa di insensato. Ebbene sì, mi definisco così ‘Sono solo uno stupido uomo’, confermando l’affermazione di Einstein”.

Perché la scelta di ambientare il tuo romanzo in Andalusia?

“Perché quel viaggio iniziato a Siviglia l’ho vissuto in prima persona. È avvenuto nel 2008, e solo dopo diversi anni ho deciso di raggruppare appunti di viaggio e idee e dar vita a questo libro, con la speranza di trasmettere ad ogni lettore, la voglia, la curiosità, la tenacia di affrontare un viaggio con un approccio differente, creando un capolavoro non da semplice turista”.

Per riuscire a sgrovigliare la matassa della sua vita, il protagonista si sottopone a ipnosi regressiva, tu lo faresti? 

“In realtà, mi sottoposi pochi anni prima di quanto racconto nel libro. Sul fatto che possa credere o meno all’ipnosi regressiva , diciamo che mi piace sperimentare, capire, imparare e non avere barriere mentali che ostacolano, quindi non potrei dire ‘credo’ o ‘non credo’, ma semplicemente ‘provo’”.

Appena sta per mettere a posto alcuni tasselli del suo passato, insieme a quelli del suo presente, viene a conoscenza della presenza di documenti che contengono sconvolgenti verità sull’origine della Chiesa, raccontami del tuo rapporto con la spiritualità.

“È un argomento che mi ha sempre appassionato, incuriosito. Non ho mai seguito una corrente specifica di pensiero, ma mi sono avvicinato e documentato sulle varie filosofie e religioni. Soprattutto mi è sempre piaciuto osservare l’approccio mentale che hanno le persone nei riguardi del proprio credo. A questo punto della mia vita è come se mi fossi creato un personale credo, costituito da molti tasselli presi da ogni esperienza fatta”.

Allora anche noi, come Gianmario e come il protagonista di “Sette. Sono solo uno stupido uomo”, proviamo a mettere insieme i tasselli delle nostre esperienze. Grazie Gianmario. Ad maiora.


Your Comments

0 Responses to Gianmario Viganò: “Sette. Sono solo uno stupido uomo”



Post a Comment!

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Username*


Email*


Blog / Homepage?


Comment*


È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

s

Cerca

Categorie

Archivio Giornali PDF


© GP magazine • Autorizzazione del Tribunale di Roma n.421/2000 del 6 Ottobre 2000