Giordano Petri: “Questa è la mia strada”


    giordano petri 3

Sin da piccolo giocava a fare il Festival di Sanremo con suo fratello e i suoi cugini,
sapendo già da allora che quella dello spettacolo sarebbe stata la sua strada. Fa parte del cast di “Rosso San Valentino”, la nuova fiction di Rai Uno

di Alessandro Cerreoni

E’ uno dei protagonisti di “Rosso San Valentino”, la nuova fiction di Rai Uno in onda ad aprile. E’ un attore ancora giovane che vanta già importanti esperienze al cinema, in tv e in teatro. E’ nato il 27 luglio del 1979 a Città di Castello, nel cuore dell’Umbria. Per carpire qualcosa sul suo carattere è sufficiente – ovviamente per chi si intende di astrologia – sapere che è del segno del Leone, con ascendente cuspide Bilancia-Scorpione. Un bel carattere, intriso di grinta, senso di giustizia, capacità di sognare e testardaggine. Inoltre, si definisce “umile, dolce, determinato e riflessivo”. Lui è Giordano Petri.
Giordano, parlaci di questo tuo lavoro in “Rosso San Valentino”.
“E’ un progetto Endemol per Rai Uno in sei puntate che racconta le intricate vicende della famiglia Danieli, titolare di un’azienda di cosmetici e profumi, che in passato ha vissuto il suo splendore lanciando sul mercato il profumo ‘Rosso San Valentino’. Io interpreto il ruolo di Marco, considerato da tutti un poco di buono, un ragazzo violento e vendicativo che ha prestato denaro a Simone Argenti, interpretato da Emanuele Bosi, da lui persi a sua volta scommettendo nelle corse clandestine. Farò di tutto, senza alcun scrupolo, per riavere quei soldi fino a far saltare un portavalori e la stessa casa degli Argenti”.
A cosa stai lavorando attualmente?
“Ho appena ultimato le riprese di un film per il cinema, un’opera prima tratta dal libro di Grazia Deledda ‘La madre’ per la regia di Angelo Maresca, con Carmen Maura e Stefano Dionisi. L’uscita nelle sale è prevista per il prossimo autunno. Una storia drammatica e di grande attualità”.
Quali sono le tue esperienze professionali più importanti?
“Sembra retorico ma ogni esperienza professionale che ho fatto è stata per me importante e mi ha regalato delle forti e belle emozioni, dal teatro al cinema alla fiction. Sono molto affezionato al ruolo di Isaak nel film per il cinema di Ilaria Paganelli ‘Per Sofia’ per il quale ho ricevuto molti riconoscimenti e con cui abbiamo partecipato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2010. In teatro al ruolo di Armando nella Signora delle Camelie con Monica Guerritore. Inoltre grandi soddisfazioni me le ha date il recente Lilah, un cortometraggio di denuncia sugli abusi sessuali verso i minori in Thailandia e da cui il regista Joel Ramirez sta pensando di realizzarne il lungometraggio”.
Come ti sei scoperto attore?
“In realtà non credo che ci si scopra ‘attori’. Si prende consapevolezza di questa inclinazione attraverso esperienze formative e di crescita che maturi piano pianotrasformandole in una vera professione… almeno per me è accaduto questo! Fin da piccolo giocavo con mio fratello e i miei cugini a ricreare il Festival di Sanremo o i grandi varietà del sabato sera. Crescendo son passato alla convinzione che questa doveva essere la mia strada che tuttora percorro con grande gioia e rispetto ma anche con tanta fatica e dissapori”.
Qual è la tua formazione?
“Dopo essermi formato presso il Laboratorio Teatrale dello Stabile dell’Umbria CUT (centro teatrale universitario), mi sono trasferito a Roma per conseguire il diploma alla Scuola Nazionale di Cinema. Ho seguito il Masterclass di perfezionamento presso il centro di alta formazione teatrale diretto da Luca Ronconi a  Santa Cristina Gubbio. In questo mestiere , tuttavia, non si finisce mai di imparare. E’ per questo che continuo a seguire corsi e seminari per mantenere vivo l’allenamento”.
Hai fatto cinema e diverse fiction… E il teatro?
“Io nasco col teatro. La mia formazione parte da lì con Valeria Ciangottini, Enzo Maria Aronica, Anna Maria Guarnieri presso il CUT dello Stabile dell’Umbria partecipando a vari spettacoli con ruoli più o meno grandi.Quando posso e me lo permettono cerco sempre di farne tanto e di buono. Grandi esperienze e soddisfazioni con Monica Guerritore nella Signora dalle camelie, con Irene Papas nell’Antigone al Teatro Greco di Siracusa, con Lando Buzzanca nella commedia musicale La zia di Carlo. Per un attore è l’unica e vera palestra di formazione artistica”.
Hai un tuo rituale che segui prima di girare una scena?
“Non ho un rituale vero e proprio. Mi concentro molto fino a quando non sono convocato sul set o sul palco. Sto in camerino, preferibilmente solo, cercando di immedesimarmi nel personaggio e in quello che mi è richiesto di fare”.
C’è un regista dal quale sogni di essere diretto?
“Ce ne sono tanti, il nuovo cinema italiano non ha nulla da invidiare a quello straniero. Apprezzo molto Sorrentino, Virzì, Diritti, Garrone,ma anche tanti emergenti che recentemente si son fatti notare con storie bellissime e originali e che riscuotono successo in molti festival nazionali e internazionali”.
Cosa guardi principalmente in tv?
“Guardo di tutto, sono onnivoro. Spazio dal genere nazional-popolare ai vecchi programmi che grazie alla tv on demand riesco a rivedere e con cui sono cresciuto. Vedo serie americane, qualche documentario, i film che mi sono perso al cinema e trasmissioni musicali”.
E al cinema?
“In realtà dovrei andarci più spesso… Sono un amante delle grandi storie , dei grandi melò anche in costume. Mi piacciono film psicologici, film di denuncia come ‘Precious’ o che partono da un’esperienza autobiografica e personale. Sono molto legato a film come ‘Non lasciarmi’, ‘The help’, ‘Revolutionary road’, ‘Se mi lasci ti cancello’, fino agli ultimi come ‘La miglior offerta’ e ‘The master’ ”.
C’è un attore che ammiri particolarmente?
“Apprezzo sia come attore sia come regista Sergio Castellitto. Per me è un artista completo in tutto quello che fa e chissà se prima o poi riuscirò a coronare il sogno di lavorarci insieme”.
A che punto è la tua carriera? Sei soddisfatto di quanto fatto finora?
“Difficile rispondere a questa domanda. Posso dire che nonostante faccia questo lavoro da anni mi considero solo all’inizio della mia carriera. In tutto quello che ho fatto e faccio cerco di metterci tanta energia e consapevolezza per raggiungere livelli buoni e dignitosi. Devo fare tanta strada e questo non mi spaventa. Sono soddisfatto di quanto fatto finora perché ho avuto la possibilità di collaborare con grandi artisti del teatro e del cinema che sono in linea con la mia idea di arte e di professionalità”.


Your Comments

0 Responses to Giordano Petri: “Questa è la mia strada”



Post a Comment!

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Username*


Email*


Blog / Homepage?


Comment*


È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

s

Cerca

Categorie

Archivio Giornali PDF


© GP magazine • Autorizzazione del Tribunale di Roma n.421/2000 del 6 Ottobre 2000