Giorgio Marchesi “Il futuro appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni”


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Il bravissimo attore bergamasco ci parla delle recenti esperienze televisive e teatrali. Di lui colpisce la capacità di entrare nel personaggio e di renderlo unico. D’altronde ha un curriculum di tutto rispetto ed è nel pieno di una carriera ricca di soddisfazioni

di Giulia Bertollini

Non l’ha spaventato neppure il dialetto siciliano tanto che quando gli è stato proposto di partecipare alla serie Tv de “La stagione della caccia” non se l’è fatto ripetere due volte. Dopo il grande successo della seconda stagione de “L’allieva”, Giorgio Marchesi torna in tv vestendo i panni del comandante Emiliano Saint Vincent. Un personaggio che, come ci ha rivelato in questa intervista, gli ha permesso di confrontarsi con una realtà diversa venendo a contatto con le bellezze della Sicilia, una terra che lo ha stregato anche per l’umanità delle persone. In questa intervista, realizzata a margine della conferenza stampa di presentazione della serie, Giorgio si è raccontato a cuore aperto tra dettagli inediti della sua vita privata e impegni futuri.

Giorgio, sei stato uno dei protagonisti della serie “La stagione della caccia”. Ci puoi raccontare qualcosa sul tuo personaggio?

“Interpreto Emiliano Saint Vincent, un comandante di guarnigione di Vigata che ha origini francesi e piemontesi. Stringerà un’amicizia con Fofò La Matina, interpretato da Francesco Scianna e andranno a caccia insieme”.

Come ti sei avvicinato a questo personaggio e in che rapporto sei con Camilleri?

“Sono felice ed orgoglioso di aver preso parte ad un progetto scritto da Andrea Camilleri. Considerando che sono bergamasco mi sono detto ‘ma quanto mi ricapita’ e quindi senza pensarci due volte ho accettato subito la proposta. Stimo molto Andrea come scrittore, come intellettuale e soprattutto come uomo. Quello che mi colpisce della sua scrittura è l’utilizzo di un italiano che noi non parliamo più e la capacità di arrivare a tutti. E questo riescono a farlo solo i grandi”.

Come ti sei trovato a recitare in costume?

“Adoro lavorare in costume perché è espressione di periodi storici diversi. In questa serie, oltre ai costumi, sono state utilizzate le carrozze trainate dai cavalli e altri mezzi di locomozione tipici di quell’epoca. Anche la psicologia dei personaggi è risultata interessante. Il regista mi ha chiesto di dare al mio personaggio un forte accento piemontese e nel lavorare su questo ruolo mi sono immaginato quali difficoltà potesse incontrare un uomo del 1880 che si trovava a viaggiare verso Sud arrivando su un’isola sconosciuta”.

Cosa troviamo di Giorgio in questo personaggio?

“Come Emiliano, sono rimasto attratto da una terra bellissima, la Sicilia appunto. Non ci ero mai stato prima. Sentire i profumi, vedere il mare e cogliere il calore della gente mi ha fatto sentire a casa”.

Stanno girando alcune indiscrezioni in merito alla conferma delle riprese della terza stagione de “L’allieva”. Ci puoi dire qualcosa?

“Ho avvertito dell’ottimismo. Non so ancora nulla però. Sono in attesa di capire quale destino riserveranno gli autori al mio personaggio”.

Intanto, sei anche in tour nei teatri italiani con lo spettacolo “Le notti bianche”. 

“Quello che mi ha spinto ad accettare questo impegno è stato affrontare un autore come Dostoevskij. E’ un testo molto attuale perché parla di amore ma anche di sogni. Essere sognatori nella vita e immaginare la vita degli altri è un qualcosa che accomuna tutti. Con l’era digitale, il rapporto con la realtà è cambiato. Siamo disposti più a stringere amicizia sui social piuttosto che ad incontrarsi nella vita di tutti i giorni”.

In una società in cui i giovani lottano per costruirsi un futuro, sognare è ancora possibile?

“Credo che i giovani debbano essere dei sognatori perché sono quelli che devono costruire il futuro. Bisogna lottare per i propri sogni ed alzare l’asticella rispetto a ciò che ci circonda, superare i propri limiti. Poi magari non si riesce però vale la pena provare”.

Ti sei mai trovato in una situazione in cui sentivi che il tuo amore non era corrisposto?

“Sì, è capitato due volte di illudermi. Devo dire che è bruciato tanto. Il mio personaggio nello spettacolo reagisce in modo molto poetico. Al contrario di me che non sono rimasto tanto tranquillo”. (ride)

Progetti futuri?

“Sta per partire un’altra serie di Rai Uno “L’Aquila – Grandi speranze”. E’ un progetto a cui tengo molto. Abbiamo tutti il terrore che il terremoto possa avvenire da un momento all’altro. Ho vissuto l’Aquila avendo l’idea di un luogo con il cuore strappato. Una tragedia del genere provoca delle mancanze e delle assenze”.


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